Sessione N.
13:
APPLICAZIONE
DELL'AMORE INDIVISO
DIFFERENZA TRA
UNZIONE E INTIMITÀ
Matteo 7,21-23:
(21) Non chiunque Mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli,
ma quelli che fanno la volontà del Padre Mio che è nei cieli. (22) Molti Mi
diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel Tuo nome
e cacciato demoni nel Tuo nome e compiuto molti miracoli nel Tuo nome? (23) Io
però dichiarerò loro: Non vi ho mai
conosciuti; allontanatevi da Me, voi trasgressori delle leggi (CEI
= operatori di iniquità).
Matteo 25,1-12:
la parabola delle cinque vergini sagge e delle cinque stolte.
Le espressioni:
"Non
vi ho mai conosciute" e
"non vi conosco"
si riferiscono alla perdita dell'intimità.
Giovanni 17,24-26:
[nel contesto di Amore Indiviso] - (24) Padre, desidero che anche quelli
[che credono in Lui] che Mi hai dato, siano con Me dove sono Io, perché possano
contemplare la Mia gloria, quella che Tu Mi hai dato; poiché Tu Mi hai amato
[Agape] prima della creazione del mondo. (25) Padre giusto, il mondo non Ti ha
conosciuto, ma Io Ti conosco; e questi sanno che Tu Mi hai mandato. (26) E Io ho
fatto conoscere loro il Tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore [Agape]
con il quale Mi hai amato [Agape] sia in essi e Io in loro."
L'Agape è giunta a me in forma di seme con le seguenti
intenzioni:
1.
Costringere l'Eros alla
periferia della mia vita - togliere, eliminare da me il gancio o uncino.
2.
Mettermi in un luogo da
cui io potessi conoscere lo stesso amore conosciuto da Gesù - l'amore
del Padre per Lui e il Suo amore per noi.
L'amore
condiviso illegalmente - spezza e offende l'intimità
Genesi 31,49:
" ... Il Signore starà di vedetta tra me e te, quando noi non ci
vedremo più l'un l'altro."
- Labano e Giacobbe
s’imbrogliavano a vicenda. Quando decisero di separarsi, Giacobbe chiese la
protezione di Dio.
1) Un "assaggio" di illegalità
altera qualcosa di misterioso, come il "primo sapore del sangue."
2) Risveglia in noi l'Eros e una specie di
"sorgente del male."
3) L'amore condiviso porta vergogna, una
coscienza infuocata (pruriginosa?) e l'introspezione (esame di coscienza).
4) Indebolisce il nostro amore e la nostra
lealtà verso Dio.
5) Cessiamo di "deliziarci" in
Dio come Padre, e l'obiettivo centrale viene spostato o alterato.
6) Recuperiamo la nostra "pelle"
(Gn 3,21) - la coperta di Dio per la nostra nudità (in Cristo).
7) Dobbiamo restaurare il nostro viaggio
di scoperta - progredire verso l'impartizione, l'immagine e l'eredità.
SETTE MODI
D’INTENDERE E DI APPLICARE L'AMORE INDIVISO
1)
L'amore indiviso è radicato negli affetti del nostro
cuore.
q
Servire Dio con il
cuore, con la mente e con la volontà, senza amarlo veramente e senza che vi
siano coinvolte anche le emozioni, lascia molto a desiderare, sia da parte di
Dio sia da parte nostra. Se non ci eserciteremo nell'amore e nell'affetto
profondo, sarà l'Eros a prevalere.
Saltare dall'Eros al Nomos (legalismo):
Quando l'Eros ricompare in forma religiosa, è più difficile da
discernere.
q
Il fatto di camminare
con Dio ci permette di interrompere la lotta con la coscienza infuocata
(pruriginosa?) ed elimina, a un grado misurabile, il costo e i risultati dei
comandamenti trasgrediti.
q
Il nostro affetto verso
Dio è l'adempimento della legge.
q
L'amore indiviso fa
riferimento a tutta la legge e ai profeti e a tutti i sacrifici. "L'amore
è forte come la morte ... un uomo darà tutto quello che ha per l'amore"
(Cantico dei Cantici 8,6-7). L'amore indiviso è il comandamento più
grande di tutti (Mc 12,28-33).
2) L'amore
indiviso è radicato nella realtà interiore.
q
Siamo incredibilmente
propensi a diventare persone esteriori e superficiali.
Si può pregare anche senza alcuna soddisfazione interiore.
q
Isaia 29,13: "...
