Fondamenta Cristiane

 

L’IMPORTANZA DI CONOSCERE LA STORIA

 

Charles Simpson

 

(Da audio-cassetta)

Traduzione di Anna Maria Peselli

 

Oggi non mi sento chiamato a parlare su ciò che accadrà in futuro, ma a dare un messaggio che ci preparerà a qualunque cosa potrà accadere, e lo Spirito Santo ci metterà poi in grado di affrontare quanto è necessario. Infatti, non sarà certo la conoscenza del futuro a prepararci agli eventi che devono accadranno; ma se cammineremo con  lo Spirito Santo, quel cammino ci cambierà e ci preparerà.

 

            Nel Salmo 105 abbiamo una interpretazione della storia. Vi è una tendenza generale, per ciascun partito o paese, a reinterpretare  la storia a seconda della loro convenienza o scopi, e la stessa storia vista da due angolazioni diverse viene descritta in modi totalmente diversi. Per il lettore è quindi importante identificare la propria posizione.

 

      Molti di noi carismatici si sono lanciati nell’avventura dello Spirito senza avere grandi conoscenze di quanto Dio ha fatto in passato nella storia. Una giusta interpretazione di quanto accade è importantissima, e ora vogliamo cercare di capire l’importanza di comprendere  ciò che Dio sta facendo oggi nella storia del popolo di Dio.

 

          In Atti 7 Stefano espose la propria interpretazione della storia, e concluse con questa dichiarazione: “Generazione testarda! Resistete sempre allo Spirito Santo!” E tale interpretazione non risultò troppo popolare presso gli studenti dell’epoca, che pensarono bene di lapidarlo.  Nella Scrittura si può vedere diverse volte che l’autore si ferma e riassume; anche Paolo lo fa. Ma chi ascolta, difficilmente vede le cose in quella luce.

      Vi sono molti modi di vedere la storia, e la stessa persona può guardare allo stesso evento e ricavarne due interpretazioni interamente diverse. Per questo credo sia importantissimo permettere allo Spirito Santo di interpretare la Storia per noi: non quella passata, ma quella dei nostri tempi.

 

      Nel Salmo 105 Davide si ferma ed interpreta la storia. Aggiorna la gente e dice loro cosa ha fatto Dio in passato per il Suo popolo. É essenziale capire non solo ciò che Dio ha fatto, ma anche ciò che sta facendo oggi nella storia. Moltissime persone tuttavia, anche cristiane, e perfino cristiani pieni di Spirito Santo, non capiscono cosa sta accadendo a livello spirituale. In una occasione Dio Padre disse: “Questo è il Mio Figlio diletto, nel quale mi sono  compiaciuto,” e la Scrittura riferisce che alcuni dei presenti dissero: “C’è stato un tuono!”, il che significa essere un poco di fuori!

 

      Magari oggi Dio può dire qualcosa di importantissimo, e alcuni possono capire che è stato un tuono! La differenza è enorme, perché se è Dio che ha parlato, vi siete perduti quello che ha detto! Per mezzo della Parola di Dio noi siamo liberati e salvati.  E’ perciò importante imparare ad ascoltare, in modo che lo Spirito Santo possa dirci cosa sta accadendo.

      Può accadere qualcosa proprio sotto i nostri occhi e magari noi non gli diamo troppo valore, o gli attribuiamo un valore sbagliato, diverso da quello inteso da Dio.

 

 

Cercare Dio, o cercare i suoi doni e le sue grazie?

 

 I primi 7 versetti del Salmo 105 ci comandano di considerare ciò che Dio ha fatto nella storia. Il versetto 3 dice: “Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.”

      E’ diverso cercare Dio dal cercare i Suoi doni, le Sue grazie, le Sue rivelazioni. Chi cerca i doni, quando li trova si ferma. E lo stesso dicasi delle grazie e rivelazioni. Ma chi cerca Dio non si ferma finché non  trova Dio. Il fatto di cercare Dio non ci porta solo in particolari doni e grazie, ma IN DIO STESSO. E Dio ha detto che a chi lo cerca mostrerà cose che non mostra agli altri. E’ quindi importante che le guide della Chiesa insegnino alla gente a cercare il Signore, perché questa è una priorità e la Scrittura dice che cercare il Signore è cercare la fonte della vita.

