Ostacoli

COME VINCERE LA DEPRESSIONE

di Clyde Narramore

 

LA REALTÀ DELLA DEPRESSIONE

 

Schema dello studio

 

- Alla ricerca della felicità

- Cristiani e depressione

- Le cause della depressione (fisiche, psicologiche, spirituali)

- Cosa dobbiamo riconoscere

- Lo Spirito Santo - I passi necessari - Guidati dallo Spirito

- Come vincere la depressione - Conoscere Dio

- Il ministero dello Spirito Santo - Le difficoltà

- Passi concreti per vincere le difficoltà emotive

- L'aiuto professionale

- La guarigione interiore

 

Al mondo tutti cercano la felicità, e sono disposti a grandi sacrifici anche economici pur di trovarla.

Ø      Eserciti di medici, psichiatri, psicologi, sacerdoti ed altri ancora cercano di aiutare la gente a trovare pace, serenità, gioia, e la felicità che tanto desidera.

Ø      Ma la gente fa ricorso anche ad altre vie, non convenzionali e sbagliate. Si reca da maghi, chiromanti, cartomanti, streghe, negromanti; si rivolge ad altre religioni, in specie orientali – che si appoggiano a spiriti diabolici.

Ø      Tenta la via dell’alcol, della droga; cerca la felicità nel sesso incontrollato, ed arriva a partecipare alle sette diaboliche, pur di ottenere potere ad ogni costo.

Ma la felicità pare sfuggire di mano. Si arriva al ricovero in ospedale, al manicomio, e perfino al suicidio.

 

Momenti di scoraggiamento che vanno e vengono e che durano anche qualche giorno, rientrano nella normalità della vita e capitano a tutti.

Ø      Ma quando la depressione si prolunga troppo, o è troppo frequente, allora non è più normale e può portare a gravi conseguenze – perfino a pensare al suicidio; e le depressioni prolungate possono portare al manicomio.

In questi tempi moderni la malattia si è estremamente diffusa, e ne sono vittime persone d’ogni età, cultura e classe sociale.

I CRISTIANI

 

Anche i cristiani possono esserne vittime.

Ø      Ma il cristiano “depresso” non potrà dare una testimonianza valida della potenza di Dio, della pace e gioia che il cristianesimo degli inizi promette, e che deriva dall’unione autentica con DIO.

è Satana si serve delle depressioni per screditare il cristianesimo.

Ø      La “depressione” intacca la relazione personale con Dio. La preghiera allora è senza vita, e pare non ricevere risposta; diventa scarsa o scompare l’esperienza ravvivante di Dio.

I RIFLESSI SUGLI ALTRI

Ø      Ma la depressione non influenza solo chi ne soffre: si riflette sui familiari, sui bambini in particolare, sull’ambiente che frequentiamo.

-  Nel matrimonio si sviluppano pressioni, e si avverte un ambiente di sconfitta.

PIENEZZA DI GIOIA alla Sua presenza  – È quanto promette la Parola di Dio (Sal 16,11).

Ø      Ma alcuni non accettano questa gioia alle condizioni di Dio;

Ø      Altri, pur cercandola, non riescono a farla propria, e i loro sforzi sembrano tutti fallire. PERCHÉ?

Cerchiamone prima il motivo tra le cause fisiche della depressione.

 

CAUSE FISICHE DELLA DEPRESSIONE

 

Spesso nella depressione vi è una base fisica, un’importante componente fisica. Vi sono fattori fisici generali che includono:

-        La giusta quantità e qualità di cibo che fornisca l’energia necessaria;

-        Il non essere sovraccarichi di impegni;

-        Altri problemi e malattie fisiche esistenti.

In caso di depressione, si devono considerare attentamente tutti questi elementi, e prendere i provvedimenti necessari.

Ø      Infatti, alcuni disturbi fisici provocano forti depressioni, e possono esserne la causa principale. Come ad esempio i disturbi alle ghiandole endocrine o alla tiroide, e una volta curati si risolve automaticamente il problema.

 

FATTORI PSICOLOGICI DELLA DEPRESSIONE

 

Tra i fattori psicologici della depressione scopriamo diversi atteggiamenti psicologici significativi che hanno grande importanza nella malattia, in specie nelle forme più gravi.

1.     INSICUREZZA – Il depresso è essenzialmente insicuro.

Ø      Si sente indegno, incapace, ha sensazioni di colpa, timori, ansietà. Non si sente all’altezza degli altri e della situazione, né delle richieste del Signore.

Questo fatto lo opprime e origina sentimenti di  depressione.

 

2.     MANCANZA D’AMORE – La causa della depressione potrebbe risalire alla mancanza d’amore vero e spontaneo nella fanciullezza. Spesso i bambini sperimentano l’indifferenza dei genitori – che troppo occupai nel lavoro o in parrocchia, vedono i figli come ostacolo alla propria realizzazione personale e li trascurano – e questi se ne sentono respinti.

-        Altri genitori, pur amando i figli, non riescono a manifestare loro l’amore necessario. Allora il bambino si sente solo, poco amato, respinto, indegno.Sensazioni che possono penetrare anche nei primissimi anni di vita.

-        Anche gli insegnanti o chi ha contatti prolungati coi bambini possono contribuire a formare in loro tali sensazioni di disamore e di repulsione.

