Guerra Spirituale

 

AVVERTIMENTI DI BATTAGLIA

 

 Ralph Martin[1]

 

 

Dio ci vuole allerta riguardo alla guerra spirituale che oggi sta infuriando nel mondo.

 

            A quanti gli Si opponevano, Cristo disse diverse cose stimolanti. Tra le più provocatorie vi fu la Sua risposta ai Farisei e ai Sadducei, che Gli avevano chiesto un segno a conferma del Suo ministero. Disse loro:

 

"Voi siete in grado di prevedere che tempo farà, e allora, come mai non riuscite capire i segni dei tempi?" (cf. Lc 12, 54-56).

 

            La stessa sfida il Signore oggi la rivolge a quelli che Lo seguono. E noi, riusciamo a leggere i segni della nostra epoca? Abbiamo gli occhi aperti per vedere, e le orecchie per ascoltare, il messaggio che Dio ci vuole comunicare attraverso gli eventi dei nostri giorni?

 

            In questi ultimi tempi il fatto di "leggere i segni dei tempi" si è spesso inteso nel senso di identificare il modo in cui Dio si rivela attraverso i movimenti ideologici. Alcuni teologi hanno parlato di "un nuovo incontro con la rivelazione divina mediante l'esperienza del femminismo", oppure attraverso la lotta per la giustizia economica; li hanno letti persino nella guerra di classe e nella rivoluzione. Sono riusciti a vedere Dio che torna a rivelarsi "facendo irruzione nella consapevolezza dell'umanità" attraverso i "movimenti di liberazione."

 

            Molti dei movimenti organizzati dal “mondo”, tuttavia, manifestano un’aperta ostilità verso la Parola di Dio. Nello scoprire "nuovi metodi di lettura dei testi antichi" alla luce di tali "segni dei tempi", alcuni teologi contemporanei hanno concluso che la storia del peccato di Adamo ed Eva non è altro che un "mito" patriarcale, da sostituire con altre "storie" magari scaturite dal movimento femminista. Altri hanno concluso che "Gesù Cristo, da solo, non può bastare", e che per rendere efficace la loro fede, i cristiani devono abbracciare anche altre dottrine umanistiche. 

 

            Tali contraddizioni della Parola di Dio dimostrano che non abbiamo alcun motivo per ritenere che le tendenze della cultura moderna stiano scorrendo nella direzione degli scopi di Dio per l'umanità. Può darsi invece che scorrano proprio nella direzione opposta, contro i Suoi scopi. I movimenti contemporanei possono essere davvero dei "segni dei tempi", ma spesso nel senso di manifestare l'ostilità del mondo verso i piani di Dio.

 

            A dire il vero, oggi la lettura dei "segni dei tempi" pare sempre più appropriata, mentre si stanno strappando via le trappole del cristianesimo e nella nostra società il male fa spudoratamente sfoggio di sé. Le parole di Paolo ai Romani risuonano oggi con forza:

 

"L'ira di Dio si manifesta dal cielo contro ogni empietà e depravazione di uomini che tengono la verità imprigionata nella loro cattiveria" (1,18).

 

Questo avvertimento della Scrittura risuona con sempre maggior chiarezza in mezzo alla disintegrazione morale della nostra società.

INVITI AL PENTIMENTO

 

            Gli ammonimenti della Scrittura sono rafforzati dal rullo di tamburo delle catastrofi attraverso cui Dio ci dà segnali sulla via estremamente pericolosa, intrapresa da individui e nazioni, di allontanarsi dal Suo piano d'amore. Con la mentalità scientifica moderna, in genere non siano portati a considerare i disastri, sia naturali, sia provocati dall'uomo, come "segni dei tempi." La nostra riluttanza tuttavia non corrisponde certo alla mentalità della Bibbia. Lo stesso Gesù ha detto che Dio ci parla attraverso i disastri che permette:

 

"In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirGli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù rispose: 'Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi pentirete, (C.E.I. = convertite) farete tutti la stessa fine” (Lc 13, 1-5).

 

Il terrorismo politico di Pilato non fu né un'aggiunta insignificante all'elenco delle atrocità del mondo, né il modo in cui Dio ha dimostrato che i Galilei trucidati erano unicamente o pienamente colpevoli. Per quanto Dio aborrisse la crudeltà di Pilato e si dispiacesse per le sofferenze del suo popolo, voleva che quell'incidente rappresentasse l'immagine della distruzione che sarebbe occorsa su tutti quelli che non si fossero pentiti dei loro peccati.

