I maggiori impedimenti alla crescita spirituale

Due articoli di Bob Mumford

 

Parte 1ª

 

IL PIÙ  GRANDE OSTACOLO ALLA MATURITÀ CRISTIANA [1]

 

Bob Mumford

 

 

 

Dio vuol agire tramite noi

 

A questo punto siamo pronti ad incamminarci verso la pienezza dello scopo di Dio per noi, sia come individui sia come corpo. Egli, infatti, vuole agire per mezzo del suo corpo, al quale voi ed io apparteniamo.

 

Galati 5, 13-26 tocca il punto che costituisce il più grande ostacolo alla maturità spirituale. L’esperienza dimostra che NON tutto ciò che inizia a crescere, arriverà alla maturità. Dio presuppone che facciamo un cammino, da un punto ad un altro da Lui stabilito, e proprio qui sta la difficoltà: spesso ci ritroviamo a fallire tante volte nella stessa prova, ed è necessario imparare ad evitare i ripetuti fallimenti!

 

 

Tutta la Legge concentrata in un comando

 

Riporto qui Galati 5, 13-26, (dalla New American Standard Bible, a mio avviso la più fedele al testo greco):

13          "Siete chiamati alla libertà, fratelli. Solo, non fate della vostra libertà un'opportunità per la carne, ma per mezzo dell'amore (agape) servitevi gli uni gli altri.

14        Perché tutta la legge è messa in pratica in un unico comando: "Amerai il prossimo tuo come te stesso". 

15          Ma se vi azzannate e vi divorate a vicenda, state attenti, per non essere distrutti gli uni dagli altri.

16          Ma io vi dico, camminate secondo lo Spirito, e non seguirete i desideri della carne.

17          Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito, e lo Spirito ha desideri contrari alla carne, e questi sono in opposizione l'una contro l'altro, e così non potete fare le cose che volete.

18          Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge.

19          Le azioni (o manifestazioni)della carne sono: immoralità, impurità, sensualità,

20          idolatria, magia, litigi, gelosia, esplosioni d'ira, dispute, dissensi, divisioni,

21          invidie, ubriachezze, orge e cose del genere, di cui vi avevo avvertiti in precedenza, come già vi avevo avvisati che quanti praticano queste cose non erediteranno il Regno di Dio.

22          Ma il frutto dello Spirito è amore, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fedeltà,

23          mansuetudine, controllo di sé. Contro queste cose non esiste legge.

24          Quelli che appartengono a Gesù Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni ed i suoi desideri.

25          Perciò, se viviamo nello Spirito, camminiamo anche nello Spirito”.

26          “Non gonfiamoci d’orgoglio, provocandoci a vicenda, invidiandoci gli uni gli altri”.

 

Al versetto 26 troviamo i tre peccati cristiani particolari:

          I. Non gonfiamoci d'orgoglio, (C.E.I. = vanagloria)

          2. provocandoci (sfidandoci) a vicenda,

          3. invidiandoci gli uni gli altri.

 

Prima di inoltrarci nello studio, rivolgo a Dio Padre questa preghiera: “Padre Santo, aiutami ad aprire il cuore alle norme e direttive che vuoi comunicarci e, nel nome di Gesù, Ti chiedo, fa’ che la Tua parola  penetri ciascuno di noi in modo tale che da poter essere davvero liberati. Per Gesù Cristo nostro Signore, Amen.

 

Ø      Come si fa ad osservare tutta la legge?

Consideriamo i versetti 13-14, dove si afferma che tutta la legge è osservata amando il prossimo. 

Ø      Noi, tuttavia, vogliamo essere spirituali e preferiamo amare Dio.

Ø      Vi è una cosa però da tenere presente: possiamo dire di osservare tutta la legge solo” quando impariamo ad amare il prossimo come noi stessi.

 

Le relazioni con il prossimo

 

Rettitudine, o giustizia. Penso si tratti di una questione di relazioni. Se davvero volete apparire giusti davanti a Dio, nella vostra vita va messo in ordine l’intero settore delle "relazioni". Dovete essere nella giusta relazione con Dio, è vero, ma anche con tutti gli altri.

          Per convincersi di essere cristiani, non basta arrivare a capire che Gesù è il Salvatore, essere battezzati con acqua e nello Spirito Santo, comprare una Bibbia nuova e frequentare gruppi e chiese.