 

      Cornelio era un ricercatore di Dio e, pur essendo pagano, Dio gli mostrò la via per farsi trovare in maniera totale. Chi cerca Dio con tutto il cuore, Lo trova. Non conosco nessuno che Lo abbia cercato con tutto il cuore e non Lo abbia trovato. Proprio questa è la risposta a molti problemi della gente: cerca Dio con tutto il tuo cuore, e Lui ti metterà nella prospettiva giusta.

 

     Talvolta Dio si nasconde per spronare al massimo la nostra ricerca e la totalità del desiderio, la sete profonda di Lui. Allora più nulla ci andrà bene, e le cose di prima non ci piacciono più. Ma se decidiamo di metterci con passione a cercare Dio, Lo troveremo, alleluia! Dio cambierà la nostra vita, ci darà una vitalità ed un entusiasmo nuovi, una fiducia immensa, ci riempirà di Sé, ci incendierà del Suo amore. Se cercheremo il Signore, Lo troveremo, e poi non sapremo cosa fare con quella ricchezza! Ma Dio potrà scuoterci, voltarci, e metterà in luce tante cose valide in noi.

     E’ stupendo cercare Dio. Non sapete cosa state cercando, ma sapete Chi. E la gioia che viene a chi cerca il Signore non è dovuta alle circostanze, ma al fatto che, come dice la Bibbia: “Chi cerca il Signore ha motivo di essere contento, perché alla presenza del Signore è gioia per sempre.” Ed è la presenza del Signore a dare la gioia.

 

Gioia alla Sua presenza

 

La presenza del Signore dà sempre gioia, che è proprio un segno di  quella presenza. La Scrittura dice che anche nella valle delle lacrime c’è gioia alla presenza del Signore. Persino in prigione Paolo era felice quando la gloria di Dio si manifestava tra i prigionieri dopo la lode e il canto. E lo stesso dicasi di moltissime altre circostanze della Bibbia, e della mia vita personale e della vita di tutti quelli che hanno sperimentato il Signore. Una vera evidenza della presenza di Dio  è la gioia del Signore in mezzo al Suo popolo, ed un SEGNO dello Spirito Santo che si muove tra il Suo popolo è la presenza del riso, della gioia, dell’allegria.

 

     Se non proviamo gioia, attenzione o interesse per la gente, possiamo sapere che stiamo tornando indietro nella vita spirituale! Se vi recate ad un incontro di preghiera e vi trovate una serietà eccessiva, tristezza, facce lunghe e tristi, lì c’è qualcosa di spiritualmente sbagliato. Non c’è libertà.

 

Ricercate di continuo il Signore

 

 La Scrittura dice anche che il Signore vuole essere cercato di continuo. Non si cerca il Signore una volta nella vita, punto e basta. Cercare il Signore è un modo di vivere. Significa  dovunque siamo, cercare la voce del Signore, il Suo tocco, cercare di  avvertire il Suo Spirito!

 

      Il mio bambino di quattro anni mi ha fatto capire come si deve cercare il Signore quando cerca la mamma  e non la trova. Va avanti nella ricerca, ma alla fine si mette anche a gridare per farsi sentire, se è nei dintorni. E non si ferma finché non l’ha trovata!

 

      Cercare il Signore è un atteggiamento che non deve limitarsi al tempo dell’incontro di preghiera, ma che deve trasferirsi a tutta la vita.

 

 

La presenza di Dio negli incontri di preghiera

 

 Possiamo cominciare a cantare quando ancora il Signore  non fa avvertire la Sua presenza, ma non potremo avere profezie né predicare, senza di Lui. Se predichiamo senza di Lui avremo dei brutti incontri di preghiera. Non esiste una preghiera speciale, o una formula che garantisca la Sua presenza. Vorrei che fosse così e che Lui benedisse sicuramente l’incontro, ma non lo è.

 

    Se diciamo le cose che vogliamo dire noi, non saranno accompagnate dalla potenza del Signore e non avranno risultati su nessuno. Dio ci lascerà agire da soli, e senza frutto.

