AFFRONTIAMO
IL NEMICO [1]
Derek
Prince

Alcuni
anni fa un prete cattolico mi dette una copia del rito ufficiale cattolico
dell'esorcismo. Appena iniziai a leggerlo, mi resi conto che era stato scritto
da persone che possedevano molto più di semplici opinioni teologiche: avevano
l'esperienza. Nella introduzione a quel documento ufficiale vi era una
dichiarazione importantissima, per quanto molto semplice: "Il male non è
qualcosa,
ma qualcuno."
Se arriviamo a capirlo, abbiamo fatto un enorme passo avanti nella conoscenza
della guerra spirituale.
La
Scrittura ci avverte che perfino i cristiani saranno direttamente
coinvolti nel conflitto personale contro il diavolo.
Non
si tratta di un qualcosa di astratto o di psicologico,
ma di un confronto da persona a persona, e nel conflitto dovremo affrontare il
diavolo.
Paolo ci avverte di un aspetto particolare del carattere di Satana: è
astuto e scaltro. Alla luce di tale avvertimento, egli ci esorta a
prepararci e ad equipaggiarci per l'inevitabile confronto.
Vorrei parafrasare così il versetto 12 di Efesini 6:
"Poiché
il nostro incontro di lotta non è contro persone dotate di corpo fisico, ma
contro i dominatori e i regni della loro autorità, contro i dominatori del mondo
in quest'epoca di oscurità, contro le forze spirituali del male nei
cieli."
Siamo
in conflitto contro un regno
spirituale invisibile assai ben organizzato:
il regno di Satana. Contrariamente all'opinione di tanta gente, Satana
non è confinato all'inferno o nell'Ade, né risiede sulla superficie della terra.
Il suo luogo di residenza è nei cieli, da dove domina su una banda di angeli
ribelli che assumono il ruolo di principati per influenzare la terra al male.
Dai gradini più bassi di quel regno sulla terra, Satana controlla
innumerevoli miriadi di demoni o spiriti cattivi. Sotto il dominio di Satana
anche sulla terra vi sono dei sotto-governatori, con zone delegate di autorità
su imperi, regni, stati, comunità e città, per promuovere i crolli nell'ordine
della razza umana.
In
2 Corinzi 10, 3-5 leggiamo che Dio ci ha fornito armi adatte alla battaglia. Non
si tratta di armi carnali, ma spirituali: "potenti
tramite Dio per abbattere le fortezze."
Il versetto 5 di questo capitolo rivela che il campo
di battaglia è nella mente dell'uomo;
e infatti, tutte le parole-chiave: "immaginazioni,
ragionamenti, speculazioni, pensiero e conoscenza,"
riguardano il campo della mente e del pensiero.
In altre parole, siamo coinvolti in una terribile battaglia contro forze
invisibili che cercano di dominare la razza umana.
Come
popolo di Dio
abbiamo la responsabilità di liberare la mente dell'uomo dal dominio di
Satana e di renderla prigioniera dell'obbedienza a Cristo.
è
Ritengo
che noi cristiani siamo le persone più importanti della terra, perché solo noi
abbiamo le armi necessarie per questo tipo di opera.
è
Questo
ci rende ancor più importanti ed influenti dei governatori politici, dei
comandanti militari, degli scienziati o di altra gente simile che nel loro campo
particolare può anche avere grande efficacia, ma che non possiede gli attrezzi
spirituali o l'equipaggiamento per questo compito.
è
Siamo
solo noi ad averlo.
LA
NOSTRA ARMATURA PROTETTIVA
In
questo articolo esamineremo l'armatura protettiva del cristiano, per passare poi
a discutere le nostre armi aggressive.
So per esperienza quanto Paolo avesse ragione nell'avvertirci di
proteggere
prima noi stessi;
troppo spesso infatti la gente si è impegnata in qualche seria preghiera di
attacco contro Satana, per ridursi poi ad un disastro mentale, fisico o
psichico, solo per non aver prima indossato l'armatura protettiva. Prima di
coinvolgerci in qualche conflitto spirituale a vasto raggio, o in qualche
programma ambizioso per assaltare le cittadelle dell'inferno, dobbiamo essere
più che certi di avere indossato le nostre armi.
Per descrivere l'armatura protettiva, Paolo adopera l'illustrazione
dell'equipaggiamento standard del legionario romano dei suoi tempi. I versetti
da 13 a 17 di Efesini 6 citano sei pezzi di quell'equipaggiamento, e noi
esamineremo la natura e la funzione particolare di ciascuno.
