Sete di Dio

 

Conosci dio, tuo PADRE?


Non c'è niente di troppo grande per la Sua onnipotenza, niente di troppo piccolo per il Suo Amore

 

 

La Persona di Dio Padre è forse la meno conosciuta della Trinità, e se dobbiamo arrivare ad amarLo, dobbiamo almeno conoscere alcune Sue caratteristiche.

 

            Sappiamo che Dio è amore: Egli ti ama e vuole avere un'amicizia intima con te. Ti vuole salvo, libero, felice nel tempo presente e per l'eternità.

            Avrebbe mandato Gesù a morire sulla croce anche solo per te, e devi sapere di essere oggetto da parte Sua di un amore infinito.

 

Ma se Dio ti ama tanto, vuole anche essere amato da te. Ti chiede amore, e ti sta cercando disperatamente, perché ti ha creato per uno scopo: gioire di te e permetterti di gioire di Lui. Il tuo vagare lontano da Lui Lo fa soffrire.

 

Ma come puoi accettare un amore tanto grande, senza conoscere almeno un poco il Dispensatore di quell'amore, e senza una chiara idea della tua realtà umana nella sua semplice complessità? Come puoi amare uno Sconosciuto, e accettarne l'amore?

 

 

Innanzitutto, conosci te stesso?

 

 

Prima di elevare gli occhi verso l'infinito, dobbiamo noi stessi cercare di capire chi siamo, come siamo strutturati e in quale tipo realtà siamo immersi. Questo per avere una pur minima idea di cosa possiamo aspettarci, di ciò che dobbiamo solitamente affrontare e di come superarlo.

 

 

Chi siamo noi veramente?

 

            Per meglio capire la nostra vera identità e il modo in cui siamo stati creati, adotteremo una semplice illustrazione di cui si sono serviti vari maestri spirituali del passato:

 

           


La Scrittura dice chiaramente che Dio ci ha creati a Sua immagine e somiglianza.

           

            Ma essendo Dio puro Spirito, tale somiglianza non può certo riferirsi solo al nostro aspetto fisico esteriore o alla nostra capacità emotiva: deve necessariamente estendersi allo spirituale.

            Ne consegue che noi, esseri umani, oltre ai due aspetti comunemente riconosciuti della nostra natura - corpo ed anima - ne abbiamo un terzo che solo in pochi riconoscono e distinguono dall'anima: lo spirito.

 

            Oltre alla sfera emotiva, considerata da molti una guida della propria condotta, abbiamo anche uno spirito, ed è proprio questa la parte dell'uomo in cui siamo più somiglianti a Dio, e solo attraverso il nostro spirito umano ci è possibile comunicare con Lui.

 

            Di qui l'importanza di essere consapevoli, non solo dell'esistenza di uno spirito in noi, ma anche delle sue caratteristiche, di come alimentarlo nel modo giusto e così permettergli di ricevere ed esprimere l'amore infinito di Dio.

 

E chi è Dio?

 

            Che compito meraviglioso quello di cercare di presentare Dio ai fratelli, di provare a rivelare loro il Suo amore folle, inimmaginabile, per noi Sue creature! Quale gioia presentare il Suo disegno di salvezza per noi - ancora delinquenti convinti e recidivi - ideato sin da prima della creazione del mondo!



Dio ci ha creati perché fossimo Suoi amici, e qui Lo vediamo raffigurato mentre conversa con Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre. (Mosaico veneziano) Desiderava la nostra compagnia ed amicizia!

           Per cercare di capire meglio chi è Dio e la natura del Suo amore, dobbiamo partire da molto lontano, dai tempi che precedono la creazione del mondo.

 

Un disegno di salvezza ideato da prima della creazione del mondo

 

            Per chi non conosce Dio o per chi se ne era allontanato, avvicinarsi alla Sua realtà e alla Sua Persona è molto più facile che per chi pensa di conoscerLo ed è soddisfatto del proprio grado di conoscenza. Chi "ha qualcosa", spesso si accontenta di ciò che ha e non avverte il bisogno di cercare il meglio.  Chi invece è alla ricerca è come un terreno vergine, incolto e assetato ma fertile, e con le dovute cure ed istruzioni produrrà il frutto atteso.

