The Strongholds of the Mind, by Ann Therese Shield

New Covenant, Luglio 1979

 

 

LE FORTEZZE DELLA MENTE

 

 Ann Therese Shield

 

 

  Cambiamo il nostro modo di pensare riguardo a noi stessi, agli altri e a Dio.

 

 

Una mattina, mentre mi trovavo con degli amici a pregare, qualcuno lesse da Efesini l'esortazione a rivestirsi "dell' armatura di Dio" (Ef. 6,10-17). Già sapevo che, come popolo di Dio, eravamo immersi in una seria battaglia, e sapevo che avevamo bisogno delle armi di Dio per il combattimento. Ma quella mattina particolare nel mio spirito penetrò una verità nuova sul fatto di indossare l'armatura di Dio. Nella quiete dopo la lettura dei brani, avvertii che il Signore mi diceva: "Non potrai rivestirti della mia armatura finché non ti toglierai di dosso la tua."

 

Immediatamente seppi cos'era la "mia armatura." Sono tutte le mie difese contro le altre persone e contro Dio, tutti gli atteggiamenti formatisi in me riguardanti me stessa e gli altri, tutti modi in cui cercavo di proteggermi dal dolore. Togliersi quest'armatura non è solo questione di decidersi, in preghiera, a deporla. Significa cambiare modo di pensare, riformare i miei atteggiamenti.

 

LE FORTEZZE: - Quella mattina mi resi conto che Dio desiderava salvare ciascuno di noi, e in modo molto specifico, dagli effetti del nostro errato modo di pensare, semplicistico, spesso ristretto e pieno di pregiudizi e di prevenzioni. Sono arrivata a chiamare questi modi sbagliati di pensare le "fortezze della mente," ricordando che le armi per la battaglia spirituale hanno "da Dio la potenza di abbattere le fortezze" (2 Cor. 10,4).

Assieme ad altre donne nubili con le quali regolarmente mi incontro per ricevere guida e sostegno, ho cominciato a identificare queste fortezze. L'elenco che segue non intende essere completo, ma una semplice descrizione di quelle fortezze che abbiamo scoperto nella nostra vita.

 

1.    LE FALSE GENERAZIONI - Queste ci fanno vedere sia le persone che le situazioni da una prospettiva distorta. Supponete che un venditore col cognome italiano ci imbrogli. Consciamente o

inconsciamente posso cominciare a trattare con sospetto tutti gli italiani. O se qualche uomo è particolarmente insensibile posso dedurre che tutti gli uomini sono insensibili.

Questi esempi possono sembrare esagerati perché per lo più non arriviamo consapevolmente a tali conclusioni. Spesso tuttavia facciamo generalizzazioni proprio allo stesso modo, sulla base di informazioni sbagliate o incomplete. Tale abitudine diventa allora una fortezza che ci impedisce di amare e rispettare la bontà unica di molti nostri fratelli.

 

2.    DISPERARE NEI CAMBIAMENTI - Una seconda fortezza si riduce al pensare che se qualcosa non ha funzionato in passato, non funzionerà mai. Può trattarsi di qualunque cosa, dal "non

ho mai imparato a nuotare da bambino - come potrò farlo alla mia età?" a "ho un carattere terribile - l'ho sempre avuto e sempre l'avrò." Tale modo di pensare limita il potere di Dio di cambiare la nostra vita e ci impedisce di svolgere la Sua opera o di seguire i Suoi piani. E' una fortezza che Dio desidera distruggere.

 

3.    L'OSTINAZIONE - Possiamo disporci a realizzare i nostri desideri personali, senza riguardo per le leggi di Dio o i diritti e le preferenze degli altri. Tale ostinazione va sradicata dal nostro modo di pensare.

Talvolta ci trinceriamo in questo modo di pensare perché abbiamo paura, ci manca la fiducia o abbiamo difficoltà ad esprimerci. Pur essendo tutti motivi comprensibili, non possono scusare il nostro comportamento ostinato. Dio vuole persone che siano come argilla nelle mani del vasaio: pronte ad imparare, aperte, desiderose di cambiare.

 

4.    IL TIMORE DI PERDERE IL RISPETTO UMANO - E' paradossale che il timore di perdere il rispetto umano spesso ci affligga meno nelle cose più grandi che non negli eventi apparentemente insignificanti

della vita di ogni giorno. Ad esempio, se qualcuno mi dicesse che ha intenzione di uccidere qualcun altro, cercherei di fermarlo, mettendo anche a repentaglio la mia vita per difendere la vittima. Ma quando qualcuno offende qualcun altro parlando con durezza dei suoi difetti o dei suoi peccati, mi è più difficile intervenire. Perché? Mi preoccupo di come reagirà alla correzione la persona che parla.