 

"'Oppure', continuò Gesù, 'prendete quei 18 che morirono schiacciati sotto la torre di Siloe. Credete che fossero più colpevoli di tutti gli altri abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi pentirete (C.E.I. = convertite), farete tutti la stessa fine”.

 

 

METTIAMO ALLO SCOPERTO LE PRETESE DELL'UOMO

 

            Diversi anni fa partecipai ad alcuni programmi TV presso lo studio di Madre Angelica, una suora cattolica. Ella condivise con me la sua convinzione che il peccato sulla terra aveva raggiunto livelli tali che, per porvi rimedio, Dio dovrà ricorrere a qualche punizione su scala mondiale. Egli non Si lascerà prendere in giro per sempre, disse lei, e dimostrerà che l'uomo raccoglie ciò che semina. Tornai a casa meditando quelle parole. Arrivato in ufficio, vidi che la segretaria mi aveva posto sulla scrivania l’articolo di una rivista che riassumeva le catastrofi di quell'anno:

 

            "Tanti disastri naturali hanno devastato tante .... zone in tutto il mondo, al punto che quello sarà ricordato come l'anno in cui la natura è impazzita ... L'uragani sempre più distruttivi hanno devastato intere, vastissime regioni del mondo - anche quando si supponeva finita la stagione degli uragani. Terremoti e alluvioni si ripetono di continuo, con migliaia di morti e paesi già al limite della povertà in larga parte devastati. Le guerre nella ex Jugoslavia pare non trovino una soluzione e l'odio che ne scaturisce continua a inorridirci. Intanto anche in Cecenia si hanno distruzioni e morte, mentre migliaia di profughi si riversano nella benpensante Europa e nuovi tipi di criminalità di inaudita ferocia dilagano. L'Islam comincia a pretendere i suoi diritti nei paesi occidentali. Sette di ogni tipo dilagano, ingannando moltissime persone, prive di ogni discernimento.

 

                        Non ho potuto fare a meno di pensare a quanto tutte queste calamità mettano in luce la pretesa dell'uomo di controllare la propria vita. Lo scatenarsi della natura e degli altri elementi fuori dal controllo dell'uomo mette in evidenza la nostra piccolezza, e ci ricorda che Dio, non l'uomo, è il sovrano sulla terra.

 

 

BREVITÀ DELLA VITA

 

            Ricordo l’anno in cui, di ritorno da un raduno di evangelizzazione in Florida, mi trovai vicino a Cape Canaveral proprio al momento del lancio della navicella spaziale Challenger. Mentre mi recavo in macchina all'aeroporto, guardai fuori dal finestrino e vidi il Challenger decollare e poi, pochi secondi dopo, esplodere a mezz'aria. La gente fermò le auto e uscì a guardare. Per vedere uscirono anche dagli edifici, mentre all'aeroporto enormi schermi televisivi mostravano il velivolo spaziale che continuava ad esplodere.

            Si può dire che il programma spaziale sia il compendio della tecnologia, un simbolo della razza umana che cerca di raggiungere la supremazia sulla terra. Guardando gli schermi televisivi che continuavano a trasmettere l'esplosione del Challenger, mi parve che il disastro fosse anche un simbolo terribile - il simbolo della finitezza dell'uomo e della brevità della sua vita nel mondo.

 

            Quando si diffuse l'epidemia dell'AIDS, avvertii che il Signore mi diceva: "Qui c'è qualcosa cui dovete prestare attenzione." Se, o in che modo, Dio avesse provocato quello ed altri eventi, non dico di saperlo. Ma è chiaro che li ha permessi, e sono convinto che una ragione è che i disastri sono un invito al pentimento, la dimostrazione della sovranità di Dio e dell’incapacità degli esseri umani a salvare da soli. Sono tutti segni dei tempi: segni di quanto anche oggi la razza umana abbia bisogno di rivolgersi a Dio.

 

            Talvolta ci dimentichiamo che uno degli scopi per cui Dio comunica con noi è quello di "avvertirci": è uno scopo presente in tutto il corso delle azioni di Dio verso la razza umana. Nel corso di tutta la storia Dio ha avvertito in molti e svariati modi l'umanità - attraverso i profeti, i miracoli, il proprio Figlio Gesù, l'effusione dello Spirito Santo, i "segni dei tempi." Tali avvertimenti ci dimostrano la precarietà della nostra posizione nel mondo.

 

 

DIO SCONVOLGE LA NOSTRA QUIETE

 

            La nostra posizione è precaria non solo per la brevità e l’incertezza della nostra vita, ma anche perché ci troviamo nel bel mezzo di uno spietato conflitto spirituale. Gli avvenimenti, in realtà, hanno lo scopo di allertarci a questa guerra.

