Guerra Spirituale

 

 ESPORRE L'ACCUSATORE [i]

Don Basham

 

 

 

Oggi ci stiamo impegnando in una guerra spirituale sempre più intensa. Il Regno di Dio e quello di Satana sono ingaggiati in una battaglia potente, destinata a finire col ritorno trionfale di Cristo. Purtroppo tuttavia, pare che molti cristiani non siano adeguatamente equipaggiati per ingaggiare un vittorioso corpo a corpo col nemico. Una parte del problema consiste nella paura, e un'altra nell'handicap dell'ignoranza... ignoranza sia della potenza sia dell'autorità che abbiamo nel nome di Gesù, sia dei vari tipi di attacchi lanciati dal nemico contro di noi.

 

            Molti cristiani sanno che il diavolo ci attacca con la tentazione a peccare, con la malattia e col potere diabolico, e che Dio ha provveduto a risolvere quegli attacchi col perdono, la guarigione e la liberazione. Ma sono tanti i cristiani che non si rendono conto dei modi più subdoli in cui Satana si infiltra nelle nostre difese personali, per portare avanti la sua opera nefasta.

 

            La Bibbia fa riferimento all'arcinemico della nostra anima servendosi di vari nomi e ruoli. In un solo passo, Apocalisse 12, 9-10, viene identificato con cinque nomi diversi: dragone, serpente, diavolo, Satana e accusatore dei fratelli. In molti altri versetti viene anche chiamato il dio di questo mondo, il principe o dominatore di questo mondo, bugiardo, ladro, omicida, padre della menzogna e Lucifero. I nomi più comuni con cui viene chiamato sono Satana e diavolo.

q       Il significato letterale di Satana è "avversario";

q       di diavolo è "accusatore."

 

         In questo articolo vogliamo trattare in modo specifico questo secondo aspetto dell'attività del nemico; ci proponiamo di esporlo, di metterlo allo scoperto nel suo ruolo di "accusatore dei fratelli." Tale aspetto particolare dell'attacco del diavolo in parte è rivelato nel versetto appena citato:

 

"...poiché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti a Dio giorno e notte" (Ap 12,10).

 

         Questo semplice versetto implica diverse cose.

 

1.      Primo, che il diavolo sta continuando la sua opera di accusa proprio in mezzo a tutti noi, e in realtà nessun cristiano può aspettarsi di sfuggire alla tentazione personale.

2.      La seconda implicazione è che l'accusa è una attività incessante di Satana - che continua di giorno e di notte.

        

         Credo che la nostra esperienza nella guerra spirituale confermi l'accuratezza di tale rappresentazione del ruolo del diavolo, perché pare che ai nostri giorni vi sia una quantità di sospetto, di amarezza e di sfiducia tra i cristiani, mai sperimentata in precedenza. Oggi sembra tanto facile accusare o essere accusati; tanto facile credere il peggio di un fratello o di una sorella nel Signore; tanto facile offendere o essere offesi, ed esagerare nelle offese.

 

         In realtà la parola "offesa" è un termine-chiave nell'intero problema del capire la vera strategia di Satana.

 

Il significato dell'offesa

 

         Un problema che va sempre affrontato quando vogliamo impegnarci a capire il significato della Scrittura è la nostra definizione degli stessi termini. Continuiamo ad usare termini biblici senza averne capito a sufficienza il significato. Spesso usiamo parole come "benedici" e "gloria", ma dubito che anche solo il 10% dei cristiani che le usano riescano a spiegarne il significato. Lo stesso dicasi per la parola "offesa". Ma prima di definirla, prendiamo nota di alcuni passi della Scrittura in cui viene usata.

 

         In Matteo 24 Gesù descrive le condizioni sociali e spirituali che prevarranno sulla terra prima della "fine." Dopo aver parlato di guerre, pestilenze, carestie, terremoti e persecuzioni, Egli descrive il complotto di Satana per dividere e distruggere i cristiani. L'"offesa" (o scandalo) è parte fondamentale della sua strategia.

