RINNOVAMENTO DELLA FEDE

Dei Revv. Thomas White e Desmond O'Donnell, O.M.I.

 

Capitolo Terzo

 

U N A    F E D E    V I V A

 

 

"Rafforza nella fede e nell'amore la tua Chiesa pellegrina sulla terra..."

 

 

(1)          Queste parole le recitiamo insieme al momento della Preghiera Eucaristica durante la Messa.

E rispondiamo anche all'esortazione del sacerdote di proclamare il mistero della fede dopo la consacrazione. Preghiamo per i defunti, "dei quali solo Dio ha conosciuto la fede." E, ovviamente, professiamo pubblicamente la nostra fede alzandoci in piedi per recitare il Credo. La fede è fondamentale per la vita cristiana, e ogni cattolico si rende conto della sua importanza. Questo capitolo vuole aiutarvi a considerare il significato che date alla fede nella vostra vita. Ma, soprattutto, vuole aiutarvi ad accrescere la vostra fede.

 

 

(2)          La parola "fede" ha significati diversi per le diverse categorie di persone. E' qualcosa che la

maggior parte di noi dà per scontato: diciamo solo che "abbiamo fede", ed è tutto. Ma il vertiginoso susseguirsi di cambiamenti nel mondo secolare e i cambiamenti paralleli che avvengono in alcuni aspetti della Chiesa ci hanno costretti a considerare in maniera più profonda questa realtà fondamentale della nostra vita: la nostra fede. E ci ritroviamo a dover chiedere a noi stessi: "Ma io ho fede?" oppure: "Sto perdendo la fede?" "E i miei figli hanno fede?" o ancora: "Fino a che punto è importante la fede?" e, ovviamente: "Cos'è la fede?"

 

 

Accertatevi di essere nella fede

 

(3)          Non dobbiamo avere paura di farci queste domande e di cercarne le risposte. E oggi non

abbiamo altra scelta che prenderle seriamente in considerazione, senza alcun timore nel porcele né dubbi sulla nostra capacità di trovare le risposte adeguate. Scrivendo a cristiani come noi che abitavano a Corinto, S. Paolo li esortava a porsi domande simili. Scriveva:

 

"Esaminate voi stessi se siete nella fede, mettetevi alla prova." (2 Cor. 13,5)

 

 

(4)          Ovviamente egli riteneva fosse saggio, da parte di chi era già cristiano, controllare e mettere

alla prova la propria fede. Magari sia voi sia io possiamo anche essere dei cattolici praticanti, ma pure in quel caso sarebbe bene fare ciò che S. Paolo suggeriva ai Corinzi: esaminare noi stessi per accertarci se davvero siamo nella fede, mettendoci alla prova.

 

 

La vostra fede sta crescendo?

 

(5)          Partendo dal presupposto che già abbiamo la fede, sappiamo che essa può essere formata e

rafforzata se torniamo a considerarne il significato più profondo, ed esaminandola insieme potremo purificarla da quegli elementi che dovrebbero esserle estranei. Ecco per cosa pregò S. Paolo, pensando ai cristiani di Tessalonica:

 

"Con viva insistenza, notte e giorno, chiediamo di poter vedere il vostro volto e completare ciò che ancora manca alla vostra fede."(1 Tess. 3,10)

 

Non potrebbe darsi che anche alla nostra fede manchi qualcosa?

 

(6)     Nella seconda lettera a loro indirizzata, S. Paolo poté scrivere:

 

"Dobbiamo sempre ringraziare Dio per voi, fratelli, ed è ben giusto. La vostra fede infatti cresce rigogliosamente..."(2 Tess. 1,3)

 

Anche la nostra fede può crescere rigogliosamente, ma solo se sappiamo con chiarezza cosa É FEDE, e cosa invece FEDE NON É. "Ciò che manca" alla nostra fede lo potremo aggiungere solo riconoscendo le nostre lacune.

 

 

La fede in un periodo di cambiamenti

 

(7)     Poiché la fede è tanto fondamentale per la vita cristiana, è proprio questo il campo di cui

maggiormente ci si preoccupa quando si hanno dei cambiamenti, quando, ad esempio, "la Messa è tanto diversa", "i preti giovani non hanno il colletto clericale", "in alcune chiese non si recita più il rosario" e "la Benedizione è diventata una cosa rara." Ma se conosceremo con certezza cosa è la fede, e se la nostra fede è forte e profonda, allora non ci preoccuperemo troppo di quei cambiamenti che non intaccano ciò che è fondamentale nella vita cristiana.

 

 

(8)          D'altra parte, se la nostra fede è un po' irreale in alcuni aspetti, oppure se non sappiamo con

certezza cosa sia e cosa non sia la fede, ci preoccuperemo non poco al sopraggiungere dei cambiamenti. Alcuni si preoccupano per i cambiamenti nelle regole del digiuno nella Chiesa, o perché ora ai cattolici è possibile, in alcuni casi e col dovuto permesso, sposarsi in un'altra Chiesa. Altri si preoccupano se dei cristiani non cattolici, sempre col dovuto permesso e con la

giusta garanzia, possono ricevere la Santa Comunione durante la Messa. Ma se sappiamo cos'è la fede e se n’abbiamo chiaro il concetto, potremo accettare i cambiamenti senza timore. Sarà bene tuttavia tornare prima a considerare l'importanza della fede e del fatto che niente possa prendere il suo posto.