 

            Quando la pace mondiale e la prosperità ci cullano nella compiacenza, la parola di Dio sconvolge la nostra quiete per dirci che, sul piano spirituale, esistono due regni in conflitto tra loro.

            La vita umana può finire in uno di questi due modi:

Ø      sotto il regno di Gesù Cristo, o

Ø      sotto il regno del principe delle tenebre,

e sta a noi scegliere chi servire.

            Dietro le difficoltà da affrontare nella vita e nella missione cristiana vi è una guerra spirituale vera e propria, con veri nemici spirituali.

 

            Noi preferiremmo ignorare il nemico spirituale personale che ci attacca. Ma proprio in questa nostra riluttanza ad affrontare tale realtà risiede il motivo per cui Dio ci avverte con tanta insistenza al riguardo.

            Un doppio messaggio della Scrittura è

Ø      il male personale che agisce contro la razza umana, e

Ø      l'azione di Dio per spezzare quella presa.

Non potremo capire l'interazione del bene e del male nella società e nella storia senza riconoscere che tutti gli aspetti del conflitto sono elementi di una collisione tra due regni, condotti personalmente da Cristo e da Satana.

           

            Non siamo equipaggiati a risolvere il male del mondo che ci circonda, se prima non riconosciamo che stiamo affrontando un nemico vero e proprio - un potentato spirituale personale, pervertito ed estremamente astuto, che sta consapevolmente cercando di ingannare e distruggere la gente.

Ø      Non abbiamo semplicemente a che fare con delle ideologie, con l'ignoranza umana o con le mode sociali.

Ø      Ossia, non abbiamo solo a che fare con la carne ed il sangue: stiamo trattando con dei poteri soprannaturali (Ef 6, 10-20).

 

            Una parte delle creature angeliche di Dio si ribellarono contro di Lui, e in quella ribellione si sono pervertite e distorte, riempiendosi di odio e di gelosia.

            Ora quegli esseri distorti cercano di far precipitare l'opera di Dio e di allontanare da Lui il genere umano. Il Nuovo Testamento ci dice chiaramente che essi hanno una signoria sulla terra:

"Noi sappiamo di appartenere a Dio, mentre tutto il mondo intorno a noi è sotto il potere del maligno" (1 Gv 5,19).

 

            Le personalità perverse che esercitano influenza sul mondo attirano a sé gli uomini e le donne che si allontanano da Dio, coinvolgendoli in una relazione con se stesse: "Chi commette il peccato appartiene al diavolo" (1 Gv. 3,8).

Ø      Il fatto di credere in Gesù e di osservare la Sua Parola fa sì che le persone siano unite a Gesù;

Ø      il fatto di obbedire a Satana mette la persona sotto il potere oscuro del nemico.

 

            Se i condottieri dei due regni sono entrambi esseri personali, sicuramente non si equivalgono. Uno è il creatore, l'altro è creatura. Uno è perfetto, sovrano, originale e completo; l'altro è limitato e derivato - ma con una grande intelligenza e col potere di influenzare la creatura di Dio, l'uomo. Del serpente - la figura del diavolo nel giardino dell'Eden - la Genesi dice che: "era la più astuta tra tutte le creature" (3,1).

 

            Gesù e gli autori del Nuovo Testamento hanno chiaramente considerato la conquista di queste potenze spirituali pervertite come uno scopo centrale della Sua missione redentiva. La Sua venuta ha portato al parossismo l'ostilità tra il genere umano e queste personalità ingannevoli ed omicide.

"Il Figlio di Dio Si è rivelato proprio per distruggere le opere del diavolo" (1 Gv 3,8).

 

Gesù è venuto per combattere Satana. Lo ha combattuto nelle tentazioni nel deserto, e ancora, quando Pietro cercò di farlo deviare dalla Sua missione. Ma soprattutto, lo ha combattuto sulla croce (vedi Gv 12, 31-32).

 

1° - Il dubbio Satanico

 

            Scoprire i piani del nemico è di valore inestimabile. Nella Sua misericordia, Dio ci ha rivelato alcune delle strategie del nemico.

 

            Il suo primo elemento consiste nel gettare il dubbio sulla Parola di Dio.

"Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Il serpente disse alla donna: 'É vero che Dio ti ha detto di non mangiare di nessun albero del giardino?'" (Gen 3,1).

 

La strategia di Satana consiste nel portare la gente a dubitare di aver sentito bene ciò che Dio ha detto - a dubitare addirittura che Dio abbia parlato: "É vero che Dio ti ha detto così?"