-        Crescendo il bambino potrà continuare a sentirsi indegno e non amato, e la sua vita sarà infelice, frustrata, depressa.

 

3.     CORREZIONE NEGATIVA – È un’altra causa psicologica della depressione. Umiliare il bambino di fronte agli altri per un errore, o chiamarlo “stupido”, o “ignorante”, può produrre effetti molto negativi. Un tale trattamento, se prolungato, sviluppa atteggiamenti di rigetto e di indegnità.

 

4.     SEPARAZIONE DA GENITORI E PERSONE CARE – Producono pure atteggiamenti di indegnità, di insicurezza che portano a sentimenti di scoraggiamento e di depressione.

-        Questo accade nel divorzio, o per la morte di un genitore.

-        Se il bambino si vede trascurato, non sperimenta l’amore dei genitori che gli è tanto essenziale per lo sviluppo di sani atteggiamenti emotivi.

 

5.     IL PARAGONE SFAVOREVOLE CON GLI ALTRI – Il paragone continuo tra due figli può essere una causa dello sviluppo della depressione:

-        i genitori che esaltano i meriti di uno ai danni dell’altro, mancano di tatto e di comprensione.

-        Infatti, anche se il bambino, stimolato da questo paragone, potrà comportarsi meglio, come persona si sentirà indegno, e avvertirà di doversi comportare in base a certi standard per essere accettato.

-        Questo potrà svilupparsi in seguito nella depressione e scoraggiamento, e dei propri fallimenti egli tenderà ad incolpare se stesso, ingolfandosi nel circolo vizioso di sentirsi incapace di tutto, incolpandosi del problema e impegnandosi a fare meglio.

 

6.     GENITORI PERFEZIONISTI - ed eccessivamente critici, causano atteggiamenti di pessimismo e di scoraggiamento.

-        Genitori che vorrebbero ogni cosa fatta al massimo della perfezione, e che trovano errori dappertutto.

-        La cosa più importante per il bambino non è avere i voti massimi a scuola, ma raggiungere l’età adulta con un alto grado di equilibrio emotivo e spirituale.

-        Quando ciò avviene, la realizzazione della persona avviene naturalmente.

 

Questi sono alcuni dei fattori principali che si trovano di continuo alla base della depressione.

Ø      Per SUPERARLI è necessario valutarli e capire in che modo hanno influenzato le attitudini emotive della persona, la sua immagine di sé e degli altri.

Al Centro di Consulenza Cristiana NARRAMORE incontriamo spesso persone con reazioni depressive temporanee, che senza aiuto potrebbero protrarsi fino ad un anno ed oltre. Le cause:

Ø      Pressione, problemi finanziari, perdita del lavoro, morte di una persona cara, separazione, forti delusioni, attacchi personali ed eventi traumatici.

Un terapista cristiano capace può offrire un valido aiuto a questi casi.

 

Il fattore essenziale per superare ogni problema spirituale ed emotivo è innanzi tutto

-        CAPIRE prima,

-        affrontare poi realisticamente il problema e quindi

-        cercare di comprenderne le cause di fondo.

Si dovranno tenere presenti tutti i fattori psicologici che si scopriranno col procedere della discussione sul problema “depressione.”

ASPETTI SPIRITUALI DELLA DEPRESSIONE

 

La causa maggiore di depressione e di scoraggiamento è la

Ø      mancanza di una relazione vitale con Dio tramite Gesù Cristo.

Ø      La persona che NON ha sperimentato una relazione personale con Cristo può non avere uno scopo o un significato ultimo nella vita.

-        Infatti, è per questo motivo che Dio ha creato l’uomo: è la sua natura.

Ø      Senza Cristo non può esserci calma né ottimismo, nessuna stabilità e sicurezza di fondo.

-        Al di fuori di Cristo nessuno può avere la gioia più piena della vita.

-        Questi sono i fatti scientifici enunciati da Dio Stesso nella Bibbia.

CON CRISTO la vita assume una prospettiva nuova.

Ø      La consapevolezza di essere creature spirituali create ad immagine di Dio ci dà una comprensione nuova della vita.

La ricerca di significato e di scopo che prima facevamo nelle finanze, nel lavoro, nel divertimento ha trovato un porto nella Parola di Dio!

 

COSA DOBBIAMO RICONOSCERE

 

Finché una persona non riconosce di essere stata creata ad immagine di Dio,

Ø      Di essere peccatore e separato da Dio,

-        E di avere bisogno di redenzione, attraverso una relazione personale con Gesù Cristo,

-        In un certo senso è fuori della realtà.

è Chi NON ha accettato questi fatti corre in vicoli ciechi, ed ogni tentativo di raggiungere gioia e felicità per altre vie è destinato a produrre dosi di frustrazione e scoraggiamento.

-        La storia umana è piena di milioni di persone la cui vita è cambiata attraverso  l’esperienza personale di Cristo.

Esistere soltanto, o vivere?

Ø      Testimonianza – Conobbi uno studente universitario che cercava di superare il senso di futilità e di mancanza di scopo della vita attraverso l’istruzione, i raggiungimenti intellettuali, i mezzi sociali ed altro.

-        Io gli indicai la sua necessità di una vita spirituale.