"Prendete
perciò con voi tutta l'armatura di Dio, per poter resistere nel giorno
malvagio, e rimanere in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque
ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della
rettitudine, ed i piedi calzati con la preparazione del Vangelo della
pace; Soprattutto, prendete lo scudo della fede, col quale potrete spegnere
tutti i dardi infuocati del maligno. Prendete anche l'elmo della salvezza e la
spada dello Spirito, cioè la Parola di Dio."
1. LA CINTURA - Il versetto 14 ci dà il primo pezzo
dell'equipaggiamento: La
Cintura della Verità.
Ai tempi di Paolo gli uomini non portavano pantaloni, ma un abito molto sciolto
e spesso assai lungo. Se dovevano fare qualcosa che richiedeva movimento libero
e attivo, dovevano prima liberarsi di quell'abbigliamento lungo ed ingombrante.
Lo facevano col gesto che la Bibbia chiama: "cingersi i fianchi," sollevare cioè
l'abito e stringerlo intorno ai fianchi con una cintura affinché le gambe, dal
ginocchio in giù, fossero libere di muoversi. Per cui ovviamente, il primo passo
era quello di mettersi una cintura.
Nell'applicazione
spirituale la cintura significa la verità.
Ovviamente si riferisce alla verità della Parola di Dio, ma ritengo abbia anche
un'applicazione più fondamentale:
è
verità
significa essere onesti
e reali,
metter da parte tutte le affermazioni fantasiose, i capricci e le insincerità di
cui la maggior parte della gente "religiosa" è ingombra, e uso di proposito
questa categoria di persone.
è
Gesù
ci ha avvertiti spesso sul lievito dei farisei: l'ipocrisia.
La parola "ipocrita" ha un significato molto specifico, e la sua radice è la
parola greca per attore. Nel greco antico l'attore appariva sulla scena
indossando una maschera
stilizzata, ad indicare il tipo di persona che si supponeva che fosse. Egli non
appariva mai nella sua realtà, ma sempre con la maschera, declamando brani
adatti al carattere della parte.
Questa è per me l'esatta rappresentazione del mondo religioso: una
persona si sceglie la maschera che poi determinerà il suo modo di agire. Quando
indossiamo
la maschera,
non
siamo più noi stessi,
ma ci comportiamo secondo le esigenze del copione. Spesso nella "recita" vi è
pochissimo della persona reale.
Avete notato come la gente, quando prega o parla del Signore,
usa
un tono particolare di voce?
O come la maggior parte della gente cambia contegno quando entra in chiesa? Si
mettono la maschera,
e la portano fedelmente fin quando non tornano fuori.
É assai raro che le persone "religiose" siano se stesse. Con la
"cintura
della verità"
Paolo intende dire: "Sii autentico. Dì le cose come stanno. Chiama spada
la spada, e non dire che è uno strumento agricolo. Chiama bugia la bugia,
lussuria la lussuria e odio l'odio." Se non indossiamo la cintura della verità
ogni volta che cerchiamo di andare avanti, inciamperemo nell'abito. Quindi il
primo pezzo dell'armatura protettiva è la cintura della verità. Siate
autentici.
2. LA CORAZZA
- Il secondo pezzo dell'equipaggiamento, sempre al versetto 14, è la
Corazza
della Rettitudine.
Qual è l'organo particolare del corpo contenuto nel torace? Il
cuore.
La corazza quindi riguarda la protezione del cuore. É innanzi tutto il cuore che
dobbiamo proteggere. In Proverbi 4,23 leggiamo: "Vigila
sul cuore con ogni cura, perché da esso sgorga la vita."
Quando ero Missionario e insegnavo in Kenya, nell'Africa Orientale,
trovai questo versetto appeso alla parete di un dormitorio degli studenti. Era
in dialetto africano, e il solo vederlo in un'altra lingua attirò la mia
attenzione. La traduzione letterale inglese del versetto espresso in quel
dialetto era: "Custodisci
il tuo cuore con tutta la tua forza, perché da esso provengono tutte le cose che
ci sono nella vita."
La traduzione era talmente viva che non l'ho mai
dimenticata.
