Serie di tre articoli sulla GUERRA SPIRITUALE NEI CIELI
di Terry Law
Parte 2ª

Quando, nella guerra spirituale, usiamo le armi della
lode e dell'adorazione, Dio invia un esercito in nostro aiuto.
Revisione della lezione precedente
Nel primo
articolo ho affrontato il problema delle armi della
nostra battaglia, il fatto che queste sono
potenti e che con esse possiamo abbattere le fortezze.
è Ho detto che le fortezze
sono quei pensieri che legano, e che sono stabilite e governate da PRINCIPATI E POTENZE.
è Credo che quando Satana fu cacciato dalla
presenza di Dio, stabilì una posizione di comando nei cieli da dove, lui e i
suoi agenti, conducono azioni nefande per cercare di minare e controllare la
nostra vita. E questo lo fa attraverso un
sistema di pensieri.
Le armi
dateci da Dio per combattere contro questi pensieri sono davvero potenti. Esse
sono: la Parola, il Nome e il Sangue. Queste tre armi,
poste da Dio nelle mani del credente, sono le forze più potenti e possenti a
disposizione dell'umanità.
Credo che
stia per giungere un risveglio nel quale la Chiesa comprenderà e riuscirà ad applicare la potenza di tali
armi, e inizierà ad usarle per organizzare una potente offensiva contro il
diavolo e i suoi accoliti.
Finora
abbiamo anche esplorato i quattro veicoli di lancio
dati da Dio ad ogni credente per attivare le
nostre armi contro il diavolo, e cioè:
- la preghiera,
- la testimonianza,
- la predicazione e
- la lode e l'adorazione.
Sono i razzi di lancio che trasportano la Parola, il
Nome e il Sangue, per abbattere le fortezze del nemico.
Il cristianesimo è una questione di lancio di razzi, ed è proprio qui che entra in campo il significato
del credente.
è Infatti, non sarà Dio a lanciare i razzi. Egli,
infatti, ha dato l'incarico alla Chiesa (come popolo di Dio), cui ha affidato
le armi dicendo:
"Ora te le farò usare per portare a termine
l'opera. Io appoggerò quello che farai, ma non sarò Io a farlo per te."
Sta a noi, la Sua Chiesa, erigerci con le Sue armi per
fare esattamente quanto Dio ha designato nel Suo piano. É una transazione
spirituale davvero eccitante, ed è profondamente significativo che le azioni
del credente influenzino ciò che accade nei cieli.
Guerra nei cieli
Apocalisse
12 è un brano eccitante ed illuminante della Scrittura sul nostro ruolo in ciò
che avviene nei cieli.
"Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e
i suoi angeli combattevano contro il dragone: il dragone e i suoi angeli
combattevano, ma non prevalsero e non vi fu più posto per essi in cielo. E il
dragone, il serpente antico chiamato diavolo e Satana, che inganna il mondo
intero, fu cacciato via; fu precipitato sulla terra e con lui furono
precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva:
'Ora è venuta la salvezza, la forza e il
regno del nostro Dio e la potenza e l'autorità del Suo Cristo: poiché è stato
precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al
nostro Dio giorno e notte. MA ESSI LO HANNO VINTO per mezzo del SANGUE
DELL'AGNELLO e della PAROLA DELLA LORO TESTIMONIANZA, e non hanno amato la
vita, fino ad esser disposti a morire."
(cf. Ap 12, 7-11)
L'effetto della lode e dell'adorazione
In questo
brano, che ritengo parli di un evento a venire, ha luogo una battaglia tra
Michele e i suoi angeli contro il dragone e i suoi angeli. Michele e i suoi
angeli hanno vinto, mentre Satana e le sue truppe sono state cacciate dal
cielo. Ma la Scrittura dice inoltre che i credenti hanno vinto Satana per
mezzo del Sangue, usando l'arma di lancio della testimonianza. Il sangue è stato
la potenza e l'arma usata; la parola della loro testimonianza è
stata il razzo di lancio che ha portato il sangue al punto di attacco.
Vedo qui un esempio di quanto credo accada nei cieli tramite la nostra lode e
adorazione.