          Sono tutte cose importanti, ma del tutto insufficienti.

 

          Per arrivare poi a capire gli scopi di Dio e l’importanza da Lui attribuita alla Sua Parola, dobbiamo considerare ciò che dice da un’ottica diversa da quella abituale. Vecchio e Nuovo Testamento sono un’entità unica, inseparabile.

          Esaminando ad esempio i 10 Comandamenti, noteremo un particolare assai interessante: trattano solo due obiettivi principali, che possiamo suddividere così:

          4 comandamenti riguardano Dio,

          6 comandamenti riguardano gli uomini.

          Il problema, infatti, non sta nella relazione con Dio, ma nell’avere le relazioni giuste con la gente che Dio ci mette intorno! Se avessi intorno gente brava, sarei bravo anch'io!

 

          La Bibbia ci avverte di continuo contro le manifestazioni sbagliate delle relazioni umane: gelosia, invidia, sfida, orgoglio, critica, giudizio, superiorità. Il nostro problema è proprio la gente!

          La giustizia o rettitudine non consiste solo nel pregare nello Spirito, cantare in lingue, e leggere e imparare a memoria tutta la Bibbia.

Ø      Si tratta invece di avere in noi tanta presenza di Dio quanto basta a farci avere le relazioni giuste con la gente!

Ø      Abbiamo bisogno di una parte più grande di Dio in noi, per avere buone relazioni coi fratelli!

 

La necessità si perdonare e di riconciliarsi:

 

"Perciò, se stai portando la tua offerta all'altare e ti ricordi che un fratello ha qualcosa contro di te, lascia l'offerta e vai prima a riconciliarti con il fratello... e fai pace subito col vicino, per non finire in prigione” (Mt 3, 23-26).

 

La condizione per ricevere il perdono:

"Perdona i nostri debiti, come noi perdoniamo i nostri debitori... Perché se perdonerete agli uomini le loro trasgressioni, il Padre Celeste perdonerà a voi. Ma se non perdonerete... neppure Lui vi perdonerà" (Mt 6,12).

 

Ma il perdono di Dio è al condizionale

          La condizione non riguarda il momento della salvezza, perché allora Dio ci prende come siamo, per farci incamminare nella vita cristiana. Ma poi Egli non vuole lasciarci come siamo, e la condizione per ricevere il Suo perdono è perdonare chi ha offeso noi!

Solo dopo aver perdonato i torti e le offese ricevute, potremo passare alla fase successiva:

 

Ama il prossimo tuo come te stesso

          Ma se odio me stesso? Per risolvere questa difficoltà dobbiamo capire gli effetti e conseguenze prodotti in noi dal peccato. Esso ha intaccato tre zone:

1.      La relazione tra me e Dio;

2.      La relazione con me stesso;

3.      La relazione tra me e gli altri.

 

          Come faccio ad amarvi come amo me stesso? Non vi conosco neppure!

Ø             La giustizia o rettitudine, tuttavia, mette in ordine queste tre relazioni. Così arriviamo ad amare prima Dio, poi noi stessi e quindi gli altri. Da parte Sua, Dio penserà a metterci intorno le persone “giuste” per fare pratica. Molti, tuttavia, hanno l’impressione di trovarsi come in prigione: a causa del risentimento, non arrivano a sperimentare la libertà e la gioia del Signore.

 

Il risentimento

 

          Il risentimento è il maggiore ostacolo alla maturità spirituale. Penetra in profondità dentro di noi, e non possiamo farci niente. Mi è capitato di perdonare alcune persone per ben 9 volte! É di estrema importanza rendersi conto che, se ospitiamo in noi del risentimento, la crescita si ferma, la gioia si affievolisce, e pregare più forte e digiunare più a lungo non servirà proprio a nulla.

 

          La prima cosa da fare è riconoscere di avere il risentimento nello spirito. Davanti all'altare Dio ce lo rivelerà e, se glielo chiederemo, ci farà ricordare proprio quelle persone che ci hanno maggiormente ferito.  