Ciò che abbiamo in cuore determinerà il corso della nostra vita. Se il
cuore è pieno di amarezza, di sfiducia e di paura, andremo per la strada
sbagliata. Ma se è pieno di fede, di pace e d'amore, la vita prenderà il giusto
corso. Dobbiamo vigilare sul cuore con tutta la nostra forza. Per questo Paolo
ci sollecita a indossare la corazza della rettitudine.
Ricordate che la rettitudine è una condizione del cuore e non della
testa. Un brano parallelo in 1 Tessalonicesi 5,8 dice:
"Noi
invece, che siamo figli del giorno, dobbiamo essere sobri, e indossare la
corazza della fede e dell'amore..."
è
In
Efesini 6 la corazza è la rettitudine, ma qui è fede e amore. Non si tratta di
un'incoerenza della Scrittura, bensì di una spiegazione di cosa nel Nuovo
Testamento si intenda per rettitudine: la fede,
che opera mediante l'amore.
La rettitudine di base per noi è la fede che agisce nell'amore, ed è una
condizione del cuore.
Un altro punto della Scrittura, Romani 10,10, ci offre altra luce:
"Con
il cuore infatti si crede fino a raggiungere la
rettitudine."
è
É
diverso credere con la testa e credere col cuore.
Se uno crede solo con la testa, di solito il suo comportamento resta invariato,
ma quando crederemo col cuore, cambierà il nostro modo di vivere. La corazza
della rettitudine, quindi, è la fede nel cuore che agisce nell'amore.
Cerco sempre più di accertarmi
di fare tutto nell'amore. Altrimenti è sbagliato.
Quando davanti alle persone abbiamo una reazione d'ira, o se restiamo sconvolti,
anche se abbiamo ragione non ci saranno i dovuti risultati. Dobbiamo sorvegliare
il cuore per accertare che il motivo di fondo del nostro agire sia l'amore.
3. I CALZARI
- Il terzo articolo dell'equipaggiamento spirituale lo troviamo al versetto 15:
"I
piedi calzati con la preparazione del vangelo della pace,"
e si tratta di scarpe,
sandali o stivali. I
legionari romani avevano degli stivali legati intorno al polpaccio con stringhe
di cuoio, ed erano famosi per le lunghe distanze che potevano
percorrere.
Per me questa immagine è assai concreta, perché nella Seconda Guerra
Mondiale per circa due anni sono stato soldato nelle Forze Armate Britanniche
nell'Africa Settentrionale. Quando la notte ci trovavamo vicini al nemico,
avevamo l'ordine di dormire con gli stivali, perché se ci fosse stato un allarme
nel mezzo della notte e avessimo dovuto cercare e indossare gli stivali, avremmo
perso tempo prezioso. Ogni volta che penso a questo brano ricordo quel
regolamento. Per essere mobili e pronti, dovete esser certi di avere i piedi
protetti.
Nell'ammonizione: "...i
piedi siano calzati con la preparazione del vangelo di pace..,"
Paolo dice che questo passo va fatto prima. Ma cosa vuol dire esattamente? Credo
intenda dire due cose:
1°. Innanzi tutto, che
per
comunicare il Vangelo è necessaria prima una preparazione.
Dobbiamo
conoscere i fatti fondamentali del Vangelo nella Scrittura. Tanta gente, membri
"nati di nuovo" delle Chiese, sono del tutto incapaci di comunicare il Vangelo
della salvezza a un'altra persona, anche se la cosa non è poi così difficile.
Preparazione significa che i cristiani dovrebbero essere equipaggiati in
anticipo, prima di presentare agli altri la propria fede e di spiegare le verità
fondamentali del Vangelo.
2°. L'altra esigenza indicata
dalla frase "il vangelo di pace" è che per parlare di "essere
in pace con Dio,"
dovremo noi
stessi possedere quella pace.
In
altre parole, potremo essere persone che trasmettono la pace.
Credo che se i non convertiti possono anche non capire la nostra teologia,
sentendoci parlare capiranno il nostro spirito.
è
Sempre
più comprendo che riusciamo
a comunicare solo quello che
siamo,
anziché quello che diciamo. Sarebbe comodo poter dire una cosa e non
doverla vivere, ma non funziona.
è
Le
"calzature della preparazione del Vangelo di pace" includono la preparazione
intellettuale a spiegare il significato del Vangelo, e la preparazione
spirituale ad essere in pace con noi stessi.