 

            Tale approccio è stato usato per migliaia di anni, e con un successo incredibile. Oggi la stessa voce sussurra all'orecchio di milioni di uomini e donne, tra cui molti cristiani: "Ma è proprio vero che Dio si interessa alla sessualità e alla moralità personale? Ha davvero il tempo di preoccuparsi di simili, insignificanti dettagli della vostra vita? E poi, lo ha detto davvero?"

 

2° - L'inganno Satanico

 

            Una volta insinuato il dubbio, la gente diventa vulnerabile all'inganno. Ed è proprio questo il secondo elemento della strategia.

 

"La donna rispose al serpente ... 'ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete.' Poi il serpente disse alla donna: 'Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che, quando ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e voi sarete come dèi, conoscendo il bene e il male'" (Gn 3, 2-5).

 

Ed ecco allora la parte centrale dell'inganno: "Dio non ha detto così. Dio non è affidabile. A Dio non stanno a cuore i vostri interessi. Non è vero che se peccate morirete. Anzi, se peccate, troverete la realizzazione di voi stessi.            Se tu pecchi, sarai una persona libera, autonoma. Uscirai dall'angusto ghetto in cui hai vissuto per tutta la vita e ti unirai alla corrente principale."

 

3° - negare la nostra responsabilità

 

            Il terzo elemento della strategia satanica consiste nel portarci a negare la responsabilità dei nostri errori.

 

"Il Signore chiamò l'uomo ... 'Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?' Rispose l'uomo: 'La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato.' Il Signore Dio disse alla donna: 'Che hai fatto?' Rispose la donna: 'Il serpente mi ha tentata, e io ho mangiato'" (Gn 3, 9-13).

 

Il diavolo cerca di ispirarci a dare ad altri la colpa dei nostri errori: “Non avrei fatto queste cose se Dio non avesse disposto che io nascessi a New York ... se mio padre non fosse stato un alcolizzato ... se non mi fossi trovato sotto quella pressione ... se non fossi stato così solo”. Ma nella misura in cui neghiamo la responsabilità delle nostre azioni, chiudiamo la strada al pentimento e al perdono.

 

AGENTI INCONSAPEVOLI

 

            Nella comunità dell'"intelligence", ogni parte cerca di "convertire" gli agenti della parte opposta affinché tradiscano i loro leader, si vendano e siano utili alla parte nemica.

 

            Allo stesso modo, nella guerra tra i due regni il nemico cerca di "convertire" le persone per farle diventare suoi agenti, degli agenti segreti che fanno il doppio gioco. Qualche successo lo ha ottenuto davvero: infatti, in mezzo a noi vi sono persone che lavorano per il nemico. Magari gli interessati non si rendono conto di ciò che fanno, ma in realtà sono agenti del nemico.

 

 

GLI ALLEATI DEL DIAVOLO

 

            É a questa realtà che si riferiva Gesù quando disse ai capi del suo tempo: "Il vostro padre è il diavolo" (Gv 8,44). Senza saperlo, essi stavano realizzando i desideri di Satana.

 

            É raro che Satana si manifesti direttamente. La maggior parte delle volte opera attraverso persone ingannate dalle sue bugie, il cui cuore è stato convertito a lui e pervertito, anche se queste non sono consapevoli del tipo di alleato con cui hanno fatto lega.

 

 

I BUGIARDI PLAUSIBILI

 

            Il diavolo infatti, agisce servendosi di quelli che la Scrittura chiama i bugiardi plausibili (1 Tim. 4,1), persone cioè apparentemente ragionevoli, con solide credenziali, ma che usano il “deodorante”.

 

            Vi è quindi un legame tra le forze di scristianizzazione e di secolarizzazione che dobbiamo affrontare nella società moderna da un parte, e le potenze e principati spirituali dall'altra.

 

            A noi non è dato comprendere quel legame o conoscere in che modo esso opera, ma è importante riconoscerne l'esistenza, perché ciò significa riconoscere che, per quanto ci possiamo organizzare, scrivere, intraprendere azioni politiche o quant'altro, niente di tutto ciò potrà di per sé costituire una risposta adeguata agli ostacoli da affrontare. Qui servono armi spirituali.

 

 

PACCHI ATTRAENTI

 

            Vi sono molte riviste, film e trasmissioni tv che incoraggiano deliberatamente l’immoralità sessuale. Troviamo articoli che spiegano "l’attrattiva di arrendersi al sesso”, di “Darsi alla pazza gioia col Sig. Errore”, e si arriva a promuovere la promiscuità sessuale, a tollerare e incoraggiare l’omosessualità, e via dicendo.

