Se il Signore non costruisce la casa …
di Ralph Martin
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Vorrei selezionare tre
elementi che ritengo debbano essere le basi di un rinnovamento cristiano
autentico. Si potrebbe scrivere un libro per ciascuno di essi.
1. Predicare il Vangelo
Come
spero risulti già chiaro da quanto è stato detto in precedenza, oggi in vasti
settori della Chiesa vi è la necessità di porre di nuovo le fondamenta
essenziali e basilari della vita cristiana. Quelle fondamenta sono state
corrose, indebolite, e in alcuni casi persino sostituite da un
contro-fondamento o da una nuova ideologia di umanesimo secolare. Spero anche
di aver esposto chiaramente che il punto di partenza sta nel messaggio centrale
del vangelo (cioè il messaggio relativo al pentimento, alla fede, al battesimo
e al dono dello Spirito Santo), e su questo messaggio dovremo continuare a
basarci e a predicare finché dura il mondo. Le fondamenta corrono sempre il
rischio di spostarsi, di indebolirsi, e il punto chiave per la salute del
popolo cristiano sta nella continua predicazione del vangelo.
2. Nella potenza dello Spirito
La
"teologia giusta" (per quanto io abbia
accentuato con forza l'importanza di conoscere chiaramente la verità del
messaggio evangelico alla luce della crisi di verità che c'è oggi nella Chiesa)
non può bastare. Gran parte della
predicazione e dell'insegnamento che si fanno oggi nella Chiesa cattolica non
portano alcun frutto, sono un
qualcosa di vuoto che non cambia la vita a nessuno. Solo l'azione, cioè
l'intervento di Dio nella predicazione e nell'insegnamento fatto dall'uomo
(l'opera, cioè, dello Spirito Santo) può produrre dei cambiamenti nel cuore
della gente. Gli uomini e donne che predicano e insegnano devono
necessariamente essere battezzati nello Spirito, essere corredati di doni dello
Spirito, ricevere da Dio la chiamata e i doni spirituali per quel ministero e
vivere una vita di preghiera regolare e profonda. E' un ministero spirituale,
non quindi un ministero che può portare frutto se proviene solo dalla volontà
umana, dalla mente o dalle emozioni dell'uomo. Sono tante le parole di Gesù che
operano un taglio trasversale nella nostra vita e provocano una rivalutazione
fondamentale della validità di ciò che stiamo facendo. E le sue parole sullo
Spirito non fanno eccezione.
"Quel che nasce dalla carne
è carne, quel che nasce dallo Spirito è Spirito" (Gv 3,6).
“É lo Spirito che dà la vita;
la carne non serve a nulla.
Le parole che vi ho detto sono
spirito e vita" (Gv 6,63).
“Quelli infatti che vivono
nella carne pensano alle cose della carne; quelli invece che vivono secondo lo
Spirito, alle cose dello Spirito. La tendenza della carne è verso la morte,
mentre quella dello Spirito è verso la vita e la pace. Le tendenze della carne
sono in rivolta contro Dio; non si assoggettano alla legge di Dio, e neanche lo
potrebbero.
Quelli che vivono secondo la
carne non possono piacere a Dio. Voi però non vivete nella carne; vivete nello
Spirito, poiché lo Spirito di Dio vive in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito
di Cristo non gli appartiene. Se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a
causa del peccato, ma lo spirito vive a causa della giustificazione. E se lo
Spirito di Colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, Colui che ha
risuscitato Gesù dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo
del Suo Spirito che abita in voi" (cf.
Rm 8, 5-11).
"Anch'io, fratelli,
quando sono venuto tra voi a proclamare la testimonianza di Dio, non l'ho fatto
con una particolare eloquenza basata sulla "sapienza" umana. No,
perché avevo determinato che mentre ero tra voi non avrei parlato di altro
che di Gesù Cristo, e lui crocifisso. Io venni in mezzo a voi in debolezza, e
con molto timore e trepidazione. La mia predicazione e il mio messaggio non
avevano nulla della forza persuasiva delle "sagge" argomentazioni, ma
il potere di convinzione dello Spirito. Così la vostra fede non è fondata sulla
sapienza umana, ma sulla potenza di Dio."
"C'è una certa
sapienza di cui parliamo tra coloro che sono spiritualmente maturi.
Ma non è una sapienza di questo mondo; né dei dominatori di questo mondo, che
sono votati alla distruzione. Parliamo della sapienza di Dio: una sapienza
misteriosa, che è rimasta nascosta. Dio l'ha progettata da prima dei tempi per
la Sua gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo ha conosciuto questo
mistero: se lo avessero conosciuto, non avrebbero mai crocifisso il Signore
della gloria.
Della sua saggezza sta scritto:
'Quello che occhio non vide, e
orecchio non udì, né mai l'uomo ha immaginato,
Dio lo ha preparato per coloro
che lo amano.'