Per i cristiani abitudinari invece, accostarsi al Dio vivente è generalmente un poco più difficile, perché avendo già un'idea preconcetta di come Egli deve essere, se la Persona che viene loro presentata non corrisponde a quell'idea, la tentazione a conservare le precedenti convinzioni soggettive è forte.

Ma essere cristiani autentici secondo il Nuovo Testamento è molto più che partecipare a qualche funzione domenicale e fare elemosine di quando in quando. Significa invece "appartenere a Cristo", essere Suoi fratelli e quindi figli di Dio. La sola cognizione intellettuale di queste nozioni, senza capirne e sperimentarne il significato profondo, non serve a gran che.

Per penetrare la grandezza del piano in cui Dio ci vuole coinvolgere è necessario avere anche un'idea del Suo piano globale per il mondo in generale prima, e per l'uomo poi. Altrimenti, sarebbe come vagare nel vuoto, senza basi né appigli di sorta.

 

            Molti troveranno piuttosto infantili i termini e gli schemi di cui ci serviremo per cercare di esprimere un pensiero teologico tanto grande e profondo, pienamente sostenuto dalla Parola di Dio. Ma desideriamo continuare a servircene proprio per l'efficacia che hanno avuto finora su molta gente.

 

Alcuni degli attributi di Dio

 

            Tutti i cristiani hanno imparato che Dio, tra le altre cose, è Onnipotente, Onnisciente ed Eterno. E dovrebbero crederci.

            Sappiamo che Onnisciente significa che conosce tutti e tutto quanto avviene nella totalità del tempo: passato, presente e futuro sono sempre stati davanti ai Suoi occhi.

 

            Cercare di rappresentare graficamente il modo in cui Dio vede e considera il tempo, il creato e noi Sue creature è piuttosto arduo, ma cercheremo di farlo con un grafico semplicissimo:

                                                                                                                                              

 


Dio è al di fuori del tempo. In Sé contiene tutto il tempo: passato, presente e futuro. Per Lui tutto è un continuo presente.

 

            Dio è un essere perfetto, possiede ogni qualità positiva e nella Sua eternità era perfettamente felice. Ma sapeva che avrebbe potuto condividere quella Sua gioia immensa con molte altre creature, fatte a Sua immagine ed aventi uno spirito simile al Suo….

 

            Così dall'eternità passata, quando ancora il tempo non esisteva e ancor prima di creare il mondo, Dio progettò di creare l'uomo a propria immagine e somiglianza. (Vedi Genesi cap. 1).

 

Ma quando ancora l'uomo non era che un pensiero nella Sua mente, nella Sua onniscienza Dio sapeva benissimo cosa avrebbe combinato. Sapeva che il Suo capolavoro avrebbe ritenuto più "logico" credere alle seducenti bugie di Satana che non alla Sua Parola, e che avrebbe disobbedito all'unica regola che gli era stata data - non mangiare il frutto dell'albero al centro del giardino. Avrebbe diffidato del suo Creatore e delle Sue intenzioni. (Vedi Genesi Cap. 1; 3).

 

            Con quella scelta l'uomo si sarebbe alienato per sempre da Dio, e la sua disobbedienza gli avrebbe portato malattia, maledizione, morte, rovina. La cosa peggiore tuttavia, sarebbe stata la sua assoluta impossibilità a porre rimedio ad una tale, disastrosa situazione.

 

            Esiste infatti una legge cosmica a cui è soggetto tutto l'universo, Dio incluso, secondo la quale chi commette ingiustizia perde l'amicizia e la protezione di Dio, mentre in quel caso è Satana ad acquisire il diritto e il dominio sull'ingiusto.

 

Sempre per la stessa legge cosmica, la colpa può essere riparata solo con un'offerta proporzionata all'offesa. Nel caso del rimedio alla futura disobbedienza, (siamo ancora nell'eternità passata, e Dio sta progettando la creazione dell'uomo), vi era un problema immane da risolvere. Come avrebbe potuto l'uomo, creatura finita ormai caduta nell'errore, riparare l'offesa contro un Dio perfetto e purissimo? Neppure con la propria morte sacrificale avrebbe potuto rimediavi, perché il sacrificio richiesto consisteva in una vittima pura mentre l'uomo, macchiato dal peccato, era diventato impuro e non avrebbe quindi potuto riscattare se stesso: la sua sarebbe stata un'offerta inquinata, indegna del Dio Perfettissimo. E il destino degli uomini sarebbe stato la dannazione eterna.


