Vivere la Parola - di Jim Durkin
Capitolo nono
La confessione coraggiosa
Quando
imparate a sviluppare il tipo giusto di raffigurazione di fede, guadagnate
qualcosa di immenso valore: la capacità di trasformare la vostra vita e quella
di coloro che ci circondano, secondo gli scopi di Dio.
Problemi,
ostacoli e circostanze saranno messi in secondo piano, e farete tentativi che
una volta ritenevate impossibili. Aumenterà la vostra fiducia, perché
comincerete a guardare alle situazioni nel modo in cui Dio le vede. Tuttavia,
affinché le vostre rappresentazioni di fede diventino realtà, dovete imparare a
praticare ciò che io chiamo il principio della confessione coraggiosa.
La
lettera di Paolo ai Romani illustra il modo in cui questi due princìpi
collaborano tra loro.
"Con il cuore infatti si crede per
ottenere giustizia, e con la bocca si confessa per avere la
salvezza" (Rm 10,10).
Quando
credete in qualcosa, dovete anche confessarlo apertamente e con coraggio.
"Chiunque Mi confesserà davanti agli
uomini, anch'Io lo riconoscerò davanti al Padre Mio che è nei
cieli" (Mt 10,32).
Quando
confessate con la bocca ciò che credete col cuore, vi impegnate. Ciò
dà inizio al processo per il quale i pensieri e le azioni si accordano con la
fede. Ben presto in voi tutto sarà conforme alla promessa, o illustrazione di
fede, fino al punto in cui ciò che credete diventa una realtà che tutti possono
vedere.
Spesso
ciò che confessate come verità può apparire esattamente l'opposto della realtà
esistente. Ma se credete alla Parola di Dio e la ascoltate come verità
assoluta, dovete solo fare una confessione coraggiosa.
Dio
è l'autore di molte confessioni coraggiose di fede. Disse ad esempio ad Abramo:
"Ti ho fatto padre di molte nazioni" in un momento in cui
Abramo e Sara erano fisicamente impossibilitati ad avere figli (Rm 4,17).
Abramo imparò a fare questa coraggiosa confessione di fede. Accadde
l'impossibile e la promessa divenne realtà.
I
risultati devono arrivare
Ora
mi scosterò per un istante dal principio della confessione coraggiosa per
precisare un elemento importantissimo nell'applicazione della fede. Correggerò
qualcosa di quanto ho già detto, per meglio chiarire il punto.
Potete
aver notato ciò che ho appena detto di Abramo: e la promessa divenne
realtà.
Ma
quando, qualcosa in cui abbiamo riposto fede diventa realtà? Non
in un secondo tempo, quando la vedremo manifestarsi, ma nel momento in cui
crediamo.
Gesù
rivelò questa verità quando disse: "Tutte le cose che chiederete nella
preghiera, credete di averle ricevute, e vi saranno concesse" (Mc
11,24).
Quando
pregate con fede secondo la volontà di Dio (cioè in conformità ad essa), riceverete
la cosa per cui pregate nel momento in cui la chiedete. Può
essere necessaria una vita prima che la promessa diventi realtà, oppure, come
nel caso di Abramo, possono essere necessarie generazioni prima che si
manifesti completamente. Per questo è così importante la virtù della pazienza
(Eb 6,12; 11,36).
I
Proverbi dicono: "Morte e vita sono in potere della lingua" (Prv
18,21).
Ciò
che diciamo e come lo diciamo, influenza enormemente la nostra vita.
Eppure pochi si rendono conto di dove possono arrivare gli effetti della
lingua. Snoccioliamo parole oziose invece di soppesarle con cura prima di
pronunziarle. Poi, quando ci rendiamo conto di cosa abbiamo fatto, desideriamo
non aver mai aperto bocca.
Giacomo
rivelò una delle chiavi della saggezza quando affermò:
"Sii sollecito ad ascoltare, lento nel parlare"
(Gc 1,19).
Anche
Salomone capì la saggezza insita nel controllo della lingua: "Quando
chiude le labbra è considerato prudente" (Prv 17,28).
Imparare
ad usare la lingua con saggezza è più che saper dire la cosa giusta al momento
giusto. Dobbiamo imparare ad usare l'incredibile potere della nostra parola per
parlare e confessare la verità della Parola di Dio, perché ciò che confesseremo
darà forma e contorno alla riuscita di ciascun giorno della nostra vita.