 

 

Cercate il Signore e la Sua potenza

 

Il Signore può anche darci un messaggio che viene davvero da Lui. Ma se una volta ricevuto il messaggio, presumiamo di avere la certezza dei risultati positivi che seguiranno la comunicazione dello stesso ai fratelli, senza aver nel frattempo cercato di continuo il Signore ed aver imparato a contare sulla Sua forza per comunicare il Suo messaggio, potremo avere delle lezioni dolorose da imparare. Saranno tuttavia  lezioni, e ci saranno utili se guarderemo a Dio e non a noi stessi: 

·         Non è necessario soltanto ascoltare qualcosa dal Signore,

·         Ma è indispensabile anche la forza di Dio per fare quanto egli ci ha chiesto

·         Dopo aver ascoltato la sua voce.

·         Avete bisogno dell’aiuto di Dio, che Lui cammini al vostro fianco.

 

É proprio questo che fa il Signore, se glielo chiediamo. Altrimenti ci lascia agire da soli, anche sulla base di ispirazioni precedenti;  il messaggio allora cadrà nel vuoto, non darà risultati perché  sarà impotente.  Dobbiamo imparare a camminare uniti a Lui, a contare sulla Sua forza.

Non si tratta di imparare dei metodi. Ciò talvolta può aiutare, ma nulla potrà sostituire il cammino che Dio ci chiede di fare di continuo con Lui.

 

 

L’Alleanza

 

Leggiamo i versetti da 8 a 15 del Salmo 105: quando incontriamo Dio, non incontriamo solo Lui, ma l’Alleanza. I primi 7 versetti ci  raccomandano di cercare di continuo il Signore e la Sua forza, ma il versetto 8 dice che Dio: “Ricorda sempre la Sua alleanza.” Dio è un DIO dell’Alleanza, e la Sua natura è alleanza.

    Cos’è l’amore di alleanza? E’ un amore che ama l’amore di Dio, la Sua volontà e il Suo popolo più di se stesso. E’ un amore altruistico, che mette Dio al primo posto.

 

    I cristiani sono rimasti a lungo divisi nell’opinione sulla Trinità. Si era confusa UNITA’ con uguaglianza: cioè, per essere uniti era necessario essere simili. Su tale base era impossibile prevedere l’unione delle varie confessioni cristiane, viste le loro differenze teologiche, e sarebbe stato impossibile farlo senza compromessi. UNITA’ non è lo stesso cosa che  similitudine.

    Il matrimonio ne è una prova lampante. Un uomo e una donna non sono uguali, ma sono uniti. Tutti sappiamo quali sono le differenze tra loro, eppure la Scrittura dice che “diventeranno una cosa sola,”  e non certo prendendo l’identità del sesso opposto (anche se a volte oggi accade, e la Bibbia lo definisce ‘degenerazione’). L’uomo e la donna diventano uno coltivando una relazione tra loro e facendo una alleanza. E da quel momento, agli occhi di Dio sono uno, perché:

·         La natura dell’alleanza è deporre la vostra vita per l’altra persona,

·         É impegno reciproco e sacrificio di se stessi,

·         É cercare il vantaggio dell’altro a costo del vostro svantaggio.

La Bibbia dice che è questo il tipo di uomo che Dio cerca. Ed è questa la base per l’unità, l’amore di alleanza. Non si tratta di aggiustare la vostra teologia o le varie cose su cui non siamo d’accordo. Se camminiamo nell’alleanza, le nostre differenze non mineranno la nostra unità ma anzi, la rafforzeranno, perché portiamo cose diverse all’impegno di alleanza.  

Alleanza è Unità

 Il motivo per cui Gesù poteva dire che “Io e il Padre siamo una cosa sola”, non era solo perché entrambi partecipavano alla stessa natura divina, ma perché avevano tra loro un’alleanza d’amore che impediva loro di seguire i propri interessi. Nella Trinità vi è un’unità totale di Alleanza: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non agiscono  mai in maniera diversa l’Uno dall’Altro. Hanno personalità diverse, ma sono totalmente uniti nell’amore di alleanza.

 

     L’amore di alleanza e’ al centro della natura di Dio. La Bibbia dice che: 

·         Dio “ha” potenza, “ha” saggezza;  ma che

·         Dio “è” amore. 

Quando cercate Dio, non trovate solo Lui, ma scoprite anche l’alleanza, perché Dio è il Dio dell’Alleanza.

 

     Dio ha un’alleanza che mantiene per mille generazioni (v.8). E’ la Parola a garantirlo, e se supponiamo che una generazione sia di 45 anni, ciò significa che la Sua Parola vale per 45.000 anni! Non vi è quindi pericolo che scada!

