Lo Spirito di
Verità e di Errore
Corso in 12 Lezioni di Bob
Mumford[i]
Questa
lezione ci insegna “come riconoscere i
falsi profeti.” Gesù nel Vangelo, e gli apostoli nelle lettere, non cessano
un istante di avvertirci e insegnare sui falsi profeti. Predisse poi che questi
sarebbero stati particolarmente abbondanti negli ultimi tempi.
Possibile
che oggi questo avvertimento non sia più valido? Che tutti i profeti e maestri
della nostra epoca moderna siano puri e autentici? Che Gesù si sia sbagliato
nel metterci in guardia?
COME RICONOSCERE I FALSI
PROFETI
“Ma il profeta che
avrà la presunzione di dire in Mio nome una cosa che Io non gli ho comandato di
dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta
dovrà morire… ‘Come riconosceremo la parola che il Signore non ha
detto?’”
Insegnamenti pratici per un cristianesimo autentico
Cercheremo di capire come
riconoscere la profezia vera dalla falsa,
i profeti veri dai falsi, i maestri e l’insegnamento
falso, e di stabilire la
provenienza di tutte queste cose.
Prendiamo un insegnamento tratto dal Deuteronomio (18,
17-22):
“Io susciterò un profeta in mezzo ai loro fratelli
e gli porrò in bocca le Mie parole ed egli dirà loro quanto gli ho comandato.” (v. 17) [è questa l’utilità per Dio di avere un vero profeta:
dice quello che Dio vuole, anche se gli costa!].
“Se
qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, Io gliene domanderò
conto.” (19) [É la
responsabilità che portiamo su di noi quando ascoltiamo la Parola del Signore].
“Ma
il profeta che avrà la presunzione di dire in Mio nome una cosa che Io non gli ho comandato di dire [cioè che rivestirà col nome del Signore ciò che lui,
il profeta, dice], o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà
morire. Se tu pensi [e qui vediamo come Dio anticipi le nostre
necessità]: ‘Come riconosceremo
la parola che il Signore non ha detto?’” (20-21).
Questo
è proprio uno dei temi
dell’insegnamento di oggi:
Riconoscere
quando la parola viene dal Signore e quando ha altre origini. Perché
se
viene
dal Signore, abbiamo un impegno, una responsabilità verso di essa. Se invece
non viene da Lui, l’insegnamento della Scrittura ci dice:
“Quando
il profeta parlerà in nome del Signore e la cosa non accadrà e non si
realizzerà,
quella parola non l’ha detta il Signore; l’ha detta il profeta per presunzione: di lui non devi avere paura.” (22)
Ø In altre parole, il profeta è passato avanti a Dio. Pensate che la cosa sia possibile?
Ø Ma il versetto di fa notare che se non è parola del Signore, non dovete avete paura del profeta, alleluia!
In 1 Corinzi 14, 29-33,
troviamo una lezione importantissima sull’argomento:
Come
distinguere il falso profeta dal vero? - Infatti se è vero, va seguito, mentre altrimenti va
lasciato perdere.
Ø
Mi sono ritrovato in
alcune chiese “governate” dalla profezia, dove alcuni profeti rivestivano
col nome del Signore i loro pensieri (v. 20). Ma sta
a noi giudicare:
“I
profeti parlino in due o tre e gli
altri giudichino.”
Ø Pur di non dover fare il discernimento, preferiremmo buttar fuori tutti i profeti!
Ø Oppure vorremmo credere ad ogni cosa che viene detta, perché non vogliamo prendere una decisione?
Ø Ma il Signore ci chiede di giudicare la profezia.
1.
Libertà: “I profeti
parlino...”
2.
Limitazione:
“”Siano in due, o al massimo in tre a parlare”
3.
Fallibilità:
“Gli altri giudichino.”
I falsi profeti rivestono col nome del Signore ciò che loro dicono. Ma
solo se è veramente Dio dobbiamo impegnarci in quanto è stato detto. Ma come
fare a riconoscerlo?
Tu non puoi avere il diritto di giudicare una cosa di cui non hai la giusta, vera comprensione
spirituale. Così,
Non potrai giudicare la profezia con una
mente carnale.