-        Dopo varie discussioni e dopo aver letto la Bibbia, s’inginocchiò e disse: “Vorrei chiedere a Cristo di entrare nella mia vita,” e pregò dicendo:

“Gesù, sono un peccatore e ho bisogno di te. Vuoi venire nel mio cuore e darmi una vita nuova?”

-        La settimana successiva disse:

Sono una persona diversa. È la differenza tra ESISTERE SOLTANTO E VIVERE.”

Una persona SENZA relazione personale con Cristo in realtà esiste solo, senza vivere: Ha solo una vita temporale.

Ø      Ma quando mette la sua fede e speranza in Cristo, comincia a vivere su un piano diverso, in una dimensione nuova.

Ø      La sua vita diventa bella, assume un significato nuovo ed uno scopo profondo e porta grazie abbondanti alla persona che è nel giusto rapporto col Creatore di ogni personalità umana.

 

Ø      Ma nonostante la vita nuova e le molte grazie che si ricevono quando si stabilisce un rapporto personale con Cristo, molti cristiani vivono una vita insoddisfatta e frustrata.

Un motivo di questa mancata consapevolezza quotidiana della presenza intima di Dio è chiaramente definito nella Scrittura.

 

LO SPIRITO SANTO

 

Prima che Cristo ascendesse al cielo, promise di mandare lo Spirito Santo, che sarebbe stato il Consolatore.

-        In Giovanni 14,16 leggiamo: “Pregherò il Padre, ed Egli vi darà il Consolatore, perché abiti in voi per sempre.”

-        Attraverso la potenza dello Spirito Santo Dio ci ha dato il mezzo per camminare sempre in stretta comunione con Lui.

Ø      Molti credenti comunque non sperimentano la gioia di questa comunione ed amicizia.

-        Hanno Cristo come Salvatore personale, e magari anche qualche conoscenza della Parola di Dio;

-        Talvolta possono anche parlare di Cristo agli altri.

Ma NON capiscono che Dio è una realtà in tutta l’esperienza della vita.

 

Vi sono tre classi principali di persone

1.     Quelli che non conoscono Cristo – Incontrano le depressioni e frustrazioni più grandi e sono sempre in conflitto con le verità eterne di Dio.

-        Queste persone sono al di fuori di gran parte della realtà umana e spirituale, e ignorano il Creatore dell’Universo.

2.     Quelli che hanno una conoscenza personale di Cristo, ma NON sperimentano una relazione vitale e quotidiana con Lui.

-        Questi possono essere paragonati al figlio di due ricchi: è il figlio legale ed erede, e tutti lo sanno.

-        Ma per un qualche motivo sconosciuto non fa i semplici passi necessari per ereditare le ricchezze del Padre.

Ø      Questo avviene alla persona che non capisce la comunione dell’uomo con Dio momento per momento.

-        È sempre un figlio di Dio perché ha ricevuto Cristo come Salvatore personale,

-        Ma manca di appropriarsi delle ricchezze ereditate da Dio per la sua vita di ogni giorno.

3.     Quelli che sono quotidianamente controllati dallo Spirito Santo.

-        Questa comunione è per ogni credente, come è chiaramente espresso nella Parola di Dio. In Efesini 5,18 ci si comanda di “essere pieni dello Spirito Santo.

-        Altri testi della Scrittura poi definiscono chiaramente i mezzi per questa continua pienezza ed abitazione dello Spirito Santo in noi.

 

I PASSI PER ARRIVARE 

ALLA PRESENZA CONTINUA DI DIO

 

a)     In Efesini 4,30 leggiamo: “E non rattristate lo Spirito Santo di Dio, posto in voi come sigillo, come garanzia per il giorno della completa redenzione.”

-        Qui ci si raccomanda di non addolorare lo Spirito.

-        Addoloriamo la Terza Persona della Trinità quando nella nostra vita c’è il peccato.

-        Naturalmente, come per tutti i comandi di Dio, Egli ci dà il modo di superare il problema.

Ø      In 1 Giovanni 1,9 c’è un versetto noto a molti cristiani:

-        Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da perdonarli, e da purificarci da ogni errore.”

-        Questo è il primo passo per ogni credente che voglia sperimentare in modo più profondo e significativo la presenza continua di Dio.

-        É il DONO che Dio ci fa per superare la tristezza che possiamo aver causato allo Spirito Santo.

b)     In 1 Tessalonicesi 5,19 ci si raccomanda di “non ostacolare l’azione dello Spirito.”

-        In altre parole, NON dobbiamo disobbedire al Signore o rifiutare di arrenderci alla Sua guida.

-        La soluzione a questo problema la troviamo in Romani 12,12, ed è il secondo passo verso la comunione continua con Dio:

-        Vi esorto dunque, fratelli, ad offrire voi stessi a Dio in sacrificio vivente, a Lui dedicato, a Lui gradito. È questo il vero culto che Gli dovete.

-        NON adattatevi alla mentalità di questo mondo,

-        ma lasciatevi trasformare da Dio con un completo mutamento della vostra mente.

-        Sarete così capaci di capire qual è la volontà di Dio, vale a dire ciò che è buono, a Lui gradito, perfetto.”

c)     Ecco infine un terzo passo definitivo per chi cerca una comunione più stretta e un’amicizia più profonda con Cristo mediante la potenza dello Spirito Santo.