 

 

L'importanza della fede

 

(9)     L'epistola agli Ebrei dice:

 

"Senza la fede però è impossibile essergli (a Dio) graditi..." (Eb. 11,6)

 

 Se qualcuno dei Suoi seguaci esitava a stare con Gesù, Egli diceva:

 

"In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna." (Gv. 6,47)

 

E nella lettera ai Galati S. Paolo scrive:

 

"...sapendo tuttavia che l'uomo non è giustificato dalle opere della legge (dall'obbedienza alla legge) ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo..." (Gal. 2,16)

 

Dopo la fuga miracolosa di Paolo e Sila dalla prigione, il carceriere disse loro: "Che devo fare per essere salvato?" (Atti 16,30). Ed essi risposero:

 

"Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia." (Atti 16,31)

 

Fra le ultime parole rivolte da Gesù alla Sua Chiesa, troviamo queste:

 

"Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato." (Mc 16,16)

 

 

(10)   Credere in Dio significa aver fede il lui. Senza questa fede non vi è niente che possa servire; niente potrà

prendere il suo posto. Non servirà andare regolarmente a Messa, né frequentare la preghiera, e neppure essere battezzati. La fede è molto più importante di ciascuna di queste cose, e senza di essa tutto ciò non ha valore. La fede è il fondamento; è la piattaforma di base, la roccia su cui dobbiamo costruire.

 

 

Ascoltare e comprendere

 

(11)      Quando Gesù parlò agli uomini del Suo tempo, tutti Lo ascoltarono, ma non tutti Lo

compresero. Di alcuni di loro Egli disse:

 

"Pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono." (Mt 13,13)

 

Nelle questioni di fede ascoltare è piuttosto facile, ma comprendere è un dono che può venire solo da Dio. Pregate per poter capire la Sua Parola in questo capitolo, e per poterla comprendere proprio nel modo in cui Egli desidera.

 

La fede é amicizia

 

(12)      La considerazione dell'amicizia ci aiuterà a comprendere e ad apprezzare la fede, poiché

essa in sostanza è un'amicizia. Come ogni amicizia, è una relazione sentita tra due persone, e in questo caso tra Dio e l'uomo. E l'esempio migliore di cui potremo servirci è quello dell'amicizia esistente tra un genitore e il suo bambino. É questo infatti l'esempio che Gesù ci ha dato. Analizzare l'amicizia è difficile proprio a causa della sua bella semplicità, ma forse è una malattia moderna questa necessità di dover riconsiderare in questo modo sia l'amicizia sia la fede. Dio ci dice queste parole:

 

 

(13)   "Come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali" (Mt 23,37)

 

"Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?" (Is. 49,15)

 

"Il Padre vostro celeste infatti (lo) sa..." (Mt 6,32)

 

É questo il modo in cui Dio ama voi e me: ci ama come un genitore ama il suo bambino. Ed è qui che comincia la fede.

 

 

Genitore e figlio

 

(14)Nell'amicizia tra genitore e figlio accadono quattro cose: Il genitore offre segni d'amore come

parole, doni, abbracci, cibo, il lavoro necessario per il bambino, baci, attenzioni, ecc. Il bambino ascolta, vede e avverte questi segni e risponde con i segni di cui è capace come parole, abbracci, sorrisi. Egli ripone anche una fiducia totale in tutto ciò che papà e mamma dicono, e infine agisce in base a quella fiducia, obbedendo ai genitori che lo amano e comportandosi nella vita secondo le loro parole.

 

     Consideriamo ora i passi che il bambino deve fare nell’amicizia, perché sono identici a quelli che il cristiano adulto deve fare nella fede. Eccoli di nuovo:

 

- Il genitore rivela il suo amore servendosi di segni.

- Il bambino accetta ciò che i segni esprimono: "Tu mi ami."

- Il bambino confida in ciò che i segni dicono: "Ho fiducia in te."

- Il bimbo agisce sulla base di quei segni: "Ti obbedisco."

 

 

(15)I Segni da parte dei genitori: I genitori che amano il figlio non hanno altro modo per

esprimergli il loro amore se non con dei segni: parole o gesti. Questi sono importantissimi, perché nessun bambino (e a dire il vero nessuna persona) può supporre l'amore se questo non è manifestato con dei segni. Un semplice: "Ti amo", un sorriso della mamma, o l'amore che si manifesta quando si nutre o si accudisce il bambino sono tutti segni di qualcosa di più profondo, e cioè del cuore dei genitori che lo amano.