 

Torniamo a Galati 5:

Se la rettitudine è un fatto di giuste relazioni, Gesù è venuto proprio a rimetterci nella giusta relazione prima con Dio Padre, e quindi con gli altri. La Scrittura afferma che la giusta relazione con tutti gli altri è il risultato dalla giustizia o rettitudine.

Ø      Ai versetti 13-14 è detto chiaramente che dobbiamo usare la libertà a cui Dio ci ha chiamati per servirci gli uni gli altri.

Ø      Ma noi gli altri non li vogliamo servire: vogliamo servire solo Dio!

Ø      Stentiamo a capire che proprio servendo i fratelli noi serviamo Dio!

 

Ø      Versetto 15:   "Se vi azzannate e divorate a vicenda..." I Galati, (cristiani del Nuovo Testamento), avevano   problemi nelle relazioni: proprio non riuscivano ad andare d'accordo tra loro!

Ø      Versetto 16: Essere spirituali significa camminare nello Spirito Santo, e quando scopriamo il vero significato di questo cammino, la nostra natura umana ci porterebbe a non voler più essere spirituali!

Ø      Versetto 19: Le opere della carne sono cattive. Non prendiamo in considerazione le prime opere qui elencate, perché non dovrebbero proprio riguardarci. Ma vi sono inclusi anche diversi problemi di relazione:

odio, (inimicizia, sentimenti di cattiva volontà); litigi, gelosia, esplosioni d'ira e di cattivo carattere, dispute (esplosioni di egoismo), eresia (opinione della propria volontà), dissensi, invidie (provare dolore per ciò che gli altri hanno).

Se qualcuno ci indispone, si manifestano in noi i sintomi di ira, inimicizia, voglia di litigare, esplosioni del nostro cattivo carattere, intolleranza, dispute, ecc.

 

Aspetti del risentimento

 

Cosa significa:

Risentimento significa provare dispiacere per un atto, una persona, un rilievo o una situazione in cui ci siamo sentiti ingiuriati o insultati. E’ qualcosa che ci ferisce dentro, in profondità, e può provenire proprio dai cristiani!

 

Quando si manifesta:

Il risentimento si manifesta quando Dio, o qualcun altro, agisce in modo diverso da come ci aspettavamo. Dio lo fa spesso, e se non siamo aperti ad accettare il Suo modo d’agire, ribolliremo di risentimento nei Suoi confronti e perderemo ciò che invece vuole darci. E non capita di rado! 

 

Natura del risentimento:

Il risentimento ha le seguenti caratteristiche:

1.      É soggettivo, e nessuno lo sa oltre voi e Dio;

2.      Diventa un fatto di autocommiserazione: "Nessuno mi capisce.."

3.      Si accampa in noi sotto forma di rancore, e quando diventa rancore vero e proprio, avete un debito verso qualcuno che, a sua volta, ha un debito verso di voi. Quel debito dovrà essere pagato, perché solo se perdoniamo i debitori (chi mi ha fatto dei torti), saremo a nostra volta perdonati..

 

Come liberarsene:

Le quattro cose da conoscere per essere liberati dal risentimento, o per impedirne lo sviluppo, sono:

1.      Capire cosa Dio intende per prova, ed affrontarla. La Bibbia afferma che Dio ci mette alla prova. Ma Egli non ci avverte quando la prova arriverà, e siamo sempre colti alla sprovvista.

 

          Tuttavia, non appena riusciremo ad accettare come prova le più grosse contrarietà, vedremo le cose cambiare.

          Ma prima a cambiare saremo noi! Dio ha la prerogativa di fare e di permettere gli eventi nella nostra vita, ed agisce

Ø      per provocare e portare alla luce la nostra vera condizione. 

Ø      Le cose che ci capitano non sono accidentali: servono a rivelare i nostri problemi,

Ø      (non certo quelli degli altri, mentre proprio questa è sempre una grossa tentazione). 

 

2.      Capire cosa significa sovranità di Dio. Nella nostra vita nulla avviene senza esser prima passato dalle mani del nostro Dio Onnipotente.

 

          Tutti dobbiamo sapere con certezza che nulla tocca la nostra vita senza il consenso di nostro Padre: "Signore, tu lo hai permesso, ed io lo abbraccio." 