4. LO SCUDO - Il versetto 16 indica il quarto pezzo
dell'armatura protettiva: lo scudo:
"Soprattutto
prendete lo scudo della fede, col quale sarete in grado di spegnere tutti i
dardi infuocati del maligno."
Nelle legioni romane c'erano due tipi di scudo: uno piccolo e rotondo e
uno lungo e ovale. Quello a cui ci riferiamo qui è lo scudo lungo e ovale,
designato a proteggere dalle frecce e da altri missili ogni parte del corpo.
Quindi, il
tipo di fede di cui Paolo parla qui è designato ad offrirci una protezione
totale.
Quando cominciamo a prendere l'offensiva e sfidiamo Satana, egli
farà delle ritorsioni
e non
solo a livello personale,
ma anche contro la casa, la famiglia, gli affari e molti
altri campi della nostra vita. Abbiamo quindi bisogno di uno scudo
abbastanza ampio, tanto da proteggere noi, la famiglia, gli affari e tutto
quello che necessita di copertura. Poiché la fede viene dall'ascolto, e
l'ascolto dalla Parola di Dio, per appropriarci dello scudo della protezione
totale di Dio dobbiamo passare del tempo con la Parola di Dio.
Quasi ogni sacerdote e ministro potrà testimoniare che più
è usato da Dio, più Satana aumenterà la pressione sulla sua famiglia,
e molti ministri sono stati squalificati dal ministero proprio a causa della
pressione satanica contro la loro casa.
è
Per
questo Paolo ci sollecita a prendere lo scudo della fede, la protezione
totale che Dio mette a nostra disposizione
mediante la Sua Parola, e che proteggerà ogni zona della nostra vita.
è
Ma
come Paolo fa rilevare, siamo noi
a
dover prendere
quello
scudo
- non ci cade tra le mani. Dobbiamo appropriarci della fede, afferrarla
saldamente e trattenerla in modo sicuro.
5. L'ELMO - L'articolo successivo
dell'equipaggiamento è costituito dall'elmo
della
salvezza.
Qual
è la parte del corpo protetta dall'elmo? La testa, che rappresenta la mente o
la vita intellettuale, di pensiero.
Dio ha fornito una protezione
specifica per la mente e per l'intelletto.
Nei miei molti anni di ministero, ho visto un gran numero di servi del Signore
resi incapaci proprio dalle ferite alla testa. Non sapevano come proteggere la
mente. Satana assedierà la nostra mente con cose tipo la sfiducia,
una delle sue armi più comuni. Cominciamo a non aver più fiducia nella moglie,
nel marito, negli altri cristiani, nel nostro ministro.
Altre
armi usate da Satana
e dirette contro la nostra mente sono:
è
il
sospetto, la paura, il dubbio e la depressione.
Si può dire che il venti percento degli operatori cristiani ha problemi
di depressione. Parlo per esperienza in questo campo, perché dopo esser stato
salvato, battezzato nello Spirito ed essere entrato nel ministero di pastore a
tempo pieno, ho avuto un problema ostinato di depressione. Nonostante i
molti risultati positivi riscontrati nel mio ministero pastorale, ho dovuto
combattere una terribile battaglia contro la depressione. La avvertivo scendere
in me, avvilupparmi come una nube grigia che apparentemente mi escludeva dalla
famiglia e dagli altri. Per risolvere il problema, ho tentato ogni
raccomandazione conosciuta della Scrittura, considerando morto l'"uomo vecchio,"
fin quando non c'è stato più molto su cui contare.
Poi un giorno, leggendo Isaia 61,3 notai questa frase: "il
canto di lode invece dello spirito di mestizia
(o pesantezza)."
è
Leggendo
la frase "spirito di mestizia," fu come se lo Spirito Santo mi dicesse:
"Questo è il tuo problema! Non sei tu
o
la tua mente -
è
ma
uno spirito
che
ti perseguita e che ti è stato addosso sin dall'infanzia."
è
Non
appena riconobbi la vera identità del mio nemico e mi resi conto che il
male non
era
qualcosa,
ma qualcuno,
fui per l'80% sulla via della vittoria.
è
A
completare il quadro, mancava solo Gioele 2,32: "Avverrà
che chiunque invocherà il nome del Signore sarà liberato."
In tutta semplicità, quasi con ingenuità, proclamai quei due versetti e
dissi:
"Signore,
Tu mi hai dimostrato che ho uno spirito di mestizia, ed ora io proclamo la Tua
promessa che chiunque invoca il nome del Signore sarà liberato. Nel nome del
Signore Gesù Cristo, ti chiedo di liberarmi da questo spirito di
pesantezza."