.Ma come poteva un Dio d'amore, creare degli esseri a propria immagine, destinati poi alla dannazione eterna? Piuttosto avrebbe rinunziato a crearli.

 

A meno che … non si fosse trovata una soluzione adeguata.

 

Così, prima di procedere alla creazione, Dio Padre progettò un piano per la nostra salvezza. Riguardo a questo progetto divino le indicazioni della Scrittura sono scarne, ma eloquenti:

 

"Prima della creazione del mondo Dio ci ha scelti per mezzo di Cristo, per renderci santi e senza difetti di fronte a Lui. Nel Suo amore Dio aveva deciso di farci diventare Suoi figli per mezzo di Cristo Gesù. Così ha deciso perché così ha voluto nella Sua bontà" (Efesini 1,4-5, Traduzione Interconfessionale.)

 

E ancora:

 

"Ma quanto più efficace è il sangue di Cristo! Mosso dallo Spirito Santo, Egli Si è offerto a Dio come sacrificio perfetto. Il Suo sangue purifica la nostra coscienza liberandola dalle opere morte, e ci rende adatti a servire il Dio Vivente" (Ebrei 9,14).

 

Usando l'immaginazione, utilizziamo il metodo di Kathryn Kuhlman per cercare di illustrare in modo umanamente comprensibile i fatti accennati nei due brani qui sopra.

Una Tavola Rotonda, convocata da Dio Padre prima della creazione del mondo:

Per comunicare alle altre due Persone della Trinità il Suo progetto di creare il mondo e l'uomo, Dio Padre Le consultò ed illustrò Loro non solo il Suo piano, ma anche la quasi immediata ribellione dell'uomo e la sua conseguente impossibilità a riscattare se stesso. (Icona Russa di Rubler)

Sapendo sin dall'eternità passata che l'uomo Gli avrebbe subito disobbedito, con tutte le orribili conseguenze che gliene sarebbero derivate, è probabile che Dio Padre abbia detto al Figlio e allo Spirito Santo:

 

"Vedete, non posso creare degli esseri a Nostra immagine, e poi lasciare che siano destinati alla rovina eterna. Qui ci vorrebbe un Salvatore, un Essere Perfetto, disposto a riscattarli sacrificando Se Stesso al loro posto, per saldare così il loro debito e soddisfare la giustizia cosmica."

 

            Forse è stato a quel punto che lo Spirito Santo, interprete e comunicatore dei pensieri del Padre, deve aver suggerito a Gesù: "Ma non capisci? Il Padre intende che sia Tu ad offrirti volontario, come sacrificio vivente, per riscattare l'uomo dalle conseguenze della sua ribellione!"

 

E Gesù allora:

 

"Mosso dallo Spirito Santo, si è offerto a Dio come sacrificio perfetto..." (Ebrei 9,14).

 

            Dio Padre infatti, che lascia liberi i peccatori di dannarsi e l'uomo di ribellarsi contro di Lui, non poteva costringere il proprio Figlio ad offrirsi vittima per noi. Poteva solo esporre quella necessità e attendere un'offerta spontanea. Che non tardò a giungere, proprio per quell'amore perfetto esistente all'interno della Santissima Trinità: Gesù, per far felice il Padre e realizzare i Suoi progetti, desiderava ardentemente offrire persino la propria vita.

 

Dio ti ha scelto da prima della creazione del mondo

 

            Tanto sei prezioso ai Suoi occhi:

            Non appena il progetto divino per la salvezza dell'uomo fu cosa concreta, Dio cominciò a realizzare i Suoi piani, a operare le Sue scelte tra i futuri esseri umani, tutti presenti davanti a Lui sin da prima dell'inizio del tempo:

 

            "Prima della creazione del mondo Dio ci ha scelti per mezzo di Cristo ..." (Efesini 1,4)

 

La nostra è una chiamata che viene davvero da lontano...