Ø Se vivi sotto altre regole, altre scritture e altri tipi di comprensione spirituale,
Ø
se non vivi nella docilità allo Spirito Santo, come puoi
giudicare la profezia?
Conosco un pastore
pentecostale nella cui chiesa un giorno una donna si alzò in piedi e profetizzò:
“Così dice il Signore: lasciate immediatamente questo posto!”
Ø Quel pastore ebbe abbastanza cervello da capire che era Dio e da abbandonare subito la Chiesa, seguito da tutti i fedeli.
Ø Pochi istanti dopo (era tempo di guerra) una bomba piombò su quella chiesa e la distrusse. E tutti furono salvi. Fa differenza dar seguito a una profezia, oppure pensare: “Sì, è una buona donna, ma non credo che il Signore intenda davvero farci abbandonare la chiesa proprio ora, nel bel mezzo della preghiera!”
Proseguiamo
la nostra lettura di 1 Corinzi 14:
“Se
uno di quelli che sono seduti riceve una rivelazione, il primo taccia”
(30).
Ø La gente dice che Dio non interrompe se stesso. É prestare attenzione.
Ø “Tutti infatti potete profetare, uno alla volta, perché tutti possano imparare ed essere esortati. Ma le ispirazioni dei profeti devono essere sottomesse ai profeti, perché Dio non è un Dio di confusione, ma di ordine”
Ø La cosa più facile sarebbe rigettare la profezia per non doverla giudicare.
Ø Ma allora ve ne andate alla cieca, senza guida, ed è proprio quanto avviene in molte chiese:
Ø sono legate alla profezia fino ad esserne schiave, senza usare il discernimento;
Ø oppure hanno rigettato profeti e profezia e non se ne interessano più.
E come può avvenire una cosa simile? Quei profeti cominciano a
dire:
Ø
“Così
dice il Signore ...” e mettono l’etichetta di Dio sui propri pensieri, legalizzandoli.
Ø
Se durante la preghiera
un profeta dice: “Alzate le braccia, lodate e adorate il Signore!" Se è
parola di Dio dobbiamo farlo.
Una volta, ad un
raduno internazionale, un profeta disse:
“Toglietevi le scarpe, perché questo luogo è santo ...” Noi che abbiamo
fatto? Uno a uno, ce le siamo tolte. E il Signore Si fece presente con una tale
potenza che riuscivamo a fatica a respirare. É una questione di obbedienza.
Ma c’è un altro problema:
La profezia non è
vera al 100%, o falsa al 100%. Sarebbe bello e
facile se lo fosse. Ma purtroppo, le cose stanno diversamente.
Ø
Pensate che il nemico
possa portare un uomo a dire una cosa falsa e cattiva? Certamente!
Ø
Spesso riesce a far
sì che delle persone buone insegnino cose sbagliate.
E tutti siamo soggetti a questo rischio.
Ø
Pietro ce lo
dimostra chiaramente - è un uomo buono che
ha detto una cosa cattiva.
Gesù aveva molto
discernimento e comprensione e non era facile metterlo nei guai. Ed ecco che Pietro pensa
di darGli un ottimo consiglio: “Maestro, non puoi andare là a soffrire!”
Ø Non è dal suono e dall’apparenza delle parole che possiamo giudicare se il profeta è falso!
Ø Non è di ciò che è evidente che ci dobbiamo preoccupare,
Ø ma di un uomo buono che dice una cosa falsa.
Ø Questo non piace a nessuno. Preferiamo aver fiducia nella persona e prendere per vangelo tutto ciò che dice. Ma Dio ci aiuti!
Ø Quindi, i profeti di cui dovete temere non sono quelli falsi al 100%, evidenti a chiunque,
Ø ma le brave persone che dicono cose cattive, o false.
Ø “Signore, non andare a soffrire!” Fu Pietro a dirlo, e suonava bene. Ma era frutto di disobbedienza, e il risultato sarebbe stato la perdita dello scopo di Dio.
Quando un uomo buono dice una cosa cattiva, è una
questione davvero eccitante.