 

Chi cerca Dio, trova l’Alleanza. Quando cercate Dio, trovate la Parola eterna che ha toccato Abramo, Davide, Mosè e tutti. Quindi non incontriamo solo Dio, ma la Sua fedeltà, che è un altro aspetto della Sua natura. Arriverete a capire la preghiera di Gesù in Giovanni 17: “Che tutti noi possiamo essere uno, come Lui e il Padre sono uno.”

 

     L’amore di Dio è un amore di alleanza, che significa “essere legati insieme.” E allora sarà una sola  volontà ad operare. Quando arrivate all’alleanza col  Padre, con Gesù e con lo Spirito Santo, diventate una cosa sola con loro; e quando vi riunite con il popolo di Dio, siete in alleanza con loro, una cosa sola con quelli che partecipano alla stessa alleanza.

·         Non in uguaglianza, non in uniformità ne’ in conformità.

·         Ma è nel giogo del Signore Gesù Cristo. Quando Egli disse: “Prendete il mio giogo e imparate da me,” parlava della Sua alleanza. E’ un legame.  

Chi cerca Dio giunge all’alleanza, e in questa trova le promesse del Signore per il Suo popolo.

 

Le promesse dell’alleanza - Le promesse dell’alleanza sono molte, ma il versetto 11 del Salmo 105 dice: “Ti darò il paese di Canaan come parte della tua eredità.” E’ questa la parola che ha ricordato qui Davide.

 

Un posto per il popolo di Dio - L’alleanza promette un posto per il popolo di Dio, uno spazio dove stare. Quando scoprite Dio e la Sua alleanza col Suo popolo, scoprite che Egli vi farà spazio, vi darà un luogo dove stare. Alleluia!

 

Lotta per difendere le sorgenti -  Quando Isacco tornò sulla via del Padre, scavò di nuovo i pozzi di Abramo, coperti di sabbia dai Filistei. Ma quando trovava l’acqua viva, scendevano gli avversari perché volevano rubare quei pozzi, ed era necessario lottare per difenderli.

     Se scoprite qualcosa di buono, ci sarà da lottare perché si desterà l’inimicizia dei vicini. Dove non si capisce l’alleanza, può esserci l’acqua, ma ci sarà anche contesa, e non potrete godere a lungo di quell’acqua. Allora vi spostate, scavate ancora, ed ecco altra inimicizia, gelosia; nello spirito degli avversari si formerà come una barriera che impedirà di avere relazioni con loro. E non potrete far niente per interrompere quel ciclo perverso! Sarebbe necessaria la riconciliazione, e funzionerebbe, ma non si possono costringere gli altri a riconciliarsi. 

 

     Chi vuol essere “spirituale” vorrebbe l’unità ad ogni costo, ma voi potete scusarvi, confessare la vostra parte di peccato e scontrarvi con la freddezza e l’indifferenza dell’altra parte. Vi sono persone che, per quanto vi umiliate e confessiate, non cambieranno atteggiamento perché in loro vi è inimicizia, cosa che impedirà loro di farvi godere assieme ad esse l’acqua che avete scoperto. Non resta che scavare ancora. E alla fine, nessuno verrà a contendere. Alleluia!

 

Vi è un posto in cui si può godere dell’acqua viva, Dio lo ha promesso. Là potremo godere dell’abbondanza delle promesse di Dio.

 

      Dio ha scelto il popolo di Israele, che probabilmente è il più odiato di tutti i tempi: per inimicizia, per motivi umanamente inspiegabili. Essere gli eletti di Dio comporta anche delle difficoltà. Ma Dio troverà un posto al Suo popolo, e come lo trovò per gli Israeliti, lo troverà anche per il Suo popolo di questo secolo.

 

      É tuttavia interessante scoprire, al versetto 13, che per un lungo periodo essi hanno vagato. Dio indicava una terra, ed era occupata. Abramo fece molti sbagli nel suo vagare, proprio come noi. Seguire il Signore ci porterà a fare degli errori, e gli altri ci criticheranno. E’ quindi più comodo stare fermi e criticare gli altri che stanno seguendo il Signore.