-        Lo troviamo in Galati 5,25: “Se è lo Spirito che ci dà la vita, lasciamoci guidare dallo Spirito.

-        In altre parole, il cristiano che vuole sperimentare l’amicizia continua con Cristo deve camminare nella dipendenza consapevole dallo Spirito Santo.

-        NON dobbiamo contare sulla nostra forza di volontà.

Dobbiamo essere in uno stato di dipendenza continua dalla guida del Signore e del Suo Spirito.

 

Non appena il cristiano comincia a praticare:

  1. La confessione del peccato, impara a
  2. cedere al Signore, anziché soffocare il Suo Spirito con la disobbedienza; comincia a
  3. dipendere da Dio.

Inizia allora a stabilirsi una relazione di gioia e di felicità che diventa giorno per giorno sempre più significativa.

 

LO SPIRITO SANTO 

ALLA GUIDA DELLA NOSTRA VITA

 

Senza questo controllo, questa guida da parte dello Spirito, possiamo vedere come molti cristiani sono depressi, frustrati, preoccupati.

Ø      Siamo creati a immagine di Dio e funzioniamo con efficienza solo se operiamo in conformità ai principi stabiliti dalla Parola di Dio.

Se quindi una persona riconosce Cristo come suo Salvatore, MA

-        NON vive secondo le verità della Parola di Dio,

-        NON confessa i suoi peccati,

-        NON consegna a Cristo la propria vita e

-        NON vive, non cammina nella potenza dello Spirito di Dio,

quella persona NON utilizza la pienezza della promessa fatta da Dio a tutti i credenti.

Ø      Se il credente NON riconosce :

-        la propria posizione in Cristo,

-        la sovranità di Dio e il

-        principio della potenza dello Spirito Santo che guida ogni momento della sua vita,

abbiamo le cause-base della depressione e dello scoraggiamento.

 

COME SUPERARE LA DEPRESSIONE

 

In ogni problema depressivo grave e di lunga durata, è necessario un

Ø      Esame fisico completo. Se infatti alla base c’è un grave disturbo fisico, consigli ed applicazioni spirituali serviranno a poco.

-        Finché non è corretta la radice fisica del problema, non si potranno fare progressi spirituali.

Ø      La natura umana è fatta in modo meraviglioso, e resta difficile stabilire con certezza quali aspetti di un problema di adattamento siano fisici, spirituali o emotivi.

-        per comprendere il problema tuttavia cercheremo di isolare alcuni dei fattori-base per superare la depressione con mezzi spirituali ed emotivi.

Ø      Mancanza di scopo e significato Quando una persona è frustrata per mancanza di scopo e significato ed è consapevole del suo senso di bisogno, questo è un chiaro sintomo di problema spirituale.

Come abbiamo già detto, in realtà la persona lontana da Gesù Cristo NON può sperimentare nella vita la pienezza della gioia e della felicità.

 

È NECESSARIO CONOSCERE DIO

 

Per chi non ha mai riconosciuto Dio nella storia e nella propria vita personale,

Ø      il passo più importante per superare l’atteggiamento emotivo alla preoccupazione e al pessimismo è:

-        stabilire con fermezza una giusta relazione con Gesù Cristo.

-        Questo è chiaramente definito nella Scrittura.

1.     Chi non ha riconosciuto la Persona e l’opera di Gesù deve arrivare a riconoscere che tutti gli uomini sono esseri spirituali.

-        Siamo creati a immagine di Dio (Genesi 1,26).

-        Essendo spirituale, l’uomo ha quindi la capacità di conoscere Dio e di comunicare con LUI in una relazione personale.

2.     Il secondo passo verso questo rapporto personale con Cristo è riconoscere che tutti gli uomini hanno peccato volontariamente, e quindi sono separati da Dio. (Romani 3,23; 3,10).

-        Leggendo la Bibbia ci renderemo conto della nostra indegnità davanti a Dio, e che ogni uomo ha peccato. Ora siamo pronti al terzo passo:

3.     Capire che il castigo (retribuzione) del peccato è la morte e che Cristo ha pagato questo prezzo.

-        In Romani 6,23 la cosa è espressa con chiarezza:

-        Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna per mezzo di Gesù Cristo.”

-        E il Dio d’amore che aveva stabilito la morte come pena per il peccato, ha mandato Gesù Suo Figlio a pagare questa pena, meritata da noi” (Romani 5,8):

-        Dio ci manifesta il Suo amore per noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.”

4.     Infine, la persona può completare il suo accordo eterno con Dio riconoscendo che non basta credere (Giacomo 2,19).

-        Non basta credere che Gesù Cristo è il Figlio di Dio e che è morto sulla croce per i peccatori.

-        Ogni persona deve chiedere, individualmente, a Gesù Cristo di venire nella sua vita.

-        In Giovanni 1,12 leggiamo: “Alcuni però Lo hanno ricevuto, e a loro ha dato il potere di diventare figli di Dio, a quelli che hanno creduto nel Suo nome.”

-        In Apocalisse 3,20 troviamo ancora il Suo invito: “Ascoltate, Io sto alla porta e busso. Se uno Mi sente e Mi apre, Io entrerò e ceneremo insieme, Io con lui e lui con Me.”