Vi
Ecco
qui 2 bottiglie apparentemente uguali
QUALE PENSATE VI AMMAZZI MEGLIO?
Ø Pensate forse che la Coca “corretta” vi ammazzi di meno?
Ø Nessuno berrebbe veleno puro, e per questo il nemico prende qualcosa di ciò che piace alla gente e introduce qualche goccia di morte in un insieme di verità.
Ø Allora diventa indispensabile prendere dei provvedimenti seri:
Dobbiamo imparare a discernere i miscugli sia nella profezia,
sia nei discorsi della gente, e dei profeti o maestri in particolare.
Ø Tutti quelli che hanno paura di farlo, o che non ci credono, se ne stiano pure a casa loro.
Ø Se volete procedere con Dio, vi posso garantire che vi sono collegati dei rischi.
Ø Troverete molti spiriti strani, strani uccelli, strana gente, persone, insegnanti, predicatori strani.
Ø Ma dovrete discernere quanto viene detto, conoscere bene i criteri su cui basarvi, e che vi permetteranno di misurare queste cose secondo la Bibbia.
Se quelle cose,
valutate in Dio, risultano vere, devono essere
un impegno per voi. Una volta valutato e misurato, non dovete più avere paura.
Ø Perché se un profeta buono va oltre i limiti e sbaglia, porta distruzione all’intera assemblea, agli individui o a chiunque altro.
Ø Un profeta buono che va oltre, o che non espone tutto,
Ø È USATO DAL NEMICO per inserire nel suo messaggio quel tanto di morte sufficiente ad avvelenare tutto il messaggio e a portare distruzione.
Ø Se il profeta cresce nel ministero e nell’uso del dono, aiutato anche dal discernimento dei fratelli, si avvicinerà sempre più alla profezia pura, fino a raggiungere una purezza relativa del 100%.
Ø Quella persona sarà stata “corretta” da Dio, “purificata” attraverso le prove.
Alla mia prima
predica - Dio mi parlava appena - presi il sermone ascoltato da
un prete giapponese.
Ø Dio mi fu vicino e benedisse le persone che mi avevano ascoltato. Ma ero stato io a predicare.
Ø Poi ho ricercato il Signore affinché mi portasse ad un ministero di insegnamento puro, per quanto possibile; e mi correggesse quanto era necessario.
Costa caro -
ma voglio
arrivare a conoscere il contatto più puro possibile per me, onde permettere
alla gente di avere dei ministri su cui fare affidamento.
Ø
Al cento per cento?
COME GIUDICARE? - Come si valutano profeta e
profezia?
Ø Sulla base della parola di Dio. - Su quella base dobbiamo valutate il profeta e stabilite il miscuglio che si manifesta nella sua vita.
Ø Si potrebbe usare un metodo più facile: cacciare il profeta;
Ø
o non permettere a nessuno di parlare in lingue, o di
interpretare. Allora non ci sarà bisogno di valutare.
Ricordo la mia prima
profezia. Capii dove avrei dovuto fermarmi, perché il Signore Si
fermò. Ma non io! Mi piaceva troppo! Così, Dio disse qualcosa, e Mumford
aggiunse il resto.
Ø Volete sapere qual è stata la profezia più potente che io abbia ascoltato?
Ø Fu una sera ad un incontro, quando un uomo si alzò e disse ad alta voce: “Gesù, Gesù, Gesù!” E niente altro.
Ø E la potenza di Dio fu su di noi. Quell’uomo disse solo ciò che Dio gli aveva ispirato.
Lo scopo dell'intero “trattamento”
correttivo di Dio verso di noi ha uno scopo preciso: liberarci dal miscuglio, per permetterci
di arrivare a produrre una profezia sempre più pura e perfetta.
Gradi di falsità nella profezia
- Ora sappiamo che i profeti non sono falsi al 100%, e che
vi sono vari gradi di falsità.
Ø Ogni dottrina falsa, ogni spirito strano, fa riferimento alla Bibbia.
Ma qui non è la valigia
che conta, bensì il suo contenuto!