Il timore di perdere il rispetto umano erige la sua brutta testa in molte cose. Può trattarsi di un impiegato che procede con qualcosa di disonesto o di nascosto per la paura di perdere una promozione, o persino il lavoro. E se perderà il lavoro, che ne sarà della sua famiglia? Oppure una coppia esita a far rilevare agli amici che le loro forme di ricreazione o di conversazione non sempre sono buone, perché dicendo qualcosa potrebbero perdere quegli amici.

 

5.    SFIDUCIA NEGLI ALTRI - Spesso dalla gente ho sentito dire: "Non riesco ad avere fiducia negli altri. Ho avuto troppe brutte esperienze." Dobbiamo renderci conto che un tale mododi pensare è un

 inganno del maligno, designato allo scopo di escluderci dalla fiducia del Signore e in quei fratelli che Egli ci ha dati. Perdiamo una vasta parte della vita piena di gioia che possiamo avere nel regno di Dio.

  La sfiducia è uno degli inganni più intelligenti di Satana, perché sembra un mezzo di protezione. Esporre noi stessi pare troppo rischioso, quindi tolleriamo il dubbio e il sospetto che ci isolano e ci alienano dal corpo di Cristo.

 

6.    UNA CATTIVA IMMAGINE DI NOI STESSI - L'ultima fortezza discussa nel nostro gruppo è stato l'atteggiamento negativo riguardo a noi stessi. Quando pensiamo male del nostro aspetto, delle

nostre capacità, della nostra relazione con Dio o con gli altri, del lavoro, del modo in cui ci prendiamo cura della famiglia, stiamo cedendo alle menzogne del nemico, che vuole che ci consideriamo indegni di essere amati e incapaci di servire nel regno di Dio.

 

IL PIANO DI BATTAGLIA

Se nel nostro modo di pensare scopriamo una o più di queste fortezze, o se questa breve discussione ha portato alla consapevolezze di altre fortezze ancora, cosa dobbiamo fare? Vi sono diversi passi da intraprendere, e li elenchiamo:

 

1.    E' necessario RICONOSCERE e RINUNCIARE al modo in cui Satana e lo spirito di questa epoca hanno infettato il nostro pensiero, derubandoci della libertà e della gioia di essere  figli di Dio.

 

2.    Quindi dobbiamo SCOPRIRE LA CAUSA che ha dato origine a quella fortezza, com'è cominciato quel modo di pensare. Se scopriamo che è radicato in ferite passate, possiamo ricercare ed aspettarci di sperimentare la potenza guaritrice di Dio. Se alla radice è il peccato, dobbiamo riconoscerlo, confessarlo e pentircene.

 

3.    Infine, dobbiamo SVILUPPARE nuovi modi di pensare. Lo faremo leggendo prima la Parola di Dio riguardo a quei modi di pensare che vanno cambiati. Quindi possiamo proclamare a noi stessi la parola della verità di Dio, e farlo ad alta voce nei momenti di preghiera. Così facendo cominciamo a sostituire il falso modo di pensare con la Parola di Dio.

  Allo stesso tempo è importante nutrire la mente di verità, ascoltando ed accettando ciò che dicono gli altri di noi. Possiamo leggere buoni libri spirituali e ascoltare audio-cassette con insegnamenti cristiani. Anche una buona musica cristiana può fornire un ambiente per pensare in modo sano.

 

ABBATTERE LE FORTEZZE

 

Come può questa strategia aiutarci ad abbattere le fortezze? Senza stare a ricordare l'intero piano, posso dare un'applicazione semplice di questi principi per ciascuna delle fortezze menzionate.

  Per risolvere le false generalizzazioni dobbiamo prima PENTIRCI di ogni metodo in cui le stesse ci hanno portato a peccare, e pregare che la verità della Parola di Dio possa fondere la durezza del nostro cuore. Possiamo quindi cercare nella Scrittura dei passi che parlino del sovrabbondante amore di Dio per ciascuno di noi. Possiamo imparare a memoria quei passi, e disporli in luoghi adatti in casa e sul lavoro.

