I TESTIMONI DI GEOVA e la Torre di Guardia
di Walter R. Martin
Parte 6ª
6 - I TESTIMONI DI GEOVA
E IL GOVERNO UMANO
|
Indice argomenti - Non si assoggettano ai governi e poteri dello stato - 2. Morte = sonno e incoscienza - 3. Gehenna = morte come distruzione eterna
|
- 4. Non esiste la dannazione eterna - 5. Il diavolo non può stare ad alimentare il fuoco dell’inferno - 6. Caricatura della parabola di Lazzaro e del Ricco Epulone – realizzata nel 1918 d.C. |
I Testimoni di Geova si rifiutano di rendere omaggio in qualsiasi modo alla bandiera di qualunque nazione e perfino di difendere la propria patria dagli assalti del nemico.
ð Il patriottismo che esibisce armi non rientra tra le loro credenze, poiché essi reclamano di essere gli ambasciatori di Geova e come tali si proclamano indipendenti da ogni obbedienza a qualsiasi governo che non sia il Suo.
ð In questo secolo di incertezze la sincerità è una gemma preziosa e indubbiamente i Testimoni di Geova si ritengono sinceri,
è ma tutti i loro argomenti non valgono un bel nulla quando in Romani 13,1-7 S. Paolo sottolinea chiaramente il caso del governo umano come cosa stabilita da Dio.
ð Paolo si inoltra profondamente nell'argomento e giunge a rilevare che i "Poteri Superiori" (le regole del governo umano) sono permessi e sanzionati da Dio.
Quali supposti seguaci della Sua Parola i Testimoni dovrebbero ascoltare sia Cristo che Paolo e "dare a Cesare quel che è di Cesare," che nel contesto di Romani 13,1-7 significa chiaramente assoggettarsi alle regole del governo.
è Paolo sistema decisamente l'argomento e nella conclusione citiamo questo insegnamento:
è Ogni anima sia soggetta ai poteri superiori.
è Poiché non vi è altro potere oltre quello di Dio: i poteri che esistono sono ordinati da Dio.
è Chiunque quindi resiste al potere, resiste agli ordinamenti di Dio: e quelli che resistono riceveranno per se stessi la dannazione.
è I regnanti infatti non sono terrore per le opere buone, ma per quelle cattive.
è Vuoi dunque non aver paura del potere? fai il bene, e riceverai lode dallo stesso: Poiché egli è ministro di Dio per te per il bene.
è Ma se fai il male, abbi paura: perché egli è il ministro di Dio, un vendicatore per attuare l'ira su chi fa il male.
è Quindi è necessario che siate soggetti, non solo per l'ira, ma anche per il bene della coscienza.
è Perciò, per questo motivo pagate anche i tributi: essi infatti sono i ministri di Dio, che si curano continuamente proprio di questa cosa.
è Rendete dunque a tutti quanto è loro dovuto: i tributi a chi sono dovuti i tributi; le dogane a chi sono dovute, la paura a chi è dovuta; onore a chi è dovuto onore (Romani 13,1-7).
L'esistenza dell'inferno e la punizione eterna.
La questione dell'esistenza dell'inferno e della punizione eterna non è un problema per qualsiasi studente della Bibbia che desideri effettuare una esegesi onesta senza che venga impedita dagli insegnamenti di qualsiasi organizzazione umana.
ð I Testimoni di Geova impiegano parole gravide di emotività come "chi stride nel fuoco infernale", "bigotto," ecc., per descrivere i punti di vista teologici di chiunque si trovi in disaccordo con la loro filosofia.
ð Ma per capire la loro interpretazione va prima stabilito che le loro credenze non si basano su alcuna conoscenza solida o valida delle lingue originali e si dovrebbe ricordare che quest'unico fattore praticamente influenza ogni fase principale dello studio semantico.
Ora tuttavia considereremo il problema nel suo contesto, per metterlo in contrasto con l'interpretazione dei Testimoni di Geova che afferma di aver risolto il problema, per quanto sia difficile accertare su quale base.
1. L’Inferno non esiste – è la tomba
1.-- Tanto per cominciare, i Testimoni di Geova nella loro costruzione usano un ragionamento debole come grammatica, e dalle prove, esaminano di rado gli scritti originali oltre lo stadio del Dizionario e del Lessico.
è Io sono in grado di documentare e provare questo punto e rivelare questa lacuna.