Per chi non ha mai avuto un rapporto personale con Gesù, questo è il passo più importante da fare, e che avrà mai fatto nella sua vita.

Il RISULTATO di questa transazione eterna per la persona sarà una potenza nuova, una nuova stabilità, nuovo scopo e nuovo significato della vita.

-        Il piano di salvezza di Dio NON ha lo scopo di essere un meccanismo psicologico per sollevare sentimenti frustrati, paura e preoccupazione.

Ha bensì lo scopo di ristabilire la nostra relazione con Dio, affinché Egli possa dare ad ogni credente una vita abbondante e gioiosa.

 

CREDENTI DEPRESSI

 

Per quanti hanno stabilito questa relazione personale con Cristo, ma

Ø      continuano a preoccuparsi, ad avere scoraggiamenti, ansie e depressioni, la Scrittura dà luci abbondanti.

-        In Galati 5, 22-23 leggiamo sul frutto dello Spirito: “Lo Spirito invece produce: amore, gioia, pace, comprensione, cordialità, bontà, fedeltà, mansuetudine, dominio di sé. La legge non condanna chi si comporta così.

La GIOIA è elencata al secondo posto tra i frutti dello Spirito.

-        I cristiani che NON hanno alcune di queste virtù o frutti, come quelli che non riescono ad offrire una testimonianza efficace o ad essere amici di altri credenti, mettono in chiara evidenza un problema spirituale.

-        Il PROBLEMA si centra sul fatto che sono incapaci – o si rifiutano – di consegnarsi totalmente a Cristo e di permettere che la loro vita sia controllata, momento per momento, dallo Spirito Santo.

Per questa persona la soluzione è facile.

-        Dio non fa mai le cose difficili per l’uomo: non cerca di nasconderci i Suoi favori e le grazie che intende darci.

-        Li ha dichiarati nella Parola, e attende di poterceli dare.

-        Molti cristiani tuttavia non capiscono del tutto i regali di Dio.

-        Alcuni non hanno studiato la Parola di Dio e non conoscono i favori ottenutici da Cristo.

-        Altri conoscono benissimo la Scrittura e i favori di Dio, ma si rifiutano di cedere a Dio, di arrendersi a Lui perché sono centrati su se stessi, sulla forza di volontà e sul desiderio di gestire la propria vita.

-        In un certo senso antepongono se stessi a Dio, anziché consegnarsi alla Sua sovranità, amore e potenza.

 

IL MINISTERO DELLO SPIRITO SANTO

 

Come già accennato per le cause spirituali ed emotive dell’esaurimento,

Ø      il ministero dello Spirito Santo nella vita di ogni credente è una realtà di cui egli può appropriarsi secondo il piano esposto con semplicità nella Scrittura (vedi “Aspetti Spirituali della Depressione”).

-        In Efesini 5,18 Dio ci ordina diessere ripieni di Spirito Santo”. E se questo è un Suo ordine, possiamo star certi che ci darà i mezzi per realizzarlo.

Soffocare lo Spirito

-        Noi addoloriamo lo Spirito Santo, e la situazione viene corretta quando ci rivolgiamo e ci convertiamo a Cristo e chiediamo perdono (Giovanni 1,9).

-        Per “soffocare lo Spirito” la Scrittura intende non riuscire a cedere alla guida dello Spirito Santo, ossia disobbedire al Signore.

-        La soluzione al problema la troviamo in Romani 12,1-2: “Vi esorto dunque, fratelli, a

-        (1) offrire voi stessi in sacrificio vivente, a Lui gradito e dedicato. È questo il vero culto che Gli dovete.

-        (2) Non adattatevi alla mentalità di questo mondo, ma

-        (3) lasciatevi trasformare da Dio in un completo mutamento della vostra mente….”

Dobbiamo vivere in una dipendenza consapevole  dallo Spirito Santo.

Ø      Questi passi chiari sono il dono che Dio ci fa per purificarci dal peccato, cedere a Cristo la nostra vita e permettere alla potenza di Cristo di manifestarsi nella nostra vita per mezzo dello Spirito Santo.

-        Quando il credente ha risposto a queste condizioni bibliche e ha consegnato al Signore la sua vita, avrà una gioia nuova ed una radiosità mai avuta.

-        Le esperienze che prima lo deprimevano e lo frustravano, rendendolo ansioso e preoccupato, cominciano a perdere la loro presa:

-        Il cristiano vede che Dio controlla la sua vita momento per momento, dovunque.

Con questa consapevolezza egli scopre di possedere una sorgente nuova ed assoluta di OTTIMISMO, GIOIA, ed una LIBERTÀ dalle preoccupazioni e dallo scoraggiamento.

 

CHI NON RIESCE A IMPOSSESSARSI 

DEL DONO DI DIO

 

Non tutti i cristiani, comunque, riescono a far proprio, pienamente, il dono più ricco di Dio mediante il ministero e potenza dello Spirito Santo.

-        Alcuni rifiutano apertamente la dedizione totale a Cristo a causa della propria volontà.

-        Molti credenti inoltre, a causa di difficoltà emotive o di conflitti prolungati nella loro personalità, non riescono a capire o a reclamare le abbondanti grazie di Dio.

Ø      Una persona ad esempio con un grave problema depressivo per esser stata trascurata o rifiutata dai genitori, che non ha mai sperimentato l’amore umano a nessun livello e che ha conosciuto solo rifiuto e ostilità,

-   trova quasi impossibile avere con Dio una relazione d’amore.

