MIO DIO, COSA MI MANCA?

di George De Prizio csc

 

Capitolo quinto

 

 

PENTECOSTE:

 

LA VENUTA DELLO SPIRITO SANTO

 

 

Pronto per una Pentecoste personale

 

Hai ascoltato la Parola di Gesù sullo Spirito Santo. Ora conosci qualcosa del piano di Dio: vuole guidarti dall’interno nella vita di Gesù, per mezzo dello Spirito Santo. Hai pregato con la preghiera di Paolo. Puoi voler essere rafforzato nel tuo uomo interiore con la forza dello stesso Spirito, affinché Cristo, per la fede, possa abitare nel tuo cuore. Ora sei pronto per la Pentecoste.

Per entrare nel mistero della Pentecoste devi scavare un poco nel libro del Nuovo Testamento chiamato Atti degli Apo­stoli. É un grande libro: grande perché la grandezza stessa di Dio è rivelata per mezzo dell’opera e della potenza dello Spirito Santo nella vita dei primi cristiani.

 

     Il libro inizia con una breve prefazione che ci dice che Gesù è stato con i Suoi apostoli anche dopo la Sua morte e risurrezione. Ha parlato loro del regno di Dio. Ha anche dato loro un ordine: ha detto loro di non lasciare Gerusalemme:

 

"Non allontanatevi da Gerusalemme, ma aspettate il dono che il Padre ha promesso e dei quale io vi ho parlato. Giovanni infatti ha battezzato con acqua; voi invece, fra pochi giorni, sa­rete battezzati in Spirito Santo."

 

 

Gesù promette e dona Io Spirito

 

      Osservate bene le parole di Gesù: "Sarete battezzati in Spirito Santo." Ripensate ora al vangelo di Giovanni, 1,33. Giovanni disse di aver veduto Io Spirito scendere come una colom­ba dal cielo e posarsi su Gesù.

 

      "Anch’io non lo conoscevo", dice Giovanni, "quando Dio mi mandò a battezzare con acqua, ma Dio mi disse: Tu vedrai lo Spirito scendere e fermarsi su un uomo: è Lui che battezzerà con lo Spirito Santo“.

 

      Questo è Gesù, che battezza nello Spirito Santo. Più capirai questo fatto, più comincerai a capire che Gesù Cristo non è solo il tuo Salvatore, il tuo Redentore, il tuo fratello. Vuole anche battezzarti nello Spirito Santo. Gesù Cristo è il battezza­tore. Lui e solo Lui può battezzare nello Spirito Santo. Ora ca­pirai perché facciamo tanto spesso riferimento al battesimo nello Spirito Santo. É il battesimo dello stesso Gesù dato a te per la tua fame e sete di Lui. E questa fame e sete può essere soddisfatta solo quando egli ti dà la potenza dello Spirito Santo per portarti a sé.[1].

 

      Non avere paura dell'espressione: battesimo nello Spirito Santo. Magari hai sentito molti tuoi amici farvi riferi­mento: Sono stato battezzato nello Spirito Santo.

 

      É un’espressione che oggi si ascolta spesso in questo gran­de Rinnovamento cristiano. E senza dubbio ti sarai chiesto che cosa fosse.

      Puoi dire: Sono già stato battezzato, ho forse bisogno di un secondo battesimo?

      No, certamente. Questo non dice niente contro il tuo bat­tesimo. Non lo trascura, né lo mette al secondo posto.

 

      Ora puoi dire: Ora so cosa significa essere un cristiano battezzato, un figlio di Dio. Ora so che Dio mi vuole. Ora co­nosco il mio Salvatore, Gesù Cristo.

 

      Imparerai di più sul battesimo nello Spirito. Cosa è, e cosa fa per te. Ora voglio solo che tu ti senta a tuo agio con queste parole. Cerca di capire che sono parole prese dalla Parola viva, da Gesù stesso, che ce la trasmise nella Sacra Scrittura. 

 

La potenza che è Io Spirito

 

      Torniamo ora agli Atti degli Apostoli. Gesù non solo ha detto loro che sarebbero stati battezzati nello Spirito Santo. Ha anche detto: "Riceverete su di voi la potenza[2] dello Spirito Santo che sta per scendere." (Atti 1,8). La parola potenza è la parola - chiave. Tenetela in mente. 