Una
giornata rovinata
Anni
fa, prima che iniziassi a praticare il principio di confessare la verità di
Dio, quando al mattino mi svegliavo guardavo fuori per controllare che tempo
faceva. Magari pioveva, ed anch'io non mi sentivo troppo bene. Anche se il
tempo era deprimente, sapevo di dover andare ugualmente a lavorare.
"Un'altra giornata terribile! Dicevo, perché deve essere così?"
Al
momento di uscire per recarmi al lavoro, la giornata si era sicuramente
conformata alla mia confessione ed era diventata terribile ed oppressiva. Tutto
andava di traverso. Se aprivo lo sportello della macchina, ero investito da un
getto d'acqua che scendeva dal tetto. Poi entravo in una pozzanghera e l'acqua
avrebbe sguazzato nelle mie scarpe. All'arrivo sul lavoro ero già di pessimo
umore e continuavo con le mie confessioni negative.
"Lo
sapevo. È proprio come pensavo. Un'altra giornata rovinata". Poi
aggiungevo: "Questa è opera di Satana: fa andare tutto a rovescio. Mi sta
tormentando".
A
sera, quando andavo a letto, non avrei potuto dormire bene per l'agitazione che
avevo nella mente. E la notte trascorsa nell'inquietudine e senza poter
riposare sarebbe servita solo a prepararmi ad un'altra giornata terribile. E
poteva andare avanti così fino al sabato, momento di agognata pausa. Ma anche
allora le cose sarebbero andate di traverso.
Un
giorno, leggendo la Bibbia, trovai un passo che descriveva il giorno che Dio
aveva creato: "È questo il giorno fatto dal Signore; rallegriamoci ed
esultiamo in esso" (Salmo 118,24).
Dapprima
pensai che stesse parlando di un giorno speciale (una festa o una vacanza). Poi
mi resi conto che Dio non stava parlando di un giorno particolare, ma di ogni
giorno. Lui aveva riempito ogni giorno di benedizioni, di abbondanza, di
prosperità, di lezioni da apprendere, di saggezza da ricavarne e di occasioni
per glorificare il Suo nome.
"Ma
come posso rallegrarmi ed essere contento se ho delle brutte giornate?" mi
chiesi.
Il
Signore interruppe la mia concentrazione su questa domanda e mi disse che prima
dovevo credere nella Sua Parola, confessarla ed agire su di essa.
Ogni
persona che porti a termine con successo i disegni di Dio, fa uso di questo
principio di fede: la confessione coraggiosa. Pur essendo consapevole
delle circostanze esteriori, che possono apparire contrarie al piano di Dio,
confessa la verità con coraggio dicendo: "Nonostante io veda tutto
questo, conosco la verità della Parola di Dio".
Quella
confessione non solo diventa una forza potente per cambiare una particolare
situazione, ma riesce anche a trasformare la persona che professa quella
verità. Consideriamo Abramo, uomo che ha messo in pratica il concetto della
confessione coraggiosa.
Abramo
davanti alle promesse di Dio
Quando
Abramo aveva novantanove anni, Dio gli disse: "Ti ho fatto padre di
molte nazioni" (Rm 4,17). Dio parlò come se il disegno fosse già stato
raggiunto. Dichiarò arditamente la verità. Era una confessione coraggiosa,
perché i fatti la contraddicevano.
Abramo,
a novantanove anni, era vecchio e impotente. Sara, poi, aveva novant'anni, età
in cui è difficile avere figli, e per di più era sterile.
I
fatti dicevano: "È impossibile". Ma Dio disse: "L'ho già
fatto".
Abramo
si trovò di fronte ad una scelta: poteva inseguire uno dei due ragionamenti
opposti, e prese la decisione che avrebbe determinato l'esito della sua vita.
Avrebbe potuto ragionare in questo modo: "La somma dei fatti è uguale
alla conclusione".
"Fatto numero
uno: il mio corpo è vecchio; fatto numero due: Sara ha novant'anni, troppo
vecchia per avere figli; fatto numero tre: Sara non ha mai avuto figli. Conclusione:
noi due non possiamo avere figli". È così che la razionalità umana
considererebbe la verità di Dio.