 

            Il nostro atteggiamento verso il sesso è cambiato. Si vuole eliminare il senso di colpa e oggi si ritiene di poter dormire con gli uomini senza troppi problemi – idea che 50 anni fa era molto azzardata. Oggi la gente è favorevole al divorzio, e sono molti i cristiani a favore dell’aborto

 

            Queste idee distorte vengono presentate nei pacchi eleganti ed attraenti di riviste raffinate, ben confezionate e assai diffuse. Ad esempio, l’attraente aspetto esteriore della rivista americana 'Cosmopolitan', fa apparire più plausibile questo tipo di inviti, ma quelle promesse di felicità sono bugie sataniche.

 

 

L'AVIDITÀ SI SERVE DELLA LUSSURIA

 

            Da un recente articolo sulla tv: "Violenza, occulto, sadomasochismo, ribellione contro l'autorità, abuso di droga, promiscuità e omosessualità: sono argomenti tipici che affiorano di continuo sulle varie televisioni... e videocassette. Titoli del tipo: 'Soluzione suicida,' 'Necrofilia,' e 'Danzare tra le lenzuola,' mirano direttamente al mercato dei giovanissimi, e le immagini video sono tanto forti quanto sono espliciti i testi: droga, rapina, incontri lesbici, accoltellamenti, di tutto.”

            "Oggi nelle scuole elementari vi è una falsa pubertà", continua l'analisi, "ma già al 4°, 5° e 6° anno di scuola i ragazzini parlano come adolescenti. Già si oppongono ai genitori" (The National Catholic Register).

 

            É un esempio di come l'avidità si serve della lussuria per corrompere i nostri giovani, per metterli contro i genitori, portarli alla ribellione e a desideri sfrenati, e talvolta per portarli in maniera esplicita e consapevole verso il principe delle tenebre. Il "ministero di insegnamento" del diavolo attraverso i "bugiardi plausibili" sta avendo successo - tra i giovani sia all'interno sia al di fuori delle chiese, ed è altissima la percentuale di ragazzi che hanno avuto o fanno regolarmente esperienze di droghe, leggere o pesanti che siano.

 

 

LA RILUTTANZA A PARLARE DELL'INFERNO

 

            Ancor più grave persino dell'inganno operante su vasta scala nella società, sono gli inganni all'interno delle chiese. Se queste non predicano il vangelo, come faranno le persone a trovare il cammino che conduce alla vita? Ricordo un articolo apparso tempo fa sul New York Times, che parlava del ministero di un pastore cristiano a favore delle vittime dell'AIDS:

 

            "'Chi soffre della malattia, diceva, in diversi momenti può dover combattere con i sensi di colpa, di peccato, di repulsione, di depressione o d’ira. Un paziente una volta affermò, 'Se rinuncerò alla mia omosessualità forse Dio mi salverà.' Altri si chiedono perché devono soffrire così terribilmente, o se Dio non li stia punendo per i loro peccati”.

 

            Quel pastore diceva: “É sempre importante risolvere con delicatezza tali problemi, per non contribuire ad una perdita di fede”. In risposta al giovane che voleva contrattare con Dio e rinunciare all'omosessualità, gli disse semplicemente: “Dio ti ama come sei”.

            L’articolo proseguiva: "Molti hanno anche una paura terribile, non tanto della morte, ma del dolore della morte. Alcuni si preoccupano dei feroci tormenti dell'inferno che pensano di dover affrontare dopo la morte. A tali persone il pastore rispondeva con immagini bibliche di una vita dopo la morte, dove non vi sono né lacrime né dolore ... Se l'opera è difficile, ci sono anche grandi ricompense. Egli ricordava un drogato con l'AIDS, convinto che la malattia fosse una punizione per il peccato. Ma al momento di morire disse al pastore: 'Prima pensavo che Dio mi stesse punendo con questa malattia, ma poi ho deciso che deve amarmi molto se mi ha mandato un amico come te.'"

 

            Non ci possiamo fidare totalmente della stampa, e magari speriamo che il ministero di quel pastore presso i morenti di AIDS fosse ancor più comprensivo di quanto riferito in quell’articolo. Ma si ha l'impressione della riluttanza ad affermare che il salario del peccato è la morte; una riluttanza a dire che Dio ama te, ma odia quello che stai facendo, e cioè che se l'attività immorale può condurre ORA alla sofferenza, il peggior dolore - come pare percepiscano alcune delle vittime dell'AIDS - è il tormento atroce dell'inferno.

 

            Qui ci vuole più che approvazione e ottimismo: sono necessari il pentimento, il perdono dei peccati, la riparazione e un metodo diverso di vita.