 

Per essere testimoni

 

      Gesù ha detto agli apostoli che sarebbero stati Suoi testi­moni in Gerusalemme, nella Giudea e nella Samaria, e fino ai confini della terra. Per mezzo del battesimo dello Spirito Santo, gli apostoli avrebbero ricevuto la potenza di essere Suoi testimoni. Per mezzo dello stesso battesimo anche noi abbiamo Ia potenza di rendergli testimonianza. E se non hai mai pensato di essere un testimone di Gesù Cristo, pensaci ora: Gesù vuole questo da te. 

 

In attesa dello Spirito con Maria

 

     Gesù è asceso al cielo. Gli apostoli hanno fatto come Lui aveva chiesto loro. Sono rimasti a Gerusalemme finché è di­sceso lo Spirito Santo. Vi è stato un periodo d’attesa. Vediamo un gruppetto di persone nel Cenacolo, che attendono e pregano. Maria, la madre di Gesù, era con loro. Altri ancora si erano uniti agli apostoli e a Maria per aspettare e pregare. 

 

Attesa e preghiera

 

     Aspettare e pregare; pregare e aspettare. Questo è un buon modo per prepararsi alla venuta dello Spirito Santo. La prepa­razione è cosa buona e fa bene. É necessaria perché quando Egli viene, viene con forza, con potenza, ed è ‘necessario essere pronti a riceverlo. Viene nel cuore che desidera ardentemente il Signore.

 

"Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così la mia anima anela a te, o Dio. La mia anima ha sete di Dio, del Dio vivente..."

 

Il  salmista David si è espresso in questo modo. 

 

Veglia e preghiera

 

     Vegliare e pregare. Qualche volta questo avviene per mez­zo di uno speciale periodo di ritiro: Oggi esistono molti ritiri cristiani, carismatici o di risveglio spirituale, dove la gente si riunisce per vegliare, aspettare è pregare, per poter essere poi riempiti dello Spirito dopo aver chiesto il battesimo nel­lo Spirito Santo. Ma forse tu pensi di dover trovare da solo la tua strada per il Cenacolo? Non c’è affatto bisogno che tu sia solo... Puoi chiedere agli apostoli o a Maria, la madre di Gesù, di essere con te. Veglia e aspetta... e prega: Vieni Signore Gesù, vieni! 

 

Quando venne il giorno della Pentecoste

 

     E alla fine accadde. Gli Atti degli Apostoli dicono sempli­cemente: "Quando venne il giorno della Pentecoste." Proprio cosi. Il giorno della Pentecoste. Pentecoste deriva da una parola greca, la cui radice significa cinquanta. Vuol dire cinquanta giorni dopo la risurrezione del Signore. Erano passati cinquan­ta giorni da quella gloriosa mattina quando Egli era risorto dalla tomba dove l’avevano deposto. Ora era il giorno dell’adempimento: il giorno promesso, il giorno dello Spirito, Il giorno di Pentecoste. É questo il motivo per cui questa espe­rienza viene chiamata esperienza pentecostale, ed il Rinnova­mento cristiano nello Spirito Santo che sta ora verificandosi in tutta la chiesa è chiamato anche movimento Pentecostale. Non vergognarti di questa espressione. La parola Pentecoste contie­ne uno dei più grandi misteri di Dio. Contiene la Sua promessa di mandare Io Spirito Santo alla Sua Chiesa. A te e a me!

 

     Così quando venne il giorno di Pentecoste, leggiamo che "i credenti erano riuniti tutti insieme nello stesso luogo." Un gruppetto di uomini, stanchi, sfiniti e spauriti, che in realtà non sapeva cosa stesse per succedere. E con loro un gruppetto di donne intorno a Maria, la madre di Gesù. Cosa accadeva nel più profondo del loro cuore? Non potevano esprimerlo. In qual­che modo sapevano che stava per succedere qualcosa. Ma co­sa? Che ci accadrà? Sapevano soltanto che Gesù Cristo aveva promesso Io Spirito Santo. Sapevano che questo sarebbe stato un nuovo inizio, che tutta la loro vita sarebbe cambiata con la venuta dello Spirito.

 

     Sapevano che non potevano andare avanti molto senza che succedesse qualcosa. Dopo che Gesù li aveva lasciati, erano tri­sti. Pareva che la solitudine si fosse impossessata di loro. Era­no spesso assaliti dalla nostalgia dei giorni in cui Egli era con loro: "Gesù, perché ci hai lasciati?"

     Era questa l’angoscia del loro cuore. Eppure egli aveva detto loro: "É meglio per voi che me ne vada, perché se non me ne vado Io Spirito Santo non può scendere su di voi."