 

"Allora molti saranno offesi [scandalizzati - dal greco skandalidzò = far inciampare, allontanarsi], e si tradiranno e odieranno a vicenda" (Mt 2410).

 

         Negli insegnamenti precedenti Gesù rileva i devastanti effetti delle offese o scandali:

 

"Guai al mondo per le offese! [skandalon = scandalo, pietra d'inciampo, offesa] É necessario che avvengano le offese [scandali], ma guai all'uomo per colpa del quale avviene l'offesa [scandalo] (Mt 18,7).

 

         Forse il sinonimo più comune di offesa è "sentimenti feriti" ma ovviamente, dall'uso che Gesù ha fatto della parola, il significato deve essere molto più serio.

 

         La parola greca tradotta con "offesa" è "skandalidzò", da cui deriva la parola italiana scandalizzare. Il Lexicon Thayer greco/inglese dà una spiegazione dettagliata in cinque parti del pieno significato del verbo "offendere" o "essere offesi".

 

         Offendere significa:

1.      Mettere una trappola o un inganno;

2.      Mettere una pietra d'inciampo o un impedimento sul cammino;

3.      Incitare al peccato;

4.      Far sì che una persona non abbia fiducia e si allontani da uno in cui dovrebbe aver fiducia e cui dovrebbe obbedienza;

5.      Essere offesi è vedere in un altro ciò che disapprovo  e che mi impedisce di riconoscere la sua autorità.

 

         Per riassumere allora, definirei l'essere offesi in questo modo:

Essere offesi significa essere indotti a credere, con l'inganno, il peggio di voi stessi, degli altri e di Dio.

 

E dobbiamo ricordare che uno degli obiettivi principali del diavolo nel suo ruolo attivo di "accusatore" consiste proprio nel tentarci ad offendere o a far sì che veniamo offesi.

 

 

 Come fa il diavolo a rendere credibile l'accusa?

 

         É di vitale importanza capire l'enorme astuzia del diavolo nel suo ruolo di accusatore. Le accuse, sia che svolgiamo il ruolo di lanciarle che di subirle, contengono quasi sempre piccole dosi di verità, per il semplice fatto che tutti siamo imperfetti e continuiamo a lottare contro le inadeguatezze ed i limiti che ci impediscono di raggiungere i nostri scopi e che ci portano a mancare verso gli altri.

 

         La tecnica del diavolo consiste nel prendere alcune di quelle inadeguatezze, o qualche mancanza minore, e gonfiarla a dismisura con l'esagerazione e la distorsione. La parte di verità usata dà credibilità all'enorme distorsione. Ma forse, a questo punto è necessario citare un esempio dalla Bibbia.

 

         Quando Gesù fu portato dal suo accusatore davanti a Pilato, una delle imputazioni era questa: aveva detto che avrebbe distrutto il tempio.

 

"Finalmente si presentarono due falsi testimoni che affermarono: "Costui ha dichiarato "Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni" (Mt 26,61).

 

         In cosa consisteva l'accusa? In una parte di verità circondata da una grossa esagerazione e distorsione.

         La parte di verità la troviamo in Giovanni 2, 19-21: "Gesù rispose loro: Distruggete questo tempio e in tre giorni io lo riedificherò... Ma Egli parlava del tempio del suo corpo."

 

         L'enorme distorsione di questa falsa testimonianza consisteva in questo: "Quest'uomo ha detto: Posso distruggere il tempio di Dio (quello di Gerusalemme) e ricostruirlo in tre giorni." Ma il nucleo di verità che conteneva rese accettabile a Pilato perfino un'accusa tanto esagerata.

 

         Ricordate bene questo modello di accusa! Il diavolo non è troppo innovativo! Impiega la stessa tecnica da 2000 anni, e la sta usando ancor oggi: una piccola dose di verità circondata da una enorme distorsione ed esagerazione. In altre parole, il 10% di verità mescolata al 90% di menzogna.