è A Pag. 69 e 70 di Let God Be True (ed. 1946) appare la seguente dichiarazione:
Se doveste tradurre un libro da una lingua straniera in inglese e trovate 65 volte la parola straniera per pane,
- la tradurreste 31 volte pane, 31 pesce e 3 volte carne? Ovviamente no. Perché?
- Perché se lo faceste la traduzione non sarebbe giusta.
Infatti ciò che è pane non può allo stesso tempo essere pesce o carne e viceversa.
è Lo stesso vale per la parola Sheol. Se Sheol è la tomba, è impossibile che sia allo stesso tempo anche l'inferno. (45)
Dunque per il comune Testimone di Geova l'Inferno (Sheol) è alla lettera "la tomba," il luogo dove i mortali aspettano la risurrezione.
ð La loro argomentazione principale è che una parola Greca o Ebraica significa una sola cosa e che non ha un campo di significati.
è Si tratta di un accostamento tipico dei Testimoni di Geova che di nuovo rivela le lacune linguistiche dell'Organizzazione. Innanzitutto, proprio l'esempio usato dall'autore del capitolo relativo al pane, pesce e carne ecc., è una realtà nel testo della Bibbia, e se le parole non hanno dei campi di significato in contesti diversi egli è accusato di diffamare la Parola di Dio.
è Una piccola ricerca sarebbe bastata a rivelare questa verità.
ð Nel testo Ebraico la parola lechem viene tradotta 238 volte con pane, una volta con "festa," 21 volte con "cibo," una volta con "frutto," 5 volte con "pagnotta," 18 volte con "carne," una volta con "provvista," due con "viveri" e una con "mangiare."
è Questo mette a tacere la discussione che Sheol significhi sempre la tomba.
È chiaro che ha un campo di significati che va deciso dal contesto, non certo dalle congetture di autori disinformati.
2. Concetto non biblico di morte: come incoscienza o estinzione –
2.-- In secondo luogo, i Testimoni di Geova hanno una concezione della morte come di incoscienza o estinzione, definizione che non si trova nella Bibbia.
ð La morte nel senso biblico non significa mai estinzione o annichilimento, e non si troverà nemmeno una parola, Greca o Ebraica, in entrambi i Testamenti, che affermi che lo è.
ð Nella Bibbia la morte viene illustrata come una separazione: "L'anima che pecca ... sarà separata" (Ezechiele 18,4) è una resa migliore del senso convenuto dalla parola.
è Quando Adamo peccò, la sua anima si separò da Dio nel senso dell'amicizia – e di conseguenza quale risultato del peccato tutti gli uomini muoiono e sono separati da Dio a causa del peccato di Adamo e dei propri peccati.
ð Ma Dio ci ha offerto una riconciliazione nella persona di Suo Figlio e noi abbiamo una "nuova nascita," siamo rigenerati e riconciliati con Dio attraverso il Sacrificio di Suo Figlio, "nel quale abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue, e il perdono dei peccati" (cf. Giovanni 3,3-7;15; 16; II Corinzi 5,17-21; Colossesi 1,14).
è Vediamo quindi che la morte non è estinzione ma esistenza consapevole, come dimostrato in Matteo 17,1-3, quando Mosè ed Elia parlarono con Cristo.
ð Il corpo di Mosè era morto - nessuno lo negherà; secondo i Testimoni di Geova anche la sua anima era morta. Allora, chi o che cosa stava parlando con Cristo?
è La risposta è semplice: Mosè era un'anima vivente ed era vivo e consapevole!
A sostenere tutto ciò è la stessa dichiarazione di Cristo: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore vivrà; e chi vive e crede in me non morirà mai" (Giovanni 11,25).
ð La morte quindi è solo la separazione tra le personalità, non l'estinzione delle stesse (Isaia 59,1;2; vedi " Corinzi 5,8 e Filippesi 1,21-23).
3. Gehenna = morte come distruzione eterna ed estinzione
3.-- A pag, 77 di 'Let God be True' i Testimoni di Geova affermano che "in tutti i posti in cui 'inferno' è tradotto dalla parola Greca Gehenna significa distruzione eterna e estinzione."
Questa è davvero una sfacciata ed errata interpretazione della lingua Greca e certamente si affianca all'errore di "un dio" di Giovanni 1,1 quale eclatante esempio di totale falsità.
ð Nel Nuovo Testamento non vi è alcuna prova che Gehenna significhi annichilimento, mentre è piuttosto abbondante la prova del contrario.
è In Matteo 5,22 la Gehenna è illustrata alla lettera come "l'Inferno di fuoco," in 10,28 è accoppiata con apolesai "essere consegnati alla miseria eterna" (vedi Thayer, pag. 64). Indica miseria eterna, e in Matteo 18,9 le stesse parole confermano 5,22: "L'Inferno di fuoco."