 

 

(16)Il bambino accetta: Se talvolta avete osservato un bambino, anche piccolissimo, rispondere

alla mamma, vi sarete resi conto della sua capacità di ascoltare, di accettare e di riconoscere i segni dati dai genitori che lo amano. La sua risposta sarà diversa col crescere, ma in cento piccoli modi egli riconosce l'amore dei genitori, e anche la più elementare delle sue risposte dice loro: "Lo so che mi ami."

 

 

(17)      Il bambino confida: Tutti abbiamo visto persone disperate che non riescono ad aver più

fiducia in nessuno. Di solito è la conseguenza di una relazione sbagliata coi genitori. Da bambini queste persone non hanno imparato ad avere fiducia in loro. La maggior parte dei bambini, tuttavia, ha nei genitori una fiducia piena. Credono in loro, prendono per "vangelo" le loro parole e non riescono ad immaginare, (finché qualche volta non accade) che i genitori possano dir loro una bugia. I bambini hanno l'inclinazione naturale ad avere fiducia nei genitori.

 

 

(18)      Il bambino agisce sulle parole dei genitori. La fiducia del bambino non è solo un fatto

sentimentale, e nemmeno intellettivo. Più che nel cuore e nella testa, tale fiducia è assai realisticamente nei suoi piedi: egli è pronto ad andare ogni volta che riceve l'amorosa assicurazione dei genitori che non ci sono pericoli. La sua fiducia si manifesta in azioni che talvolta ci sorprendono: sono capaci di non credere al mondo intero, se questo contraddice ciò che hanno detto i genitori; e riescono a fare cose pericolose se possono tenere la mano in quella del genitore. Poiché manca loro il controllo emotivo ed impulsivo, non sempre faranno quello che viene loro detto, ma il loro cuoricino si sente più a suo agio quando obbediscono che quando disobbediscono.

 

 

Il cuore di un bambino

 

(19)   A questo punto potrà sembrare che ci siamo allontanati un bel po' dal significato della fede, ma al contrario vi siamo vicinissimi:

 

"Allora Gesù chiamò a Sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: 'In verità vi dico: se non vi convertirete (cambierete) e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli." (Mt 18,2-4)

 

Sembra un ultimatum: e lo è davvero. Gesù dice: Se non  diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Se non avremo, o finche non avremo, il cuore di un bambino davanti al Padre celeste, non ci sarà possibile entrare in cielo perché ci mancherà la fede.

 

 

(20) Perché un bambino legge con tanta facilità i segni d'amore dei genitori? E perché risponde

così prontamente? Perché si fida con tanta semplicità delle loro parole? E ancora, perché il bambino desidera agire dietro la promessa di un genitore, senza dubitare un istante? Queste quattro domande hanno un'unica risposta: Perché il cuore del bambino è semplice e pieno di fiducia, spera per natura, è pronto ad esprimere i suoi bisogni a qualcuno che possa soddisfarli, o che meriti obbedienza. Questo è il cuore di un bambino. Quando anche il mio cuore avrà queste disposizioni, sarò pronto per l'amicizia e per la fede. Con un simile atteggiamento di semplicità, di fiducia, di speranza e di prontezza ad esprimere a Dio i miei bisogni, a confidare in Lui e ad obbedirGli, sono pronto per ricevere il dono della fede.

 

Applichiamo ora questi quattro passi del bambino nei confronti del genitore alla nostra relazione con Dio.

 

 

Riuscite a vedere i segni di Dio?

 

(21)Essendo Dio una Persona, o piuttosto Tre Persone, Egli può comunicare il Suo amore ad altre

persone solo per mezzo di segni. Nel corso dei secoli trascorsi e fino ad oggi, nel Vecchio Testamento leggiamo:

 

"Dio ... aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti." (Eb 1,1)

 

I segni che Egli ha usato sono: la creazione del mondo, il tuono, il fulmine, il sole, le stelle, i sogni degli uomini, la manna nel deserto e quindi i profeti. Sono stati questi i segni dell'amore paterno di Dio per il Suo popolo. Ha poi continuato a dimostrare di essere il loro Dio e che essi erano il Suo popolo.

 

Come diciamo durante la Messa:

 

(22)   "Molte volte hai offerto agli uomini la Tua alleanza." (Preghiera Eucaristica 4)

 

Infine, Dio ci ha dato un grande segno del Suo amore, e la Sua Parola definitiva l'ha pronunziata quando ha detto:

 

"Il Verbo si fece carne

e venne ad abitare in mezzo a noi;

e noi vedemmo la Sua gloria,

gloria come di unigenito del Padre,

pieno di grazia e di verità." (Gv 1,14)

 

Il Verbo è Gesù, il segno supremo dell'amore paterno di Dio per l'uomo. Gesù è il Verbo, la Parola di Dio, il sorriso di Dio, l'abbraccio di Dio, il dono di Dio, la Sua stretta di mano, la grazia di Dio (cioè qualcosa di immeritato) per noi. E da tutto questo sappiamo che:

 

"non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati." (Atti 4,12)

 

 

(23)   Oppure, come ha detto Gesù:

 

"In verità, in verità vi dico: chi ascolta la Mia parola e crede a Colui che Mi ha mandato, ha la vita eterna." (Gv 5,24)

 

E come dice il Padre:

 

"Questi è il Figlio Mio prediletto, nel quale Mi sono compiaciuto." (Mt 3,17)

 

Provate a chiedervi: Riconosco davvero che Gesù è il Figlio di Dio, e il segno del Suo amore per me? Lo riconosco in profondità? É questo l'inizio della fede.