 

3.      Accettare con gioia è la parte più dura. Se trovo la mia fuori serie nuova con una grossa ammaccatura sul davanti, mi soffermo, guardo verso l’alto e riesco a dire: "Dio, Tu lo hai permesso, ed io l’accetto con gioia!", dov'è la mia gioia?

 

Ø      Ma basta accettare, e se lo fate, state imparando qualcosa sulle emergenze della vita e su come risolverle.

 

4.      Sapete cosa significa prigione? Quando non riuscite a risolvere qualcosa e il risentimento cresce troppo, quell'ammaccatura alla macchina può esser l'inizio della perdita del contatto con Dio.

 

Ø      La Bibbia la definisce "radice di amarezza": inizia nella forma di piccolo seme di risentimento, e poi si arriva a pensare alla vendetta. Ma a quel punto sarete nei guai! Ed è proprio questo uno dei problemi del matrimonio!

 

Altri effetti del risentimento

 

Su questo argomento vi sono altre cose da considerare:

 

q       Il risentimento blocca il cammino con Dio. Se, consapevolmente o no, abbiamo ospitato in noi, magari per anni, il risentimento, non siamo liberi di accettare le cose dalle mani di Dio: Egli ci chiude in una prigione spirituale, e non ci permette di progredire: "Andiamo avanti, se Dio lo permette" (Ebrei 6,3).

q       É il maggiore ostacolo alla crescita e alla maturità spirituale. Di questo sono convinto, e se non riusciremo a risolvere il problema, diventeremo dei vecchi davvero miserabili, dei cinici che criticano tutto e tutti.

Ø      Pretenderemo che Dio e gli altri siano tutti al servizio del Nostro Regno, anziché essere noi al servizio del Regno di Dio!

Chiediamo a Dio che oggi, come popolo, ci liberi dal risentimento.

 

Il rimedio: dal perdono all’amore

 

          La prima cosa da fare è perdonare il risentimento contro Dio.

          Molti lo coltivano per anni: “Dio ha lasciato morire mia madre!” Oppure, non vi ha guarito, e non vi ha dato più soldi! In realtà siamo noi a non aver accettato, e con gioia, la nostra eredità in Dio!

 

          Nutriamo un profondo risentimento verso gli altri perché hanno ciò che vorremmo noi e sono come noi vorremmo essere: belli, bravi, intelligenti.

 

q       Proviamo risentimento verso il prete, perché non è venuto quando doveva venire; verso i genitori che ci hanno fatto del male; verso i parenti che ci hanno feriti in modo atroce.

q       Siamo pieni di risentimento sul posto di lavoro, perché la gente ci è passata avanti nella carriera. Il medico poi ha sbagliato un'operazione e ci ha fatto stare peggio di prima.

 

Dio ci vuole liberare dai risentimenti più intimi e profondi.

q       Ci libera dal risentimento di cattolici contro protestanti, o protestanti contro cattolici. Una volta, in una riunione di 35.000 persone, un prete cattolico venne a lavarmi i piedi, perché riconosceva di averci offesi: così 500 anni di ingiurie cominciano a guarire.

 

q       Dio ci libera dai risentimenti di natura politica, dai contrasti tra partiti e fazioni. Nei cristiani, gli ideali politici fanno sorgere risentimenti profondi che li mettono gli uni contro gli altri. Lo sapevate che anche tra i discepoli di Gesù c'erano Simone lo Zelote, il giudeo più fanatico che potesse esistere, e Matteo il pubblicano, che si era completamente venduto al governo romano? Eppure, Gesù li mise insieme.

 

q       Gli altri nemici verso cui proviamo risentimento: Dobbiamo arrivare ad amare anche i comunisti cinesi!  Prima, pensando ai comunisti, mi riempivo di risentimento e li odiavo "nel nome del Signore". Che dire poi dei criminali? La Bibbia afferma che un giorno impareremo ad amare ogni tipo di nemici. Non ci è permesso avere risentimento verso nessuno. Infatti, persino il risentimento contro i nemici ci fa perdere il contatto con Dio, e ben presto ci ritroveremo nelle loro stesse condizioni.

 

          Vi chiedo di chinare il capo in preghiera, mettendo i nomi, quando pregate per il risentimento contro qualcuno. Dio, allora, ci purificherà. Innanzi tutto, dobbiamo dirgli che vogliamo perdonarlo per il risentimento provato contro di Lui. "Sono troppo piccolo, troppo alto, volevo essere un uomo, o una donna...Signore, oggi Ti perdono.”

