SCONFIGGERE
I GIGANTI
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Quattro modelli designati a sconfiggere i sette giganti.
Modello 1
I Sette Giganti e il Sermone della Montagna (Mt 5,1-12)
1) Sembrare buoni Povero di spirito (v. 3)
2) Sentirsi bene
Fare penitenza, piangere (v. 4)
3) Avere ragione
Gentile e docile (v. 5)
4) Stare al controllo
Fame
e sete di giustizia (v. 6)
5) Vantaggio personale Misericordioso (v. 7)
6) Secondi fini
Puro di cuore (v. 8)
7) Indisturbato Portatori di pace e perseguitati (v.
9-10)
Modello 2
I Sette Giganti e la "Kenosis" (lo svuotamento
di Gesù) da Filippesi 2
1) Sembrare buoni
Esisteva nella forma di Dio (v. 6)
2) Sentirsi bene
Obbediente fino alla morte (v. 8)
3) Avere ragione
Svuotò Se Stesso (v. 7)
4) Stare al controllo
Non bramò l'eguaglianza con Dio (v. 6)
5) Vantaggio personale
Prese la forma di un servo/schiavo (v 7)
6) Secondi fini
Fatto a
somiglianza degli uomini (v. 7)
7) Indisturbato Umiliò Se Stesso fino al punto di morire sulla Croce (v.8)
Modello 3
Combattere i Sette Giganti col Trattato dell'AGAPE (1 Cor 13).
16 manifestazioni dell'Agape:
1)
Non è gelosa (v. 4)
Sembrare buoni
2) Non si
vanta (v. 4)
Sembrare buoni
3) Non
agisce con sconvenienza (5) Sentirsi bene
4) Copre
tutto (v. 7)
Sentirsi bene
5) Sopporta
tutto (v. 7) Sentirsi bene
6) Non tiene
conto del torto subito (v. 5)
Avere ragione
7) Non gode
nell'ingiustizia (6)
Avere ragione
8) Si
rallegra nella verità (v. 6)
Avere ragione
9) É
paziente (v. 4) Stare al controllo
10) Non provoca (v. 5) Stare al controllo
11) Non cerca il proprio tornaconto (v. 5) Secondi fini
12) Spera ogni cosa (v. 7) Secondi fini
13) É gentile (v. 4)
Vantaggio personale
14) Non è arrogante (v. 4) Vantaggio personale
15) Crede ogni cosa (v. 7)
Vantaggio personale
16) Non viene mai meno (v. 8) Indisturbato
Modello 4
La Lavanda dei Piedi
in Giovanni 13,5-9:
"(5) Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con
l'asciugatoio di cui Si era cinto. (6) Venne dunque da Simon Pietro e questi
Gli disse: "Signore, Tu lavi i piedi a me?". (7) Rispose Gesù:
"Quello che Io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo". (8)
Gli disse Simon Pietro: "Non mi laverai mai i piedi!". Gli rispose Gesù:
"Se non ti laverò, non avrai parte con Me". (9) Gli disse Simon
Pietro: "Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!".
Riporre il nostro amore in Dio:
Quando riponiamo in Dio il nostro amore, la Sua AGAPE riempie il centro
del nostro essere obbligando ognuno di questi giganti a fuggire ai margini, in
periferia, finché Dio diventa Colui che ci guida, ci dirige, ci motiva e ci
controlla.
SOMMARIO - SCONFIGGERE I GIGANTI
di Walter Barge
La salute fisica
Nel mondo naturale esiste un principio secondo il quale una medicina non
è valida se non riesce a neutralizzare o a distruggere un batterio. É anche
vero che non esiste un procedimento unico secondo cui la medicina combatte le
malattie; se a livello molecolare esiste un modo per attaccare qualsiasi
malattia, le ricerche ancora non lo hanno scoperto. Devono quindi fare
affidamento su diversi fenomeni fisici, secondo la struttura molecolare del
batterio.
Un tipo d’attacco medicinale consiste nel neutralizzare una parte della
struttura
molecolare del batterio creando il suo opposto e
impegnandolo in ogni punto. Un altro consiste nel penetrare la parete del
batterio e farlo esplodere dall'interno. Un terzo avviene inoculando nel corpo
batteri/virus morti, per sviluppare anticorpi che combatteranno la malattia
quando poi insorgerà, eliminandola. Un quarto metodo consiste poi
nell'eliminare chirurgicamente il tessuto malato. Questa verità della relazione
complessa di medicina e cure mediche alla malattia è una spiegazione del motivo
per cui il mantenimento della salute fisica è un problema tanto complesso.
Salute spirituale
e maturità
Il raggiungimento della salute spirituale è ugualmente complesso, ma un
numero enorme di persone che si professano cristiane non s'impegnano mai
veramente a sviluppare la propria maturità spirituale. Credono che la nuova
nascita spirituale - dopo il riconoscimento di Gesù come nostro Salvatore e
Signore - sia sufficiente, e di dover quindi passare tutta la vita in attesa di
andare in cielo; oppure non sanno che la salvezza del cristiano è due cose allo
stesso tempo: un evento e un processo.
