IL
PARADOSSO
E LA
VERITÀ NELLA BIBBIA
Larry Christenson
Il paradosso è la dichiarazione
di una verità che ci giunge con due aspetti
apparentemente contradditori
Qual è la natura della verità nella Bibbia? Come vanno trattate le differenze che si scoprono nella Scrittura? Come si può aver relazione con persone che pare intendano la Scrittura in modo diverso da noi, mentre entrambi crediamo di aver capito?
ALLA
SCOPERTA DELLA NATURA DELLA VERITÀ NELLA BIBBIA
Lo scopo di questo studio è
proprio quello di scoprire la natura della verità nella Bibbia, che potrà
spiegare quelle differenze di interpretazione e vedere in queste una bella
armonia. Ma per giungere a ciò è necessario considerare il problema nei suoi
punti specifici.
Una
volta mi sono trovato nella Germania Orientale con un monaco francescano:
dovevamo tenere un seminario a circa 60 pastori luterani.
Quasi
tutti sanno che la Germania Orientale è il paese più luterano del mondo, poiché
Martin Lutero è vissuto proprio lì. Mentre la conferenza procedeva, uno dei
pastori luterani, dopo aver ascoltato le parole del monaco, si alzò e disse:
"Quello che avete detto mi sembra giusto, ma non riesco a capire come ciò
possa venire da un cattolico! Esiste una differenza tra noi, una contraddizione
profonda tra Fede e Opere". Egli non poteva capire: intuiva che
la cosa era giusta, ma la mente non era convinta a causa del divario tra fede e
opere!
Il
problema del paradosso
Qual
è il problema che oggi affligge la gente, che colpisce proprio il cuore della
Scrittura?
Se
leggiamo la Scrittura con occhio attento, ci sarà difficile sfuggire a questo
tipo di domanda: "Paolo era un ipocrita? Ai Galati disse: se vi farete
circoncidere, Cristo non vi servirà a nulla (5,2). Ma in Atti 16,3 leggiamo che
per riguardo agli Ebrei che vivevano in quelle regioni, lo fece circoncidere
(Timoteo). Con i Galati stava combattendo contro il partito della cosiddetta
"circoncisione", contro coloro cioè che asserivano che per essere un
cristiano vero, di prima scelta, era necessaria la circoncisione, proprio come
per gli Ebrei. Contro di loro Paolo ha dovuto combattere con le unghie! Perché,
allora, fece circoncidere Timoteo prima di portarlo tra gli Ebrei? Dopo la
coraggiosa dichiarazione fatta in Galati 5,2, non vi pare ipocrisia quella
circoncisione che aveva il solo scopo di non creare problemi?
Ma
Paolo era tutto fuorché un ipocrita. C'era una realtà più profonda che vogliamo
afferrare e, se riusciremo a scorgerla, ci risparmierà tante frizioni ed
incomprensioni inutili con i fratelli cristiani del corpo di Cristo.
Questo
argomento rientra proprio nel tema generale di questo articolo, riguardante
l'espansione della Chiesa in tutto il mondo, con particolare riguardo alla
dimensione ecumenica del corpo di Cristo, poiché se il cristianesimo è diviso,
una delle cause di divisione è proprio l'incomprensione dottrinale.
Storicamente la gente si è sfidata e scomunicata a vicenda proprio perché
vedeva la verità biblica in modo diverso. Ma il punto è che quelle differenze
che troviamo nella Scrittura si trovano proprio nel contesto della Scrittura
stessa, e nel corso di questo articolo ne esamineremo diverse per capire meglio.
LA
SCOPERTA: LA VERITÀ BIBLICA, UN PARADOSSO
Proprio per la sua natura,
la verità della Bibbia è paradossale. Ma cos'è, poi, un paradosso? È la
dichiarazione di una verità che ci giunge in due aspetti apparentemente
contraddittori. Sono in contraddizione, eppure entrambi hanno un aspetto di
verità sull'argomento. Ora possiamo chiederci: Come possono essere veri
entrambi, se tra loro si contraddicono?
Proprio
questo è il paradosso: La dichiarazione di una verità che ci giunge da due
parti, apparentemente in contraddizione tra loro.