Dobbiamo
fare attenzione e non permettere che un tale metodo di ragionamento
caratterizzi il nostro modo di rispondere alla verità di Dio. Dobbiamo invece
imparare a pensare secondo i metodi di Dio; credere, confessare ed
agire.
Tutti
i fatti del mondo possono essere messi di fronte ad una dichiarazione di Dio, e
la persona saggia dirà: "Sì, vedo i fatti, e sembrano davvero convincenti.
Ne vedo tutte le possibili conclusioni. Perciò, ho solo una cosa da dire: la
Parola di Dio è verità".
I
fatti prendono vie diverse e cambiano, ma la Parola di Dio rimane in eterno.
Abramo
scelse la via di Dio. Non si mise a discutere con Lui, né cercò di correggere
la Sua grammatica o di reinterpretare quanto aveva detto. La Bibbia dice:
"Non ha vacillato con incredulità, ma si è rafforzato nella fede e ha
reso gloria a Dio" (Rm 4,20). Abramo era del tutto persuaso che Dio
avrebbe mantenuto la Sua promessa. E grazie alla sua fede Dio lo considerò
giusto, ed egli divenne il padre di molte nazioni.
Torniamo
ora a qualcosa che ho detto in precedenza. Abramo diventò padre di molte nazioni
nel momento in cui Dio gli fece la promessa e lui vi credette. Se la fede di
Abramo fosse stata costruita sulla base della ragione e della valutazione umana
delle circostanze, la sua non sarebbe mai stata una fede forte ed incrollabile.
Il modo in cui Dio manteneva la promessa era diverso da qualsiasi cosa Abramo
avesse mai creduto riguardo ai fatti della vita. Passarono un anno, poi due e
poi quasi venti: e ancora nessun figlio. Nonostante le circostanze, Abramo
continuò a credere in Dio, e a confessare la verità.
Finalmente
nacque Isacco, il figlio promesso.
La
confessione di un ragazzo: Davide
Ogni
circostanza, ogni ostacolo, ogni problema devono piegarsi e cambiare sotto
l'immensa potenza della Parola di Dio. Ma quella potenza verrà liberata solo
mediante l'applicazione della fede. Davide, il re d'Israele, esercitava il
potere di questa fede perché continuava a confessare con audacia la sua fede in
Dio.
Quando
i Filistei attaccarono il re Saul e gli Israeliti, Davide era ancora un
giovanetto, il più giovane dei figli di Jesse. I due eserciti erano accampati
in cima alle colline, l'uno di fronte all'altro nella valle di Elah. I Filistei
inviarono i loro guerrieri più forti nella valle e sfidarono Israele a mandare
i loro. Se un soldato di Israele avesse ucciso il gigante Golia, si sarebbero
arresi.
"Oggi
sfido l'armata di Israele" gridava quel terribile combattente. "Datemi
un uomo perché posiamo combattere" (1 Sam 17,10). Ma Saul e il suo
esercito tremavano a quelle parole.
Un
giorno, mentre Golia lanciava ancora la sua sfida, Davide capitò nel campo
degli Israeliti per portare il cibo ai fratelli che erano nell'esercito.
"Chi
è quel filisteo incirconciso che osa sfidare gli eserciti del Dio
vivente?" chiese Davide. Eliab, suo fratello maggiore, lo apostrofò
con ira dicendogli di tornare alle sue pecore. Davide invece accettò la sfida
di Golia (1 Sam 17, 26; 28; 32).
L'audacia
di Davide deve esser sembrata assurda agli Israeliti. Dopo tutto era solo un
ragazzo, un pastorello gentile che non era mai stato neppure nell'esercito.
Sarebbe stato facile concludere che si stava follemente impegnando in qualcosa
che per lui sarebbe risultato in un suicidio, e pensavano: "Fate uscire
quel ragazzo dal campo prima che si faccia uccidere".
Davide
non dette ascolto ad Eliab. Scelse di ignorare la sua raffigurazione di fede
negativa. Non considerò che per quaranta giorni nessuno si era fatto avanti con
sufficiente coraggio da affrontare Golia. Nel suo cuore c'era una cosa sola:
"Questo Filisteo non circonciso sta sfidando gli eserciti del Dio vivente!