Quando usiamo le nostre armi ed i
razzi di lancio spirituali, accade che in qualche modo, nell'economia di Dio, cominciamo
ad influenzare l'attività degli angeli. Qui sto trattando un argomento
delicato e voglio esser chiaro nel dire che non credo che noi possiamo mai dare
ordini agli angeli: essi ricevono dal Padre le istruzioni. Ma ritengo che sia
il Padre stesso ad allertarli, e quando la Chiesa comincia ad affrontare i problemi usando i principi della guerra spirituale, a quegli angeli è permesso di collaborare con i
credenti nel portare a compimento gli scopi divini di Dio.
La condizione di Dio: Egli attende un'azione da parte
nostra
In quel
passo dell'Apocalisse sono stati gli angeli a
sconfiggere, a cacciar via, a buttare giù,
ma lo hanno fatto in collaborazione con una Chiesa che operava sui principi
della guerra spirituale. Fu la Chiesa a lanciare il potere del Sangue per
mezzo della sua testimonianza; e quando ciò è accaduto, gli angeli hanno
detto: "Diavolo, sei finito. La Chiesa ha
preso le sue responsabilità. Ora noi ti cacceremo via."
Dio
avrebbe potuto cacciare il diavolo dal cielo in qualunque momento. Voleva
farlo. Ma non lo farà finché noi, la Sua Chiesa, arriviamo al punto
nella guerra spirituale di decidere che per noi è importante trovarci nella potenza del Sangue, e mediante la parola della nostra
testimonianza, collaborare con l'eterno piano sovrano di Dio per estromettere
Satana.
Dio aspetta che i credenti si muovano secondo il Suo piano, in modo che poi gli angeli possano aiutarci ad
abbattere le fortezze nei cieli.
Daniele è
un'ottima illustrazione di come gli angeli si muovono quando un uomo agisce secondo
i principi della battaglia spirituale.
Daniele, prigioniero in Babilonia, cominciò a leggere ciò che diceva Geremia
sulla nazione di Israele:
"Se non ti pentirai, Babilonia ti invaderà. Sarete
fatti prigionieri e schiavi e passerete settant'anni prigionieri nella terra di
Babilonia." (vedi Ger 25, 1-11).
Quando
Daniele lesse gli scritti di Geremia, le parole gli balzarono fuori dalla
pagina. "Controllò il calendario" e scoprì che quello doveva proprio
essere il settantesimo anno. Così scrisse:
"Nell'anno primo del suo regno io, Daniele,
compresi dai libri il numero degli anni di cui il Signore aveva parlato al
profeta Geremia, nei quali si dovevano compiere le desolazioni di Gerusalemme,
cioè settant'anni" (Dn 9,2).
La persona che agisce
Quando dal
libro vide che era giunto il momento della fine del dominio babilonese, Daniele
non se ne stette comodamente seduto ad aspettare che si verificasse
quell'evento. Si mise piuttosto all'opera per essere partecipe della
realizzazione di quella profezia:
1. Si pentì davanti a Dio, vestendosi di sacco e di ceneri.
2. Quindi iniziò un periodo di
digiuno e di preghiera.
Non appena
Daniele si rese conto che era giunto il momento in cui era necessario fare
qualcosa, si inginocchiò e disse: "Dio, tu hai detto che sarebbe
accaduto, ma io non me ne starò qui seduto ad aspettare. Farò parte di ciò che
lo farà accadere."
La persona che intercede, digiuna, serve e sta in ascolto di Dio perché
vuole essere coinvolta nei suoi scopi, è
proprio quella che Dio coinvolgerà in ciò che sta facendo nella nostra
generazione. É proprio così, e quanto farà quella determinata persona avrà un
impatto nei cieli.
Possiamo
constatarlo nella vita di Daniele. Dopo aver
iniziato il periodo di preghiera e di digiuno,
immagino che rimase alquanto scoraggiato e che dicesse: "Signore, sono
passati 21 giorni e non è successo niente. Cosa c'è che non va?"
A quel
punto apparve l'angelo Gabriele:
"Non temere, Daniele: dal primo giorno in
cui ti sei disposto a comprendere, facendo penitenza dinanzi a Dio, le tue
parole sono state ascoltate ed io sono venuto per le tue parole."
