Serie di tre articoli sulla GUERRA SPIRITUALE NEI CIELI
di Terry Law
Parte 3ª
TAGLIATE LA TESTA AL VOSTRO GIGANTE
Come David uccise Golia, anche noi possiamo conquistare i "giganti" che dobbiamo affrontare.
La
battaglia di David e Golia, in 1 Samuele capitolo 17, è sempre stato uno
dei miei brani preferiti. É eccitante descrivere come la fede nel cuore di
questo giovinetto lo aiutò a vincere il più grande campione militare dei suoi
tempi. Ma in questo messaggio c'è una domanda che continuava a martellarmi
nella testa:
"Da dove ha
preso, un adolescente, una fede di quella portata?
E se ha fatto una cosa simile ai tempi del Vecchio Testamento, cosa possiamo
fare noi oggi? É possibile scoprire alcuni principi nella sua vita ed
applicarli alla nostra, in modo da produrre lo stesso tipo di vittoria quando
affrontiamo i giganti della nostra vita?"
Credo di
sì, e sono convinto che Dio abbia fatto in modo che la storia di David
fosse inserita nel Vecchio Testamento affinché noi potessimo trarne ed impararne i principi di guerra spirituale che poi ci metteranno in grado di combattere, in questo
20° secolo, le nostre battaglie.
Preparati da Dio
Un giorno,
rileggendo il capitolo che precede la storia di David e Golia, trovai la
risposta a quella tormentosa domanda e finalmente riuscii a capire da dove proveniva la fede di David.
La risposta dipendeva dal luogo in cui Dio lo aveva fatto crescere.
Quando Samuele venne ad ungerlo re, egli era fuori a pascolare il gregge
- non esattamente il luogo in cui la gente si aspetterebbe di trovare un re. Ma
cosa accadde nel periodo in cui David era con le
pecore? Veniva
preparato da Dio a quanto lo attendeva in futuro.
Credo di
sapere come deve essersi sentito. In Canada, da giovane predicatore, percorrevo
100 chilometri la settimana per prendermi cura come pastore di un gruppetto di
25 anime. Mi impegnavo in preghiere e digiuni, cercando il volto di Dio e
dicendogli che bramavo portare il Suo messaggio a folle intere, vederle
liberate per mezzo della Sua grande potenza. Ma dovevo essere fedele là dove
Dio mi aveva posto e continuare a servirLo in quella minuscola Chiesa. Era il
modo in cui Dio mi preparava.
Allo
stesso modo David, che Samuele aveva appena unto come futuro re di
Israele, era ancora là a prendersi cura delle
pecore, cercando di obbedire al
Signore, nell'attesa di diventare il prossimo re di Israele. Deve essergli
stato oltremodo difficile eccitarsi per quella unzione a re, perché non c'è
nulla di più esasperante che pascolare un gruppetto di stupide pecore. Eppure
mentre era lì, David stava facendo qualcosa: si
preparava ad essere usato da Dio.
David impegnato nella lode
Mentre si
trovava a pascolare, David passava il tempo a suonare l'arpa. Forse ha scritto
alcuni dei suoi salmi più grandiosi da ragazzo, badando alle pecore. Credo che
più di ogni altra cosa, in quel periodo preparatorio Dio stesse rivelando al cuore del ragazzo i principi della lode e
dell'adorazione e la priorità che queste
dovevano avere nel suo cuore.
Per scoprire
la sostanza di un uomo, guardate a ciò che scrive, perché sono quelli i
principi che lo rendono quello che è. Nel Salmo 61,8 David espone la chiave di
questa sua grande fede e del suo coraggio:
"Canterò lode
al Tuo nome per sempre, per eseguire giorno per giorno i miei voti."
David stava
scoprendo i principi della guerra spirituale esaminati nei due articoli
precedenti di questa serie: l'arma che usò fu il nome di
Dio, e lo lanciava con canti o lodi.
Quando
dice: "per eseguire i miei voti," afferma di essersi impegnato a
lodare Dio ogni giorno della sua vita, e di aver fatto della lode una
disciplina spirituale.
Arriva il
momento in cui dobbiamo assumerci l'impegno di lodare.
q
La lode è importante proprio
quanto lo studio della Bibbia,
q
la Scrittura imparata a memoria e
la preghiera.