 

 

Accettate i segni di Dio?

 

(24)      Malgrado tutti i segni ricevuti durante il viaggio verso la terra promessa, gran parte del Suo

popolo rifiutò di aver fede nella paterna protezione di Dio:

 

"Misero alla prova il Signore dicendo: 'Il Signore è in mezzo a noi sì o no?" (Es. 17,7)

 

Noi possiamo fare lo stesso, e magari vedere i segni dell'amore di Dio, e tuttavia ignorarli.

 

 

(25)      Quando Gesù venne sulla terra, fece miracoli per dimostrare di essere il messaggero di Dio e

per  rafforzare la fede dei presenti. A chi chiedeva altri segni egli accennò alla Sua prossima risurrezione: ultimo segno la cui accettazione, o rifiuto, da parte degli uomini avrebbe determinato la loro salvezza o la loro rovina. Ecco come  S. Paolo si è espresso in proposito:

 

"Se confesserai con la bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio Lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo." (Rom. 10,9)

 

Lo crediamo davvero col cuore, e lo confessiamo con la bocca?

Sebbene Gesù sia venuto come segno della protezione paterna di Dio, alcuni lo hanno riconosciuto ed altri no. Alcuni dissero:

 

"Tu sei il Cristo il Figlio del Dio vivente." (Mt 16,17)

 

 

(26)   Altri invece affermarono:

 

"...hai (sei posseduto da) un demonio.." (Gv 8,48)

 

Altri ancora si limitarono ad ignorarLo. Ed infine, alcuni conficcarono i chiodi nelle Sue mani tese - rifiutando di riconoscere il segno più grande di Dio. Qual è la TUA risposta?

 

 

(27) A nome tuo, genitori e parenti per il tuo battesimo hanno riconosciuto che Gesù è il segno di

Salvezza datoci da Dio. Ma è necessario che da adulto sia tu stesso a riconoscerlo, esprimendo l'impegno intimo del tuo cuore. A questo punto fai una pausa, ed esprimiGli questo impegno, nella preghiera.

 

 

(28)Come cristiani dobbiamo prendere una posizione definita davanti alla domanda specifica di

Gesù:

 

"Ma tu, chi dici che io sia?" (Mt 16,16)

 

A ciascuno di noi Gesù dice:

         

"Se conoscete (cioè riconoscete) Me, conoscerete anche il Padre; fin da ora Lo conoscete e Lo avete veduto... Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me." (Gv 14,7-11)

 

e quindi ci ha assicurati:

 

"... il Padre stesso vi ama, poiché voi Mi avete amato e avete creduto che Io sono venuto da Dio." (Gv 16,27)

 

Fino a quale profondità del mio essere sono convinto che Gesù sia venuto da Dio proprio per me?

 

(qui fate una pausa, e pregate su questa domanda.)

 

(29)Come cattolici sappiamo anche di altri segni che Dio ci ha dati: la Chiesa e i sacramenti. Ma

se non abbiamo riconosciuto in profondità il Suo segno più grande e se non continuiamo a riconoscerlo nella preghiera, gli altri segni perderanno il loro valore. E allora, persino i sacramenti diventeranno macchine spirituali a gettone, anziché fonti potenti per crescere nell'amicizia con Dio.

 

 

(30)Nella Messa abbiamo spesso modo di esprimere la nostra fede quando, dopo la consacrazione,

proclamiamo:

 

"Annunziamo la tua morte, Signore,

proclamiamo la tua risurrezione,

nell'attesa della tua venuta."

 

Oppure talvolta proclamiamo:

 

"Signore, Tu ci hai redenti con la Tua croce e la Tua risurrezione;

salvaci, o Salvatore del mondo."

 

Se intendiamo profondamente dire ciò che esprimono queste preghiere (e solo fino al punto in cui davvero lo  intendiamo) allora accettiamo i segni di Dio. Ma dovremo passare dalla semplice accettazione dei segni dell'amore di Dio al confidare veramente in Lui come persona. La nostra accettazione, infatti, si manifesta con la fiducia. Se affermo di credere e di accettare il tuo amore per me, potrai aspettarti con ragione che io abbia fiducia in te.

 

 

Hai fiducia nei segni di Dio?

 

(31)Gesù è la Parola di Dio; è la Parola Eterna che Dio ha detto a Se Stesso; è il cantico eterno di

Dio alla propria grandezza. É Colui "che è nel seno del Padre" (Gv 1,18). É la Parola che Dio rivolge di continuo agli uomini. É il Messaggero di Dio per gli uomini.