 

Siamo l'eredità di Gesù

 

            Ma dopo l'offerta di Gesù di riscattare la creatura più preziosa per Dio - e siamo ancora nell'eternità passata - avvenne anche un altro fatto straordinario, un accordo tra il Padre e il Figlio: se Gesù avesse portato a buon termine i piani di salvezza per l'uomo, per quel Suo intervento tutti i futuri credenti sarebbero stati affidati a Lui, sarebbero stati la Sua eredità (vedi Efesini 1,18).

 

            Noi ci riferiamo spesso alla "nostra eredità" di cristiani:

 

"Lo Spirito Santo è garanzia della nostra eredità..." (Efesini 1,14).

 

Ma qui stiamo parlando dell'eredità di Gesù: noi, i Suoi discepoli, siamo la Sua ereditá, e Paolo ce lo comunica in una preghiera:

 

"Chiedo a Dio di illuminare gli occhi della vostra mente, perché possiate conoscere a quale speranza vi ha chiamati, quali sono le ricchezze di gloria della Sua eredità nei santi" (Efesini 1,18).

 

Qui si parla dell'eredità di Gesù Cristo, e i santi siamo noi, perché "santi" nel linguaggio del Nuovo Testamento, non sono i personaggi beatificati dal Papa - che allora non esisteva - e con tanto di aureola sulla testa. "Santi" significa "separati" dai non credenti nel Dio della Bibbia, e sono santi tutti i seguaci di Cristo che si sono "separati" dalla mentalità del mondo per aderire al regno di Dio.

 

Il Padre ci ha affidati a Gesù

 

            Nella preghiera rivolta al Padre prima della cattura nell'Orto degli Ulivi, Gesù afferma più volte che noi Gli siamo stati affidati dal Padre:

 

"(v. 2)… perché Egli (il Figlio) dia la vita eterna a coloro che Gli hai dato…(6) Ho fatto conoscere il Tuo nome agli uomini che Mi hai dato dal mondo. Erano Tuoi e li hai dati a Me… (9) Non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato… (11) Padre, custodisci nel Tuo nome coloro che Mi hai dato ….12) Quand'ero con loro, Io conservavo nel Tuo nome coloro che Mi hai dato …" (Giovanni 17).

 

            Se ne deduce che, nell'eternità passata Dio Padre può aver detto a Gesù:

 

"Figlio caro, se porterai a termine questo piano e ne uscirai vittorioso, Io ti prometto che, come Tua eredità, Ti darò tutti coloro che ti accetteranno come Salvatore e Redentore e che conquisteranno così la vita eterna."

 

La nostra è una condizione migliore di Adamo ed Eva?

 

            Il fatto di essere eredità di Gesù Cristo è risultato per noi in altre incredibili grazie e benefici. Ce li rivela lo stesso Gesù quando, più avanti in Giovanni 17, giunto ormai al termine della Sua missione terrena, proseguì la Sua stupenda preghiera al Padre facendo ancora un'altra richiesta per la "Sua eredità":

 

"Padre, voglio che anche quelli che Tu mi hai dato - ed entrambi sapevano bene ciò a cui Gesù si riferiva: - siano con Me dove sono Io, perché vedano la gloria che Tu mi hai dato; poiché Tu Mi hai amato prima della creazione del mondo" (Giovanni 17,24).

 

            Vale a dire:

 

"Padre, Ti ricordo il nostro patto. Tu Mi ami da sempre, e tanto Mi hai amato quando Mi sono offerto a Te tramite lo Spirito Santo per essere dato al mondo, che in cambio Mi hai promesso come Mia eredità tutti coloro che avrebbero accettato i Tuoi piani, e Me come loro Salvatore e Redentore.

Ma se questi sono Mia eredità, Io li voglio vicini a Me per sempre. Voglio che siano con Me dove Io sono e che abbiano quello che Io ho. Voglio che condividano le Mie ricchezze di gloria."