Ø E se vedete che contiene rapimenti e altre manifestazioni strane, potete cominciare a sospettare.
Ø e tutto sarà rivestito di Bibbia!

Valutare é indispensabile
- Dobbiamo
giudicare, discernere la profezia anche se non ci piace.
Ø Dobbiamo capire cos’è la verità spirituale e cos’è l’errore. E le due cose vi vengono presentate insieme.
Ø É necessario imparare a discernere, a leggere tra le righe, a distinguere, se vogliamo davvero crescere nella vita dello spirito.
Come disse Paolo ai Tessalonicesi: “Dovete provare
ogni cosa.” Altrimenti potete fare
come la maggior parte della gente: gettate via tutto. Ma non è un criterio
biblico (1 Ts. 5,21).
Profezia e falsi profeti
(Ger. 23,16-17)
“Così
dice il Signore: ‘Non ascoltate le parole dei profeti che profetizzano per
voi; essi vi
fanno credere cose vane, vi annunziano fantasie del loro cuore ...” (16)
Ø Qui cioè non si tratta di un demonio, ma del cuore del profeta. Se, davanti ad un malato di tumore, un profeta prova intensa compassione e gli dice: “Così dice il Signore: tu presto sarai guarito!”
Ø
La cosa non viene dal demonio, ma dal cuore del profeta, che
desidera ardentemente che Dio faccia quel miracolo, e cerca di metterlo in
causa. L’uomo tuttavia non guarirà perché Dio non agisce in questo modo.
Ø Dobbiamo capire che queste non
sono cose diaboliche, ma provengono dal cuore umano che cerca di costringere
Dio ad agire.

Ø Il punto è questo: vorremmo credere che,
Ø se siamo davvero sinceri, non potrà succedere niente di male. Ma questa è una trappola!
“...
e
non quanto esce dalla bocca del Signore.
E dicono a coloro che disprezzano la parola del Signore: ‘Voi avrete la pace!’” (E suona anche bene!) “E a quanti seguono la
caparbietà del loro cuore dicono: ‘Non vi coglierà la sventura!’”
(17)
Ø Sono parole meravigliose, consigli buoni. Ma il profeta parla seguendo la compassione del proprio cuore. Di qui la necessità di imparare a discernere, cioè a capire il vero dal falso.
è Si tratta di non stare attaccati alle tradizioni che non funzionano, ma di cercare ciò che Dio sta facendo, e adeguarvisi.
Ø Cercano di parlare di pace quando pace non c’è, di dire parole meravigliose quando non andrebbero dette. Esprimono l’immaginazione del loro cuore.
Devo confessare che nei
primi anni del ministero ho fatto anch’io di queste cose.
Ø Ho detto parole consolanti a persone che Dio stava correggendo, perché provavo dispiacere per loro e volevo incoraggiarle. Così dicevo loro che Dio le avrebbe benedette e confortate, mentre Dio le stava correggendo e formando.
Ø
Di natura io sono dolce e non mi piacciono le cose severe e
difficili, ma solo quelle belle. Così dicevo loro: “Il Signore vi benedirà
...” con una disfatta! Ogni profeta è capace di dire una cosa simile, e
anch’io, perché amo la gente. E lo vediamo anche dalla Scrittura che ce ne fa
gli esempi. Ma ricordate il punto chiave:
Ø
“Che nessuno vi inganni con parole vane ...” cioè,
dicendovi cose belle che il Signore non ha detto.
Profezie e maturità del gruppo
-
Le profezie che il Signore dà ai gruppi sono a seconda
del loro grado di maturità:
Ø “Io sono sempre con voi e vi amo.” É cosa da bambini. Dal tipo di profezie che ricevete potete capire il cammino che avete fatto.
Ø Ad alcune chiese il Signore ha dato per trent'anni quel tipo di profezie, per rassicurarle che non era andato via; ma quel gruppo di persone non stava crescendo.
Tuttavia, anche se il
gruppo sta crescendo il Signore dà profezie che lo rassicurano della Sua
presenza e del Suo amore - perché c’è sempre chi non capisce i messaggi più
profondi, e Dio pensa anche a loro.