Facciamo
ora degli esempi:
L'educazione
dei figli
In
un punto la Bibbia dice: "Togli il bastone e rovini il figlio",
ed è una dichiarazione fondamentale della verità. Eppure, in altre situazioni
questo principio non è applicabile, ed è necessario essere gentili, flessibili,
comprensivi. E queste due verità, all'apparenza, si scontrano.
Il
capo della polizia che partecipava ai gruppi di preghiera di S. Pedro ci
raccontò una conversazione che una volta egli ebbe per telefono con due
genitori disperati. La madre gli telefonò per chiedergli di andare a prendere
il suo ragazzo, che era davvero incorreggibile. Era sconvolta, e il poliziotto
chiese se il marito era presente, perché voleva parlare con lui. Anche il
marito ammise che era impossibile fare qualcosa per il ragazzo, al che il
poliziotto gli chiese: "Hai mai provato a sculacciarlo?"
"Dice
che posso farlo?"
"Certamente!"
"Aspetti,
poliziotto!"
E
si sentirono dei colpi e delle grida! Poi l'uomo tornò al telefono:
"Grazie,
penso che abbiamo risolto il problema!".
Ma
voglio anche narrarvi la storia che una volta mi raccontò mio padre. Considera
la disciplina da un altro punto di vista.
Mio
padre era sorvegliante di un campeggio estivo per ragazzi, e fu avvertito dal
direttore dell'anno precedente di stare attento ad uno di loro che provocava
guai. Andò a prenderli alla stazione per portarli al campeggio, ma un ragazzo
se ne andò via da solo: era proprio quello che gli era stato segnalato! Mio
padre lo lasciò andare. All'ora di cena, mentre mio padre si riposava sul
letto, qualcuno bussò alla porta. Era quel ragazzo ribelle: "Quando c'è la
cena?"
"Tra
venti minuti".
"Sbrigatevi!"
In
famiglia mio padre ci sculacciava, ma questa volta qualcosa lo trattene dal
farlo, e così se ne andarono a cena.
Dopo
cena, ragazzi e ragazze andarono nei loro dormitori separati. Dal lato delle
ragazze regnava una pace sovrana, mentre i ragazzi facevano un pandemonio. Mio
padre andò nel loro dormitorio: quel ragazzo stava seduto sul letto con sguardo
di sfida. Ma ancora, mio padre non intervenne con la forza fisica: era la
stessa cosa irrazionale di prima a trattenerlo. Si spiegò invece a parole:
"Forse qualcuno di voi non ha capito bene che abbiamo chiesto un po' di
calma per preparare i vostri programmi per i prossimi giorni. Penso sia
necessario che qualcuno qui si prenda la responsabilità di tenere calmi gli
altri, per tenere le cose sotto controllo".
E
rivolgendosi al ragazzo, gli chiese: "Puoi farlo tu?"
Il
ragazzo restò più che meravigliato, e poi accettò dicendo: "Lasci fare a
me!"
E
la pace regnò anche da quel lato.
Questo
incidente cambiò la vita di quel ragazzo. Diventò il miglior campeggiatore
dell'anno. Seguiva mio padre come un cagnolino, e voleva fare tutto bene. Mio
padre aveva capito che quel ragazzo aveva solo bisogno di qualcuno che avesse
fiducia in lui. Questo a casa non gli era mai successo perché la sua era una
casa divisa, e gli sculaccioni servivano solo ad accrescere la ribellione.
In
questo caso, la regola del poliziotto non avrebbe funzionato.
ESAMINIAMO
IL PARADOSSO
Anche
nell'universo fisico troviamo questo tipo di problema, e non solo nelle
relazioni personali. Se parlate con un fisico qualsiasi, egli vi dirà che vi
sono due teorie sulla trasmissione della luce: quella delle onde e quella dei
fasci, teorie in conflitto tra loro. Eppure non si possono spiegare tutti i
fenomeni con una sola di queste teorie: ci vogliono entrambe. A volte l'una, a
volte l'altra. È questa la natura della realtà.
Guardiamo
ora alla Scrittura, che è piena di paradossi:
Invitare
Dio a giudicarci, o no?