Ø      L’amore, alla base, è una risposta imparata.

-        Se un bambino in casa è amato e si sente accettato, impara ad amare.

-        Altrimenti troverà difficile un rapporto con Dio.

-        Legge la Scrittura sull’amore di Dio e sul Suo perdono, ma è difficile che tali parole rientrino nel suo vocabolario emotivo, perché

-        Dai genitori, e magari dagli insegnanti, non ha avuto che critica e rimprovero.

Lo stesso dicasi della gioia. – Il bambino non riuscirà ad accettare la verità di queste Scritture a causa dei suoi conflitti emotivi.

 

COME SUPERARE QUESTI PROBLEMI

 

La risposta per superare questi problemi di depressione sta ancora nello stabilire una stretta relazione col Signore.

-        Ma in questo caso il procedimento è difficile e complesso.

Ø      Anziché confessare semplicemente il peccato e cedere se stesso (arrendendosi) alla guida di Dio, vivendo nella dipendenza dallo Spirito Santo,

-        questa persona può aver bisogno di risolvere molti dei conflitti personali di base che l’ hanno resa incapace di consegnare a Cristo la sua vita.

-        Può trovare davvero difficile credere alla Scrittura che dice: “Ma Dio ci ha dimostrato il Suo amore per noi dal fatto che, mentre eravamo peccatori,Cristo è morto per noi” (Romani 5,8).

Ø      Comunque, col procedimento della consulenza molti di questi individui cominciano a sperimentare, su base genuina, l’amore di Dio.

-        Le difficoltà implicate in queste brevi discussioni con quanti sono incapaci di appropriarsi dell’amore di Dio a causa di prolungati conflitti emotivi mettono in rilievo la

-        necessità per alcuni dell’aiuto professionale e psicologico.

-        I problemi gravi della personalità, coi suoi conflitti, richiedono infatti questo trattamento.

Resta comunque un vasto numero di persone con problemi emotivi meno gravi che possono ricevere grande sollievo dalle considerazioni spirituali, senza dover ricorrere a medici professionisti.

 

PASSI CONCRETI PER SUPERARE

LE DIFFICOLTÀ EMOTIVE

 

1.     Il primo passo per superare le difficoltà emotive non gravi consiste nel RICONOSCERE IL PROBLEMA.

-        La persona deve parlarne, magari in tempi di preghiera ed anche col Signore, oppure con un amico o una persona cara.

-        Spesso il vero problema non si rivela alla prima discussione.

-        Dagli specialisti ciò può avvenire ad esempio alla quarta, o persino all’ottava consulenza.

Ø      Per chi soffre di depressione quindi la cosa più importante è avere un amico che lo accetti e col quale poter comunicare i propri sentimenti di depressione e frustrazione.

 

2.     Oltre a riconoscere il problema, dobbiamo CERCARNE LE CAUSE.

-        Ogni trattamento positivo, sia spirituale sia medico o psicologico, dipende da una giusta diagnosi.

-        Se discutete con un amico le vostre reazioni emotive, ricercatene le cause che le originano;

-        Valutate i fattori discussi con questo libro, e cioè:

-        Rigetto o senso di repulsione, critica, paragoni sfavorevoli coi fratelli, atteggiamenti di critica dei genitori, correzione negativa

Ø      Cercate di determinare quale di questi e in qual misura ha avuto parte nel provocare le vostre attuali reazioni e atteggiamenti.

 

3.     Il terzo passo per superare la depressione emotiva consiste nel RINTRACCIARNE LE CAUSE. Dobbiamo capirne le dinamiche.

-        Queste sono strettamente connesse alle cause basilari del problema, ma penetrano più in profondità, fino a capire il “lavoro” emotivo del vostro comportamento.

-        Esempio – Una volta “consigliavo” una signora che soffriva di depressione. Per la settimana successiva le chiesi di annotare i momenti in cui era particolarmente depressa.

-        Venne fuori che le due volte in cui aveva più sofferto erano state in seguito a dei rimproveri del suo datore di lavoro e di suo marito.

-        Risultò così che ella reagiva alla critica con forti sentimenti depressivi perché si sentiva più indegna, incapace e respinta.

Ø      C’è una dinamica comprensibile che deve essere determinata e che è necessario scoprire per capire cosa accade a livello emotivo.

Raggiunta questa comprensione, siamo pronti per il passo successivo.

 

4.     Il quarto passo per superare la depressione è L’APPLICAZIONE DELLA BIBBIA, ricca di conforto e di aiuto per tutti i sofferenti di mali emotivi.

Ø      La Parola parla per aiutarci a regolare i nostri disturbi emotivi.

-        Ad esempio in Efesini 1,6 la Parola dice al depresso: “A Dio dunque sia lode, per il dono meraviglioso che ci ha fatto per mezzo di Gesù, Suo amatissimo Figlio”.

-        La persona depressa si sente respinta e non amata.

-        Nella Parola di Dio sarà continuamente messa di fronte all’amore di Dio (il dono meraviglioso che ci ha fatto per mezzo di Gesù).