(Dn 10.12).
La perseveranza di Daniele
Daniele
aveva pregato, ricordando al Signore: "La Parola del Dio di Geremia è
scritta nel libro. Io mi baso sulla Tua parola e Tu ci riporterai a casa."
Il primo
giorno in cui fece questa preghiera, le sue parole giunsero in cielo e Dio
disse: "Ecco il Mio uomo. Lo farò perché Me lo chiede nella preghiera."
Fu proprio la preghiera il veicolo di lancio della Parola di Dio.
Qui
vediamo che quando gli angeli si muovono con gli uomini, lo fanno sui
principi della guerra spirituale.
Quando il
popolo di Dio osserva quei principi, ciò libera gli angeli permettendo loro di
fare ciò che Dio vuole. Gabriele disse:
"Il Principe del regno di Persia mi si è
opposto per 21 giorni; però Michele, uno dei capi dei principi, è venuto ad
aiutarmi ed è rimasto là con i re di Persia" (Dn 10,13).
Gabriele
aveva cercato di arrivare da Daniele col suo messaggio, ma era stato impedito per 21 giorni dal malvagio principe di Persia. Daniele tuttavia, continuò a lanciare l'arma,
puntandola in alto per distruggere il potere del
principe di Persia.
La Persia
era il principale blocco stradale che impediva ad Israele di tornare a casa e
il principe di Persia, la fortezza che stava dietro la nazione, doveva essere vinto dall'uomo in collaborazione con gli angeli, perché
gli scopi di Dio potessero essere portati a termine.
Poiché Daniele
non smise di pregare, venne infine il momento in cui Dio disse a Michele:
"Scendi giù e prenditi cura di quel principe." E Michele, il capitano
degli eserciti del Signore, scese giù liberando Gabriele perché potesse recarsi
da Daniele.
Ma non fu Michele a rovesciare la situazione,
bensì l'uomo che agiva secondo i principi della guerra spirituale;
fu lui a permettere il completamento di quell'opera. Daniele non si arrese. Se
lo avesse fatto, Gabriele avrebbe potuto non riuscire mai a passare. Ma egli
non mollò la presa.
La stessa
cosa vale oggi per noi: É proprio attraverso il nostro coinvolgimento nella
battaglia spirituale che siamo in grado di partecipare
efficacemente a ciò che Dio sta facendo, e di
sciogliere gli angeli di Dio perché ci aiutino.
Il piano di battaglia di Iacaziel
Un'altra
illustrazione del principio dell'azione
dell'uomo che influenza l'attività nei cieli è
descritta in 2 Cronache 20, dove Israele stava per essere invaso da
potenti eserciti stranieri. Quando il messaggero entrò di corsa nella sala
del trono di Re Giosafat per dirgli che tre eserciti potenti, provenienti da
Ammon, Moab e dal Monte Seur, stavano arrivando per invadere e distruggere
Israele, la Scrittura dice che "Giosafat ebbe paura" (vv.
2-3). Nulla getta più terrore su una nazione della parola invasione.
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Ma anche in quel momento Giosafat si dispose a cercare
il Signore, radunò Israele e proclamò un digiuno pubblico.
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Poi cominciò a pregare
dichiarando la grandezza di Dio e cominciò ad entrare nella lode.
"Allora lo Spirito del Signore ...fu su
Iacaziel, figlio di Zaccaria, proprio in mezzo all'assemblea..." (v.
14).
Lo Spirito
del Signore viene spesso nei momenti difficili, ma sempre nei momenti di lode e di rendimento di grazie.
Il piano di battaglia che venne da Iacaziel è stupefacente, ed è un esempio di
come Dio combatterebbe se fosse in noi. Egli disse:
"Non temete e non spaventatevi davanti a questa
grande moltitudine; perché la battaglia non è vostra, ma è di Dio.
Domani scendete contro di loro... Non avrete bisogno di combattere in questa
battaglia: disponetevi in ordine e state fermi, e vedrete con voi la salvezza
del Signore." (vv. 15-17)
Il piano di battaglia che emerse da questa
lode fu che i cantori sarebbero usciti davanti all'esercito lodando e
adorando Dio, e che Dio si sarebbe preso cura del resto.