Il
Salmo 143,2 dice: "Non entrare il giudizio col Tuo servo,
perché nessun vivente è giusto davanti a Te". In altre parole:
"Non giudicarmi Signore, non potrei reggere!"
Ma
al Salmo 7,8 troviamo invece queste parole: "Giudicami o Dio,
secondo la Tua giustizia, e secondo la mia integrità" e cioè:
"Suvvia Signore, giudicami! Sono pronto!"
Non
vi pare che queste due verità si scontrino? Eppure sono entrambe nella Bibbia!
Giustificati
dalla fede, o dalle opere?
"Con
le opere della legge nessuno sarà giustificato".
Nessun
uomo, capite? Questa dichiarazione si trova in Galati 2,16. Ma provate ad
andare a Giacomo 2,24: "Vedete, quell'uomo è giustificato dalle opere e
non dalla sola fede!" Anche questo sta nella Bibbia, ne prendano nota
i luterani!
Queste
due verità si scontrano, e Martin Lutero ebbe problemi con l'epistola di
Giacomo. La chiamava l'epistola di paglia, perché secondo lui non aveva molta
sostanza. Paolo e Giacomo non sono andati d'accordo tra loro, come del resto
molti cristiani. Ma talvolta troviamo il paradosso nello steso autore, e
persino nello stesso versetto della Scrittura:
Rispondere
o no a un folle?
"Non
rispondere a un folle secondo la sua follia, per non essere tu stesso come
lui!" Cioè: "Non immischiarti in discussioni con gente folle e
sciocca", dice Proverbi 26,4. Ma guardiamo il versetto seguente: "Rispondi a un folle secondo la sua follia,
perché sia aggio ai propri occhi" (Proverbi 26,5).
LA
MENTE UMANA DAVANTI AL PARADOSSO
Tutta
la Bibbia è piena di contraddizioni, ed è questa la natura della verità biblica.
Essa
ci giunge in paradossi perché la mente umana, il nostro intelletto, è troppo
piccolo, limitato, per la maestosità della verità di Dio. Egli non poteva
mettercela in testa in altro modo: "Le Tue vie sono troppo elevate per
me". Cosa ha fatto allora?
Amo
pensare alla verità di Dio come ad un grande anello di verità. Egli non può
introdurlo nella mia piccola mente, e allora deve restringerlo per farlo
entrare in me, riducendolo nella forma di due linee parallele. È il solo modo
in cui Dio può far entrare l'immensità della Sua verità nella mia mente,
piccola e finita: in forma di paradosso.
C'è nella verità di Dio un'unità che la mia mente
non può afferrare, per questo Dio deve nutrirci della verità in forma di linee
parallele, paradossali. È la soluzione trovata da Dio per comunicarci la Sua
verità.
Ma qual è la nostra soluzione per trattare quella
verità che ci giunge in forma di paradossi? Che fare col pazzo: rispondere, o
non rispondere, secondo la sua follia?
Il
paradosso non si risolve nella mente
Non troveremo mai una dichiarazione che metta
insieme queste due opposte verità. Non sta a noi. Non riusciremo mai a
risolvere intellettualmente i paradossi della Scrittura, ma li risolveremo in
termini di tempo, di storia. In altre parole, nelle situazioni in cui ci troviamo
impiegheremo una volta un aspetto della verità, altre volte il suo contrario. È
come un'altalena.
Con Mosè Dio dovette usare la verità in questo modo
per far uscire dall'Egitto i figli di Israele:
"Il Signore combatterà per te, e tu dovrai
stare fermo in piedi" (Esodo 14,14). Mosè stette fermo in piedi, e Dio
operò il miracolo: venne una colonna di fuoco che separò il popolo di Dio dagli
Egiziani. Ma andiamo avanti, solo di un versetto:
"Perché gridi verso di Me? Dì al popolo di
Israele di andare avanti!" (v. 15).