 

Ø      Quale tragedia se dei leader cristiani tengono nascosta la verità di dove trovare la salvezza e di come entrare nel regno di Dio, proprio a coloro che hanno un bisogno disperato di conoscerla! E quale raggiungimento per Satana!

 

 

SOFFOCARE IL VANGELO

 

            Eppure oggi il Vangelo viene talmente soffocato! In molti settori delle chiese il quadro che la Scrittura ci fa dell'universo viene ristretto, e molte delle cose più importanti rivelate da Dio vengono eliminate.

 

            Da molti cristiani moderni si ha l'impressione che il cristianesimo sia semplicemente una questione di preferenza - qualcosa che può arricchire la nostra vita, ma che in fondo non porta una differenza decisiva.

Ø      Pare che nulla dipenda dalla nostra risposta a Gesù Cristo, perché tutti saranno comunque salvati: "Noi siamo tutti buoni e Dio è un Dio buono".

 

            Ma questo non è tutto il quadro fornitoci dalla Scrittura. Quando i discepoli chiesero a Gesù se i salvati sarebbero stati tanti, Egli rispose:

 

"Ampia e larga è la via che porta alla distruzione, e sono molti quelli che la percorrono, ma stretto è il sentiero che porta alla vita e sono pochi quelli che lo trovano" (Mt 7, 13-14).

Non pare una risposta destinata ad alleviare la preoccupazione degli uomini per il loro destino eterno.

 

            Da parte sua, il nemico vorrebbe farci credere che ampia e larga è la via verso il cielo, e che la maggior parte della gente la sta percorrendo. Ma in realtà la gente non si può intrufolare nel regno di Dio se segue le tendenze della società secolare contemporanea, e portarla a credere che invece ciò è possibile, significa diventare i portavoce della propaganda satanica.

 

 

SCELTE DEFINITIVE

 

            Il Nuovo Testamento ci dice che al termine della storia la guerra tra i due regni raggiungerà il suo apice. In 2 Tessalonicesi Paolo scrive che, alla fine dei tempi, sarà tolto ciò che trattiene il "maligno", e vedremo rivelata tutta la sua iniquità (2 Ts 2, 7-8). La potenza del male, che nel corso di tutta la storia ha operato sotto la superficie, verrà esposta all'aperto, e il male nel mondo sarà lasciato libero in maniera radicale e definitiva. Satana si aggirerà dovunque per ingannare uomini e donne fino al punto estremo permessogli dal suo potere, portando così alla rovina quanti sono destinati alla perdizione, coloro "che non hanno aperto il cuore alla verità, per poter essere salvati" (2 Ts 2, 9-10).

 

            Qui l'avvertimento è contenuto sia nella rivelazione che gli sforzi di Satana aumenteranno, sia nel ricordarci che saremo proprio noi a decidere per un destino di rovina,

Ø      chiudendo il cuore alla verità del vangelo e

Ø      respingendo l'invito al pentimento e al perdono offertoci da Dio nella persona di Gesù Cristo.

 

            In 2 Pietro troviamo che:

"Un tempo in mezzo al popolo di Dio ci furono falsi profeti. Allo stesso modo verranno anche tra voi falsi maestri, che cercheranno di diffondere eresie perniciose. Arriveranno perfino a rinnegare il maestro che li ha salvati; ma andranno presto in rovina. Le loro vie immorali faranno deviare molti. Per colpa loro la fede cristiana sarà disprezzata" (2 Pt 2, 1-2).

 

            Oggi vediamo sicuramente che la Verità è oggetto di contesa. Le persone che cercano di seguire la via stretta del vangelo sono chiamate fondamentalisti, ultraconservatori rigidi. Mariti e mogli che rimangono fedeli l'uno all'altra in situazioni matrimoniali difficili, vengono presi in giro. I genitori che pensano non sia bene lasciare che i figli siano formati dalla musica o dalle industrie televisive, sono oggetto di disprezzo e sono considerati persone bizzarre ed arretrate.

            2 Pietro continua:

 

"Per il desiderio di ricchezza vi imbroglieranno con favole fabbricate, ma la loro condanna è già pronta" (v. 3).

 

Dio non si lascia prendere in giro. Il cristianesimo non è un gioco.

Ø      Quelli che trovano pace con Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo e l'obbedienza a Lui, entreranno nella benedizione perfetta.

Ø      Quelli che si allontanano dalle vie di Dio e che fanno allontanare altri, ne soffriranno in eterno le conseguenze.