 

     Ora sapevano che la venuta dello Spirito avrebbe riportato loro Gesù, ma non nel modo come Io avevano visto sulla terra. Le Sue parole avrebbero vissuto in loro. La Sua vita sarebbe sta­ta la loro vita. Il Suo amore si sarebbe acceso dentro di loro. La Sua potenza sarebbe stata grande in loro, tanto da poter fare anche loro le cose che aveva fatto Lui. Ed Egli aveva anche detto: Farete cose anche più grandi di Me...

 

   Ed ora era arrivata la Pentecoste. 

 

Il vento dello Spirito

 

    Cosa avvenne? Le vie di Dio non sono le nostre. La venuta dello Spirito Santo è descritta con parole semplici, un vocabo­lario che più semplice non poteva essere. Ma ogni parola è parola di Dio, e rivela la potenza e la forza di Dio: Prima, ci fu un grande rumore. Come il soffio di un forte vento. Perché Dio scelse il segno del vento? Non è forse perché in qualche modo il vento è misterioso? Ricordo i versi imparati da bam­bino, quando ci insegnavano ad amare la poesia:

Chi ha visto il vento? Non tu, e neppure io.

Eppure tutti sanno che il vento sta passando...

Perché il vento?

Forse perché il vento non può essere catturato.

    Non ci riporta questo alla mente le parole di Gesù: Lo Spi­rito soffia dove vuole?

 

    Ognuno in quella stanza sapeva che il vento era speciale, che era come un araldo della venuta dello Spirito di Dio, più potente di ogni tromba umana che avesse potuto preannun­ciarlo. Esso riempi tutta la casa dove erano riuniti. Forse si sentirono immersi, avviluppati nel vento, rivestiti dal vento co­me da un grande mantello? Ma il vento fu come la costruzione di un palcoscenico pentecostale: ora sarebbe iniziata la rappre­sentazione vera e propria. Ed essi si ritrovarono d’un tratto ad essere i protagonisti principali di quel dramma, di quella rap­presentazione, ma la parte della regia veniva dall’alto.

 

 

Il fuoco dello Spirito e il parlare in altre lingue

 

     Poi accadde che delle lingue come di fuoco si posarono su ciascuno di loro. Essi furono riempiti di Spirito Santo. Il loro vuoto, Ia loro stanchezza, se ne andarono. In loro ci fu ab­bondanza di vita. Come se scoppiassero. Avevano bisogno di liberare questa forza, così cominciarono a parlare. Ma che suc­cesse? “Si misero a parlare in altre lingue, come io Spirito dava loro di parlare.”

 

     Perché le lingue?

     Sai che Ia lingua significa che io posso parlare con te, e tu con me. Nell’evento pentecostale le lingue rappresentano il potere di comunicare. La gente può aprirsi, parlare ed essere capita. La volontà di Dio non è che degli stranieri si radunino sulla terra: Egli vuole una comunità, una famiglia di fratelli e sorelle, bambini figli dell’unico Padre, che si riconoscono tra loro per tali e che cercano l’unione.

 

     E le lingue erano come di fuoco. Il fuoco è lo zelo, l’amore, la vita stessa. La famiglia di Dio deve essere una famiglia di gente viva, grandi lavoratori nel regno di Dio e infiammati dei Suo amore.

 

 

Vuol che la Pentecoste esploda in te?

 

     Il solo modo perché questo avvenga è aprire il tuo cuore ad ogni parola, ad ogni dettaglio: permetti allo Spirito Santo di comunicarti il significato di tutto questo per te. Il vento, le lingue di fuoco, la pienezza dello Spirito Santo, sono cose schiac­cianti. Solo Dio può operare in questo modo.

 

 

Copri il tuo cuore con l'umiltà di un bimbo

 

     É un mito o una realtà? Possiamo accostarci alla Pente­coste con una diagnosi storica, col coltello sviscerante dell’in­dagine scientifica. Ma non arriveremo da nessuna parte. La Pen­tecoste ci porta faccia a faccia col mistero di Dio e con il Suo modo di trattare con gli uomini. C’è un solo modo per accostar­ci alla Pentecoste: con la fede semplice e con l'umiltà di un bambino.