UN
TEMPO PER OGNI COSA: IL "SUO" TEMPO
È il momento a richiamare un aspetto
particolare della verità. Il libro che espone tutto questo in maniera splendida
è l'Ecclesiaste (Siracide). Al terzo capitolo parla della categoria del tempo:
"C'è un tempo per ogni cosa sotto il
cielo. Un tempo per nascere e un tempo per morire; un tempo per
seminare e uno per raccogliere; un tempo per morire e uno per guarire; un tempo
per demolire e uno per costruire; un tempo per piangere e uno per ridere; un tempo
per far lutto e un tempo per danzare; un tempo per gettare le pietre e un tempo
per raccoglierle, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi
dall'abbracciare … un tempo per tacere e uno per parlare; un tempo per amare e
uno per odiare; un tempo per la guerra e uno per la pace…" (Siracide
3,1 ss).
Ho avuto il privilegio di conoscere un grande
maestro della Bibbia, prima che morisse. Una volta tenne un ritiro, e sin dal
primo giorno c'era stata tanta adorazione, gioia e lode … Lo Spirito Santo
aveva agito davvero con forza. La gente si aspettava la stessa cosa per il
giorno successivo ma lui, che era un uomo sensibile ai tempi del Signore,
disse: "Oggi sarà una giornata di silenzio. Dovete meditare, pregare e
stare calmi, da soli, per approfondire quanto è stato detto ieri".
I partecipanti restarono di sasso, senza gioia né
divertimento. Ma poi si accorsero del beneficio di quel silenzio, e si resero
conto che proprio quello fu il giorno più glorioso. C'è un tempo per la lode e
l'adorazione, e un tempo per il silenzio.
Quando il ponte dell'amore non è stato ancora
costruito, può darsi che la cosa più necessaria sia proprio il silenzio.
Il tempo è un punto quanto mai critico per
l'applicazione di un'idea. Non c'è niente di tanto irresistibile quanto un'idea
di cui sia giunto il tempo.
I
"tempi" di Gesù
In Matteo 4, 6-7 vediamo la tentazione di Gesù nel
deserto. Qui il diavolo tentò di indurre Gesù a trasformare le pietre in pane
per sfamarsi; a gettarSi dal pinnacolo del tempio per stupire la gente con il
potere dei miracoli; e Gli offrì poi tutti i regni della terra, sui quali
avrebbe potuto regnare se avesse adorato lui, il diavolo.
Il punto della storia non è che Satana Gli chiedesse
di fare cose terribili e cattive. In realtà ognuna di quelle cose era parte del
ministero di Gesù. In seguito, Egli moltiplicò i pani, fece miracoli e stupì la
gente, e regnerà su tutte le nazioni della terra. Satana non stava chiedendoGli
di fare qualcosa di "sbagliato": ma era il momento, il
tempo sbagliato, ed il suggerimento poi partiva dallo spirito sbagliato.
Attenzione
ai trucchi del diavolo!
Uno dei trucchi più astuti del diavolo è proprio quello di indurci
a fare le cose giuste nel momento sbagliato. Tutto allora diventa
sbagliato. Dobbiamo imparare come si fa a trattare la Parola di Verità.
Cerchiamo ora di considerare alcune differenze
esistenti nel corpo di Cristo.
DIFFERENZE
DI DOTTRINE NELLA BIBBIA
Per ciascuna delle dottrine che prenderemo in
considerazione, vedremo cosa dice la Bibbia per capire poi come procedere.
Sulla
"salvezza" e sicurezza eterna
Questa dottrina afferma che una volta che hai la
salvezza, non la perderai più.
Il suo opposto è: se non perseveri, cadrai.
"Le mie pecore ascoltano la Mia voce: Io le conosco,
ed esse Mi seguono. Ed Io do loro la vita eterna, ed esse non periranno mai, e
nessuno le rapirà dalla mia mano" (Gv 10, 27-28).
"Ma se pecchiamo deliberatamente, dopo aver
ricevuto la verità, non c'è più sacrificio per il peccato ma una paurosa
prospettiva di giudizio" (lo troviamo in Ebrei 10).
In Ebrei 6 sta scritto:
"È impossibile riportare al pentimento
coloro che una volta hanno ricevuto la luce, che hanno assaporato i doni
celesti, hanno partecipato allo Spirito Santo; se poi si allontanano e
diventano apostati, è impossibile riportarli al pentimento".
E ancora in Giovanni 15:
"Ogni ramo che in Me non porta frutto, viene
tagliato via. Se uno non abita in Me, viene tagliato via come un ramo secco.
Che poi verrà raccolto e gettato nel fuoco a bruciare".