Questo popolo si avvicina a Me a parole e Mi onora con le labbra, ma allontanano
il cuore da Me, e l'onore che Mi rendono consiste in tradizioni imparate
meccanicamente) (CEI = imparaticcio di usi umani)."
q
L'esteriore; ossia cerimonie e tradizioni, possono essere e sono usate dall'Eros per tenermi lontano da Dio.
è Mi ripulisco ben bene a mio vantaggio personale e poi mi
ritrovo in una serie di circostanze terribilmente frustranti.
è L'amore indiviso invece produrrà una realtà spirituale contro apparenza religiosa.
3) L'amore indiviso è l'obiettivo più alto per cui Dio ha elaborato il Suo
progetto e il Suo intervento redentivo.
q
La sola cosa che Dio da
sempre desidera è la sincera, onesta devozione del nostro cuore (v. Is 46,8
margine).
q
Un affetto puro e
spontaneo pone Dio al primo posto, al di sopra di noi stessi, degli altri e dei
Sette Giganti (apparire buoni, sentirsi bene, aver ragione, stare al controllo,
vantaggio personale, secondi fini e indisturbati).
è Quando ripongo in Dio il mio affetto e metto Lui al
primo posto, la mia capacità di amare viene enormemente estesa.
q
Viene placata la gelosia
di Dio, ritorna il Suo affetto
(analogia del sole e della luna) e la Sua persona e autorità ricevono il dovuto riconoscimento e amore.
è Nella vita di questa persona, e in modo reciproco, la
posizione di Dio è stata restaurata al posto giusto: Dio è "tutto in
tutto."
4) L'amore indiviso è modellato sulla vita di Gesù
Cristo:
q
Amore indiviso è la
descrizione giusta e adeguata della vita e dello scopo del nostro Signore Gesù
Cristo, che ha dato Se Stesso a Suo Padre.
q
Gesù, attraverso il Suo
Amore Indiviso verso il Padre, ha conquistato la nostra rettitudine e poi ci ha
invitati a seguirlo (sulla via dell'Agape), ossia a intraprendere un viaggio
ugualmente efficace e remunerativo verso Suo Padre e verso la casa di Suo Padre
(Gv 17,22-26)
Ebrei 5,8: "Pur essendo Figlio, imparò
l'obbedienza dalle cose che ha sofferto."
5) L'Amore Indiviso è unità di intenti e di cuore. Esso ha lo scopo di radunare tutte le nostre facoltà
disperse nella coesione e nella disciplina dello spirito umano.
q
L'offesa alla relazione
con Dio ci costa talmente cara da fornire motivo validissimo per intraprendere
una santità personale e uno stile di vita teo-centrico (vissuto nella Udienza di
Uno Solo, ossia alla Sua presenza), senza legalismo né affettazione religiosa.
6) L'Amore Indiviso rivela la povertà di amare
della volontà umana. Cercare di amare qualcuno solo perché lo avete
deciso, di solito produce frustrazione ed ira, inclusa la rabbia verso Dio.
q
Perché le cose
funzionino dobbiamo prendere il giogo su di noi, e non aderire al "club
delle nocche bianche." (cioè del massimo sforzo umano).
è È una relazione reciproca con Dio; il Suo amore
mi arriva nella potenza e io Gli restituisco amore nella forma più pura
possibile per me.
Relazione reciproca con Dio.
Se non ameremo Dio con un Amore Indiviso,
ci ritroveremo sulla via alternativa dell'Eros - amore riferito a se stessi, -
oppure sulla via del Nomos, che consiste nell'uso sbagliato della legge o ancora
in un amore verso le manifestazioni religiose.
Oggi i cristiani sono identificati più per "quello che non fanno"
che per "quello che fanno." L'Eros
allora è presente in forma clandestina (Col 2,20-23).
7) L'Amore Indiviso rivela le nostre preferenze, scelte e priorità.
Non possiamo dire di amare Dio e poi agire usando il nostro tempo senza
manifestare che è Lui ad avere la nostra preferenza.
è La nostra risposta deve essere: "Signore, vogliamo
riporre in Te il nostro amore."
8) Lo stesso percorso di Dio per
giungere all'intimità biblica.
L'amore di Abramo per Isacco era solo stato svuotato in precedenza dal
suo amore per Dio. Genesi 22,12: "... Ora so che tu temi Dio."
q
L'Amore Indiviso di
Abramo lo ha reso "il padre della fede."
q
Deuteronomio 6,4-5,
Deuteronomio 18,13 e Giovanni 14,21:
(Brani
indicati, e non trascritti sul testo inglese)
Deuteronomio 6,4-5:
"Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno
solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima e
con tutte le forze."