Ø
Si tratta quindi di imparare a giudicare noi stessi.
Il miscuglio nella profezia
(Gc.
3) - Il miscuglio è una cosa strana:
riguarda un uomo buono che dice una cosa sbagliata.
Consideriamo
ora se il concetto è biblico:
“Fratelli, non
vi fate maestri in molti, sapendo che noi
riceveremo un giudizio più severo,
...”
Ø significa che non dobbiamo andarcene sempre in giro a distribuire consigli.
“...
poiché tutti manchiamo in molte cose. Se
uno non manca nel parlare, è un uomo perfetto,
capace di domare tutto il corpo. Quando mettiamo il morso in bocca ai cavalli
perché ci obbediscano possiamo dirigere anche tutto il loro corpo...”
Ø Quante volte ho offeso con la bocca e quante cose vorrei non aver mai detto!
“... e
contamina tutto il corpo.” (Cioè il corpo di
Cristo).
“Ma la lingua nessun uomo la può domare: è
un membro ribelle, è piena di veleno mortale.”
(8)
Il versetto 9 ci presenta il miscuglio, e vi prego
di capirlo per amore di Gesù. Mumford è capace di miscuglio proprio come
Wilkerson e come tutti gli uomini noti come uomini di Dio!
Ø Ogni uomo è capace di dire la cosa sbagliata al momento giusto. E sta a voi imparare a discernere, a leggere tra le righe e ad eliminare ciò che non va.
Ø Con ciò non intendo dire che dovete ricercare il dono del “sospetto,” ma solo imparare.
Ø
Non dovete assorbire le cose senza averle prima soppesate e averne
esaminata l’origine.
Ed
ecco in Giacomo 3,9, come la Bibbia espone “miscuglio”:
“Con essa (la lingua) benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini, fatti a somiglianza di Dio.”
Ø Questo “malediciamo” non significa dire parole cattive.
Ø In greco significa ferire, fare cose maligne alla gente, ingiuriarli dicendo cose che non si dovrebbero dire. E con la stessa bocca benediremo il Signore! Capite cosa intendo dire?
Ø
Quindi Giacomo passa a darci degli esempi presi dalla natura:
Ø “Forse la sorgente può far sgorgare dallo stesso getto acqua dolce e amara?
Ø Può forse un fico produrre olive o una vite produrre fichi?
Ø
Neppure una sorgente salata può produrre acqua dolce.”
Ø Qui Giacomo ci dice che il parlare con asprezza dei fratelli è contrario alla natura, che non agisce così! Se trovate olive su un fico avete ragione a chiedervi cos’è successo!
Ø
Se venite da me e vi aspettate amore e comprensione, ed io vi
caccio via con sgarbo dicendovi di non potervi parlare perché ho da fare, ne
restate feriti. Pensate che io riesca a fare una cosa simile? Eppure l’ho
fatto! E dalla stessa fontana sono uscite acqua dolce e amarezza; è miscuglio,
che dobbiamo imparare a discernere.
In una sola persona non
si è trovata frode: Gesù! É stata l’unica persona dalla cui bocca è uscita
solo dolcezza. Come vorrei che anche da me uscisse una corrente così pura
dell’amore di Dio!
“Quando fu
portato davanti a Pilato, non aprì bocca...” “Chi sei? ... Non sai che ho
il potere di ucciderti?” “Non avresti alcun potere su di me se non ti fosse
stato dato dall’alto.”
Ø
Mio Dio! Queste cose mi distruggono, forse perché tante volte
posso identificarmi con Pietro: “Signore, costruiamo tre tende!” E sapete
cosa aggiunge poi la Scrittura? “Perché non sapeva cosa dire.”
Lo scopo del
“trattamento correttivo” di Dio è portarci
al punto in cui non ci sarà più inganno sulla nostra bocca.
Ø Una delle cause dei guai nelle chiese è stata proprio la lingua. Tutti si danno da fare in quel senso, e le notizie corrono più della luce.
Ø É qualcosa di incontrollabile, e dalla stessa fonte esce il miscuglio. Ma Dio giudica il miscuglio.