Che fare di queste verità, quando vediamo come si
contraddicono fra loro? Non possiamo che reagire in questo modo:
"Credo che una volta che siamo salvi, non
potremo perderci mai. E credo che se torniamo indietro dal cammino della fede,
saremo tagliati fuori." Vi piace l'idea?
Altro esempio:
La
perfezione della libertà dal peccato
"Nessuno che sia nato da
Dio commette peccato" (Gv 3,9).
Ma guardiamo cosa dice 1 Giovanni 1,8:
"Se diciamo di non avere peccato,
inganniamo noi stessi e la verità non è in noi".
Allora dobbiamo concludere in questo modo:
"Credo che una volta che una persona è nata
di nuovo e santificata non commette mai più peccato". Ma dobbiamo anche
credere che è necessario pentirsi ogni giorno.
È tutto nella Bibbia!
La
riconciliazione eterna
"Quando innalzerete il Figlio dell'uomo,
Egli attirerà tutti a Sé" (Gv 12,32).
Ed ecco poi cosa scopriamo:
"Essi (i capri) se ne andranno alla
punizione eterna. Il diavolo sarà gettato nel lago di fuoco assieme ai falsi
profeti, e laggiù saranno tormentati per sempre. Se qualcuno non ha il nome
scritto nel libro della vita sarà gettato nel lago di fuoco".
Così possiamo concludere: "Secondo la
Bibbia, credo che alla fine saranno tutti salvi. Ma credo anche che i cattivi
saranno dannati per sempre."
È evidente che la nostra mente può arrivare solo ad
opposti inconciliabili, dall'apparenza piuttosto stupida, se cerchiamo
semplicemente di predicare la Scrittura in modo puramente logico.
Dio ha comunicato la Sua verità alla nostra mente in
maniera tale che noi, con le nostre sole capacità, non possiamo arrivare a
comprenderla pienamente. Guardiamo a un paio di cosette che troviamo nello
stesso rinnovamento carismatico:
Il
parlare in lingue
"Voglio che tutti voi parliate in lingue"
(1 Cor 14,5).
Ma al capitolo 12 della stessa lettera si dice:
"Parlano forse tutti in lingue?" E la domanda implica
un NO come risposta.
Allora dobbiamo dire: "Credo che tutti
debbano parlare in lingue. E credo che non tutti parlino in lingue".
La
guarigione
"Imporranno le mani sui malati, e questi
guariranno. La preghiera dei fedeli guarisce i malati".
E poi Paolo dice:
"Per tre volte ho supplicato il Signore per
questa spina nella carne perché se ne andasse, ma non se n'è andata".
E
Trofimo è rimasto a Mileto. Allora devo credere che Dio voglia guarire
tutti, ma devo anche credere che alcuni non li guarisce.
LA
SCRITTURA: STRUMENTO
PER
SCONFIGGERE LE POTENZE DEL MALE
La verità di Dio è troppo grande per la nostra mente
umana, e va trattata in forma di paradossi. Questa verità di Dio non
ci viene data per istruirci teoricamente sulle cose spirituali,
per soddisfare la nostra curiosità riguardo a come
funzionano.
La rivelazione della verità di Dio ci viene
data quale veicolo per ricevere potenza.
È uno strumento per sconfiggere le potenze
delle tenebre, e provocare salvezza.
La componente - base di tutto questo è la
fede. Dobbiamo credere nella verità che ci è stata rivelata in una certa situazione, senza dubitare
né vacillare.
Quando cominciamo a puntualizzare e a
determinare, la fede viene minata. Per questo Dio ci dà la Sua
verità in modo che possiamo credere senza troppe condizioni.
È solo in questo modo che possiamo esercitare al
massimo la fede, e non altrimenti.
NO
ALLA STRUMENTALIZZAZIONE DELLA PAROLA
Se ci troviamo a dover pregare per i malati,
dobbiamo stare in ascolto della Parola del Signore per quella specifica
situazione.