-        È un conforto meraviglioso vedere che IN CRISTO siamo totalmente accettati da Dio:

-        Siamo i Suoi prediletti. Anche se conosce tutto di noi, ci ama ugualmente!

 

Ø      E ancora in 1 Giovanni 2, 1-2 leggiamo: “Figli miei, vi scrivo queste cose perché non cadiate in peccato.

-        Se uno cade in peccato, possiamo contare su Gesù Cristo, il Giusto.

-        Egli è nostro avvocato preso il Padre,

-        Si è sacrificato per ottenere il perdono dei nostri peccati, e non soltanto dei nostri, ma di quelli del mondo intero.”

Ø      Questi versetti parlano della nostra dignità davanti a Dio.

Ø      La persona depressa, che si sente indegna, non amata né accettata, nella Parola scopre che tutta la razza umana è indegna. Infatti:

-        Tutti hanno peccato e sono privi della presenza di Dio che salva” (Romani 3,23),

-        e il depresso comincia a capire che come cristiano ha un nuovo senso di dignità e di valore.

-        Non tramite qualcosa fatto da lui o dai genitori, ma per quanto ha fatto Gesù sulla Croce.

-        Il suo valore, la sua dignità, il suo benessere non gli derivano dai genitori o da chi ha intorno, ma dalle verità eterne della Parola di Dio.

Ø      In altre parole, non appoggerà più sulle persone la propria vita, ma su Dio.

-        E mentre approfondirà sempre più la conoscenza della Parola, le verità eterne metteranno radici nel suo cuore,

-        E produrranno le variazioni emotive necessarie al suo carattere.

Ovviamente NON è un processo che duri un sol giorno, ma richiede tempo perché il depresso spesso trova difficile credere a queste promesse della Parola.

Ø      Ma se si fanno questi passi-base, si riceve una luce utile.

-        Si può dire al Signore: “Padre, riconosco che mi è difficile capire il Tuo amore.

-        Mi sento indegno, ma insegnami a capire la Tua Parola quando dice che sono accettato in Gesù. Insegnami il significato di questo.

-        Capisco di essere impedito a causa di azioni passate.

-        Insegnami il Tuo amore in maniera nuova.”

Ø      Quindi la persona comincerà a capire il modo pieno e totale in cui è accettata da Dio.

Ø      Di conseguenza cominciano a sparire i sintomi di depressione e scoraggiamento.

-        Ma tale processo si completerà solo se la persona continuerà ogni giorno a crescere nel Signore leggendo la Bibbia, pregando e parlando di Cristo agli altri.

Ø      Se svilupperà queste comprensioni personali nel regolare la vita spirituale ed emotiva, il Signore migliorerà di continuo il suo benessere spirituale, gli darà pace e una gioia nuova e farà affluire molte grazie e benedizioni nella sua vita e dalla sua vita.

 

LA RICERCA DI AIUTO PROFESSIONALE

 

Abbiamo considerato la gamma delle depressioni che va dallo scoraggiamento leggero ai conflitti più gravi, che risultano in tentativi di suicidio e nella necessità di ricovero in appositi istituti.

-        Abbiamo anche parlato di alcune cause spirituali, fisiche ed emotive di questi disturbi.

-        Abbiamo visto che per molte persone il problema essenziale è non aver mai sperimentato una relazione personale con Gesù Cristo.

-        La loro vita perciò manca di scopo e significato.

Ø      Per altri abbiamo visto che, pur avendo accettato Cristo come Salvatore, non Gli hanno consegnato TOTALMENTE la loro vita.

-        Non capiscono il cammino da fare momento–per–momento, giorno– per– giorno, con Cristo.

Ø      Abbiamo dato una traccia dell’insegnamento biblico del ministero dello Spirito Santo e del modo in cui tutti i cristiani possono far proprie le meravigliose provviste di Dio.

Ø      Abbiamo inoltre considerato molti dei fattori emotivi – esperienze infantili che impediscono la crescita emotiva e che permettono che l’adulto soffra ancora di gravi depressioni emotive.

-        Tale persona non riesce a sentirsi degna e amata, e di conseguenza soffre di sentimenti di depressione e scoraggiamento.

Quindi abbiamo considerato i mezzi per superare molti di questi problemi, quando non sono gravi.

 

CRISTIANI DEPRESSI DA CURARE

 

Vi sono tuttavia molti cristiani che soffrono di gravi depressioni e che necessitano di cure professionali anche per lunghi periodi.

Ø      Alcuni, per il fatto di essere cristiani, credono di non averne bisogno.

-        Ma se vi sono problemi di origine spirituale, ve ne sono pure di origine fisica e psicologica, e un credente non dovrebbe esitare a cercare l’aiuto necessario.

-        Come i cristiani si rivolgono al medico per una gamba rotta o per una polmonite,

-        non dovrebbero esitare a rivolgersi a uomini di Dio che si sono dedicati al servizio dei fratelli  nel lavoro di consulenti cristiani.

Ø      Lo psicologo o psichiatra cristiano è un servo di Dio al quale il Signore ha dato tecniche e doni particolari per capire il comportamento umano.

-        E come non esitiamo ad andare da una guida spirituale per problemi dello spirito,

-        non dovremmo esitare a recarci da un consulente cristiano che svolge lo stesso lavoro nel campo delle irregolarità emotive e spirituali.