 

"Chi ha visto Me ha visto il Padre." (Gv 14,9)

 

"... Come mi ha insegnato il Padre, così Io parlo. Colui che Mi ha mandato è con Me e non Mi lascia solo, perché Io faccio sempre le cose che Gli sono gradite." (Gv. 8,28-29)

 

 

(32)Avete una fiducia piena in tutto ciò che Gesù ha detto? E, almeno, conoscete tutto ciò che ha

detto? Conoscete la Parola di Dio? E sapete dove trovarla? Essa viene ancora proclamata nel mondo da Gesù che vive nella sua Chiesa e in ciascuno di noi per mezzo del Suo Spirito. E la Chiesa ci offre la Parola di Dio nelle scritture. Leggiamo ogni giorno le scritture? E ci interessa davvero ciò che dicono?

 

 

Misuriamo la nostra fede

 

Credete e confidate davvero in quella parte che conoscete di questa Parola? Prendiamo alcune delle parole di Gesù:

 

"Chi ascolta voi, ascolta Me." (Lc. 10,16)

 

Accettate pienamente l'insegnamento della Chiesa?

 

"Ecco, Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo." (Mt 28,20)

 

Siete forse preoccupati che Dio non sia più con la Sua Chiesa?

 

"Non sia turbato il vostro cuore.

Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in Me." (Gv 14,1)

 

Siete turbati, come se Dio non avesse il mondo intero nelle Sue mani?

 

 

(33)"Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete." (Mt 6,25)

 

Vi preoccupate spesso delle cose materiali, nonostante questa promessa che Dio ci ha fatto attraverso Gesù? Vi preoccupate al punto di avere sempre troppo da fare per riuscire a trovare il tempo per pregare?

 

"Vi lascio la pace, vi do la Mia pace. Non come la dà il mondo, Io la do a voi." (Gv 14,27)

 

Avete accettato come già vostro questo dono della pace, con  fede semplice nella Parola di Dio, oppure lo state cercando freneticamente da qualche altra parte?

 

 

(34)   "Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi.

Ancora un poco e il mondo non Mi vedrà più;

voi invece Mi vedrete,

perché o vivo e voi vivrete.

In quel giorno

voi saprete che Io sono nel Padre

e voi in Me e Io in voi." (Gv 14,18-20)

 

Credete davvero a queste parole di Gesù? Che Egli vi è vicino come è vicino al Padre? O qualche volta vi sembra di combattere da soli, senza alcun aiuto, nel vivere la vita cristiana?

 

"'É per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non è corretto dal padre?.. Del resto, noi abbiamo avuto come correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo perciò molto di più al Padre degli spiriti, per avere la vita?" (Eb 12,7; 9;)

 

 

(34)Questa fiducia totale nelle parole di Gesù è la prova della fede. Essa avrà l'effetto di liberarci,

di alleggerirci, di farci smettere di contare su noi stessi, sulle nostre forze e tattiche, perché ci sottometteremo alla potenza e alla parola di Gesù che ci guida.

 

"Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in Lui: 'Se rimanete fedeli alla Mia parola, sarete davvero Miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi." (Gv 8,31-32)

 

Quando avremo veramente fiducia in Lui e Gli obbediremo, allora potremo dire di "abitare" nella Sua parola, di fare di essa la nostra "casa".

 

 

Agite sulla base delle promesse di Dio?

 

(35)Le mie azioni manifestano la fiducia nella parola di Dio? Desidero prenderlo alla lettera,

cioè sulla base di quanto ha detto nella Sua parola e obbedirgli, malgrado le conseguenze che me ne possono derivare? Quando Gesù promise di donarci il Suo corpo sotto le apparenze del pane e del vino, molti dissero: "Questo discorso è intollerabile!" e si rifiutarono di credere. Ogni volta che ricevete l'Eucarestia realizzate un atto di fede, agite sulla Sua parola. All'inizio della Messa preghiamo così:

 

"Ti offriamo questo pane...

perché diventi per noi cibo di vita eterna."

 

Ci avviciniamo poi all'altare senza alcuna esitazione quanto a  questa promessa di Dio. E questa è fede in azione.

 

 

(36)Ma agite nello stesso modo per ogni altro aspetto della vostra vita? Confessate con le labbra,

credete col cuore e usate le gambe per fare i passi necessari in quel senso? Quando S. Pietro, in piedi presso il bordo della barca, sentì Gesù che gli diceva: "Vieni!" avrebbe potuto confessare che Gesù era il Signore, e tuttavia restare al sicuro nella barca. Solo quando fece il primo passo, uscendo dalla barca e avviandosi sulle acque, solo allora la sua fede diventò qualcosa di reale, di tangibile, al di là di ogni dubbio. Fu questo il suo atto di fede, di fiducia nelle parole di Gesù: una fede in azione.