In realtà
non possiamo progredire nella preghiera se prima non comprendiamo la lode. Quando lodiamo Dio, entriamo alla Sua presenza - dove Egli ci vuole. Ed è proprio lì che,
inevitabilmente, avverranno i miracoli. La chiave per una fede che produca
grandi miracoli - come per David - sta nella lode, perché questa è l'atto ultimo
di fede.
La fede
più grande che io abbia mai esercitato è stata subito dopo la morte di mia
moglie, quand'ero adirato con Dio, ferito e distrutto dal dolore. In mezzo a
quello strazio, mi sforzai di dire: "Benedirò il Signore, Lo loderò."
Non ricordo altri momenti nella vita in cui una fede simile, altrettanto pura,
mi abbia portato al punto di obbedire anche senza il coinvolgimento
dei sentimenti. Questa è fede. Ed è stato solo dopo aver raggiunto quel punto
che il Signore mi ha introdotto in un ministero mondiale.
Golia sfida Israele
Quando
ancora si trovava nei campi, David si preparò attraverso la lode a Dio; e
raggiunse il punto di essere finalmente pronto all'azione proprio nel momento
in cui Israele era coinvolto in una guerra totale
coi Filistei. I fratelli maggiori di David,
Eliab, Abinadad e Shammah, erano lontani da casa da 40 giorni per combattere
con gli eserciti di re Saul; allora il padre, Jesse, mandò il giovane David a
portar loro del formaggio e qualche altra provvista. Nello stesso istante in
cui egli trovò uno dei fratelli sul campo di battaglia, d'improvviso restarono
entrambi raggelati da uno dei rumori più profani mai sentiti in vita loro.
L'uomo che
aveva lanciato l'assordante grido di battaglia era l'orgoglio del campo
filisteo, Golia di Gath, un gigante che non era certo un
guerriero comune. Quando parlò, Israele stette ad ascoltare:
"Scegliete un uomo tra voi che scenda contro di
me. Se sarà capace di combattere con me e di uccidermi, noi saremo vostri
servi; ma se sarò io a prevalere su di lui e a ucciderlo, allora voi sarete
nostri servi, e ci servirete... Oggi ho lanciato una sfida contro gli
eserciti di Israele. Datemi un uomo, perché possiamo combattere
insieme." (1 Sam 17, 8-10).
Una risposta sorprendente
Giacché il
re Saul e i suoi uomini si limitavano a guardare con occhi fisici le gigantesche
dimensioni di Golia, come dice la Bibbia, essi erano comprensibilmente "costernati,"
(v. 11). Ma ricordate il messaggio dei due articoli precedenti, i principi
della battaglia spirituale esposti in 2 Cor 10,4:
"Le armi
della nostra battaglia non sono carnali, ma potenti per mezzo di Dio per
abbattere le fortezze."
David
aveva capito quel principio della guerra spirituale. Quando, assieme al
fratello, si trovò in cima alla collina ad osservare quella massa d'uomo che
era Golia, rispose in modo da sorprendere il fratello: "Chi è mai quel
filisteo incirconciso che si permette di sfidare gli eserciti del Dio vivente?"
(1 Sam 17,26).
David
poteva parlare così perché era accaduto qualcosa nel suo
spirito. Aveva fatto un voto di lode
che lo metteva in una stretta relazione col suo Signore. Aveva incorporato la lode nel suo spirito, rimanendo alla presenza
di Dio mentre badava alle pecore, e la
lode aveva prodotto qualcosa nel suo spirito. Quando una persona si avvicina a Dio
in quel modo, poi parlerà in maniera diversa.
Eliab
tuttavia ne fu imbarazzato! Nessuno riesce a far scoppiare
la bolla della fede meglio di qualche membro della famiglia. Ti dirà: "Chi pensi di essere, giovincello?
Sappiamo noi i pasticci che hai combinato la settimana scorsa. Non metterci
addosso il peso di questa faccenda della fede!"
David non torna indietro
Ma
nonostante il rimprovero di Eliab, David non si tirò indietro. Si rivolse a
un'altra persona e ripeté la domanda: "Ma chi pensa di essere questo
filisteo incirconciso?"
La notizia
raggiunse finalmente Saul, che fece chiamare David presso la sua tenda. E lì,
davanti a tutte le guide militari della nazione, David parlò: "Non
permettete che il cuore di nessuno si senta scoraggiato per causa sua: il tuo
servo andrà a combattere contro questo filisteo" (v. 32). La fede del ragazzo si manifestava in ogni cosa che diceva.
Ma Saul
non si lasciò impressionare. Si mise a ridere e dicendogli che era solo un
ragazzo, che non poteva combattere contro un gigante che faceva il guerriero da
quand'era giovane.