 

  Se abbiamo rinunciato a cambiare, è pure necessario studiare la parola di Dio, che ci dice: "Se uno è in Cristo, è una creatura nuova: le cose vecchie sono passate, ecco, ne sono nate di nuove" (2 Cor. 5,17). Possiamo enunciare a noi stessi questa lieta novella, e in pratica evangelizzare noi stessi dicendo: "Nel Suo Spirito io sono rifatto nuovo. Non devo pensare che questo non possa cambiare, che sono fatto così e quindi non c'è niente da fare, perché non è affatto vero. Lo Spirito di Dio mi ricrea di continuo. Conto su di Lui, che manifesta la Sua potenza nel mio modo di pensare. Signore, mostrami la via. Apro a Te questa parte di me stesso perché Tu mi guidi e mi cambi."

 

  Se il nostro problema è l'OSTINAZIONE, dobbiamo rinunciarvi, pentirci e con l'aiuto amorevole dei fratelli e sorelle ricercare la radice della causa. E' forse l'orgoglio? L'abitudine? Una volta scoperta la causa, dobbiamo meditare su passi della Scrittura come il seguente testo di Filippesi: "Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua eguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e diventando simile agli uomini" (2,5-7). Anche in questo caso possiamo trascrivere i passi della Scrittura e renderceli disponibili, affinché ci ricordino la volontà del Maestro.

 

  Se temiamo di perdere il RISPETTO UMANO, abbiamo bisogno di crescere nel timore del Signore. Dovremmo temere di causare dispiacere a Colui che ha dato la vita per noi, che ha sofferto ed è morto per noi. Il nostro Salvatore e Redentore, il Padre della nostra vita: ecco chi dovremmo temere. Il Timore del Signore NON E' UNA PAURA DEBILITANTE CHE CI METTE IN SCHIAVITÙ, ma un timore che ci corregge e ci guida nella vera libertà.

 

IMPARIAMO AD AVERE FIDUCIA

 

  Per vincere la sfiducia dobbiamo portare alla luce la nostra sfiducia, affinché i nostri fratelli possano aiutarci a scoprire la causa che la provoca e a sperimentare l'amore guaritore di Dio. Dobbiamo respingere quei pensieri che incoraggiano il dubbio e il sospetto. Dai fratelli possiamo ricevere una prospettiva nuova di questi pensieri, riuscire a disciplinare le bugie del maligno e ritrovare la fiducia per sperare ancora in Dio.

 

  Anche qui abbiamo bisogno di nutrire la mente col cibo della Scrittura. Il Salmo 91 ci dice ciò che il Signore desidera fare per quelli che hanno fiducia in Lui. E' importante notare che DIO NON DICE CHE AVREMO UNA VITA SENZA DIFFICOLTA', ma che Egli stesso sarà la nostra protezione, la nostra difesa, il nostro liberatore. Non ci abbandonerà mai. Possiamo trovare pace in questa verità.

 

  La nostra mente si è cibata della sfiducia che è parte della mentalità del mondo per tanto di quel tempo, che imparare a conoscere la mentalità di Dio e a vedere gli avvenimenti che ci disturbano dalla Sua prospettiva richiederà del tempo. Ma è possibile. Dio vuole che il Suo popolo confidi in Lui per ogni cosa e che sia fiducioso che Dio darà loro fratelli e sorelle che li aiuteranno a nutrire e a rafforzare la loro vita. Sì, abbiamo sperimentato il risultato del peccato, in noi portiamo le pene del corpo spezzato di Cristo. Ma possiamo superare queste cose andando oltre, verso un nuovo tipo d'amore e di fiducia nel regno di Dio.

 

  Per risolvere la cattiva immagine di noi stessi Dio ci ha dato un'arma potente: la verità. Quella verità dobbiamo enunciarla a noi stessi: "Sono un figlio di Dio. Sono stato redento ad un prezzo inestimabile. Sono erede del regno di Dio, amato e rispettato da Dio stesso. Dire che sono ottuso o brutto è negare la vita di Dio in me. Sono tempo dello Spirito e sono destinato e chiamato a vivere per la lode della Sua gloria" (Ef. 1,12). E' questa la verità.

 

  Possiamo anche chiedere ai nostri fratelli di dirci la verità su noi stessi. Quando ci dicono che noi siamo in Cristo, dobbiamo ascoltarli ed accettare quello che dicono. Dobbiamo vivere secondo questa verità, rifiutando di continuare a trattenere in noi le bugie del nemico. Questo è il solo modo per spezzare, e vincere questa fortezza.

 

  Satana desidera controllare la nostra mente. Impegniamoci a combattere contro la fortezza che egli ha innalzato per mezzo delle sue bugie, della perdita della speranza, del peccato. Proponiamoci davvero lo scopo che la nostra mente diventi prigioniera di Gesù Signore: indossiamo l'elmo della salvezza e impegniamoci a conoscere la verità che ci farà liberi.