         Senza quel 10% di verità nessuno trangugerebbe il 90% di menzogna!

 

         Un esempio tratto da una esperienza recente riuscirà ad illustrare meglio il punto. Qualche tempo fa, quando la controversia sul "discepolato" e la "cura delle pecore" era all'apice, si gettarono molte accuse su quanti cercavano di rendere efficace il principio spirituale della sottomissione e dell'autorità. Qualche critica era ovviamente giustificata, poiché ad ogni tentativo di andare verso nuove introspezioni spirituali si verificano errori ed abusi. Ma oltre a ciò, il diavolo stava dandosi un gran da fare per cercare di screditare quella che era diventata l'enfasi principale dello Spirito Santo nell'odierno Corpo di Cristo.

 

         Una storia che fece il giro del paese riguardava il leader di un certo "gruppo di discepolato" nella Florida del sud. Si supponeva che avesse abusato della propria autorità su una certa famiglia "impedendo al marito di testimoniare Gesù Cristo presso gli altri." Di conseguenza, l'uomo si ritirò dal gruppo con tutta la famiglia, poi scrisse molte lettere di protesta che condannavano "l'eresia del discepolato," e le inviò a molti gruppi cristiani.

         Ma cosa era successo in realtà? Quella giovane famiglia con gravi problemi personali e matrimoniali si era volontariamente sottomessa ad un piccolo gruppo di credenti impegnati che accettavano la supervisione spirituale di un pastore. Al pastore fu subito chiaro che il loro problema fondamentale era il rifiuto del marito a trovare un lavoro per mantenere moglie e figli. Lui era un ex hippie e passava il tempo sulla spiaggia andando in giro a "testimoniare," trascurando moglie e figli e lasciandoli senza cibo né vestiario.

 

         Il pastore continuava ad insistere che era la famiglia la prima responsabilità del marito (1 Tm 5,8), e su quella base lo consigliò di smettere di testimoniare sulla spiaggia, di trovarsi un lavoro e di trascorrere il tempo rimanente a casa con la moglie e con i figli, mettendo ordine in casa propria. In seguito poi, una volta risistemata la sua vita familiare, avrebbe potuto riprendere qualche forma di ministero.

 

         L'uomo si infuriò, respinse quel consiglio, ritirò la famiglia dal gruppo e cominciò a proclamare a quanti lo ascoltavano che il "discepolato" era eretico e contrario alla "conquista di anime". Qual'era il modello dell'accusa? Il 10% di verità e il 90% di grossolana distorsione.

 

 Il motivo della nostra vulnerabilità

 

         Di recente una cara donna cristiana mi ha detto: "Reverendo Basham, non capisco perché tutto mi sembra così difficile! La nostra cultura e la società si stanno disintegrando sotto i nostri occhi, e tuttavia la maggior parte delle chiese pare non abbiano alcuna risposta, e perfino i cristiani più devoti pare abbiamo gli stessi problemi di chiunque altro! Che sta accadendo?"

 

         Il fatto è che la guerra spirituale tra il Regno di Dio e quello di Satana si sta sempre più intensificando. I cristiani devono capire che c'è una guerra in corso, anche se in gran parte invisibile. In altre parole, il tempo può essere bello, le circostanze materiali comode e in superficie tutto può avere un'apparenza tranquilla. Ma dentro di noi, nei pensieri e nei sentimenti che riguardano noi e le nostre relazioni reciproche, si può scatenare ogni tipo di battaglia - portata al parossismo dal nostro arcinemico - "l'accusatore dei fratelli." Ricordate la descrizione degli ultimi giorni fatta da Gesù: "E allora molti saranno offesi... [scandalizzati] da loro stessi, dagli altri e perfino da Dio." Perché una cosa simile? Perché l'accusatore è all'opera!