          Quindi, dobbiamo perdonare tutti gli altri.

 

          Ecco qui un esempio di preghiera di perdono. Poi rimanete in ascolto, in silenzio.

 

Ø      "Mio Dio, Ti chiedo di perdonarmi.

Ø      Ma anch'io voglio perdonare Te ed essere purificato da ogni risentimento contro di Te, perché non hai guarito mia madre, o mio padre, ecc…. ed ho provato un risentimento segreto contro di Te. Oggi Ti perdono, o Dio, come Tu hai perdonato tante volte me.

Ø      Perdono il mio sacerdote per quello che ha fatto o non ha fatto, [mettete il nome nel vostro elenco].

Ø      Signore, lo perdono e libero il mio risentimento contro di lui.

Ø      Perdono i miei genitori per quello che hanno sbagliato nella mia vita. Li perdono nel nome di Gesù.

Ø      Perdono il mio principale, mia sorella, i miei maestri, i medici che hanno sbagliato, e le persone che mi hanno provocato tanto dolore.

Ø      Signore, Ti chiedo di purificarmi dai sentimenti negativi verso quanti mi offendono.

 

Ø      Voglio essere liberato dal risentimento contro i cattolici, o i protestanti,

 

Ø      i partiti politici che vanno contro le mie idee, gli albanesi e i musulmani, i criminali.

Ø      Gesù, ti chiedo di purificarmi da ogni risentimento contro il Tuo popolo, perché diventa occasione di litigi e dispute contro di esso.

Ø      Liberami dal risentimento contro i nemici, contro quelli che mi hanno disprezzato e perseguitato, che si sono presi gioco di me. [Chiedete a Dio che vi liberi da ogni vostro risentimento, anche dei più profondi e nascosti].”

 

Ø      Madri contro figlie, figlie contro madri.

Ø      Mariti, liberate il risentimento contro vostra moglie, e voi mogli, contro vostro marito, perché non era come pensavate fosse! Perdonatelo e siate liberati.

Ø      Perdonate gli errori e le divisioni tra denominazioni, i problemi dottrinali che trovate negli altri;

Ø      perdonate i membri delle altre confessioni cristiane, tutti quelli contro cui avete avuto dei rancori, perché pensavate fossero nell’errore o abusassero delle cose di Dio.

Ø      Provate risentimento contro Dio perché non vi ha portati nel ministero, per aver permesso che il vostro matrimonio fallisse, per non aver fatto ciò che pensavate avrebbe dovuto.

 

Signore, Gesù, purificaci proprio qui ed ora, come Tuo popolo”.

Il sangue di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, ci purifica da ogni ingiustizia. E se abbiamo commesso dei peccati, Lui li perdonerà. Se confessiamo i nostri peccati, Lui è fedele e giusto, e ci purifica dai nostri peccati, e ci purifica da ogni ingiustizia."

" Ma il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza …” Forse con chi è perfetto? Tutte queste cose riguardano le relazioni con gli altri. Non è possibile avere pazienza senza la gente.

 

I frutti dello spirito riguardano le relazioni.

 

          Abbiamo visto che

Ø      6 dei 10 Comandamenti riguardano le relazioni tra noi, e che

Ø      la nostra “rettitudine o giustizia” è una questione di relazioni con gli altri.

Ø      Anche i frutti dello Spirito in Galati 5,22 non hanno un obiettivo diverso.

 

          Quei frutti, infatti, non sono per Dio, ma per la gente, che vuol venire da voi e cogliere il frutto della pazienza. Nella nostra pazienza vuol vedere il carattere di Dio, avvertire la fonte. Ma finché in noi vi è il risentimento, non c'è posto per la crescita dei frutti. Vivremo allora un'esistenza tetra, perché le cose si affolleranno senza produrre il frutto dello Spirito, che ci permetterebbe di avere una giusta relazione con tutti.

Recitiamo il Padre Nostro...

 



[1] Due lezioni tratte da audio-cassette di Bob Mumford – LIFECHANGERS, P.O. Box 98088 – Raleigh, NC 27624, U.S.A.