 

            Com'era possibile che delle "creature", per quanto fatte a immagine di Dio, arrivassero ad ereditare le ricchezze dello stesso Figlio di Dio? Cosa era necessario aggiungere alla loro natura, per permettere, nella giustizia, una cosa tanto straordinaria?

 

Dio doveva aggiungere qualcosa alla nostra natura

 

Il Padre allora rispose a Gesù: "Figlio, il solo modo in cui ciò è possibile, per far sì che gli uomini salvati per Tuo mezzo siano coeredi con Te, è attraverso l'adozione a figli. Li dovrei adottare, farli diventare in Te figli Miei e Tuoi fratelli. Ma lo farò volentieri, perché Tu sei il Mio unico Figlio e voglio farti contento."

 

            Nella Sua onniscienza il Padre sapeva da sempre cosa Gli avrebbe chiesto Suo Figlio, e sin da prima di creare il mondo aveva deciso di acconsentire a quella richiesta, che troviamo formulata in Giovanni 17.

 

            Lo abbiamo già visto più sopra in Efesini 1,2-3 dove sta scritto che dopo averci "scelti prima della creazione del mondo" per mezzo di Cristo, Dio, nel Suo amore:

 

"aveva deciso di farci diventare Suoi figli."

           

            Per questo, nel momento in cui accetti o hai accettato Gesù come tuo Salvatore personale, il Suo sangue ti purifica dai tuoi peccati e Dio Padre, il Creatore dell'universo, diventa anche tuo Padre: sei stato adottato legalmente, e sei diventato figlio di Dio e coerede con Gesù Cristo delle Sue ricchezze spirituali. Il particolare interessante è che la realtà di essere figli di Dio e di sperimentare la Sua amabilissima paternità non riguarda solo la "vita eterna", non è rimandata ad un'epoca indefinita e impossibile per noi da riscontrare: inizia sin da ora proprio qui, sulla terra.

 

Lo Spirito Santo nella nostra vita

 

Affinché tutto questo si possa realizzare qui ed ora, alla nostra natura va aggiunta la stessa natura di Dio. Ciò avviene attraverso lo Spirito Santo, che Gesù ci ha donato e che ci chiede di ricevere, di accogliere nella nostra vita. Lo Spirito Santo infatti - parte della nostra eredità - è la caparra e la prova della nostra figliolanza: è lo stesso Spirito che aveva Gesù quand'era sulla terra, e lo ha dato a noi in eredità. Per essere "fratelli di Cristo" e figli del Padre, dobbiamo avere in noi il Suo stesso Spirito (se non sai come fare per ricevere lo Spirito Santo, prova a consultare la voce Spirito Santo e Carismi di questo sito; vi troverai indicazioni preziose).

 

            É questo il piano di salvezza ideato dal Padre per noi, e il fatto di comprenderlo va molto oltre la nostra capacità di capire. Anche qui, solo lo Spirito Santo potrà aprire la nostra mente e farci intravedere una panoramica del destino che ci aspetta, delle cose che ci appartengono di diritto sin da ora, e che rientrano nello stupendo piano di Dio per noi. Senza lo Spirito Santo , non arriveremmo mai neppure a capire.

 

 

La partecipazione delle Tre Persone della Trinità

al piano di salvezza per l'uomo

 

 

            Finora abbiamo visto che il progetto originale della salvezza dell'uomo ha avuto origine nella mente di Dio Padre, di quel Dio di cui tanti cristiani hanno timore, se non addirittura terrore. Eppure, si tratta di un Dio che non ha esitato a proporre al proprio unico Figlio di offrirSi come vittima di espiazione al posto nostro!

 

            A quel progetto divino tuttavia, hanno partecipato pienamente anche le altre due Persone della Trinità: Gesù, come vittima sacrificale offertasi liberamente al nostro posto e lo Spirito Santo, l'ispiratore di tutte le varie fasi di svolgimento del piano.

 

 

La parte di Dio Padre

 

 

Ma qui vorrei sottolineare la parte del Padre, quasi sempre trascurata, ignorata o perfino distorta, e la Sua offerta dell'unico Figlio.