1. L'evento è la vita nuova al
momento in cui si confessa la nostra fede In Gesù quale Salvatore;
2. Il processo inizia quando si capisce che Gesù è il Signore della
nostra vita, e che ora il nostro compito è quello di concentrarci sul viaggio
verso la casa del Padre, uniti al giogo con Gesù, nostro Fratello Maggiore.
Ai Romani l'Apostolo Paolo rese chiarissimo il concetto che Gesù è sia
il Salvatore sia il Signore (Rom. 10,9). Accettarlo come Salvatore è
relativamente facile; conquistiamo la vita eterna a costo zero, perché il
prezzo lo ha pagato Lui.
Ma riconoscere Gesù come Signore della nostra vita è una faccenda ben
diversa. Egli ha detto che dovevamo rinnegare noi stessi, prendere la nostra
croce ogni giorno e seguirlo incondizionatamente (Mt 16,24; Mc 8,34; Lc
9,23). Pietro ha anche affermato che ci sarebbe costato caro (1 Pt).
Il nostro viaggio è complicato dalla presenza dell'EROS nella nostra
vita. Siamo incapaci di progredire in una vita di AGAPE perché abbiamo in noi
tante cose da superare. Nella condizione naturale, e anche in quella di
cristiani carnali, ci resta difficile resistere ai sette giganti: sembrare
buoni, sentirsi bene , avere ragione, stare al controllo, realizzare i nostri
secondi fini o scopi nascosti - nascosti al resto del mondo, e che ci sforziamo
di nascondere anche a Dio; ottenere un vantaggio personale da tutte le
situazioni e, infine, starsene alla larga (indisturbati), da tutti.
Tutti questi tratti hanno in sé l'uncino dell'EROS; sono riferiti a
"se stessi," sono egoistici e radicati nell'orgoglio, nella paura
dell'uomo e nella paura di essere respinti.
SEMBRARE BUONI
Vogliamo apparire buoni agli occhi degli uomini. É qualcosa di più del
volersi guadagnare o meritare il rispetto e una buona reputazione. La Scrittura
ci dice di pensare a cose onorevoli tra gli uomini (1 Pt. 2,11-15), ma noi
vogliamo di più; ci riteniamo migliori di ciò che siamo (Rom. 12,3) e vogliamo
che gli altri ci vedano come un personaggio molto speciale.
Le persone particolarmente vulnerabili a questa forma di EROS non sono
mai state approvate a sufficienza da bambini e da ragazzi, ed ora manipolano le
circostanze e la gente per guadagnarsi la stima e l'approvazione degli altri.
Qual è l'antidoto? Come raddrizzare quest'uncino nelle relazioni? La via
efficace è un esercizio di fede contando sul sacrificio di Gesù quale evidenza
della nostra vita nuova in Cristo, che diventa perfettamente accetta al Padre;
è per quanto buoni e bravi possiamo apparire, non saremo
mai perfetti in maniera accettabile;
è ma dopo la Croce e la Risurrezione, noi "sembriamo
buoni" al Padre grazie a Gesù. Non ha alcuna importanza apparire buoni
davanti agli uomini, che non possono certo eguagliare il Padre come importanza.
Dobbiamo smettere di avere paura degli uomini e cominciare a temere il Signore.
SENTIRSI BENE
Vogliamo sentirci bene. Ovviamente ci sentiamo bene, ma aspettarsi di
sentirsi bene sempre, in ogni momento, sia nel fisico sia spiritualmente, non è
realistico. Gli apostoli hanno esposto chiaramente il fatto che, come cristiani,
il nostro ruolo è quello di soffrire. Paolo disse così ai Romani:
"E non soltanto questo: noi ci vantiamo anche delle
nostre tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce la perseveranza
(CEI = pazienza), la perseveranza un carattere (virtù) provato; e il carattere
provato la speranza; e la speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato
riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato
dato" (Romani 5,3-5).
La tribolazione fa parte della nostra eredità; la
speranza che ne risulta produce la gioia. La nostra eredità non è la felicità,
ma la gioia! E questa non dipende dalle cose o dalle circostanze buone e
favorevoli; è radicata nell'AGAPE di Dio. Quel tipo di amore e la nostra
risposta allo stesso sono la vera fonte dei sentimenti buoni e positivi; tutto
il resto è effimero.
AVERE RAGIONE
Temiamo che l'aver torno ci sminuisca, così asseriamo di avere ragione e
di riconoscerci nel giusto. Ciò alimenta il nostro orgoglio: è una cosa
davvero radicale. L'antidoto è altrettanto semplice ma sempre tanto difficile
da intraprendere. Ci dobbiamo umiliare. Dio potrebbe umiliare ciascuno di noi in
qualsiasi momento. A Giobbe chiese dove si trovava quando Egli poneva le
fondamenta della terra (Gb 38,4-7). E noi, dove eravamo quando Dio le chiamò
all'esistenza attraverso la Sua Parola? E dove siamo ora? É vero, siamo figli
prediletti, ma siamo anche tutti dei peccatori orgogliosi. Dio ci comanda di
umiliarci abbracciando la Croce, di vedere la nostra realtà spirituale. Solo
dopo Egli potrà farci sorgere per compiere la Sua opera (1 Pt 5,6-11). L'unica
medicina che riuscirà a curare l'orgoglio è la timorosa determinazione a
distruggere proprio quello stesso orgoglio dal di dentro. Questa manifestazione
dell'EROS è uno dei giganti più forti.