Il nemico cade
Giosafat
si consultò col popolo e nominò i cantori che dovevano cantare le lodi di Dio.
Uscendo avanti all'esercito, dovevano dire: "Sia lode al Signore, la
Sua misericordia è eterna!" Il verso 22 dice: "E quando
cominciarono a cantare e a lodare, il Signore tese degli agguati."
Permettetemi
di farvi una domanda: Come fece il Signore a tendere
un'imboscata a quegli eserciti? Io credo che lo abbia fatto
con gli angeli. Credo che gli angeli inviati da Dio abbiano fatto
l'opposto di quello che fa il diavolo. Devono aver bisbigliato alle
orecchie degli Ammonniti: "Guardate quei Moabiti. Non appena volgerete
loro le spalle, vi colpiranno dal di dietro. E quei tipi dal Monte Seir poi,
sono peggio dei Moabiti!"
Ciascuno
di quei tre eserciti deve aver deciso: "Bene, sarà meglio che prima
elimini gli altri due eserciti." Quando ebbero finito, l'esercito di
invasori si era totalmente auto-distrutto.
Sono convinto
che gli angeli di Dio
abbiano seguito le istruzioni di Dio, ma che non avrebbero potuto farlo fin quando gli
uomini non avessero cominciato a cantare e a lodare Dio. Ciò accadde solo
quando il Suo popolo cominciò ad esercitare i principi della guerra spirituale,
usando la potenza della lode e della adorazione. Quando il popolo obbedì, Dio disse ai Suoi angeli:
"Bene, il mio popolo sta facendo quello che ho detto e agisce secondo i
principi giusti. Intromettetevi nell'azione e fate piazza pulita."
Conclusione
É
stupefacente rendersi conto che la nostra
lode porta a vittorie e superamenti su nei cieli, sollecitando l'attività
angelica a portare a termine il piano di Dio. Ma in
che modo, a livello pratico, tutto ciò riguarda ognuno di noi?
Significa
che quando affrontate una situazione apparentemente senza speranza, come
Giosafat, e siete circondati da "eserciti che avanzano"
da ogni parte, la vostra lode e adorazione può
significare la differenza tra la sconfitta e la vittoria personale.
Oppure
potete essere come Daniele, che attende l'adempimento di una promessa di
Dio che per un qualche motivo tarda a realizzarsi; la vostra preghiera diligente può essere il fattore che innalza la scala verso la vittoria nella battaglia celeste che si sta svolgendo. Se state affrontando circostanze di questo genere, perché non impegnarvi proprio ora per vedere la
vittoria di Dio nella vostra vita attraverso la potenza della lode e della
adorazione?
Il fatto
che il nostro coinvolgimento abbia influenza su
nei cieli, riflettendosi
sulla attività degli angeli, dovrebbe incoraggiare
ognuno di noi. Ma al di là del livello personale, ha ramificazioni potenti
in ciò che Dio sta per fare con l'intera Chiesa nei giorni a venire.
Dio vuole
che la Chiesa sia partecipe all'esecuzione
del Suo piano sulla terra. Gli angeli di Dio attendono
di poter fare la volontà di Dio, ma non si muoveranno finché la Chiesa non
si alzerà con le sue armi. E quando verrà quel momento ultimo, e noi
crederemo e la Chiesa rimarrà salda nella potenza dei suoi armamenti,
dichiarando il potere del Sangue contro le porte degli inferi e contro lo
stesso diavolo, vedremo nei cieli una vittoria che stabilirà sulla terra gli
scopi eterni di Dio.
Testimoni della potenza
della lode e dell'adorazione
Relazione del personale
Attraverso l'adorazione un'assemblea
sperimenta la potenza guaritrice di Dio.
Leggere in
che modo la lode e l'adorazione possano mettere i cristiani in contatto col
regno del soprannaturale è una cosa, ma tutt'altra cosa è vederlo accadere.
La serie
di New Wine sul ruolo della lode e dell'adorazione nella guerra spirituale è
stata predicata quest'estate da Terry Law in forma di seminario di tre giorni,
col coinvolgimento del personale delle riviste New Wine e Integrity
Communications.