Anche ora David non si tirò
indietro, e non avendo altre scelte, con
riluttanza Saul lo mandò a combattere Golia. Posso immaginare la scena
in cui gli Israeliti si aspettavano di vedere il valoroso guerriero scelto per
combattere il loro peggiore nemico. Aspettavano con ansia che si sollevasse il
lembo della tenda per rivelarne l'identità. Immaginate il loro disappunto
quando ne uscì David in tutta la sua gloria: altezza un metro e mezzo, un ragazzino
ricciuto che diceva: "Dov'è il gigante? Portatemi da lui!"
Ma la loro
delusione deve esser stata perfino maggiore quando, avviandosi verso il campo
di battaglia, David si fermò presso un ruscello a raccogliere le sue armi:
cinque pietre lisce. Poi cominciò a muoversi sul campo di battaglia.
Non aspettò che fosse il nemico a venire verso di lui, ma fu lui a correre verso il nemico; il che dimostra
dove sta l'iniziativa. Quando abbiamo fede, quando ci
muoviamo nella fede e nell'adorazione, non stiamo ad aspettare che siano le
avversità ad attaccarci: siamo noi ad attaccarle per primi.
David si
mise a correre verso Golia, che pieno d'ira gridava: "Sono forse un
cane, che mi vieni incontro con dei bastoni?" (v. 43).
La risposta di David fu la chiave di tutta la sua strategia di battaglia:
"Tu vieni a me con la spada, lo scudo e il
giavellotto, ma io vengo a te nel nome del
Signore."
Golia, con
le migliori armi militari, era venuto a distruggere il ragazzo, ma David
aveva imparato ad avere accesso ad un'arma assai più
potente: il nome di Dio. La lode
gli aveva insegnato ad affrontare le fortezze e a vincere i demoni, e quando
arrivò il gigante, lo affrontò col Nome.
Si mise
una mano in tasca, ne tirò fuori una pietra liscia e cominciò a far
roteare la fionda attorno alla testa. Golia fu
immediatamente abbattuto; David gli tagliò la
testa e la portò trionfante nella tenda di Saul. Così David, un semplice
pastorello arrivato sul campo di battaglia per portare provviste ai fratelli
maggiori, finì con l'uccidere il più terribile nemico di tutto Israele.
Esprimere ad alta voce la propria fede
All'inizio
di questo articolo ho esposto una domanda che da anni mi sconcertava: da dove
ha tratto, David, la propria fede; e se la usava per abbattere le fortezze ai
tempi del Vecchio Testamento, perché non potremmo farlo anche noi, oggi? Dio mi
ha mostrato che David traeva la propria fede dalla lode, e che questa fonte è anche a nostra disposizione. Credo
fermamente - per averlo sperimentato nella mia vita - che applicando alle nostre battaglie il principio di David sulla guerra
spirituale, saremo condotti alla vittoria sui giganti che dobbiamo affrontare.
1 Il
primo passo intrapreso da David nella conquista del gigante nella sua
vita fu quello di parlarne, di esprimere le sue intenzioni.
Perfino quando Golia tuonò col suo vocione, David
rispose nella fede: "Chi crede di essere questo filisteo incirconciso?"
E quando Saul disse: "Non sei che un ragazzino!" David rispose
ancora con fede: "Non si abbatta il vostro cuore; andrò e lo combatterò:"
E ancora,
quando Golia disse: "Sono forse un cane che vieni a me con dei bastoni?"
David rispose nella fede: "Tu
vieni a me con spada e scudo, ma io vengo a te nel nome del Signore." Il ragazzo parlava in quel modo perché aveva
trascorso tanto tempo col Signore a lodarLo, ed aveva capito come funziona
la guerra spirituale di Dio.
Spesso diciamo di non avere fede per qualcosa. Ma se facessimo
della lode una priorità nella nostra vita, la
fede in noi balzerebbe fuori con tutta naturalezza. É stato così per David, e
può esserlo anche per noi.
Agire secondo la nostra fede
2 Il
secondo passo è agire secondo la fede che abbiamo; fare cioè quello che
abbiamo detto.
Dirlo infatti non basta: David andò un passo oltre, e lo
fece. Solo quando agiremo secondo la nostra
fede riceveremo ciò di cui abbiamo bisogno,
perché la fede opera in questo modo. Moltissima gente, ad esempio, aspetta che
Dio li renda testimoni per Gesù, ma in Atti 1,8 sta scritto:
"Riceverete potenza quando lo Spirito Santo
scenderà su di voi; e sarete Miei testimoni."