-        E poiché è specializzato in quel lavoro, è capace di sciogliere i nodi più duri dei disturbi emotivi.

 

Ø      Chi dovrebbe andare da specialisti di professione? - Cerchiamo di esaminare alcuni consigli generali.

1.     Chiedersi innanzi tutto: “Il mio problema è tanto grave da abbassare il mio rendimento?”

-        Una persona può soffrire di un problema spirituale quando rifiuta di cedere al Signore la sua vita, e tuttavia può riuscire a svolgere i suoi incarichi.

-        Ma quando l’efficienza quotidiana è impedita, può essere il segno della necessità di aiuto professionale.

2.     Valutare la durata del problema.

-        Se dura da mesi, o da anni, di solito è di natura più grave e si dovrebbe cercare un aiuto professionale, sia medico sia spirituale, per risolverlo.

3.     Chiedersi: “Ho risposto a tentativi precedenti di risolvere il problema?”

-        Molti cristiani hanno pregato su un problema emotivo, hanno parlato con un ministro e hanno fatto pregare senza ottenere miglioramenti.

-        Capiscono la Scrittura su quanto Dio vuol dare per la vita di ogni giorno attraverso il ministero dello Spirito Santo, ma non hanno avuto sollievo nel problema.

-        Se il problema fosse stato solo spirituale, e se la persona è sincera nella ricerca, Dio non avrebbe trattenuto la risposta.

Ø      Il fatto che il problema non sia stato risolto in passato con l’aiuto spirituale significa che la sua natura è emotiva da tempo.

Ø     Ma è vero anche l’opposto: molti non-cristiani vanno da psicologi secolari per problemi depressivi.

-        Ne parlano, ne analizzano le cause e le capiscono, ma restano depressi.

 

Ø      In molti casi il problema alla radice è che la persona non ha stabilito una relazione profonda col Signore.

-        Il suo problema NON è emotivo, ma spirituale.

-        In questo caso quindi la persona che riceve aiuto emotivo e non risolve, dovrebbe cercare un’altra soluzione, perché il problema pare sia di ordine spirituale.

Queste tre indicazioni possono offrire molto aiuto nella ricerca di una soluzione.

Ø      Aiuto medico, o di consulenti cristiani esperti?

Ø      Una parola finale:

-        Sebbene si riceva un enorme sollievo parlando del problema con una persona cara, o per mezzo di risorse spirituali, vi sono casi in cui il problema è di lunga durata e grave, e merita attenzione professionale.

-        I cristiani dovrebbero considerare un privilegio il poter consultare persone che il Signore ha fornito per risolvere i conflitti emotivi più gravi della loro vita.

 

VERSO LA GUARIGIONE INTERIORE

 

Alcuni ricordi che risalgono alla più lontana infanzia possono minacciare la vita degli adulti.

Ø      Anche se sepolti nell’inconscio, possono bloccare la personalità di un individuo.

Ø      Allora è necessario pregare per la guarigione delle memorie, dei ricordi.

La guarigione interiore è un procedimento, non un momento.

Ø      È un mezzo per accelerare la crescita emotiva, che è il prodotto naturale per chi segue Gesù e la Sua Parola.

-        Essa ci porta a capire cosa ci induce a fare ciò che sappiamo essere sbagliato, e NON ci fa fare ciò che sappiamo essere giusto (Romani 7,15).

 

La guarigione dei ricordi – ci permette e ci porta ad affrontare i problemi che stanno alla radice del male spirituale;

Ø      È un mezzo per instillare immagini positive nella profondità della mente.

-        Queste immagini determineranno in gran parte come rispondere, come reagire ad ogni momento della vita.

L’essere stati respinti – può essere una causa dell’esaurimento, e può risalire all’infanzia e generare rabbia e amarezza.

-        Tutto questo si riflette su coloro con i quali abbiamo relazione, e li fa sentire RESPINTI.

Il matrimonio – può mettere in risalto la nostra impreparazione emotiva, rivelarla apertamente.

-        Ma per guarire è necessario scoprire le cause prime del senso di rigetto.

-        “Che relazione hai avuto con tuo padre? Com’è stata la tua infanzia?”

 

Nella preghiera e con della meditazione, possiamo chiedere allo Spirito Santo di rivelarci le nostre ferite, i segreti del nostro cuore.

Ø      Io ad esempio mi credevo la regina dell’universo, la migliore persona al mondo, perché mio padre mi idolatrava.

Ø      Fin troppo protetta, e questo mi rese fragile e impreparata alla vita.

è [N.B. – La TROPPA PROTEZIONE – COME L’ESSERE RESPINTI, producono gli stessi risultati. Solo Dio equilibra tutto].

-        Chi si ritiene superdotato per l’eccessiva protezione dell’ambiente, rimane scioccato davanti alle prime sconfitte della vita.

-        Ciò porta alla depressione e all’ansietà, alla voglia di gridare, di tirare un calcio a tutto. E si sentono respinti.

Ø      La fede viva in Gesù Cristo dà nuovo significato a chi si trova in questo stato.

Ø      Dobbiamo cercare di cedere allo Spirito il controllo della nostra vita.

Ø      Questo porta all’inizio della nuova vita promessa da Gesù.

Ma questa non è la soluzione di tutto: è necessario approfondire la ricerca, risolvere i problemi alla radice.