Va fermato". Era questa la sua coraggiosa confessione.
Quando
il re Saul seppe della coraggiosa confessione di Davide, lo fece chiamare. La
prima cosa che gli disse fu una confessione negativa: "Non puoi
combattere con questo Filisteo. Sei un ragazzo, e lui un guerriero
maturo". Ma Davide ripudiò queste parole rispondendo:
"Il vostro servo stava a badare al gregge di
suo padre, quando vennero un orso e un leone e presero un agnello dal gregge.
Io li inseguii e lo liberai dalla loro bocca; e quando mi si rivoltarono
contro, li presi per le mascelle, li colpii e li uccisi!… questo filisteo non
circonciso sarà come uno di loro, perché ha sfidato gli eserciti del Dio
vivente" (1 Sam 17, 34-35).
Davide
non vacillò nella sua confessione. Secondo la raffigurazione di fede che aveva
nel cuore, Golia era morto ed i Filistei dispersi. Questa fu la verità che
confessò.
Saul
infine acconsentì e dette a Davide l'armatura per proteggersi dall'assalto del
gigante. Davide la indossò ma la trovò ingombrante, e decise di togliersela.
Quando uscì ad affrontare Golia con i suoi abiti da pastorello il gigante gli
gridò: "Vieni, e darò la tua carne in cibo agli uccelli del cielo e
alle bestie dei campi" (1 Sam. 17,44).
Fino
all'ultimo momento di quel confronto Davide rimase convinto di una cosa: che
Golia, che aveva maledetto gli eserciti di Dio, sarebbe stato messo nelle sue
mani. Questa raffigurazione di fede era chiara come il cristallo nella mente di
Davide. Egli poteva vedere un solo risultato: la morte di Golia!
Quindi
Davide fece l'ultima confessione, la più audace che Golia avesse mai ascoltato:
"Tu vieni contro di me con la spada, con la lancia e con l'asta, ma
io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, il Dio delle armate di
Israele, che tu hai insultato" (1 Sam 17,45).
Che
sarebbe accaduto se Davide avesse permesso alla ragione umana di prevalere?
Avrebbe potuto incamminarsi nella valle dove si trovava il gigante dicendo a se
stesso: "Questo gigante è ancor più grosso e cattivo di quanto mi
aspettassi. Ora capisco perché tutti ne avevano paura".
Ed allora avrebbe potuto confessare: "Golia,
non dovresti parlare così di noi. Cerchiamo di capirci. Dopo tutto, non
vogliamo spargimenti di sangue. Potremmo discutere con calma e trovare una
soluzione. D'altra parte, al Signore dispiace il modo in cui parli di noi".
Ma riguardo a Golia Davide usò la verità, e comunicò
con audacia la sua fede nella verità di Dio. Non si trattò di presuntuoso
orgoglio, ma di una professione di fede di Dio: "Oggi il Signore ti
consegnerà nelle mie mani, ed io ti abbatterò e ti taglierò la testa… affinché
tutta la terra sappia che esiste un Dio in Israele" (1 Sam 17,46).
Poi giunse il momento dell'azione, della decisione
definitiva. Davide aveva creduto in qualcosa dal profondo del
cuore e lo aveva audacemente confessato con la bocca. Prese la
fionda e corse verso Golia. Agì sulla base di quanto
credeva ed aveva confessato. La pietra affondò nella fronte del gigante e Golia
cadde morto. L'esercito dei Filistei restò terrorizzato a quella vista e fuggì
via. Davide aveva trasformato una semplice convinzione in realtà.
Mediante il principio della fede egli salvò la nazione e cambiò il corso della
storia.
Uccidete
il gigante
Non lasciatevi spaventare da problemi di giganti o
da circostanze incerte che si possono manifestare nella vostra vita. Imparate
invece a confessare con audacia la promessa di Dio che dice: "Del resto
sappiamo che Dio fa tendere ogni cosa al bene di coloro che Lo amano e che sono
chiamati secondo il Suo disegno di salvezza" (Rm 8,28).
È il Signore che ha stabilito le circostanze che
affronterete. Egli permette, o sta allestendo con cura, situazioni difficili e
circostanze insolite affinché possiate imparare ad applicare la fede che avete
il Lui.