 

Abramo - Anche Abramo fece i suoi errori nel cercare il Signore: a volte sbagliò e disse delle bugie. Di sua moglie disse che era sua sorella, e preferì che un altro uomo la avesse, pur di non dover combattere e doversi difendere per lei. Non fu certo il comportamento di un buon marito! Anche a lei  fece dire al re Abimelec di essere sua sorella. Potete anche pensare che Dio sia leale in termini umani, ma non è così. Dio fa quello che vuole, e quello che fa è giusto!

 

Abimelec prese in casa sua la moglie di Abramo, e poi sognò Dio che gli diceva che sarebbe morto, perché aveva con sé quella donna. Ma lui non  sapeva che era la moglie di Abramo! Dio allora gli disse che se avesse chiesto ad Abramo di pregare per lui, tutto si sarebbe sistemato. “Chiedere a quel bugiardo di pregare per me? Lui,  che quasi mi ha fatto morire? E io devo pregare per lui?” – “Lui è il Mio eletto!” Questo dice la storia.

 

Sapete quando cominciano i guai? Quando volete cercare di far agire Dio come volete voi, anziché fare come Lui vuole. La Scrittura dice che Dio rimprovera i re per i Suoi eletti, ed è proprio ciò che avvenne qui;  il fatto si ripeté anche in Egitto.

 

Se cercate Dio con tutto il cuore, Lo troverete. Ma non lo troverete se siete ambigui, ipocriti, se cercate di ingannare qualcuno. Ma anche se Lo trovate, non Lo troverete certo tutto insieme, e tra il trovarlo e il vedere le promesse compiute farete degli errori. Tuttavia, non permettete agli errori di deprimervi al punto di non potervi rialzare e riprendere il cammino.

 

Vorreste esser perfetti come Gesù, ma quando vagate per trovare la vostra eredità, il vostro posto, inciamperete e farete sbagli. Per questo avete bisogno di fratelli e sorelle della stessa alleanza. L’alleanza non vi terrà fuori  dai guai, ma ve li farà attraversare bene.

 

Dio e le prove come mezzo per spronarci

 

I versetti 16-24 del Salmo 105 svelano il piano di Dio per un lungo periodo: Dio mandò la carestia sul paese, poi formò Giuseppe come guida – ma prima questi dovette attraversare tante prove, e poi fu messo a capo di molte cose, fu riconosciuto per la sua saggezza; e se ci fu un esilio per il popolo di Dio, Dio rese il Suo popolo più forte dei suoi nemici. Dio rivela la Sua alleanza a chi Lo cerca, ed è Lui il responsabile dell’esecuzione della Sua Parola e del procedimento che la porterà a realizzarsi.  

·         Dio non solo si lascia trovare da chi lo cerca;

·         Non solo rivela la sua alleanza a chi lo ha trovato;

·         Ma e’ colui  che fa avverare le sue promesse nella vostra vita,

·         Ed e’ il responsabile di come ciò avverrà.

Ma il modo in cui avverrà non sarà quello che pensavate voi. 

Abramo ebbe la promessa della terra di Canaan, ma non solo non la ottenne subito: fu prima condotto in Egitto e poi  ridotto in schiavitù.

 

     Dio può farti una promessa, ed è stato proprio Lui a farla. Ma prima che venga realizzata possono esserci dei periodi di prova che, sempre per Sua volontà, ti mostrano qualcosa di assai diverso dalla promessa. Il popolo di Israele prima della Terra Promessa ebbe la schiavitù. Se arrivi alla terra promessa e Dio ha altre prove da farti superare, Egli ha un modo tutto Suo per convincerti ad andare per la strada giusta.  Se ti dicesse di lasciare la terra promessa non la lasceresti, perché sei sicuro che è stato Dio a dartela. Perciò Dio mandò la carestia. Così ebbero un motivo valido per uscire dalla terra promessa.

 

     400 anni dopo, Davide poté dire: “Dio mandò la carestia …” Ma nessuno dei presenti disse la stessa cosa quando la carestia arrivò. Una cosa è vedere i fatti diversi anni dopo, ben altra cosa è riconoscere ciò che Dio sta facendo ora.

 

Vedere subito le vie di Dio - “Dio mandò un uomo davanti a loro, Giuseppe.” La guida non si limita ad andare davanti, ma è già passata attraverso ciò che poi passerà il popolo. Gesù ha detto: “Dove io sono, anche i miei servi saranno e passeranno quello  che io ho passato.”