 

         Sono convinto che una seconda ragione della nostra crescente vulnerabilità sia dovuta al fatto che ci stiamo inoltrando in una fase nuova dell'attività dello Spirito Santo - una fase che getta una minaccia persino maggiore sul regno di Satana. Descrivo così quanto sta accadendo: "Dio vuol portarci oltre il rinnovamento, verso la restaurazione."

 

         Pur essendo le mie definizioni di questi due termini abbastanza arbitrarie, servono tuttavia allo scopo.

è Per Rinnovamento, intendo la liberazione dello Spirito Santo sulla Chiesa, (intesa come corpo di Cristo), che si sta verificandosi da circa venticinque anni; è l'opera dello Spirito che ha benedetto e rivoluzionato la vita di milioni di cristiani di ogni denominazione attraverso ciò che viene comunemente chiamato Rinnovamento Carismatico.

 

         Ma all'interno del "rinnovamento" oggi c'è anche 

è la restaurazione, un'attività potente dello Spirito Santo per ripristinare autorità, disciplina, regole, ordine, impegno e alleanza.

 

è Nel Rinnovamento, l'enfasi è su ciò che Dio fa per noi;

è nella restaurazione invece, l'enfasi è sulla nostra risposta, su come dobbiamo servire Dio, riconoscendo e onorando le Sue autorità delegate, e su come avere relazioni reciproche responsabili. E tale enfasi sulla sottomissione all'autorità e sull'impegno pare faccia scatenare le ire del diavolo perfino più della riapparizione dei doni miracolosi dello Spirito Santo.

 

è Quando ci ricordiamo che il diavolo non è soltanto l'accusatore, ma anche l'arciribelle, il padre di ogni illegalità e ribellione, non fa meraviglia se agita una tale tempesta e ci punta contro un attacco ogni volta che scopre uno sforzo notevole per stabilire ordine nella famiglia o nella Chiesa.

 

         Il rinnovamento è un periodo di accresciuta gioia e potenza, ma la restaurazione include non solo un duro lavoro, ma anche la battaglia. Nel Vecchio Testamento vi sono due libri che trattano in primo luogo il compito della restaurazione: Esdra e Neemia. Esdra parla della restaurazione del tempio; Neemia di quella delle mura intorno alla città di Gerusalemme. Un solo breve passo di Neemia ci rivela la difficile battaglia che il profeta e i suoi collaboratori dovettero sostenere per cercare di ricostruire le mura di fronte all'opposizione del nemico:

 

"Da quel giorno metà dei miei servi portavano avanti il lavoro, mentre l'altra metà portava lance, scudi, archi e corazze. I capi stavano dietro tutta la casa di Giuda. Quelli che ricostruivano le mura e quelli che portavano e caricavano i pesi, ciascuno con una mano lavorava mentre con l'altra teneva un'arma" (Neemia 4, 16-17).

 

 

 Farsi beffe delle strategie del nemico

 

         Ricordate come nella nostra definizione di "offesa" o "scandalo" abbiamo detto che "essere offesi o scandalizzati" significa essere indotti a credere il peggio di noi stessi, degli altri e di Dio? É così che agisce l'accusatore; ci bombarda la mente di accuse su noi stessi, sugli altri e sullo Stesso Dio. Desideriamo ora offrire qualche suggerimento pratico su come, in ciascuno di questi casi, prendersi gioco delle sue accuse.

 

1 -  Quando le accuse sono contro di noi

 

A.     Quando il diavolo comincia a lanciare accuse ingiuriose sui nostri errori e mancanze, dobbiamo innanzitutto ricordare che queste contengono qualche verità.

Nessuno è perfetto, nessuno è senza errori e debolezze personali. Fin lì dovremmo "metterci presto d'accordo con l'avversario."

         Ma non ci fermeremo a quel punto! Potremo dire: "Diavolo, hai proprio ragione; ho davvero un brutto carattere, ma Dio lo sa tutto e mi ama comunque. Quando mi ha salvato e mi ha chiamato sapeva del mio caratteraccio, e  sa che sto cercando di risolvere questa mancanza. La Sua grazia mi basta e la Sua forza è resa perfetta nella mia debolezza! Io sono in Cristo, e non c'è condanna per quelli che sono in Cristo Gesù."