STARE AL
CONTROLLO
Vogliamo stare al controllo per il timore di perderlo. Non riusciamo a
credere, ad avere in Dio una fiducia sufficiente da permettergli il controllo
della nostra vita. La nostra paura ultima è la morte. Se credessimo alla Sua
Parola che Egli non ha nessuna intenzione di farci del male, che siamo i Suoi
figli preziosi (Gv 1,11-13), amati ed acquistati a caro prezzo (1 Cor 6,20),
potremmo affidargli, in tutta sicurezza, tutti i dettagli della nostra vita. Se
per Lui noi siamo tutto questo, allora il controllo della nostra vita da parte
Sua sarà molto migliore di quanto potrebbe mai essere il nostro.
Ma il solo modo per neutralizzare il gigante dell'Eros sta nel credere in
Dio, credere che ci dia la grazia di abbandonare il controllo nelle mani del
Padre ed amarlo, mentre ci conduce verso la Sua casa. Dobbiamo lasciar andare
tutto, ogni persona, progetto, possesso, istituzione, relazione - tutto va
riposto nelle Sue mani. Dobbiamo riconoscere e porre fine alle nostre
manipolazioni, per quanto subdole, degli altri.
VANTAGGIO
PERSONALE
É "naturale" volere un vantaggio personale, ma i cristiani
adorano un Dio che trascende il naturale. Se non possiamo per trascuratezza
contravvenire alle Sue leggi, poiché vi sono sempre delle conseguenze, dobbiamo
ricordare che il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe Si prende cura dei
passeri e veste i gigli dei campi (Mt 6,25-33; 10,29-31). Egli provvederà a
noi, quanto basta a nostro vantaggio. Ma in noi scarseggia la fiducia;
L'antidoto è credere in Dio e nelle Sue promesse. Siamo i Suoi figli; la Sua
provvista è la migliore.
INDISTURBATI
L'individualismo quasi illimitato di fine ventesimo secolo ci consente
ampi spazi per restare, indisturbati, nel nostro piccolo mondo personale.
Complice di quel tipo di tentazione è la nostra buona salute, migliore di
sempre, il benessere economico, mai così pronunziato e le nostre illimitate
comodità.
Ci comportiamo come se non avessimo bisogno di nessun altro, Dio incluso.
Eppure la nostra società sta morendo di fame e di sete di Lui, senza
riconoscere l'origine di quella fame e di quella sete. Ci dobbiamo impegnare con
Gesù! Non possiamo fare niente di meno, e se Pietro aveva ragione, non possiamo
aspettarci niente di meno sulla via della tribolazione, in conseguenza al fatto
di aver deviato dalla strada che porta alla casa del Padre.
Il Giogo di Gesù è una guida e una protezione, ma non riduce il prezzo
da pagare nel mondo per averlo assunto sulla nostra vita.
Vi è un prezzo da pagare per la distruzione dei giganti; l'individuo
deve morire a se stesso e vivere per Cristo: non vi è nessun'altra
via per giungere alla casa del Padre.
Restiamo impantanati nell'Eros e
nel Nomos.
Quando insistiamo anche sulla libertà, il risultato è il male; la parola greca
per 'Eros' è porne,
cognato ovvio della parola italiana pornografico. In greco il significato della
radice di questa parola va molto oltre la connotazione sessuale del vocabolo
moderno. Solo abbinando la libertà all'Agape potremo vivere nella santità che
desideriamo.
Proprio come nel mondo naturale della medicina, esistono molte
prospettive anche nelle malattie dello spirito umano. Ma per svolgere
efficacemente la nostra parte nell'opera della salvezza personale, lavorandovi
con timore e tremore (Fil 2,12), dobbiamo permettere allo Spirito Santo di
guidarci nella lotta contro i giganti della nostra vita. Solo quando faremo
della Sua volontà la nostra volontà, riusciremo a superare i giganti. Da soli
e con le nostre forze non riusciamo a rinnegare noi stessi né a prendere la
nostra croce - certo non il tipo di croce che Pietro ci assicura sarà nostra,
se seguiremo Gesù.
GUIDA
ALLO STUDIO - SCONFIGGERE I GIGANTI
1. Elenca i Sette Giganti
2. Verso cosa ci costringe Gesù, con
l'insegnamento del Sermone della Montagna in Matteo 5?
3. Perché tanti cristiani si trovano in
un dolore emotivo così grande e non riescono ad essere confortati?
4. Nella Sua vita Gesù ci ha dato il
modello per sconfiggere i giganti (Filippesi 2,6-8). Qual è?
5. In 1 Corinzi 13 dal Trattato
sull'Agape, qual è l'arma dell'arsenale con cui lavorate di più? Perché?
6. Spiegate in che modo l'esempio della
lavanda dei piedi (Gv 13,5-9) lasciatoci da Gesù sconfigge i giganti.