Nel mondo
naturale la potenza arriva prima dell'azione, ma in quello soprannaturale
giunge con l'azione. Non riceveremo mai una riserva di potenza da immagazzinare
per poi renderci testimoni; ma se andremo a testimoniare, avremo il potere di
farlo. La potenza arriva nel corso dell'azione.
Quando
condivisi il Vangelo dietro la Cortina di Ferro, cominciai semplicemente ad
aprire la bocca e a parlare. Se mi trovavo sotto un interrogatorio del KGB, non
mi arrivava una grande potenza. Ma quando nella mia debolezza cominciavo a
parlare, proprio in quella debolezza il potere dello Spirito Santo si innalzava
dentro di me e Dio mi rendeva testimone. É questo il significato di Atti 1,8. La
ragione dell'invio dello Spirito Santo non è solo perché noi ottenessimo delle
grazie personali, ma perché dovremo essere testimoni.
3. Il terzo passo intrapreso da David fu quello di dimostrare, di dare testimonianza.
Riportò a Saul la testa di Golia per dimostrare alla propria nazione ciò che Dio aveva fatto per loro. Oggi in molte Chiese manca un incontro di testimonianze, mentre quello può essere uno dei raduni più necessari
nella vita della Chiesa. La Chiesa dovrebbe essere il luogo in cui la gente può
arrivare dopo una settimana di guerra e di lotta con i giganti, dove la nostra
battaglia può ispirare qualcun altro ad eccitarsi davanti alla prospettiva di
annientare il proprio gigante. In un servizio di testimonianza
e di ringraziamento c'è qualcosa che fa smuovere la fede.
Impegnarsi nella lode
Ciascuno di noi ha un gigante nella propria vita con scritto sopra il nostro nome - che si tratti di
malattia, di un membro non salvato della famiglia, di difficoltà finanziarie o
di qualche altro problema che appare grande quanto il Golia che torreggiava
sugli Israeliti. Con l'aiuto di Dio potete mozzare la testa al vostro
gigante ed essere efficaci come David quando uccise Golia.
La chiave
sta nel seguire il Suo principio-base sulla battaglia spirituale: impegnarsi quotidianamente nella lode a Dio.
Dovete
essere diligenti nell'uso di quest'arma potente. Se farete come David, sarete
in grado di balzare sul campo di battaglia e marciare coraggiosamente fino al
vostro gigante, per sconfiggerlo.
q
Volete impegnarvi davanti a Dio
a lodare ogni giorno il Suo nome? Volete
impegnarvi ad ascoltare Dio, a trovare un posto tranquillo, un posto speciale o
qualunque posto in cui il Suo Spirito possa ispirarvi alla lode?
q
Volete impegnarvi a lodare ogni
giorno il nome dell'Altissimo Dio, e
attraverso quella lode entrare nella guerra spirituale e muovervi contro le
fortezze?
Se desiderate prendervi questo impegno con Dio, vi prego di fare la seguente preghiera a conclusione di
questa serie di articoli:
Carissimo Padre Celeste,
Vengo a Te nel nome di Gesù. Vengo
con la fragilità della mia carne, con i miei problemi ed i miei peccati e Ti
chiedo perdono. Chiedo di essere purificato dal Sangue di Gesù e in questo momento
Ti affido la mia vita.
Sarò un
uomo o una donna di lode. Il mio desiderio sarà quello di lodarti ogni
giorno. Il Tuo Nome sarà sulle mie labbra. Innalzerò il Tuo Nome davanti ai
pagani, ai non credenti. Ti renderò gloria o mio Dio, e lo farò nel Nome di
Gesù.
Ti ringrazio per la grazia e per la
forza del Tuo Spirito Santo nel ricordarmi ed aiutarmi ad osservare questo
impegno di lodarTi. Sono convinto che vedrò con i miei occhi la manifestazione
della potenza di Dio nella mia famiglia e nella mia Chiesa. Credo che avrò un
impatto sulla mia città, sul mio Stato e sul mio paese e che ci saranno
ripercussioni che influenzeranno il mondo a motivo della mia lode, del mio
impegno a innalzare il Tuo nome.
Donami
la Tua benedizione e la tua potenza, affinché io possa vincere i giganti
che ogni giorno devo affrontare. Ti lodo nel nome di Gesù. Amen.