    Se seguite qualcuno, passerete anche voi le sue esperienze, ed è bene incoraggiarlo, perché poi lui incoraggi voi. Mosè è stato 40 anni nel deserto perché poi anche il suo popolo sarebbe stato 40 anni nel deserto.

 

Giuseppe - Quando Dio fa una promessa, voi non potete cercare di immaginare COME la realizzerà, e vi saranno sicuramente problemi prima che si realizzi. Ma Dio ha il controllo della situazione.

     Per il popolo di Israele, Dio li portò fuori per 400 anni per farli crescere, ed insegnare loro a dipendere da Lui. Poi mandò Giuseppe, che scelse a soli 17 anni  attraverso una rivelazione. Dio disse: “Farò in modo che i fratelli non lo possano vedere, così lo faranno uscire dal paese, e lui li precederà in Egitto.” Così ci fu inimicizia nella casa di Giacobbe. Il sogno dei covoni poi fu il fatto scatenante che determinò la sua vendita. Nessuno lo capì.

·         La parola  del signore lo mise alla prova;

·         E metterà alla prova anche voi.

Dovunque andiate, Egli vi metterà alla prova. Giuseppe fu venduto, messo in prigione, calunniato dalla moglie di Putifar. E sempre leggiamo che “il Signore era con lui”, anche nelle prove più dure. Dovunque si trovava Giuseppe prosperava. Poi interpretò il sogno del Faraone, e fu messo a capo delle sue ricchezze. Egli ebbe molte disavventure, ma “il Signore era con lui” sempre. Non si arrabbiò con Putifar né con sua  moglie, non con le circostanze, né coi fratelli.

 

    Il Signore vorrebbe stare con noi, ma col nostro atteggiamento Lo facciamo scappare. Se ci vogliamo arrabbiare, vi sono momenti in cui abbiamo tanti motivi per farlo: la TV, la gente, la chiesa, gli automobilisti, i preti, e perfino Dio. In particolare se vi ha promesso la terra e poi vi porta nel deserto.

    Riguardo a Giuseppe, egli fu messo a capo di molte cose e poteva perfino mettere in prigione i principi, se si opponevano al suo piano. Nel Vecchio Testamento egli è il modello più vicino a Cristo.

 

Ecco il procedimento:

 

q       1. Cercare Dio

q       2. Trovare la fedeltà dell’alleanza

q       3. Dio fa sorgere delle guide

q       4. La prova della visione

q       5. La salvezza dall’ostilità.

 

q       1. Il procedimento inizia quando qualcuno cerca veramente il Signore. Quando cerchiamo il Signore con tutto il cuore, Lo troviamo, e da qui parte la restaurazione.

q       2. Quando la gente cerca Dio, trova l’alleanza: “Io sono il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe.” E scopre che ciò che ha promesso è ancora valido: la Sua Parola dura 45.000 anni.

q       3. Poi sorgono  le guide. Dio promette qualcosa a qualcuno e fa sorgere dei leader. Ma li mette alla prova perché quando dicono: “Dio ha detto…, abbiamo trovato il Signore…, e Dio ci ha mostrato la via…” sia la verità.

q       4. Il mondo li metterà alla prova perché è ostile alla Parola di Dio. La gente poi non troverà logico quello che dicono. Ma la strada che percorrono è quella di tutta la gente che trova la liberazione: è la via della salvezza.

q       5. Quando poi sono stati provati a sufficienza, Dio li libererà dalla prigionia, come ha fatto con Giuseppe  e con Mosè. Ma tra il primo e il secondo vi è una differenza fondamentale: Giuseppe ha capito, mentre Mosè non ha capito. Mosè era reticente a ricevere le sue responsabilità e cercava di tirarsi indietro, si arrabbiava ed agiva d’impulso. Avrebbe potuto essere l’archetipo  di Cristo, ma respinse il ruolo di sacerdote perché non parlava spedito. Fu scelto Aronne come prete, ma ciò fu causa di molti guai. Così lui non entrò nella Terra Promessa perché non aveva l’atteggiamento giusto verso ciò che Dio stava facendo, e la sua ira lo derubò della realizzazione delle promesse.

 

 Vedere i disegni di Dio

 

 Dalla Scrittura risulta che vi sono due tipi di uomini: uno che vede “dopo” quello che è successo, e uno che lo vede mentre sta accadendo. Ma pare che questi ultimi siano in pochi: Daniele e Giuseppe sono di questo tipo.