Nella
sessione da cui è stato ripreso questo secondo articolo abbiamo avuto
l'occasione di sperimentare personalmente la straordinaria potenza
soprannaturale di Dio nella lode e nella adorazione condivise da Terry Law
nei suoi insegnamenti.
Il
messaggio fu il preludio di un servizio di guarigione. Ma in quel servizio, anziché imporre le mani su
ciascuno individualmente, Law ci introdusse in un periodo di lode e di adorazione durante il quale chiese al Signore di
mandare la guarigione a chi ne aveva bisogno.
Molte
delle persone coinvolte hanno affermato che quel periodo di adorazione è stato
più gioioso e più carico di potenza soprannaturale di qualunque altra cosa mai
sperimentata in precedenza. Vi presentiamo la relazione dell'esperienza di una
donna:
"Mentre adoravo e lodavo il Signore, alzai lo
sguardo e vidi un angelo seduto sull'intelaiatura di una delle finestre del
pulpito. Nel dubbio per quanto vedevo, chiusi gli occhi e ricominciai a lodare
Dio. Dopo un minuto circa li riaprii, e questa volta l'angelo si librava sul
pulpito. Era alto circa 2 metri, con un lungo abito fluente di un bel colore
bianco-argenteo. Sebbene capelli e viso fossero dello stesso colore, riuscivo a
distinguerne i lineamenti.
Mentre lo guardavo, si voltò verso di me con espressione
che pareva dire: 'Guarda cosa stiamo per fare!' Poi lui e diversi altri angeli
cominciarono a librarsi per tutta la stanza. Scendevano e poi salivano fino al
soffitto, per poi tornare a scendere sfiorando i membri dell'assemblea che
lodavano il Signore. Li osservai per un paio di minuti, e mentre si libravano
su di noi ero impressionata del fatto che gioivano con noi che gioivamo in Dio.
Dopo l'adorazione ci fu una profezia che diceva che in quella lode avevamo
toccato il cuore di Dio, ed io sapevo con certezza che Egli mi aveva benedetta
aprendomi gli occhi dello spirito affinché vedessi quegli angeli."
Un'altra
donna, che ignorava questa visione, disse di aver udito, durante il canto di
lode, voci angeliche unirsi a noi nell'adorazione.
Dopo
l'adorazione, Law chiese a chi era guarito di accertarsi di esserlo davvero, e di venire
poi a fare la testimonianza. Decine di persone si affollarono nella zona
intorno al podio per parlare delle loro guarigioni. Una ragazza con problemi di
vista ad un occhio disse di aver visto Gesù che durante la lode e l'adorazione
veniva verso di lei, le imponeva le mani sugli occhi e la guariva. Law
controllò quella guarigione tenendo in mano una pagina stampata a una certa
distanza da lei: la lesse con facilità, cosa che prima non avrebbe potuto fare.
Ma la
guarigione più sensazionale fu quella di un bambino
di due anni con un tumore: la madre disse che non aveva
mai fatto più di qualche passo incerto. E mentre ella piangeva, mise il
bambino in piedi e l'uditorio scoppiò in un applauso quando questi camminò
avanti e indietro.
Tutto il
seminario ci ha ricordato che la nostra lode e adorazione
toccano qualcosa nel regno soprannaturale, molto
al di là della nostra comprensione - un fatto che dovrebbe incoraggiarci a
impegnarci nella lode e dell'adorazione ad un livello molto più profondo del
nostro attuale coinvolgimento.
Durante
l'ultima sessione una profezia sfidò l'uditorio a non avere paura di entrare in
questa forma profonda di adorazione, perché in realtà è la porta di
accesso alla sala del trono del Re. Abbiamo quindi il privilegio e
l'incarico di dire col Salmista:
"Acclamate a Dio da tutta la terra, cantate la
gloria del Suo nome, rendete gloriosa la Sua lode. Benedite o popoli il nostro
Dio e fate risuonare dovunque la Sua lode" (Sal 65, 1-2; 8).
Quando
glorifichiamo Dio in questo modo, ciò avrà un impatto nei cieli e saremo
testimoni di un numero sempre crescente di dimostrazioni della Sua potenza
nella vita nostra e in quella di coloro con cui abbiamo relazione.