 

 

(37)Ma è così per ogni aspetto della vostra vita? Confessate con le labbra, credete col cuore e fate

dei passi con i piedi? Quando S. Pietro, stando sul bordo della barca, sentì Gesù che gli diceva: "Vieni!", avrebbe potuto confessare che Gesù era il Signore e continuare a stare nella barca. Solo quando intraprese il primo passo fuori dalla barca e sull'acqua la sua fede diventò una realtà oltre ogni dubbio. Fu  questo il suo gesto di fiducia nella parola di Gesù - fede in azione.

 

 

(38)Il centurione assicurò a Gesù di credere che Egli avrebbe potuto guarire il suo

servo anche da lontano, e una volta che Gesù avesse pronunziato la parola opportuna era pronto a tornare a casa. Questa era fede in azione, una fede che si reggeva salda; così Gesù gli disse:

 

"Va'; hai creduto, e sia fatto secondo la tua fede." (Mt 8,13)

 

Se invece avesse insistito perché Gesù andasse con lui, per verificare se le parole dette a sulla guarigione del suo servo erano vere, non sarebbe stata fede.

 

 

(39)Quando la donna che soffriva di perdite di sangue toccò il Suo mantello, certa che sarebbe

bastato quel tocco a guarirla, questa fu fede in azione. Gesù le disse:

 

"Coraggio, figliola, la tua fede ti ha guarita." (Mt 9,22)

 

La donna non si limitò a riconoscere Gesù e neppure ad avere fiducia in Lui: agì sulla base di ciò che riconosceva e in cui credeva. Ed è proprio questa la fede vera, la sola fede, la FEDE IN AZIONE. É una fede viva.

 

 

(40)Nella Messa parliamo di "Abramo, nostro padre nella fede." Divenne nostro padre nella fede

quando obbedì al comando di Dio di andare nel deserto senza sapere dove. Ebbe ancora piena fiducia in Dio quando acconsentì ad offrire Isacco in sacrificio, perché "pensava che Dio è capace di far risorgere anche dai morti" (Eb 11,19). E voi, fareste una cosa simile? Questa è fede totale.

 

 

La fede é visibile

 

(41)   Le opere sono la prova finale della fede. Gesù ce lo dice con grande semplicità:

 

"Voi siete Miei amici, se farete ciò che Io vi comando." (Gv 15,14)

 

La misura della nostra fede la troviamo nella nostra disponibilità a fare la volontà di Dio in ogni istante della nostra vita.

 

 

(42)Nel timore che i primi cristiani avessero dubbi a questo proposito, S. Paolo affermò di

aver ricevuto la "grazia dell'apostolato (ossia la missione apostolica di predicare) per ottenere l'obbedienza alla fede." (Rom 1,5). Ovviamente ricordò loro che con la fede si riceve anche la forza per quell'obbedienza. Non si tratta di uno sforzo personale.

 

"Gloria a Colui che ha il potere di confermarvi (di darvi la forza per vivere) secondo il vangelo che Io annunzio....." (cf. Rom. 16,25; 27)

 

Se ti pare di combattere da solo, ti manca la fede. La fede conferisce la forza necessaria per la battaglia della vita cristiana.

 

 

(43)Quando S. Giacomo dichiara che la fede deve essere un atteggiamento del cuore esternato in

azioni buone, in realtà riesce ad esprimere in maniera efficacissima la necessità di una fede viva:

 

 

(44)"Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? Forse che quella fede può salvarlo?  ...Ma vuoi sapere, o insensato, come la fede senza le opere è senza valore? ... Vedete che l'uomo viene giudicato in base alle opere e non soltanto in base alla fede." (Gc. 2,14; 20; 24).

 

 

La fede da potenza

 

(45)      Al termine della Sua vita Gesù ci offrì questa assicurazione contro cui avremmo potuto

mettere alla prova la nostra fede:

 

"In verità, in verità vi dico: anche chi crede in Me, compirà le opere che Io compio e ne farà di più grandi, perché Io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome Mio, la farò perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Qualunque cosa chiederete nel nome Mio, la farò." (Gv 14,12-14)

 

 

(46)      Crediamo davvero fino al punto di aspettarci di compiere opere persino più grandi di quelle

compiute da Gesù? Il nostro desiderio dovrebbe essere quello di fare passi concreti nei confronti di tutte le promesse di Dio e poi di aspettarci perfino i miracoli. E il nostro atteggiamento a questo proposito costituisce una delle prove più sicure della nostra fede.

 

S. Paolo lanciò una sfida ai Corinzi proprio in relazione a questo tipo di prova. Disse loro:

 

"Esaminate voi stessi se siete nella fede, mettetevi alla prova. Non riconoscete forse che Gesù Cristo abita in voi? A meno che la prova non sia contro di voi! In caso negativo, avete fallito la prova!. (2 Cor. 13,5-6)

 

S. Paolo afferma che se non agiamo come persone consapevoli di avere in se stesse la potenza di Dio, la nostra fede non ha superato la prova. Questo è di sicuro un argomento che richiede una lunga e profonda meditazione da parte di tutti noi.