 

 

IMMAGINI DEL GIUDIZIO FINALE

 

            La seconda lettera di Pietro ci parla oggi con chiarezza:

 

"Dio non ha lasciato senza punizione quegli angeli che avevano peccato. Allo stesso modo, non ha lasciato senza punizione il mondo antico... Invece ha salvato Noè che insegnava come si vive da uomini giusti, e altre sette persone insieme con lui quando fece scendere il diluvio sull'umanità malvagia. Dio ha condannato le città di Sodoma e Gomorra distruggendole con il fuoco, dimostrando cosa sarebbe avvenuto in futuro alla gente malvagia.. Dunque il Signore dimostra di saper riscattare il buono dalle difficoltà e di tener da parte i malvagi, per punirli nel giorno del giudizio. Egli punirà soprattutto quelli che si lasciano dominare dai desideri corrotti del corpo e che disprezzano l'autorità" (2 Pt 2, 4-10).

 

            Le espressioni del giudizio di Dio nella storia umana sono immagini della distruzione finale dei malvagi. La punizione della generazione di Noè, di Sodoma e Gomorra e di Gerusalemme dopo la venuta di Gesù, prefigurano il giudizio finale.

 

            La profezia di Gesù sulla distruzione di Gerusalemme, realizzatasi una generazione dopo, nella narrazione evangelica è mescolata alla profezia sulla distruzione del mondo e sulla fine dei tempi (Mt 24; Mc 13; Lc 21).

            Questo è sempre stato un rompicapo per gli studiosi della Bibbia: quali sono i versetti che si riferiscono alla distruzione di Gerusalemme, e quali quelli che si riferiscono alla fine del mondo? Ma io credo che le due cose siano messe insieme per uno scopo: guidati dallo Spirito Santo, gli evangelisti hanno visto un collegamento tra i due eventi. La distruzione di Gerusalemme prefigurava l'intera realtà del giudizio divino sulla cattiveria umana, che sarebbe avvenuto alla fine dei tempi. Gesù quindi offrì l'illustrazione della distruzione di Gerusalemme per prefigurare quanto è detto in 2 Pietro "accadrà in futuro ai cattivi."

 

 

AVVERTIMENTI SUFFICIENTI

 

            Dio è stato generoso nel rivelarSi e nell'avvertirci del conflitto tra i regni in cui siamo immersi e delle conseguenze delle nostre scelte.

Ø      Se le persone non Lo ascoltano, non potranno del tutto sfuggire la responsabilità. Paolo scrive:

 

"Tutto il mondo può conoscere la divinità di Dio e la sua esistenza guardando la creazione" (cf. Rm 1,20).

 

            Il salmista dice: "I cieli dichiarano la gloria di Dio" (Salmo 19, 1-4).

            Per chi vuol vedere o udire, i cieli e la terra, i capolavori di Dio, dichiarano la Sua grandezza e la Sua saggezza. Ci sono profeti e apostoli. I segni di Noè, di Sodoma e Gomorra, della punizione degli Israeliti nel deserto, di Giona, della torre di Siloe, dei Galilei uccisi, della distruzione di Gerusalemme - tutti continuano a parlarci. "Tutti questi fatti sono accaduti per ammonirci ... scritti per essere un esempio per noi che viviamo negli ultimi tempi" (1 Cor 10,6,11).

 

 

SAPERE CHE É IN CORSO UNA GUERRA

 

            Perché è importante sapere di essere in guerra? Sapere che vi è inimicizia tra la discendenza della donna e quella del serpente? Che Gesù Cristo è venuto per combattere? Che Egli è venuto per distruggere le opere del diavolo?

 

Ø      Una mentalità da tempo di guerra forgerà il nostro modo di vivere.

Ø      Vediamo la necessità della vigilanza,

Ø      La necessità di condurre il tipo di vita di cui il Signore Si compiacerà al Suo ritorno.

Ø      Vediamo la necessità di fare uno sforzo da tempo di guerra: ora non è il momento di riposare, ma di combattere e lavorare.

Ø      Diventano chiare le priorità. Per noi lo scopo della vita è entrare e crescere nella relazione salvifica con Gesù Cristo e aiutare gli altri ad entrarvi.

Ø      Il nostro compito è aiutare quante più persone possibile a liberarsi dalle regole del principe delle tenebre, a demolire quante più fortezze di Satana possibili e a liberare e a trattenere quanto più "territorio" possibile.

 

 

MANTENERE LIBERO IL TERRITORIO

 

            Il "territorio", una volta liberato, non si mantiene libero automaticamente. La Scrittura dice:

 

"Al termine della prova [di Gesù] nel deserto, il diavolo si allontanò, ma aspettava un altro momento propizio" (Lc  4,13).