Billy Graham ha un metodo molto
sicuro per evitare il miscuglio perché fa
sempre riferimento alla Bibbia. Vi si attacca e la segue.
Ø Quando c’è un vantaggio personale, è facile mentire contro la verità.
Ø Se ti costa la sconfitta, l’umiliazione di dover ammettere che avevi torto, allora possiamo arrivare a mentire.
Ø Gelosia o invidia significa soffrire per ciò che hanno gli altri.
Ø E lo spirito di contesa lo abbiamo in cuore.
Quando in noi vi sono
queste tendenze, è facile mentire contro la verità per ricavarne vantaggio
personale.
Ø
Quanti sanno di aver mentito contro la verità per sicurezza o per
motivi personali? Più siete minacciati, più siete tentati a mentire.
Discernere la fonte
o il frutto (Gc. 3, 15-18)
Voglio dimostrarvi come discernere e dire cosa è vero e cosa non lo è, e se lo imparerete ne vedrete il frutto o scoprirete
l'origine delle azioni.
Ø Vi sono DUE TIPI DI SAGGEZZA SOPRANNATURALE.
Ø Non tutta la saggezza viene dall’alto, e se avvertite qualcosa “dentro,” non dovete pensare che debba provenire per forza da Dio.
Ø Sarebbe bello se fosse così, ma dovete sempre discernere:
Ø “Non è questa la saggezza che viene dall’alto: è terrena” cioè ha a che fare con cose della terra.
1.
La saggezza terrena
- É originata dalla terra. Con questo
tipo di saggezza possiamo utilizzare le cose di Dio e i suoi doni per averne
vantaggi materiali e personali.
2.
La saggezza sensuale
- Vi faccio una illustrazione: per
anni in varie chiese è circolata la dottrina della “sposa spirituale.”
Quando vi siete sposati non eravate credenti e non avete trovato la moglie
giusta perché non conoscevate Dio.
-
Ma ora che credete, la
cercate, e non appena la incontrate ricevete la testimonianza dello ‘spirito’.
-
Come dottrina non c’è
male, vero? Così avete la sposa spirituale; e vi ritrovate con due spose:
quella naturale e quella spirituale. Ma Dio non è all’origine di questo
frutto.
Ø
Ora vi dirò qualcosa
sul cielo di Maometto.
Sapete in cosa consiste?
Ø
Se siete stato ucciso in
battaglia, ricevete dieci vergini
e tutto il vino che riuscite a bere.
Ø
Cosa c’è dietro? La sensualità.
Sono cose che eccitano i sensi, l’amore umano,
Ø
e da questo è
possibile discernere la fonte ...
3. La saggezza
demoniaca - É la progressione delle saggezze precedenti, ed è
diabolica. Ha cioè tutta la
natura delle manifestazioni demoniache.
Ø
Si
appella ai sensi, ma la sua origine è dal basso.
Ø
É
soprannaturale,
ma sta a voi discernere la sua origine, perché all’apparenza
può sembrare spirituale.
Ø
Ma possiamo
riconoscerla dai frutti.
I
frutti della saggezza dal basso
Ø
Questi tipi di saggezza
producono il frutto delle opere della carne e del diavolo:
“Poiché dove
c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive
azioni” (Gc. 3,18).
Ø E questo è il frutto della saggezza dal basso. Un esempio:
-
Un uomo è pastore di una chiesa fiorente ed è molto amico del suo
collaboratore, che gli è vicino da dieci anni. Un giorno una voce gli sussurra:
“Il tuo amico sta cercando di portarti via il posto!” E ritiene di aver
ricevuto saggezza da Dio! Ma il frutto dà l'avvio a dei “sospetti” verso l’amico, alle paure, e così iniziano tra
loro lotte, contese, invidia, confusione, problemi.
Ø
Non appena dai frutti ci renderemo conto dell’origine
dell'ispirazione, potremo rimediare e chiarire la cosa con il fratello.