ð Se dobbiamo seguire fino in fondo le argomentazioni dei Testimoni di Geova, Gehenna per loro significa semplicemente le fornaci ardenti di Hinnon.
è Ma quello è forse fuoco eterno? No! Perché oggi la valle dell'Hinnon non brucia e quindi, a meno che Gesù non intendesse che quell'esempio avesse valore solo per i suoi contemporanei, cosa che nemmeno i Testimoni di Geova affermerebbero,
allora la Gehenna deve essere quello che è, il simbolo della separazione eterna nel tormento consapevole da parte di una fiamma inestinguibile (Isaia 66,24).
4. Qual è la dottrina della Bibbia sull’inferno?
4.— Continuare a prefiggersi questa analisi del Greco è inefficace, perché deve essere chiaro dal contesto che più che la tomba o l'estinzione in Sheol è rappresentato l'Hade e la Gehenna.
ð Senza il beneficio di qualsiasi complicata esegesi testuale lasceremo che la Parola di Dio ci dia il proprio messaggio e lasceremo al lettore onesto decidere se punizione eterna, anziché annichilimento, è una dottrina della Scrittura.
è I versetti che seguono si riferiscono collettivamente a un luogo di tormento eterno consapevole, dove Satana e i suoi seguaci devono rimanere in una futura sofferenza o miseria eterna, separati dalla presenza di Dio e dalla "gloria della Sua potenza" (2 Tessalonicesi 1,9; cf. Thayer, pag. 443 [A] su olethors e Latin Vulnus - ferire).
1. E io vi dico, che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno del cielo.
è Ma i figli del regno saranno cacciati via nell'oscurità esteriore: ci saranno pianti e stridore di denti (Matteo 8,11-12)-
2. E saranno gettati nella fornace di fuoco: ci sarà pianto e stridore di denti (Matteo 13,42; 50).
3. Quindi il re disse ai servi: Legatelo mani e piedi e portatelo via, e cacciatelo nell'oscurità esteriore; ci sarà pianto e stridore di denti (Matteo 22,13).
4. Cercate di entrare dalla porta stretta: perché in verità vi dico, molti cercheranno di entrare, ma non vi riusciranno. Una volta che il padrone di casa si è alzato e ha chiuso la porta, e voi cominciate a stare fuori e a bussare alla porta dicendo: 'Signore, Signore, aprici; Egli vi risponderà: Non vi conosco e non so da dove venite: Allora comincerete a dire: 'Abbiamo mangiato e bevuto alla tua presenza e tu hai insegnato per le strade. Ma egli dirà: Ve lo dico, io non vi conosco; allontanatevi da me voi, operatori di iniquità. Ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe, e tutti i profeti, nel regno di Dio, mentre voi siete stati scacciati (Luca 13,24-28).
5. Queste sono sorgenti senz'acqua, nuvole portate dalla tempesta; alle quali è riservata per sempre la nebbia dell'oscurità (2 Pietro 2,17).
6. Onde furiose del mare, schiumeggianti la propria vergogna; stelle vaganti a cui è riservato per sempre il nero dell'oscurità (Giuda 13).
7. E il terzo angelo li seguì, gridando a gran voce,
è chiunque adori la bestia o la sua immagine, e riceve sulla fronte o sulla mano il suo marchio, berrà il vino dell'ira di Dio, che viene riversato senza mescolanza nel calice della sua indignazione;
è e sarà tormentato con fuoco e zolfo alla presenza degli angeli santi e alla presenza dell'Agnello: e il fumo del loro tormento ascenderà verso l'alto per i secoli dei secoli: e non avranno riposo né giorno né notte, quelli che adorano la bestia e la sua immagine, e chiunque allo stesso modo riceva il marchio del suo nome (Apocalisse 14,9-11).
E la bestia fu presa, e con lei i falsi profeti che operavano miracoli davanti a lei, con i quali aveva ingannato quelli che avevano ricevuto il marchio della bestia, e quelli che adoravano la sua immagine.
è Questi entrambi furono gettati nel lago di fuoco che bruciava con lo zolfo (Apocalisse 19,20)
Questi versi sono la prova conclusiva della esistenza reale della separazione eterna e cosciente da Dio e del vero tormento, e non vi è confusione possibile di terminologia che possa cambiarne il significato nel contesto.