 

            Tutti conosciamo tanti genitori cristiani che non solo stravedono per i propri figli, ma che dimostrano di amarli assai più di quanto amano Dio. Nelle loro priorità l'amore verso i figli è al primo posto; quindi spesso viene la famiglia, e Dio, se Gli va bene, viene al terzo, al quarto posto o anche più in basso!

 

Dio invece ci ha offerto il Suo unico Figlio!

 

"In questo sta l'amore non siamo stati noi ad amare Dio, ma è Lui che ha amato noi e ha mandato il Suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati" (1 Giovanni 4,10)

 

Ha permesso che il Suo Figlio innocente si sacrificasse per delle creature ribelli e peccatrici. Ora puoi chiederti:

 

 

Chi è Dio Padre? Come posso conoscerLo e arrivare ad amarLo?

 

 

"I Miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le Mie vie - dice il Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le Mie vie sovrastano le vostre vie, i Miei pensieri sovrastano i vostri pensieri" (Isaia 55,8-9).

 

            Noi esseri umani, con le nostre sole doti naturali non abbiamo nessuna possibilità di capire Dio, le Sue vie e i Suoi pensieri. Della nostra realtà e dei nostri limiti abbiamo una se pur vaga conoscenza e la esperimentiamo di continuo, ma che dire di Dio?

 

Non abbiamo certo la pretesa di fare una illustrazione precisa di Dio, ma sulla base di quanto afferma la Scrittura possiamo almeno arrivare a dedurre il motivo per cui vi è tanta differenza tra i Suoi pensieri e le Sue vie e il nostro modo di pensare e di agire.

L'onnipotenza di Dio

 

- Dio conosce tutto e tutti

- Ha daventi a se tutta l' eternita' : passato presente e futuro

- Vede il mondo visibile e quello invisibile

- Si prende cura di ogni minimo dettaglio del creato ,dalle particelle misroscopiche ai sistemi stellari

 

I limiti dell'uomo:

Ragione limitata:
  • nel tempo
  • nei ricordi
  • nella capacità di discernere

Il fattore tempo: conoscenza limitata di:

  • passato (i ricordi sfuggono)
  • presente
  • ignoranza completa del futuro
La realtà:
  • Totale ignoranza del mondo soprannaturale
  • Incapacità di vedere il mondo invisibile.
  • Limitatissima cognizione del mondo visibile.
Uomo:
conoscenza limitata



Di fronte a simili differenze, com'è possibile che le nostre vie siano simili a quelle di Dio? E che i Suoi pensieri possano in qualche modo essere come i nostri?

 

            I pensieri e le vie di Dio non sono assurdi o illogici: seguono semplicemente un'altra logica, hanno una prospettiva molto più vasta. Si tratta di un altro livello di pensiero, il  livello soprannaturale. Una volta compreso l'abisso che ci separa dalle vie di Dio, riusciremo meglio a considerare la dimensione del Suo amore per noi, e la necessità di intraprendere alcuni passi per aderire a Lui.

 

Ma Dio mi ama davvero? E fino a che punto?

 

            Dopo aver anche solo approssimativamente dato uno sguardo a ciò che Dio aveva progettato per noi sin da prima della creazione del mondo, ed aver esaminato la storia umana che, nella maggior parte delle nazioni del pianeta, cita date aventi come punto di riferimento la NASCITA DI CRISTO - ossia la prova della reale venuta di Gesù in mezzo a noi, e quindi della realizzazione della promessa di Dio di riscattare l'uomo - cosa possiamo dedurre? Che Dio non ci ama?        

 

            Parlando con la gente, veniamo a scoprire che in realtà non sono in molti ad essere convinti che Dio li ama. Spesso i credenti hanno un'idea distorta, errata di Dio e anzi, molti ne hanno paura, se non addirittura terrore.

 

            Se davvero vogliamo aiutare le persone a conoscere Dio e ad accostarsi a Lui, è importante capire il loro cuore, le loro apprensioni e i motivi dei loro sentimenti negativi verso Dio e verso il soprannaturale in generale.

 

            Una delle ragioni di questa ritrosia è il timore di doversi sentire giudicati da Dio per ogni azione sbagliata che possiamo aver commesso o per ogni incapacità o debolezza del carattere che non riusciamo a vincere.