È importante ricordare che le parole, di per sé,
non cambiano le cose né risolvono i problemi. Ma quando confesserete con
coraggio ciò che sapete essere vero nella fede, riuscirete a prendere la
decisione giusta e ad affrontare il problema del momento.
Quando metterete in pratica la Parola di Dio ed
applicherete il principio della fede a tutto ciò che incontrerete, scoprirete
che la vostra fede aumenterà. Riuscirete ad affrontare una responsabilità
sempre maggiore nei fatti che riguardano il Regno di Dio.
Senza
badare a ciò che potrebbe capitare, imparate a fare quell'audace confessione:
tutte le cose tendono al bene. Allora, grazie alla vostra
fede, vedrete cambiare le circostanze a gloria di Dio. Ovviamente, ciò non
significa che tutte le cose tendono a farvi felici. Significa invece che
la fede che avete in Dio e la confessione audace che fate, faranno sì che ogni
incidente nella vostra vita rientri in un progetto generale che volge al bene.
E
mentre crederete, confesserete ed agirete, vedrete che Dio è glorificato e che
la vostra vita in Lui cresce.
Ci
sono molte confessioni audaci che potete fare, basate sulla Parola di Dio. Più
imparerete a parlare nella verità, maggiore diventerà la vostra capacità di
sperimentare e riflettere la vera vita di Dio. Sarete sempre più liberi da
tutto ciò che lega e frustra gli esseri umani.
Salomone
descrive la persona saggia usando queste parole: "La mente del giusto
medita prima di rispondere e una mente saggia rende prudente la bocca"
(Prv 15,28; 16,23). Studiate attentamente la Parola di Dio e parlatene con Lui.
Riempitevi il cuore della Sua verità e imparate a controllare i vostri
discorsi: "Una lingua dolce è albero di vita" (Prv 15,4).
La
mia confessione audace
Ciò
che segue è una professione di fede basata sulla Parola di Dio che io scrissi
per me stesso diversi anni fa. Ogni mattina la leggevo ad alta voce. Presto
diventò la confessione coraggiosa della mia bocca. Mentre imparavo a pensare e
a parlare di questo tipo di pensieri, Dio trasformò la mia vita. Vi incoraggio
ad imparare a memoria questa "confessione con la bocca". Leggete
prima, per cogliere il nocciolo di quello che dico. Cercate i passi della
Scrittura che illustrano le verità contenute in questa confessione. Quindi,
leggete a voi stessi, ad alta voce, ciò che ne è risultato e fate la vostra
confessione coraggiosa…
Confessione
con la bocca
"Padre, oggi Ti sono grato
per essere Tuo figlio. Sono privilegiato ad essere servo del Tuo Regno. Non
importa come io mi sento, Tu mi vedi ancora come Tuo figlio. Tu vivi in me e la
mia vita è Tua.
Gesù,
Ti ringrazio per quello che hai fatto introducendomi nella famiglia di Dio.
Spirito
Santo, grazie per essere oggi il mio Maestro. Grazie perché agisci con me e mi
plasmi di continuo ad immagine di Gesù Cristo.
Un
tempo ero tormentato dalla colpa e dalla condanna per il male che facevo. Ma
oggi sono perdonato e puro, perché ci ha pensato Gesù. Rifiuto di accettare
qualsiasi colpa o condanna. Accetto invece la convinzione del peccato che porta
al pentimento e l'istruzione gentile dello Spirito Santo.
Un
tempo ero dominato dal peccato, ma oggi è Gesù a governare la mia vita. Il
potere che il peccato aveva su di me ora è stato spezzato. Cammino e vivo nella
libertà dello Spirito di Dio. Oggi sono felice di essere vivo nella libertà
dello Spirito di Dio. Sono felice di essere vivo, perché questo è il giorno
fatto dal Signore.
Emozioni
e sentimenti non mi dominano più. Quando sembra che le cose vadano male, so
qual è la verità: i miei passi sono diretti dal Signore. Egli fa tendere tutto,
che sembri buono o cattivo, verso il bene. Ed io ho fiducia in Lui.
Sono
riconoscente a Dio perché ho la mente di Cristo. Anche se pensieri cattivi,
negativi o di paura mi si affacciano alla mente, non c'è posto per loro. Ho il
controllo dei miei pensieri e delle cose che medito, e penserò a cose pure ed
amabili, a cose buone. Dolci saranno le mie meditazioni su di Lui.