Deuteronomio 18,13:
"Tu sarai irreprensibile verso il Signore tuo Dio,"
Giovanni 14,21
"Chi accoglie i Miei comandamenti e li osserva, questi Mi ama. Chi Mi
ama sarà amato dal Padre Mio e
anch'Io lo amerò e Mi manifesterò a lui".
"Ho però da rimproverarti che hai abbandonato il tuo amore di un
tempo. Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti e compi le opere di prima.
Se non ti ravvederai, verrò da te e rimuoverò il candelabro dal suo
posto."
SOMMARIO
- APPLICAZIONE DELL'AMORE INDIVISO
di Walter Barge
Gesù
disse: "Questo è il primo e più grande comandamento, e il secondo è
simile al primo ..." (Mt 22,34-40).Non stava solo rafforzando la Shema (Dt 6,4-5), ma la
stava anche ampliando. Gli Ebrei ponevano l'enfasi sull'amore e l'obbedienza a
Dio; Gesù vi aggiunge Levitico 19,18, una ingiunzione ad amare, oltre a Dio,
anche il prossimo. Questa combinazione fa sì che l'amore indiviso diventi un
qualcosa di pratico. Quando Gesù afferma che queste due sono la prima e la
seconda priorità della nostra vita, fa un orientamento completamente nuovo, persino cosmico, dell'obiettivo.
Avendo capito, anche se imperfettamente, l'amore di Dio, gli Ebrei si
erano concentrati sulla Legge e sulle osservanze esteriori ad essa correlate;
Gesù ripeté la parte che si riferiva all'amore di Dio, ma cambiò le regole
riguardanti le nostre relazioni con gli altri esseri umani. Il Suo obiettivo
include la necessità di amarci gli uni gli altri con lo stesso tipo d’amore
disinteressato con cui Dio ama noi.
Viene così eliminata la possibilità di poter placare Dio con forme e
rituali, e vivere poi facendo esattamente il nostro comodo.
Amiamo Dio come prima priorità. Ma, come seconda, dobbiamo amare il
prossimo - i nostri vicini - come noi stessi. Gesù lo ha ripetuto chiaramente
più volte, e l'Apostolo Paolo riprende quel ritornello: tutto si basa su un
amore sacrificale. La Shema
forma la prima parte di questo tipo d’amore, ma per realizzarle entrambe è
necessario un amore che si sacrifichi - l'Agape. É questo il motivo per cui siamo incoraggiati a
camminare sulla via dell'Agape.
Una cosa è capire, e persino impegnarsi in un principio o in una
dottrina; ben diverso invece è viverla per tutto il tempo della vita. Possiamo
averla capita con grande chiarezza, e tuttavia nelle relazioni quotidiane
"non bere il Suo calice" (Mt 26,39). I risultati arrivano quando
ricerchiamo il benessere e l'interesse degli altri, ma la cosa deve venire dal
cuore. Se vi sono coinvolte solo mente e volontà, allora il cammino cristiano
sarà continuamente distolto dalla via dell'Agape; In primo luogo e innanzi tutto, l'amore di Dio e del
prossimo sono faccende di cuore. Solo il cuore riesce a dominare la testa quando
questa cerca il proprio interesse.
Gesù ha fatto dell'amore per Dio, per noi stessi e per il prossimo, la
parte centrale della Legge e della voce profetica del popolo Ebraico; sono
questioni assolutamente centrali (Mt 22,40). La maggiore differenza tra
l'interpretazione cristiana di questo punto e quella ebraica la vediamo nella
vita del Messia; dopo averla predicata, l'ha vissuta in prima persona. Anche
nella loro imperfezione, i cristiani arrivano a capirlo; gli ebrei invece, dopo
millenni stanno ancora aspettando.