            Pensiamo di doverci in qualche modo "meritare" la salvezza, e ovviamente ce ne sentiamo indegni. Molti poi non credono di essere stati davvero perdonati neppure dopo aver confessato i propri peccati, e vivono con un eterno senso di colpa che opprime la loro vita.

 

            Per i cattolici, si pensava che il Concilio Vaticano II avesse messo fine a questo tragico errore della Chiesa del passato di presentare un Dio vendicativo, sempre pronto ad annotare ogni mancanza per chiedercene conto alla fine della vita. Invece, cos'è successo?

            Moltissimi credenti sono tuttora convinti che Dio sia crudele e implacabile, un tipo a cui è meglio non accostarsi troppo, da cui stare alla larga!

           

 

La salvezza è per l'uomo integrale

 

            Ma, e non ci stanchiamo di ripeterlo, è stato proprio Dio Padre a ideare e a permettere la realizzazione del disegno di salvezza per l'uomo: una salvezza completa, totale, dei tre aspetti della sua natura.

           

Sì, perché Gesù Cristo non Si è sacrificato per salvare solo l'"anima" dell'uomo - anima che alla fine dei tempi, dopo molte, "meritate" tribolazioni, potrà eventualmente giungere a godere della presenza di Dio.

 La salvezza che Gesù ci regala è molto più vasta, e riguarda l'uomo integrale: corpo, anima (psiche, mente, sentimenti), e spirito. E una simile salvezza totale è stata elaborata da quel Dio di cui tanti hanno quasi terrore. E comincia da ora!

 

Una volta compreso che tutto il disegno della salvezza totale dell'uomo proviene da Dio Padre, e che lo stesso sacrificio di Gesù Cristo ha avuto origine nella Sua mente, come possiamo continuare a temerLo?

 

            Ora potremmo chiederci: perché Dio ci ha creati? Per quale motivo Dio, un Essere perfetto in Se Stesso e completamente felice, ha voluto creare l'uomo e ha permesso tutto il male che vediamo intorno a noi?

 

 

PERCHÉ DIO CI HA CREATI?

E PERCHÉ VEDIAMO TANTO MALE NEL MONDO?

 

            Il Suo motivo lo troviamo in Sapienza 2,23, dove scopriamo "come" ci ha creati:

 

"Dio ha creato l'uomo per l'immortalità, lo fece a immagine della propria natura."

 

Non è stato Dio a creare la malattia e la morte. Non è stato Lui a dare origine all'infelicità e alle paurose depressioni e crisi cui siamo soggetti. Infatti, sempre la Scrittura ci dice:

 

"Perché Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. Egli infatti ha creato tutto per l'esistenza; le creature del mondo sono sane..." (Sapienza 1,13-14).

 

            Tanto è vero che:

 

"La morte è entrata nel mondo per l'invidia del diavolo..." (Sapienza 2,24).

 

            Esaminando attentamente la Scrittura, scopriamo che per l'uomo Dio non vuole neppure la malattia cronica:

 

"Meglio... il riposo eterno che una malattia cronica" (Siracide 30,17).

 

            Dio ci ha creati a Sua immagine e somiglianza per una vita sana, realizzata, piena di gioia; per un'eternità felice in compagnia del Figlio Suo; ci ha creati per essere partecipi della Sua stessa eredità. Nella Sua felicità infinita, Dio voleva condividere con molti altri esseri a Lui somiglianti la Sua gioia.

 

 

DIO NON HA CREATO IL MALE…

 

"Chiama, oh chiama il cielo e la terra a testimonianza, perché Io ho lasciato fuori il male e ho creato il bene, perché Io vivo, dice il Signore!" (2 Esdra 2,14).

 

            E ancora:

 

"Egli infatti ha creato tutte le cose perché esistessero; e le forze generative del mondo sono integre: in esse non vi è veleno di corruzione; e il dominio dell'inferno non è sulla terra" (Sapienza 1,14).