 

         Fate poi seguite questa affermazione da un salutare periodo di lode e di rendimento di grazie a Dio. Al diavolo resta difficile raggiungere qualcosa di concreto in una persona che sa essere grata!

 

B.     Secondo, quando cadete in qualche peccato o trasgressione, confessatela onestamente e in tutta fretta, ricevete per fede il perdono di Dio e continuate ad agire come cristiano.

Non sguazzate nell'autocommiserazione! Il trucco dell'accusatore sta proprio nel cogliervi in un momento di debolezza, farvi inciampare in qualche peccato e quindi colpirvi con la condanna. "Vedi? Lo hai fatto di nuovo! Sei uno stupido! Non sei un vero cristiano, altrimenti non ti comporteresti così. Non ti vergogni? Non ce la farai mai. Perché non ci rinunci?"

         Non credere alle sue menzogne! Ricorda che il prezzo per il tuo peccato è già stato pagato - anche per quello appena commesso! Cristo infatti è morto per tutti i nostri peccati.

 

C.    Terzo, ricordate la differenza tra colpa e sensi di colpa.

Un altro dei trucchi preferiti dall'accusatore consiste nel dirci che per il fatto di essere molto tentati, siamo colpevoli come se avessimo commesso il fatto. "Stai pensando di farlo", inveisce, "e ciò equivale ad averlo già fatto! Sei colpevole."

         Invece no. Non siamo colpevoli di peccato se c'è solo una forte tentazione a commetterlo. Perfino Gesù subì tutte le tentazioni che affrontiamo noi; eppure era senza peccato (Eb 4,5).

 

         Tanta gente si sente in colpa per le tentazioni insistenti; altri per non aver raggiunto il livello di una aspettativa irragionevole. Il diavolo è un vecchio esperto nell'ammucchiarci addosso sensi di colpa! Ma il fatto di sentirci colpevoli non significa certo che lo siamo davvero; quindi non vi sono basi per accettare le accuse menzognere del diavolo.

 

2 - Quando ci accusa gli uni davanti agli altri.

 

         Abbiamo già visto che in quest'epoca lo Spirito Santo accentua la necessità di conservare una lealtà personale e di stabilire relazioni impegnate tra cristiani. Nessuna meraviglia quindi se il diavolo fa tutto il possibile per impedire tali relazioni.

         Alleanza, lealtà ed impegno sono ingredienti essenziali all'unità desiderata da Dio per il Corpo di Cristo, e Satana sa bene che più saremo impegnati l'uno con l'altro, più potremo resistere insieme contro i suoi schemi per discreditare, dividere e distruggere.

 

         Quindi, se cercheremo di costruire relazioni reciproche più responsabili, il diavolo ci getterà addosso una accresciuta barriera di accuse. Si dà un gran daffare per mettere in evidenza le nostre macchie e debolezze, sibilando tutte le ragioni per cui non dovremmo confidare o credere gli uni negli altri.

 

         A questo punto è necessario fare concessioni reciproche.

         In primo luogo dobbiamo renderci conto che non esiste nessun uomo o donna, marito o moglie, padre o madre, perfetto. Né vi sono predicatori o pastori perfetti, bambini o giovani perfetti.

         In aggiunta, più ci avvicineremo e saremo coinvolti nella vita degli altri, più sarà facile scorgere ombre e debolezze reciproche. In passato, per proteggersi, i cristiani hanno cercato di mantenere le distanze tra loro. "Non voglio coinvolgermi," era una specie di parola d'ordine nella nostra società, ma quell'atteggiamento si basa sull'egoismo e sul menefreghismo, e se può essere "sicuro", non è certo cristiano.