 

     Il Signore stesso ci ha detto come possiamo raggiungere la comprensione profonda di un qualsiasi Suo mistero. Egli of­fre una preghiera di lode al Padre perché riveli queste cose, non ai saggi o ai prudenti ma ai piccoli. I saggi e i prudenti sono quelli che vivono secondo Ia saggezza e la prudenza di questo mondo, che credono di sapere tutto. Con loro Io stesso Dio non può fare niente. I misteri di Dio appartengono ai bam­bini del regno: Se non diventerete come bambini, non entre­rete nel regno dei cieli.

 

    La Pentecoste è per i bambini. Per quelli che hanno fame e sete di Dio. Per quelli che si rendono conto di non sapere tutto. Che le vie di Dio non sono le vie dell’uomo. L’impeto di un vento forte, le lingue di fuoco, il suono di lingue strane, bene, perché no, se lo vedete nel modo in cui Dio lo vede?

 

    Alcuni dei presenti nel giorno di Pentecoste si presero gio­co di tutto ciò e lo giudicarono con una conclusione globale: “Devono essere ubriachi”, dissero, “sono pieni di vino dolce.”

 

 

Le domande autentiche

 

     Ma ci furono altri. Altri aperti al punto di chiedere: “Cosa significa tutto questo?”

 

     Se vuoi chiedere: “Signore, che significa tutto questo? Signore, ha un significato anche per me? Signore, insegnami.”

Se vuol essere tanto piccolo da farti queste domande, sei sulla strada giusta per ii mistero della Pentecoste.

 

 

La spiegazione di Pietro

 

“Ascoltate”, disse Pietro: “No, non sono ubriachi. Che ora ri­dicola per essere ubriachi! Sono solo le nove dei mattino! Un buon Giudeo non beve a quest’ora: è troppo presto. Ascoltate. Ciò che sta succedendo è l’adempimento di una grande profezia. Per mezzo dei Suo profeta Gioele, Dio ha parlato della venuta dello Spirito Santo su ogni carne. Lo Spirito Santo avrebbe dato la potenza a tutti: giovani. vecchi, servi e serve. Con la venuta dello Spirito Santo ci sarebbero stati la vita nello Spi­rito, i doni dello Spirito, le visioni, i sogni. Un nuovo modo di vivere, una nuova vita, la vita di Dio. Dio che comunica con il Suo popolo per mezzo del Suo Spirito.”

 

“Ecco”, dice Dio, “ciò che accadrà negli ultimi giorni: mande­rò il Mio Spirito ,su tutti gli uomini; i vostri figli e le vostre figlie avranno il dono della profezia, i vostri giovani avranno visioni, i vostri anziani avranno sogni. Su tutti quelli che Mi servono, uomini e donne, in quei giorni io manderò il Mio Spi­rito, ed essi parleranno come profeti. Farò cose straordinarie lassù in cielo e prodigi giù sulla terra” (Atti 2,17-19).

 

     Pietro parla con l’eloquenza dello Spirito. Le sue parole so­no di fuoco. Egli parla nella potenza dello Spirito. É proprio Pietro questo, il codardo? Il Pietro che ha rinnegato di cono­scere Gesù per tre volte? Questo è il nuovo Pietro. Ora, battez­zato col Battesimo dello Spirito, egli può proclamare il Signore, e le meraviglie promesse da Gesù per mezzo dello Spirito.

     Egli dice loro: Gesù Cristo, che voi avete crocifisso, il Pa­dre Lo ha fatto risorgere.

 

     Ora Egli è alla destra del Padre, che ha promesso lo Spi­rito Santo, e riversa su di noi ciò che voi vedete e udite.

     La folla è stupita. Si sentì come trafiggere il cuore. É que­sta l’azione dello Spirito. Egli trafigge il cuore.

     Essi chiesero: Cosa dobbiamo fare?.

 

     E Pietro disse loro: “Cambiate vita, e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo. Riceverete il perdono dei peccati e il dono dello Spirito Santo” (Atti 2,38).

Poi aggiunse queste parole: In realtà ciò che Dio ha pro­messo vale per voi, per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, per tutti quelli che il Signore Iddio chiamerà.

 



[1] *   George De Prizio, come quasi tutti i teologi nell’area di lingua inglese, usa la formula battesimo nello Spirito per indicare quella esperi­enza di Dio che dal 1977 in poi noi siamo abituati a chiamare: effusione dello Spirito: è una formula più sicura, diffusa nell’area di lingua francese, tedesca, spagnola e italiana (cfr. Salvatore Cutrera, Effusione dello Spirito, Rinnovamento nello Spirito.

 

[2] In greco è usata la parola dunamis: potenza, potere, radice della parola dinamismo