 

            Per entrare più profondamente nel progetto segreto di Dio riguardante la creazione dell'uomo, possiamo leggere una buona traduzione della lettera agli Efesini, in cui sono chiaramente esposti non solo i concetti finora sfiorati, ma anche le aspettative di Dio per coloro che si impegnano a seguire gli insegnamenti di Gesù, ad accettarne l'autorità e ad accogliere la potenza che Egli concede ai veri credenti, a quelli cioè che credono in Lui alle Sue condizioni, senza alterare il Suo messaggio né tralasciarne le parti scomode.

 

 

… e Si aspetta da noi dei raggiungimenti esaltanti

 

            Riportiamo qui solo alcuni passi di Efesini 3 che riteniamo essenziali, perchè illustrano le aspettative di Dio per noi:

 

"Per questo motivo, dunque, io mi inginocchio davanti a Dio Padre… A Lui chiedo di usare verso di voi la Sua gloriosa e immensa potenza, e di farvi diventare spiritualmente forti con la forza del Suo Spirito; di far abitare Cristo nei vostri cuori, per mezzo della fede. A Lui chiedo che siate saldamente radicati e stabilmente fondati nell'amore.

Così voi, insieme con tutto il popolo di Dio, potrete conoscere l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità dell'amore di Cristo (che è più grande di ogni conoscenza), e sarete pieni di tutta la ricchezza di Dio.

A Dio, che già agisce in noi con potenza,

e in tutte le cose può fare molto di più

di quanto possiamo domandare o pensare,

a Dio sia gloria,

per mezzo di Gesù Cristo e della Chiesa,

in ogni tempo e sempre! Amen" (Efesini 3, 14-21).

 

Dio per te vuole il meglio. Ti ama, sei prezioso ai Suoi occhi, e vede in te cose che tu non potresti neppure supporre. In Cristo tu hai un potenziale spirituale che non riusciresti mai ad immaginare; in Lui puoi essere strumento di Dio, collaborare con Lui alla realizzazione completa del Suo piano per tutti noi.

 

Tu hai bisogno di Dio. Ma anche Dio ha bisogno di te. Perché davvero possa venire il Suo Regno sulla terra Dio ha bisogno anche della tua collaborazione.

 

Vuoi diventare parte attiva del Suo disegno? Vuoi provare ad impegnarti nel Suo progetto, ad aiutarne lo sviluppo sulla terra?

 

 

COME ENTRARE SUBITO

IN UNA RELAZIONE PERSONALE COL  DIO VIVENTE

 

            Finora abbiamo cercato di illustrare, in modo semplice ed elementare, la Persona di Dio Padre. Ma per godere della salvezza che Egli ci regala nel Suo Figlio Gesù è necessario intraprendere alcuni passi da Lui Stesso stabiliti e descritti nella Scrittura.

           

            Il primo annuncio del messaggio evangelico - detto anche dal greco Kerigma - è la parte essenziale, il nucleo e il punto di partenza del messaggio cristiano. Esso include sei tappe fondamentali che qui ci limiteremo solo a menzionare. Per approfondire la conoscenza ed intraprendere questi passi, vai alla voce: POTENZA DEL PRIMO ANNUNZIO in questa stessa sezione, dove abbiamo cercato di illustrarli con semplicità.

 

 

LE SEI TAPPE DEL PRIMO ANNUNZIO

 

Chiedi a Dio la grazia e allo Spirito Santo l'assistenza e l'apertura mentale per diventare ciò che sei chiamato ad essere, e chiedi la fede necessaria per credere a queste realtà soprannaturali:

 

1. Dio ti ama;

2. Tu sei peccatore;

3. Gesù ti ha già salvato;

4. Accetta Gesù come tuo Salvatore e Signore;

5. Ricevi lo Spirito Santo nella tua vita;

6. Entra in una comunità cristiana di preghiera.

 

            Esamineremo questi punti uno ad uno, nella speranza di aiutarti ad incontrare Gesù come tuo Salvatore e come Persona vivente, poiché Lui è la sola Via per arrivare al Padre.

 

Speriamo che attraverso questa presentazione tu sia giunto ad avere un'idea di Dio più corrispondente alla Scrittura, a percepire un Dio diverso da quello immaginato dalla maggior parte della gente:


Un Dio pazzamente innamorato di te, e che anche solo per te avrebbe permesso il sacrificio di Suo Figlio.