Dio tuttavia ci ha rivelato la
Sua saggezza per mezzo dello Spirito. Lo Spirito scruta ogni cosa, anche le
profondità di Dio. Chi conosce l'intimità dell'uomo se non lo spirito dell'uomo
che è in lui? Allo stesso modo, nessuno conosce cosa si trova nelle profondità
di Dio se non lo Spirito di Dio. Lo Spirito che abbiamo ricevuto non è quello
del mondo, ma è lo Spirito di Dio, che ci aiuta a riconoscere i doni che Dio
ci ha dato. Ne parliamo non con parole
suggerite dalla sapienza umana, ma con parole insegnate dallo Spirito,
interpretando così le cose spirituali in termini spirituali. L'uomo naturale
tuttavia non accetta ciò che viene insegnato dallo Spirito di Dio. Gli sembra
un'assurdità. Egli non può arrivare a comprendere tali insegnamenti, perché
debbono essere capiti in modo spirituale. L'uomo spirituale invece giudica ogni
cosa, sebbene egli stesso non possa essere giudicato da nessuno. Infatti: 'Chi
conosce la mente di Dio in modo da dargli istruzioni?' Ma noi abbiamo la mente
di Cristo" (1 Cor 2, 1-16).
“Queste cose vi ho detto
mentre ero ancora tra voi:
il Paraclito, lo Spirito Santo
che il Padre manderà in Mio nome,
vi insegnerà ogni cosa, e vi
ricorderà tutto quello che vi ho detto"
(Gv 14, 25-26).
"Eppure io vi dico la verità: è molto meglio per voi che
Io Me ne vada.
Se non Me ne vado, il Paraclito
non verrà mai da voi,
ma quando Me ne sarò andato Io ve
lo manderò.
E quando verrà, Egli dimostrerà
al mondo il suo errore
riguardo al peccato, alla
giustizia, alla condanna.
Riguardo al peccato, perché
rifiutano di credere in Me;
alla giustizia, perché Io torno
al Padre e non Mi vedrete più;
alla condanna, perché il principe
di questo mondo è stato condannato.
Ho ancora molte cose da dirvi, ma
ora non riuscireste a comprenderne il significato.
Però quando verrà lo Spirito di
verità, Egli vi guiderà a tutta la verità.
Non parlerà da Sé, ma dirà solo
quello che ha udito, e vi annunzierà le cose a venire.
Nel fare questo Egli Mi
glorificherà, perché avrà ricevuto da Me quello che vi annunzierà.
Tutto quello che il Padre
possiede è Mio.
Per questo ho detto che quello
che vi annuncerà lo avrà ricevuto da Me"
(Gv 16, 7-15).
In tutta franchezza dobbiamo dire che il rinnovamento
della Chiesa dipende dalla nostra esperienza autentica di una nuova Pentecoste,
come ha pregato Papa Giovanni all'apertura del Concilio. Niente di meno
produrrà il rinnovamento nella Chiesa. Una parte talmente vasta dei nostri
programmi, strutture, corsi e sermoni provengono dalla "carne", dalla
"volontà dell'uomo" - e il pauroso giudizio è che non producono alcun
frutto. Solo ciò che proviene dallo Spirito produce vita. A che ci servono gli
stanziamenti, i programmi, i concili? A niente, se non provengono dallo Spirito
di Dio.
E ancora, in tutta franchezza, credo che il centro di
questa nuova Pentecoste stia emergendo nel rinnovamento carismatico e nella
nuova evangelizzazione. Solo quando la Chiesa e noi tutti ci apriremo alle
opere dello Spirito Santo, potremo ricevere dall'alto la potenza necessaria per
essere effettivamente Suoi testimoni.
3. Formare la comunità
Le
questioni della rivalutazione della struttura parrocchiale, della forma e del
modo in cui attualmente avviene l'addestramento al ministero e i vari tipi di
ministero, richiederanno anni per essere elaborate. Ma Dio sta già agendo, ora.
E possiamo già vedere, se volete, dei tracciati della "Chiesa del
futuro" emergere qua e là, chiese locali, comunità cristiane che vivono
una vita cristiana piena di fervore, che sperimentano l'intera gamma dei doni e
delle opere dello Spirito e che portano i frutti promessi da Gesù, poiché ogni
giorno si aggiunge a loro il numero di quelli che trovano la salvezza. La
predicazione del vangelo fatta nella potenza dello Spirito produrrà cristiani
ben desti, che avranno una grande fame e sete spirituale e brameranno avere di
più: hanno bisogno di cominciare a pregare insieme, di condivide insieme, e di
cercare insieme il Signore, iniziando da ora.
Dio sta
avvicinando tra loro persone provenienti da parrocchie e ordini religiosi, con
collegamenti tra laici e clero, e le sollecita a cominciare subito ad essere
qualcosa per Lui. E con la crescita di questi gruppi di preghiera e di queste
comunità carismatiche, è importante riconoscere, come in altre epoche di rinnovamento,
la necessità di ricercare una grande saggezza e compassione, per
l'inevitabile contrasto che ci sarà del vino nuovo e delle botti vecchie,
ma pur mantenendo i nostri impegni e le responsabilità al vecchio ordine, è
necessario procedere assieme allo Spirito di Dio nell'ordine nuovo che,
certo vedremo, sarà quello di amare e servire più pienamente il vecchio ordine.