 

 

I gradi della fede

 

(47)      A proposito dei vari tipi di risposta alla fede, Gesù volle raccontarci la parabola del

seminatore, dove ci dice che mentre la fede è offerta a tutti, molti rispondono con generosità, altri non troppo generosamente, altri ancora in maniera solo temporanea, oppure non rispondono affatto. Ci ha parlato del seminatore il  cui seme (la Parola di Dio) non ha portato lo stesso frutto (la fede) perché alcuni che gli hanno prestato ascolto non avevano radici in sé; altri hanno permesso che fosse soffocata dalle ricchezze e dall'egoismo; altri ancora hanno consentito al diavolo di portargliela via. Persino le persone che ricevono la Parola di Dio con fede sincera, potranno rispondere in vari modi: bene, abbastanza bene o non troppo bene, a seconda dell'atteggiamento del cuore (Mc 4,1-9; 13-20). Ognuno di noi dovrebbe chiedersi se per caso non ha dimenticato che la fede deve crescere: essa, infatti, è un seme e non qualcosa di statico. Non la si può raffigurare come il talento che l'uomo ha messo in disparte senza impiegarlo. (Vedi Mt 25,25)

 

Pregate per poter ascoltare e accogliere nel profondo del cuore la formula che Gesù stesso ci dà per una fede profonda:

 

"Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che dopo aver ascoltato la parola con cuore nobile e generoso (CEI = buono e perfetto), la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza" (Lc 8,15)

 

Tutti dobbiamo pregare per avere quel "cuore nobile e generoso", perché è il dono più grande di tutti.

 

 

La fede é un dono di Dio

 

(48)      Non si può fare niente per conquistare la fede: questa va cercata nella preghiera e accettata

come dono immeritato. Di solito ci viene comunicata mediante l'ascolto della parola di Dio e attraverso l'esperienza della comunità cristiana:

 

"La fede viene da ciò che è predicato" (cf. Rom 10,17)

 

"Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede: e ciò non viene da voi ma da Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera Sua, creati in Gesù Cristo per vivere la vita buona = per le opere buone) che Dio ha predisposto che  noi vivessimo." (Ef. 2,8-10)

 

Il dono della fede viene dato solo a chi ha il cuore di un fanciullo.

 

 

(49)   Il cuore di fanciullo è di per sé un dono. Ricordate la preghiera di Gesù?

 

"Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Si, o Padre, perché così è piaciuto a Te." (Mt 11,25-26)

 

Pregate ogni giorno per avere davanti a Dio il cuore di un bambino.

 

 

La fede é povertà di spirito

 

(49)      Il sermone più importante di Cristo fu il Discorso della Montagna, che racchiude una

presentazione della Sua linea di condotta. Leggilo spesso per intero, tutto di seguito. Si trova nel vangelo di Matteo, dal 5° al 7° capitolo. Gesù lo cominciò in questo modo:

 

"Beati i poveri di spirito, perché di essi è il regno dei cieli." (Mt 5,3)

 

Questa povertà di spirito è la caratteristica di chi ha nel cuore il giusto atteggiamento davanti a Dio: l'atteggiamento della fede. I "poveri di spirito" sono quelli che sanno di non avere niente in se stessi; che sanno di non potersi salvare da soli, con le proprie forze, e che riconoscono quindi il bisogno continuo di ricevere l'aiuto della potenza di Dio. Sanno di essere peccatori e impotenti ad aiutare se stessi, perciò confidano nella potenza e nella guida di Dio. Il loro cuore è pronto a ricevere il dono della fede.

 

 

Il Vecchio Testamento

 

(51)   I santi del Vecchio Testamento ebbero tutti questa disposizione del cuore, che si esternò in un

atteggiamento di ricerca, di ascolto e di prontezza a seguire la volontà del Signore. Furono totalmente disponibili al loro Signore perché accettarono il Suo amore e il privilegio che venne loro dato di appartenerGli.

 

"E che dirò ancora? Mi mancherebbe il tempo, se volessi narrare di Gedeone, di Barak, di Sansone, di Iefte, di Davide, di Samuele e dei profeti, i quali per fede  conquistarono regni, esercitarono la giustizia, conseguirono le promesse, chiusero le fauci dei leoni, spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, trovarono forza nella loro debolezza, divennero forti in guerra... Eppure tutti costoro, pur avendo ricevuto per la loro fede una buona testimonianza, non conseguirono la promessa: Dio aveva in vista qualcosa di meglio per noi, perché essi non ottenessero la perfezione senza di noi." (Eb 11, 32-34; 39-40)

 

Noi che abbiamo questo "qualcosa di meglio" in Cristo, possiamo guardare anche a tutti i santi della Chiesa, a partire da Maria Santissima fino ai santi dei nostri tempi, come a tanti altri testimoni della fede.