L’origine
dell’ispirazione, infatti,
Ø non la vediamo dalle parole ascoltate,
Ø ma dai frutti che seguono, dai fatti che stanno dietro a quelle parole, dalle implicazioni.
|
|
“La sapienza che viene dall’alto - vi sono dunque due tipi di sapienza, una dall’alto e l’altra dal basso - è anzitutto pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità, senza ipocrisia. Un frutto di giustizia viene seminato nella pace per coloro che fanno opere di pace.” |
E quindi, la saggezza dall’alto è
innanzitutto:
1. Pura -
Proviene da una radice santa, buona.
Dovrei dubitare di ogni voce che produce sospetto verso i fratelli perché non è pura, ha doppiezza,
intrigo. Può anche darsi che Dio mi avverta di qualche pericolo, ma Dio ha un
sistema diverso, e lo vedremo.
2. Pacifica - La pace è una delle
forme più grandi della guida di Dio in tutta la Bibbia, e voglio provare a
spiegarlo.
Innanzi tutto vi
sono due tipi di pace:
a)
la “pace con Dio”
(Rm 5,1), per quanti hanno accettato il messaggio di salvezza di Gesù: “Giustificati
dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio,” e
b)
la pace di Dio,
che è solo per quanti
hanno fatto pace con Dio.
Se tra voi e Dio vi
è della ruggine, se vi sono disaccordi
e disobbedienza, nel rapporto subentrano le difficoltà e la pace se ne va via.
“E la pace
di Cristo regna nei vostri cuori” (Col. 3,15).
Ø
Questa pace deve regnare in
noi, e quando viene turbata da
qualcosa, è già un modo per discernere l’errore che può insinuarsi.
Allora possiamo sapere che qualcosa non va, pur senza sapere ancora di preciso
cosa. Ma poi il Signore ce lo farà capire.
Ø
La pace
di Dio è dichiarata in tutta la Bibbia ed è la sola
cosa che il diavolo non può imitare.
Ø
Per
questo Paolo ci dice che proprio questo tipo di pace deve regnare in noi.
Non dobbiamo
permettere a niente di sconvolgere la nostra pace. Ciò non
significa non avere alcun guaio:
Ø
possiamo
essere nei guai fin sopra i capelli, ma anche nella pace. Parlo della pace soprannaturale
di Dio nello Spirito.
3. Mite - La parola greca
corrispondente significa “sopporta.”
Quanto
bisogno abbiamo della sopportazione! Non è possibile cambiare tutti come
vorremmo.
Ø
Ma la saggezza
dall’alto è gentile e sopporta, ti suggerisce di perdonare ancora, di tentare di nuovo di aiutare
quella persona, di avere pazienza e di pregare per lei.
Ø
mentre quella
dal basso ti
mette contro la persona, ti porta a mandarla via, a scacciarla da te e
dalla tua chiesa pensando così di risolvere i problemi.
Ø
Sono
queste le cose che provengono da Dio, che hanno origine in Lui.
4. Arrendevole - È una saggezza
aperta all’insegnamento, alla correzione, alla partecipazione dell’esperienza degli altri.
Ø
E non
rifiuta di discutere le proprie rivelazioni.
Ø
Se
è troppo sicura della propria spiritualità e non intende discuterla
con quanti vorrebbero dire qualcosa al riguardo, o se ha rivelazioni solo
private, attenzione!
Ø
Infatti,
se è Parola di
Dio, potrà
e vorrà
stare al
confronto,
Ø
ma
se non lo è, il confronto lo rivelerà.
5. Piena di
misericordia - “Sapete cosa
mi ha rivelato Dio? Che Giovanni vuol prendere il mio posto e mandare via me!”
Ø
E allora
che farete? Getterete le sue cose, brucerete le sue carte e sarete voi a
cacciarlo via?
Ø
Ma Dio
non può avervi fatto una rivelazione che vi porti ad azioni tanto dure e
aggravate dalla lampante caratteristica satanica del disamore. Dio è pieno di
misericordia, e ciò che ispira è misericordia. La Sua misericordia non finisce
mai, dura per sempre.
Ø
Quando
Dio ispira una cosa, che si tratti di un problema da evitare o di una situazione da
correggere, ne deriva misericordia e andremo con amore dal fratello per parlare
insieme dell’argomento.
<