E
fui liberato davvero!
Ma dopo esser stato la liberato Dio mi mostrò che se Egli aveva
compiuto la liberazione, io avevo
la responsabilità di rieducare la mia mente.
è
Prima
della liberazione ne sarei stato incapace, ma una volta liberato dalla
depressione, ero in grado di farlo; capii inoltre che Dio non lo avrebbe mai
fatto al posto mio.
Rieducare la mente e coltivare dei modelli di pensiero era questione di
disciplina personale, e non fu cosa di un istante. Ma mentre
lottavo con quel problema, constatando che la debolezza principale risiedeva
nella mia mente, lessi Efesini 6,17: "E
prendete l'elmo della salvezza..."
La mia Bibbia in quel punto aveva un riferimento incrociato che rimandava
a 1 Tessalonicesi 5,8:
"Noi
invece, che siamo figli del giorno, dobbiamo essere sobri, indossando...
l'elmetto della speranza della salvezza."
Quando lessi che l'elmetto era speranza, capii subito, e Dio mi mostrò
che dovevo coltivare la speranza, quell'aspettativa fiduciosa delle cose buone. La
speranza è la protezione della mente.
Qualcuno ha detto che l'individuo nasce pessimista o ottimista. Io so non
solo di esser nato pessimista, ma anche di essere stato accuratamente
allevato in quel modo dalla mia famiglia. Nutro un profondo amore e rispetto per
i miei genitori, ma essi erano convinti che se non ti preoccupavi, avresti
dovuto preoccuparti per il fatto di non preoccuparti.
Così mi sono reso conto che dovevo
rieducare la mia mente,
perché essere pessimisti significava rinnegare la mia fede, visto che la
Scrittura mi prometteva che, se amavo Dio e vivevo secondo la Sua chiamata e i
Suoi scopi, tutto quello che mi sarebbe successo avrebbe collaborato per il mio
bene, e ciò non lasciava alcuno spazio logico al pessimismo.
Riuscii nella mia rieducazione: indossai l'elmetto della speranza. Tutti
conosciamo l'avvertimento presente sui luoghi edificabili, che cioè certe aree
sono "dure e difficili." Bene, la vita cristiana è un'area dura e difficile, ed
è necessario proteggere di continuo la mente con l'elmo della speranza.
6. La SPADA - L'ultimo pezzo
dell'armatura spirituale è: "...la
Spada dello Spirito,
cioè la Parola
di Dio."
Questo pezzo di equipaggiamento è il primo a farci uscire dal regno
puramente difensivo per metterci in posizione aggressiva o offensiva. La
spada può essere usata in maniera aggressiva contro il nemico, e ci fa passare
dalla posizione di difesa a quella aggressiva. Il passo dice che la spada dello
Spirito è la Parola di Dio.
In greco ci sono due vocaboli per "parola."
è
Uno
è logos, che significa ragione,
consiglio o valutare la verità.
è
L'altro
è rhema, quello usato qui da Paolo e che significa precisamente
"la
parola che viene pronunziata."
Quindi, la spada dello Spirito è la parola quando la pronunci per cui,
se non parli non hai una spada. Un esempio perfetto di questa verità è
ciò che fece Gesù quando dovette affrontare il diavolo nel deserto. Rispose ad
ogni tentazione dicendo: "Sta scritto..." E noi dobbiamo fare lo stesso.
Dobbiamo conoscere a fondo la Parola di Dio, e non lasciarla
semplicemente a riposare sul comodino. Se la pronunciamo come una spada affilata
a due tagli, riusciremo a tenere il diavolo fuori dai piedi.
Per concludere, enumeriamo in breve i sei articoli dell'armatura:
1.
la
cintura della verità;
2.
la corazza della rettitudine;
3.
i calzari della preparazione del Vangelo;
4.
lo scudo della fede;
5.
l'elmo della speranza e,
6.
la spada, che significa la Parola di Dio espressa, parlata.
Se ci armeremo con questo arsenale completo di armi ed equipaggiamento
spirituale, saremo in grado di resistere con successo agli astuti assalti
del diavolo e risulteremo
vittoriosi nel conflitto spirituale
in cui ogni figlio di Dio è chiamato a combattere.