 

 

(52)      La fede di Maria fu totale, e lo dimostra la sua risposta alla richiesta di Dio di diventare la

madre di Suo Figlio. Le sue parole alla fine furono parole di sottomissione, di riverenza e di disponibilità a fare a volontà di Dio:

 

"Sono la serva del Signore, avvenga di me quello che Tu hai detto." (Lc 1,38)

 

In queste parole, espressione di una fede perfetta, abbiamo il modello di come si dovrebbe rispondere al Signore per l'intera Chiesa.

 

 

(53)      Lo stesso Gesù ci diede l'esempio della risposta perfetta nella fede quando, davanti alla tortura

e alla morte, pregò così:

 

"Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la Mia, ma la Tua volontà." (Lc 22,42-43)

 

 

(54)      Quando avremo questa disposizione del cuore davanti a Dio, saremo in grado di dire con S.

Paolo:

 

"Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato Se Stesso per me." (Gal 2,20)

 

 

(55)   Ecco allora che possiamo esortarci a vicenda attraverso un altro passo degli Ebrei:

 

"Anche noi dunque, circondati da un così gran nugolo di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo lo sguardo fisso su Gesù, autore della fede e Colui che la perfeziona." (Eb.12,1-2)

 

Per mezzo di questa fede riceviamo il dono supremo di Dio: lo Spirito Santo.

 

Nel prossimo capitolo ci occuperemo proprio di questo argomento, e pregheremo per comprendere e poi ricevere il dono dello Spirito Santo.

 

 

Una preghiera:

 

Padre celeste, dammi una fede viva;

una fede per la quale io non solo accetti ciò che Tu mi insegni,

ma anche agisca ogni giorno in base al Tuo insegnamento.

Dammi la fede che mi porti ad arrendermi  a Te

con piena fiducia, come un bimbo si arrende al genitore che lo ama.

Ora voglio impegnarmi totalmente con Te.

Fa' di me quello che vuoi.

 

 

Punti di discussione

 

1.       Discutere su quanto segue: "La fede richiesta da Gesù è un atto di fiducia e di abbandono di sé per mezzo del quale ci affidiamo completamente alla Sua potenza e alla guida della Sua parola."

 

2.       In che modo è possibile paragonare la fede cristiana alla relazione esistente tra genitore e figlio?

 

3.       Quali sono alcuni dei segni che Dio ci ha dati del Suo amore?

 

4.       Elencate alcune delle promesse di Dio sulle quali dovremmo agire per fede.

 

 

 

 

 

Revisione

 

 1.      La nostra fede è data per scontata.                                                                                    V     F

 

 2.      É importante accertarsi di essere nella fede.                                                                     V     F

 

 3.      La fede può avere delle lacune e quindi può crescere per tutta la vita.                             V     F

 

 4.      La fede profonda ci porta ad avere meno paura di quei cambiamenti che non sono fondamentali.                                                                                                                      V     F

 

 5.      I cambiamenti nella legge della Chiesa danneggiano i cristiani                                         V     F

 

 6.      Senza la fede è impossibile piacere a Dio.                                                                          V     F

 

 7.      La fede può essere sostituita da un'ottima vita morale.                                                       V    F

 

 8.      É del tutto possibile ascoltare la parola di Dio senza capirla spiritualmente.                     V     F

 

 9.      La fede è amicizia con Dio.                                                                                                 V    F

 

10.     Il bambino, per natura, non ha fiducia negli altri.                                                                V    F

 

11.     Il cuore di un fanciullo legge con facilità i segni dell'amore del genitore.                          V    F

 

12.     Se il nostro cuore non diventa simile a quello dei bambini, non possiamo essere salvati.  V    F

 

13.         Ogni persona intelligente riuscirà a leggere e ad accettare automaticamente i segni di

         Dio.                                                                                                                                       V    F

 

14.     É possibile ascoltare senza credere.                                                                                   V     F

 

15.     I miracoli di Gesù erano un invito alla fede.                                                                      V     F

 

16.     La Chiesa e i sacramenti sono segni dell'amore di Dio per noi.                                         V     F

 

17.     Se la fede è sincera deve implicare la fiducia nella Parola di Dio.                                     V     F

 

18.         La fede può essere valutata dalla misura in cui il nostro agire si basa sulla Parola di

          Dio.                                                                                                                                     V     F

 

19.         Il nostro atteggiamento verso la sofferenza può davvero costituire una prova della

          misura della nostra fede.                                                                                                    V     F

 

20.         Si ha la prova migliore della fede quando essa richiede che si agisca sulla base della

          Parola di Dio.                                                                                                                      V     F

 

21.     La fede ci dà il potere di vivere la Parola di Dio.                                                               V     F

 

22.     Possiamo ottenere la fede studiando semplicemente un corso di teologia.                        V     F

 

23.     La lettura di questo libro farà aumentare automaticamente la vostra fede.                        V     F

 

24.     La fede è un dono di Dio, che dobbiamo chiedere nella preghiera.                                   V     F

 

25.     Maria espresse la sua fede nel momento in cui si offrì completamente a Dio.                  V     F