ð Apocalisse 20,10 è forse la più descrittiva di tutti i versetti in Greco. Giovanni scrive affermativamente che "il diavolo che li aveva ingannati fu gettato nel lago di fuoco e zolfo dove si trovano la bestia e i falsi profeti, ed essi saranno tormentati (basanisthesontai) giorno e notte per i secoli (aionas) eterni."
è La parola Greca basanizo significa alla lettera "tormentare," "essere vessati," "torturare," oppure "vessare con gravi dolori" (Thayer, pag. 96 [b]), e viene usata in tutto il Nuovo Testamento per indicare grande dolore e miseria cosciente, NON annichilimento, cessazione della coscienza o estinzione.
Ulteriore prova della realtà del tormento cosciente, NON di annichilimento, la troviamo nei versetti seguenti in cui si usa basanizo per dimostrare la verità della giustizia eterna di Dio.
1. Matteo 8,6 -- Gli uni tormentati (che soffrono) con paralisi (basanizomenos).
2. Matteo 8,29 -- I demoni che si rivolgevano a Gesù ammettevano la certezza del tormento futuro (basanisai). "Sei venuto qui prima del tempo per tormentarci?"
3. Marco 5,7 -- Ancora il demonio grida: "Non fomentarmi (basanisas)." Ovviamente temeva il dolore cosciente, non l'estinzione.
4. Luca 8,28 -- Ancora una volta un demonio rivela la conoscenza del prossimo tormento (basanisas): "Non tormentarmi" nella sua supplica a Cristo.
5. Apocalisse 14,10-11 -- "Egli (il credente nella bestia) sarà tormentato [basanistheasetai] con fuoco e zolfo alla presenza dell'angelo santo... e alla presenza dell'Agnello. E
è il fumo del loro tormento si alzerà nei secoli dei secoli: e non avranno interruzione, cessazione o sollievo [anapausis - Thayer, pag. 40 (B), anche Liddell & Scott] giorno e notte quelli che adorano la Bestia e la sua immagine e se qualcuno riceve il marchio del suo nome.
La Scrittura quindi insegna con chiarezza la punizione e il tormento eterno e cosciente per coloro che respingono Cristo come Signore,
è e il linguaggio dei testi non lascia spazio al dubbio che gli apostoli intendessero quella conferma.
ð I Testimoni di Geova ritengono che Dio sia un "Demonio" perché esegue un giudizio eterno e giusto.
è Si danno un gran da fare su Dio che è Amore, ma dimenticano che appunto perché è Amore è anche Giustizia e deve esigere vendetta infinita per chiunque calpesti il sangue prezioso di Cristo, che è l'Agnello immolato per i peccatori perduti dalla fondazione del Mondo.
è La morte non è estinzione,
è l'inferno non è un'illusione e
è la punizione eterna e cosciente è una realtà terrificante della giustizia infinita di Dio sulle anime degli uomini increduli.
ð L'Apostolo Paolo ha riassunto questa certezza in Romani 2,8-9, quando ha dichiarato che l'indignazione di Dio (thumos) e la sua ira (orges) sono su tutti coloro che operano nell'ingiustizia.
è Queste due parole hanno un impiego identico in Apocalisse 14,10, dove Giovanni parla del tormento eterno di coloro che servono la bestia: "... quel vino dell'ira (orges) di Dio, mescolato senza essere diluito nel calice della Sua indignazione (thumou)..."
Il quadro quindi risulta chiaro: Dio è sia Amore che Giustizia e non è Lui a condannare l'uomo, ma l'uomo a condannare se stesso. Come sta scritto:
ð "Infatti, per le tue parole sarai giustificato e per le tue parole sarai condannato" (Matteo 12,37).
5. Non può essere che il diavolo e i suoi demoni siano all’inferno ad alimentare il fuoco
5. -- A pag. 74 di Let God Be True, i Testimoni di Geova tornano ad esibire la loro mancanza di conoscenza delle credenze cristiane fondamentali, in cui, parlando dei "teologi religiosi" dichiarano:
ð "Ma non dicono forse che Satana il diavolo con i suoi demoni sono nell'infermo e mantengono il fuoco, rendendolo un tormento per coloro che vi sono dentro? Si, è questo che insegnano i leader religiosi."
ð È insensato supporre che il diavolo e i suoi demoni "siano all'inferno a mantenere vivo il fuoco" e nessun uomo responsabile del clero o cristiano farebbe una dichiarazione tanto infantile.