     Vi sono poi tre tipi di atteggiamento possibili  nel cammino con nostro Signore:

 

·         1.  La fuga – Riguarda quanti cercano l’estasi. Certo, vedremo il Signore, ma c’è un tipo di estasi che è solo fuga dalla realtà della situazione.

 

·         2.a) – Vi  è anche un altro tipo di fuga: pensare a quanto sarà bello lassù. Ma può essere bello anche qui. I materialisti ci fanno quest’accusa, ed hanno ragione!

Ma se incontriamo davvero Dio facciamo una scoperta sensazionale: dovunque si trovi, Dio è meraviglioso! E non cambierà in meglio se mi dite che quell’incontro avverrà dopo la morte; infatti, ho motivo di essere felice sin d’ora! Quest’altro tipo di fuga è dovuto all’ignoranza. Ciò che la gente non capisce, lo vuole ignorare. 

Ma se Dio  vuole farci affrontare una data situazione, dobbiamo farlo: Dobbiamo affrontare la società, la tv, la società umanistica,  ciò che sta accadendo nei vari luoghi, la crisi energetica, e il rapimento al cielo non avverrà prima che le cose peggiorino ulteriormente.

 

·         2.b) – Un altro atteggiamento che magari accettate è il negativismo: vi aspettate le tribolazioni. Ma poi cominciate ad arrabbiarvi, ad impazzire, ad avere paura. Cominciate a sviluppare un atteggiamento negativo, dimenticando che Dio ha il controllo di tutto ciò che succede e che la Sua Parola ci mette alla prova. Vi aspettate sempre il peggio; vedete solo il lato negativo delle cose e degli altri; vedete tutti cattivi, ovviamente tranne voi stessi. Ma dobbiamo restare attaccati a Gesù, aderire a Lui, ed è difficile.

 

= Se vi proponete di stare uniti a Dio e di combattere contro questo mondo malvagio e perverso, state accumulando spazzatura nel vostro spirito, che vi farà ammalare, impazzire, mentre Dio non potrà aiutarvi.

La rabbia, l’amarezza e il risentimento contro il mondo vi bruceranno alle opportunità di Dio. Anch’io in passato ho avuto di questi atteggiamenti, ma ho pregato Dio di cambiarmi, e Lui lo ha fatto.

Giuseppe invece non reagì contro nessuno. E il Signore fu sempre con Lui.

 

·         3. – Il terzo atteggiamento è quello  della salvezza. Potete essere una persona che fugge, un negativista o uno orientato verso la salvezza. 

Questo tipo di uomo ha una visione della grazia di Dio in arrivo, crede che Dio sia sovranamente al controllo della situazione ed è convinto che vedrà la salvezza del Signore.

 

Chi crede nella salvezza, sa che vi sarà una scappatoia e che vi saranno difficoltà; ma ciò che gli altri due tipi di persone non sanno è che lui non reagisce.

Vede la potenza di Dio nelle cose negative e si aspetta tutto da Lui. Se il male aumenta, tutto peggiora, lui lo riconosce e sa che potrà andare anche peggio. Ma sa anche di avere un patto con Dio, e si aspetta il Suo intervento.

Una mentalità sbagliata ci può accecare agli scopi di Dio, e l’ira e l’amarezza possono fare di noi uno strumento inutile, un martire inutile, che si alza quando avrebbe dovuto stare giù.

 

    É importante capire la storia, non solo quella passata ma quella in cui viviamo. Davide interpretò la storia passata, ma Giuseppe interpretò quella attuale: “Dio mi ha dato un sogno, ha permesso che fossi venduto, imprigionato. Dio è con me. Posso fare tutto con la Sua forza,  e Lo cerco di continuo.” E il sogno si avverò.

 

    Vi saranno guai, ma anche vie d’uscita. Vi saranno difficoltà mondiali sempre peggiori, e sempre la gente avrà profezie di disastri. Non sono le parole che vengono dette, ma lo spirito in cui vengono dette a fare la differenza, e che ne farà uscire grazia, paura o ingenuità. Il male va vinto col bene. Tutto opera per il bene di coloro che amano Dio. Alleluia!

 

            Le vostre intenzioni erano cattive, ma lo scopo di Dio era buono!”