 

         Contro una via d'uscita facile e il "non coinvolgimento,"  dobbiamo assumere una posizione chiara e determinata. Il restare separati, disimpegnati gli uni dagli altri, permette che si coltivino paure, sospetti e sfiducia reciproci, e fare così proprio il gioco di Satana.

è Paura e sfiducia non vengono da Dio né servono ai Suoi scopi, e

è il dono del sospetto non rientra tra quelli dello Spirito Santo.

è Dio nel gioco dell'accusa non c'entra, perché è impegnato in quello della riconciliazione.

 

         Satana tuttavia è sempre sulla scena, e in ogni impegno importante che possiamo assumerci, in ogni nuova relazione come membri del Corpo di Cristo, il diavolo cercherà sempre di sfidare e distruggere. L'impegno verso gli altri include sempre il rischio e non poca sofferenza, ma gli eventuali frutti delle relazioni messe alla prova, la lealtà e fiducia reciproche che emergeranno alla fine, sono elementi essenziali e inestimabili per vivere nel regno di Dio.

 

3 - Quando satana accusa Dio

 

         Un trucco favorito del diavolo non consiste solo nell'accusarci davanti a noi stessi e nell'accusarci gli uni davanti agli altri, ma anche nell'accusare Dio. Cioè egli cerca di screditare Dio ai nostri occhi. Si è rivelato un bugiardo sin dall'inizio, quando nell'Eden accusò Dio davanti a Eva dicendole che le aveva mentito e che le Sue parole non erano degne di fiducia. "Tu certo non morirai", disse ad Eva. Ella considerò la sua parola più affidabile di quella di Dio, e mangiò il frutto proibito.

 

         Oggi Satana agisce esattamente allo stesso modo e continua ad accusare Dio davanti a noi, insistendo nell'instillarci il dubbio sulla Sua Parola. Quando c'è da affrontare una difficoltà, ci sussurra con scaltrezza: "Vedi, a Dio non importa se soffri," oppure "Dio non ti aiuterà ad uscirne! Tutto è perduto! Andrai sicuramente a fondo!"

         E anche se in passato abbiamo fatto l'esperienza dell'aiuto meraviglioso di Dio, l'accusatore continua a presentarci le sue bugie: "Può anche darsi che prima Dio ti abbia aiutato, ma questa volta non lo farà!"

 

         É spaventoso rendersi conto di quanti cristiani, davanti a una crisi, cadano nella paura e nella confusione solo perché credono alle accuse del diavolo anziché alla Parola di Dio. Non dobbiamo dimenticare che la Parola di Dio contiene la Sua volontà per noi, e che Egli vuole ed opera per il nostro bene.

         Con l'esercizio della volontà dobbiamo scegliere di credere in Dio, che ha promesso: "Non vi lascerò né vi abbandonerò mai" (Eb 13,5). Decidiamo di accettare la Sua Parola al di sopra di quella dell'accusatore!

 

         Se solo ci rendessimo conto che la fede viva non si basa sui sentimenti, ma sulla nostra decisione di accettare la Parola di Dio e la Sua volontà per noi! Non fu certo per pura coincidenza che quando Gesù affrontò il tentatore nel deserto, lo vinse contando unicamente e fermamente sulla Parola di Dio!

 

         Quando il diavolo, col suo sbarramento di accuse, solleva dubbi nella nostra mente, un semplice esercizio mentale potrà esserci d'aiuto. Essendo Dio l'autore della fede, che è l'opposto del dubbio, è ovvio che il dubbio proviene dal diavolo.

         Quindi, con un semplice ma fermo atto di volontà possiamo decidere di mettere in dubbio i nostri dubbi, anziché dubitare di Dio.

 

         Gran parte delle nostre paure e depressioni derivano dai dubbi temporaneamente accettati: dubbi sull'amore di Dio e sul Suo desiderio di aiutarci; dubbi che ci fanno sentire tagliati fuori da Dio, che ci fanno credere che Lui non possa aiutarci. Quando soccombiamo a queste cose, è quasi come se Dio fosse morto.