 

            Oggi il diavolo torna dove ieri è stato sconfitto. Ritorna dalle nostre famiglie in momenti opportuni, alla chiesa e alle comunità in momenti più propizi. In occidente vediamo intere nazioni, che si consideravano cristiane, venire strappate a Cristo dal nemico, tornato in un momento a lui opportuno. In questa situazione ci sono richiesti coraggio ed aggressività. Gesù ha detto:

 

"Il regno di Dio subisce violenza e sono i violenti che cercano di impadronirsene, e lo porteranno via" (Mt 11,12).

 

La giusta indignazione dei Salmi dovrebbe essere anche la nostra. É giusto essere adirati dell'ira di Dio contro quelli che fanno fuorviare i piccoli. Gesù ha detto:

 

"Per quelli che fanno perdere la fede alle persone semplici, sarebbe meglio per loro che fosse loro legata una macina al collo e che fossero gettati in mare" (cf. Mt 18,6).

 

Non dobbiamo essere timidi quando, nelle nostre chiese, comunità o parrocchie, i piccoli sono portati a peccare dal falso insegnamento.Quindi dobbiamo:

 

Ø      indossare l'armatura e le armi che Dio ci dà e

Ø      impegnarci nella guerra spirituale,

Ø      per vivere una vita cristiana piena di fervore, vicini a Dio, sempre in preghiera, sempre pronti ad

Ø      evangelizzare e a portare il vangelo agli altri, a prendere l'offensiva, ad usare la parola di Dio come un'arma per abbattere le opere di Satana (vedi Ef 6, 10-20).

 

Infatti, le armi della nostra battaglia non sono solo umane:

 

"Poiché pur vivendo nel mondo, non stiamo combattendo una battaglia del mondo, perché le armi del nostro combattimento non sono armi militari, ma sono armi potenti per distruggere le fortezze. Con esse demoliamo i sofismi e tutto ciò che si oppone orgogliosamente alla conoscenza di Dio. Allo stesso modo noi rendiamo ogni pensiero prigioniero per renderlo obbediente a Cristo" (2 Cor 10, 3-5).

 

Quindi, per combattere la battaglia in cui ci troviamo immersi, abbiamo bisogno di potenza dall'alto. Dio vuole darci il potere di brandire la spada dello Spirito, che è la Parola di Dio. Dobbiamo pronunziare la Parola di Dio nella potenza dello Spirito Santo perché divida la carne dai muscoli, l'anima dallo spirito, smascherando il nemico, esaltando il Signore Gesù Cristo e portando a Lui la gente.

 

            Molti preferirebbero ignorare la ferocia di questa battaglia e dichiarare la neutralità. Ma sarebbe una falsa speranza pensare che tale neutralità sarebbe rispettata a lungo dal diavolo. Per di più, l'essere neutrali in questa battaglia significa non servire a niente nei confronti del nostro Signore Gesù Cristo, né dei fratelli e sorelle in Cristo, e neppure del mondo, che sta morendo spiritualmente.

            In verità, non combattere significa appoggiare la causa del nemico. Starsene lì inattivi mentre il diavolo si aggira come un leone ruggente cercando di divorare gli esseri umani nostri simili - anche se per quanto ci riguarda riteniamo di essere salvati - non è cosa degna di quanti sono chiamati discepoli di Cristo (vedi Pt 5,8).

 

            Il fatto stupendo riguardo al combattere questa battaglia è sapere che il Signore Gesù Cristo ha già conquistato la vittoria. Egli ci ha preceduti. É con noi, per noi e in noi, al di sopra e al di sotto di noi. Per questo motivo il nostro è un combattimento gioioso. Il Salmo 149 (v. 5-9) ci sollecita:

Esultino i fedeli nella gloria, sorgano lieti dai loro giacigli.

Le lodi di Dio sulla loro bocca e la spada a due tagli nelle loro mani,

per compiere la vendetta tra i popoli, e punire le genti;

per stringere in catene i loro capi, e i loro nobili in ceppi di ferro,

per eseguire su di essi il giudizio già scritto: questa è la gloria per tutti i suoi fedeli”.

 

Quale cosa gloriosa cantare con gioia le lodi di Dio e portare nelle nostre mani la spada a due tagli della sua Parola, mentre con Gesù viviamo e operiamo immersi nel conflitto di regni che si svolge intorno a noi!

 

 



[1] Da Faith & Renewal – P.O. BOX 8229, Ann Arbor, MI 48107, U.S.A. – Marzo 1987