Sono
felice di avere uno scopo grande ed importante nella vita: quello di onorare ed
esaltare Gesù per mezzo della mia vita, per renderLo manifesto al mondo. Il mio
scopo è far sapere agli uomini che anche loro possono permettere a Gesù di vivere
per mezzo loro.
Grazie
Signore, perché questo giorno è pieno di opportunità per renderTi gloria.
Dio
mi ha creato, e Gli sono grato per avermi dato una luce perfetta. Se verrà la
malattia, mi aspetterò che Dio mi guarisca.
Dio
ci ha dato potere su tutte le potenze del nemico. Satana è stato totalmente
sconfitto nel sepolcro vuoto. Dichiaro la vittoria spirituale mediante Gesù
Cristo e sono libero di vivere una vita in Dio e di essere guidato dallo
Spirito Santo.
Oggi
metterò in pratica la Parola di Dio e manifesterò il Suo amore; l'amore di Dio
trasparirà da tutto quello che farò. Amo i fratelli, ed amerò persino quelli
che mi sono contrari e che mi perseguitano. Nessun uomo mi è nemico, solo
Satana. Non permetterò alla mia mente di rivolgersi contro nessun uomo in modo
tale da intaccare l'amore che ho per lui.
Sono
lieto di questo giorno. Mi rallegro in questo giorno benedetto, giorno
grandioso, e lo userò pienamente. Padre, la mia mano è nella Tua. Il mio
spirito è in ascolto per essere guidato da Te. Indicami la via ed io la seguirò.
Capitolo decimo
AGIRE SULLA PAROLA
Quando
crederete alla Parola di Dio e la confesserete, dovrete poi agire su di essa. È
l'azione, l'impegno totale verso una direttiva irrevocabile, a liberare la
potenza della fede.
Il
giovane Davide credette che Golia fosse stato consegnato nelle sue mani. Egli
confessò con audacia questa convinzione. Ma la sua fede sarebbe stata
incompleta se non avesse attaccato il gigante. Se non passiamo ad agire secondo
quanto crediamo e professiamo, in realtà non abbiamo una vera fede.
Fino
a quando non cominciai ad agire bene verso mia moglie (mettendo in pratica con
l'azione le cose buone che avevo imparato a dirle) la mia fede non fu cosa
provata. Ma non appena cominciai ad agire secondo le illustrazioni di fede e le
confessioni che facevo, la fede diventò reale.
Quando
pensiamo alla fede, dobbiamo capire che credere, confessare ed agire
costituiscono un moto continuo ed inseparabile. Il cammino della fede include
sempre qualche passo che riguarda l'azione. Quando facciamo quel passo, viene
liberata la potenza di Dio, le circostanze cambiano, la forza ci inonda ed
arriva la vittoria.
Viviamo
in un'epoca in cui si pensa che credere in qualcosa significhi essere
mentalmente concordi con un'idea o con un pensiero. Ma gli uomini e le donne
che hanno cambiato la storia, che hanno reso onore al nome di Gesù e che sono
stati luce di verità per le loro generazioni, hanno agito sulla Parola di Dio.
Hanno messo in pratica ciò in cui credevano.
Credere,
confessare ed agire: sono questi i principi della fede.
Impegnatevi
oggi ad accostarvi in questo modo nuovo alla Parola di Dio. Decidete che da ora
in poi crederete alla Sua Parola e che permetterete a delle rappresentazioni di
fede d prendere forma nel vostro cuore. Fate poi una confessione coraggiosa
della verità di Dio. Anche quando la circostanza ed i sentimenti personali
sembreranno cospirare contro di voi, fate quella confessione coraggiosa. Usate
la potenza del discorso per cambiare il vostro atteggiamento e le circostanze
intorno a voi.
Agite
su ciò che ritenete essere la verità e che si basa sulle vostre raffigurazioni
di fede e sulla confessione coraggiosa. Tutte le promesse di Dio diventeranno
realtà in seguito a questo tipo di fede. La vostra vita comincerà a manifestare
l'evidenza della benedizione e della prosperità di Dio quando voi comincerete a
credere, confessare ed agire sulla Sua Parola.