Solo quando la nostra relazione col Padre è radicata nei recessi più
profondi e più intimi del cuore, questa diventa intimità; per natura siamo
portati ad evitare di vivere e manifestare la parte più intima del nostro
essere (Is 29,13). Riusciamo a capire la realtà fisica molto meglio di quella
spirituale; per questo è tanto difficile conoscere il tipo di riposo a cui
siamo chiamati. Sentiamo di dover FARE qualcosa! Ma il Padre ci chiede di amare
Lui, di abitare in Lui - allora sapremo quali sono le cose giuste da fare; ogni
nostra mossa, parola o azione, sarà spiritualmente giusta perché originata dal
nostro abitare in Dio. É quella la sorgente del frutto duraturo nella nostra
vita. Dio cerca una relazione che sgorghi dal nostro amore per Lui, non dal
nostro sacrificio - di animali, di programmi, di progetti. L'obbedienza che
viene dal cuore è meglio del sacrificio (1 Sam 15,22) perché è
inevitabilmente radicata nell'amore (Gv 14,15; 21; 23). Quando amiamo,
obbediamo, ascoltiamo e, dopo aver ascoltato, passiamo all'azione; allora il
prodotto della nostra vita è la realtà spirituale, non solo l'inconsistente
apparenza della religiosità.
Se il nostro amore per il Padre É davvero indiviso, non solo ci siamo concentrati su di Lui, ma Gli abbiamo
reso onore riconoscendo la Sua autorità. Lo abbiamo compiaciuto dandogli la
cosa che più desidera e per la quale ha mandato Suo Figlio. Non possiamo
rendergli onore più alto del nostro amore
indiviso, se non affiancando a
quell'amore l'impegno a seguire il modello di amore
indiviso, stabilito per noi da
Gesù (Gv 17,26).
La chiamata all'amore indiviso, rivela la nostra natura caduta poiché mette in luce i
nostri limiti, in particolare nell'amare il prossimo. Non solo siamo invitati da
Gesù ad amare gli altri in maniera altruistica, ma l'Apostolo Giovanni afferma
che il mondo dovrebbe poterci riconoscere da come ci amiamo gli uni gli altri (1
Gv 3,10).
Forse non vi è accusa formale più grande fatta ai cristiani e alla
chiesa, di quella di essere meglio conosciuti per ciò che "non fanno" - con tutte le loro regole e formalismi - che per
ciò che fanno: un amore ovvio gli uni
per gli altri. Il loro amore per Dio,
per se stessi e per il prossimo nei secoli si è indebolito, ed essi si sono
allontanati dalla via dell'Agape.
Una seconda parte della natura caduta, rivelata dall'invito all'amore indiviso,, è la nostra
tendenza a vivere in modo incoerente e disorganizzato, senza un interesse al
centro e talvolta senza obiettivo, ragione o razionalità.
L'integrità dell' amore indiviso
porta ordine, mette a fuoco gli interessi che stanno al centro, produce unità
di scopo, coesione e disciplina. Rivela, crudamente, le nostre priorità,
preferenze e scelte personali. Se non amiamo Dio al primo posto, spezziamo la
nostra intimità con Lui, perdiamo i frutti derivanti dall'abitare alla Sua
presenza e ci inoltriamo inevitabilmente in una biforcazione sbagliata della via
(Eros o Nomos).
La storia classica nella Bibbia di mettere Dio al primo posto, sopra ogni
altra cosa, è rappresentata dalla decisione spontanea di Abramo di fidarsi di
Dio confidando in Lui più che nei propri istinti, quanto al destino del figlio
Isacco. É una storia davvero sorprendente (Gen 22,1-22), un modello
appropriato, un esempio di Dio Padre e Dio Figlio, così come una norma per noi
da emulare. Parla direttamente del frutto e delle benedizioni di un amore indiviso,. Così le nostre
priorità personali diventano il nostro Isacco, ed è necessario prepararsi, per
poi esser pronti e aspettarsi che Dio ci parli riguardo a qualsiasi cosa possa
intromettersi tra noi e il nostro amore per Dio. Non conosceremo mai i Suoi
vertici più alti, fin quando non faremo di Lui il nostro Vertice, il punto più
elevato dei nostri interessi.
GUIDA ALLO STUDIO - APPLICAZIONE
DELL'AMORE INDIVISO
1. Qual è la differenza tra unzione e
intimità (Mt 7,22-23)?
2. Cosa significa il "Non ti ho mai
conosciuto" espresso in Mt 7,21-23?
3. Quali sono le sette cose che capitano
quando condividete illegalmente il vostro amore?
4. Quando date a Dio tutto il vostro
amore, cosa avviene all'amore verso il coniuge, la famiglia e gli altri?
5. Cos'è il "club delle nocche
bianche"?
6. Come funziona una relazione reciproca
con Dio Padre?
7. In che modo l'amore indiviso rivela le
vostre preferenze?
8. Come ha fatto Abramo a diventare il
"padre della fede"?