I Testimoni di Geova attribuiscono al cristianesimo lo stesso calibro di ragionamento che fa appello alla loro mente priva di istruzione, e
ð affermare che i "bigotti" insegnano tali dottrine, è rivelare l'ignoranza dei fatti, un sintomo affatto salutare nei processi dell'analisi logica.
Un ulteriore commento non è giustificato. Un ulteriore esame è superfluo.
6. Caricatura della parabola del ricco epulone – realizzata nel 1918 d.C.
6. Luca 16,19-31 viene riconosciuta dai Testimoni di Geova come una parabola nel testo, ma ciò non viene mai convalidata nel racconto di Luca. È solo una congettura.
ð I Testimoni di Geova affermano che la "parabola" illustra un evento futuro che si è realizzato nel 1918 d.C.
è L'uomo ricco rappresenta il clero e
è Lazzaro il "corpo fedele di Cristo."
Il clero è continuamente tormentato dalla verità proclamata dal "resto" fedele (Let God Be True, pag. 79).
ð Un commento a questa caricatura interpretativa non ha senso, poiché i Testimoni di Geova rigirano la Scrittura per adattarla ai loro fini senza considerare il fondamento del testo.
è In questo racconto il Signore Gesù ha illustrato la condizione di un'anima perduta (il ricco) che rifiutava Dio, e il mendicante che prese parte alla misericordia del Signore.
è Il ricco, dopo la morte fisica precipitò nel tormento cosciente (greco: basanois), versetto 24, e proclamò perfino la propria angoscia fisica (Greco: odunomai). "Sono tormentato" (vedi Thayer, pag. 438 [B]). Non possono esservi dubbi; soffriva e ne era consapevole.
ð I Testimoni di Geova ritengono che per soffrire è necessario esistere fisicamente, ma la cosa è a dir poco ingenua poiché le anime soffrono, come dimostrato in questo racconto.
Va anche ricordato che Cristo, nelle parabole, non ha mai usato nomi personali come Lazzaro. Il linguaggio, per quanto letterale, risulta forzato per illustrare la sofferenza spirituale.
Dobbiamo quindi concludere che il racconto di Luca parla di un fatto storico nel quale un'anima ha sofferto dopo la morte ed era consapevole di quel tormento.
ð A prescindere dalle congetture iniettate in questo punto, la conclusione è certa: dopo la morte esiste la punizione cosciente;
e che i Testimoni di Geova la accettino o no, essa continua a rimanere una dottrina della Scrittura concretizzata dalla Parola di Dio.
In Ezechiele 28,16-19, citato in Let God Be True, pag. 56, i Testimoni di Geova sostengono l'annichilimento di Satana, ma
è alla luce delle Scritture appena discusse, va considerato il campo del significato delle parole Ebraiche.
ð La parola per "distruggere" (abad) non comunica il significato di estinzione o di annichilimento.
è Qui il termine va tradotto in maniera valida col significato di "considerare perduto, dato per perso o cacciato via" (cf. Ecclesiastico 3,6b, e anche Hebrew-English Lexicon di Genesi).
è Se il versetto 19 di Ezechiele capitolo 28 è come tradotto in Let God Be True pag. 56, "tu non esisterai più", la parola Ebraica 'ayin (46) può essere adeguatamente resa con "mancare" o "essere andato," e non cessare di esistere (cf. Isaia 44,12; 1 Re 20,40).
ð L'uso di 'ayin nella struttura della frase Ebraica è il mezzo comune impiegato quando si negano le clausole dei nomi. In 1 Re 20,40 ad esempio, dove si parla dell'uomo come "andato" il termine 'ayin è utilizzato per illustrare l'assenza o la fuga dell'uomo, non la sua estinzione.
è Se i Testimoni di Geova persistono nella loro dottrina dell' annichilimento riguardo a Satana, devono credere che anche l'uomo è stato annichilito, e il contesto esclude come assurda tale interpretazione.
Quindi, alla luce dell'interpretazione linguistica il quadro risulta chiaro: Satana deve sopportare, e sopporterà, il tormento eterno assieme ai suoi seguaci, e a questa verità la Parola di Dio porta una testimonianza inconfutabile.
45. E' interessantissimo notare di sfuggita che nella revisione di questo libro, nell'Aprile 1953, la Torre di Guardia omise volutamente questo paragrafo, tanto profonda era stata la nostra esposizione del loro vuoto scolasticismo.
46. Vedi Exhaustive Concordance, Hebrew and Chaldee Dictionary, di Strong, pag. 11. Le lettere ebraiche sono Alfa (A), Yod (Y), Nun (N), traslitterate AYIN.