 

         Si dice che il grande riformatore Martin Lutero fosse soggetto a periodi di profonda depressione. Una mattina, in uno di quei periodi, la moglie gli si presentò tutta vestita di nero. Quando Lutero le chiese chi fosse morto, pare che abbia risposto: "Tu stai agendo come se Dio lo fosse." Quello stratagemma piuttosto drammatico pare sia servito a scuotere Lutero da quel particolare periodo di depressione e di autocommiserazione.

 

         Quando siamo soggetti a uno degli attacchi periodici  dell'accusatore, dobbiamo riconoscere la provenienza della voce.

è É la voce dell'accusatore o quella del Consolatore che stiamo ascoltando? Anche quando il nostro stato infelice è dovuto a qualche peccato o debolezza da parte nostra, perfino allora non dobbiamo accettare le accuse del diavolo.

 

         Nei primi anni dopo la conversione al cristianesimo soffrii di un grave tormento per la mia incapacità a distinguere la voce dell'accusatore da quella del Consolatore. Ogni volta che sbagliavo o cedevo a qualche tentazione della carne, sentivo subito la voce dell'accusatore: "Sbaglierai sempre! Non riuscirai mai a vincere quel problema! Non sei un vero cristiano, altrimenti non lo avresti fatto! Sei un miserabile peccatore!" Troppe volte mi sono comportato come se quella fosse la condanna di Dio anziché del diavolo. Sprofondavo nella tristezza e nell'autocommiserazione e poi, per diversi altri giorni, mi sarei portato dietro una pesante nube di tristezza.

 

         Ma negli anni successivi ho raggiunto validissime intuizioni sulla guerra spirituale, sono maturato spiritualmente ed ho compreso la grazia infallibile di Dio.

è Ho imparato che il diavolo espone i nostri peccati e le nostre debolezze solo per condannarci e per farci sentire impotenti.

è Anche lo Spirito Santo può metterci di fronte agli stessi peccati e debolezze, ma li porta allo scoperto solo per produrre il pentimento, il perdono e la redenzione. Mentre il diavolo nelle sue accuse cerca di legarci agli errori e ai peccati del passato, il Signore ci dice: "Non ricorderò più i loro peccati" (Eb 8,12).

 

Conclusione

 

         In 1 Corinzi 10, 4-5 Paolo parla delle "armi della nostra battaglia" e della necessità di "scacciare le immaginazioni" e di assoggettare a Cristo come prigioniera la nostra vita intellettuale. Nel presente conflitto spirituale, è proprio la mente degli uomini a fornire il principale campo di battaglia nella guerra tra il regno di Dio e quello di Satana. Ci siamo così resi conto che, assumere una posizione ferma e inflessibile contro "l'accusatore dei fratelli," è più necessario di quanto avessimo finora pensato.

 

         Nello stesso brano di Apocalisse 12 che descrive il diavolo come accusatore dei fratelli, troviamo la ricetta della vittoria sulle sue accuse:

 

"Ed essi lo hanno vinto col sangue dell'agnello e la parola della loro testimonianza" (Ap 2,11).

 

Ogni giorno dobbiamo riaffermare con gratitudine chi siamo e cosa siamo in Gesù Cristo, testimoniando sia interiormente che esternamente che apparteniamo al Signore, e rifiutando sempre e con fermezza di "dare spazio al diavolo" (Ef 4,27).

 

         Come mi disse anni fa un vecchio e caro amico: "Dio vota sempre per noi; il diavolo sempre contro di noi; è il nostro voto a dare il risultato dell'elezione!"

 

         In altre parole, quando siamo bersagliati dalle accuse del nemico, affermando la nostra salvezza tramite il sangue di Gesù e con la viva testimonianza della bontà di Dio e della Sua accettazione, potremo efficacemente sventare la sua strategia di minare la pace e la sicurezza che ci appartengono, quale eredità di figli e figlie di Dio.

 



[i] New Wine - Marzo 1977