Una volta mia madre mi telefonò dalla Germania e mi
disse: "Prega per una ragazza di qui che è molto malata". Pregai per
lei una sola volta e non ci pensai più. Quando poi mi ritrovai in Germania,
durante un ricevimento mia madre mi chiamò in disparte per dirmi: "Vedi
quella ragazza laggiù? È quella per cui hai pregato!" Era stata
completamente guarita. In quel caso Dio aveva suggerito di pregare con fede e
di credere che quello per cui avevo pregato sarebbe avvenuto.
È capitato a tutti di pregare senza vedere i
risultati. Possiamo aver pregato con fede, accantonando i nostri dubbi
sull'esito della guarigione.
Il problema tuttavia non sta nella fede che
mettiamo, bensì nella nostra tendenza a credere che una certa parola di fede
possa esser valida per tutte le situazioni.
Quando Dio una volta mi dice: "Voglio che tu
creda a questo senza dubbio alcuno", non significa affatto che quella
parola sia valida anche per ogni altra situazione simile che incontreremo nella
vita. La parola adatta ad una certa situazione non è adatta ad un'altra. Questo
fa sì che noi ci troviamo in continua dipendenza dallo Spirito Santo,
affinché ci guidi verso quella parte della Parola di Dio applicabile a quel
caso specifico. Dio ci chiede una fede totale, senza impedimenti né
condizioni.
LA
VERITÀ PLURIDIMENSIONALE, POLIFONICA DI DIO
La cosa peggiore sta nel fatto che se non
comprendiamo la natura della verità biblica e vediamo succedere qualcosa, come
accadde a me con quella ragazza, possiamo dire: "Ci sono! Ho trovato la
chiave!" Magari assistiamo a due o tre guarigioni, ma poi ci ritroveremo
in una situazione in cui lo Spirito Santo cercherà di mostrarci un'altra parte
della verità che va trattata in modo diverso, e non potrà farlo perché noi
saremo incatenati ad una parte diversa di verità e penseremo che la verità di
Dio sia semplicistica, ad una sola dimensione. Ma non è così: essa è
paradossale, presenta aspetti diversi, e la fede che Dio ci dà per una
situazione che dobbiamo affrontare oggi non andrà bene per una seconda occasione.
È come per la manna: era fresca ogni giorno, e non
se ne poteva fare una scorta. Ciò non significa che Dio sia variabile, ma che
Egli agisce in maniera misteriosa, incomprensibile alla mente umana, e noi
dobbiamo arrivare a riconoscere ciò che Dio sta facendo e dicendo
ORA.
Insistere troppo perché Dio ci dia qualcosa che Lui
non ha promesso, basandosi su parole precedenti o su parole date ad altri, è
semplicemente presunzione. Dobbiamo imparare a stare
soprattutto in ascolto, per capire le intenzioni di Dio ogni volta
che preghiamo.
PREGHIERE
SENZA RISPOSTA?
O
PREGHIERE SENZA ISPIRAZIONE?
Moltissime preghiere non ricevono
risposta perché ad esse cerchiamo di applicare parole che Dio ha
dato per altre situazioni. Prendiamo cioè una verità della Scrittura, e
non la applichiamo sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, ma
secondo la nostra razionalità personale.
E la nostra razionalità non può trattare la verità
di Dio. È solo mediante la luce dello Spirito Santo che possiamo capire qual è
la Scrittura adatta ad un certo caso, ed applicarla al momento giusto nel modo
giusto.
IL
PARADOSSO NELLA NOSTRA VITA
Consideriamo come tutto ciò si rifletta sulla nostra
vita cristiana di ogni giorno. Vi sono molti campi nei quali trattare la vita
in maniera paradossale:
La
crescita cristiana: lenta o rapida?
La crescita cristiana è presentata in due modi
diversi, opposti tra loro: quella graduale, e quella subitanea.
È un argomento questo che ha provocato divisione tra
i cristiani, perché alcuni hanno sperimentato la conversione con un cambiamento
drammatico, mentre altri una cosa tranquilla e graduale. Ma entrambe possono
essere opera dello Spirito. Il fatto sta nel modo in cui Dio sta trattando TE.
Oggi Egli sta applicando con maggiore frequenza la
verità di una conversione istantanea, perché come Suo popolo stiamo
attraversando un momento particolare della storia. Talvolta ci dà una forte
esperienza all'inizio, perché poi ci ricorderemo cos'era quell'esperienza e la
desidereremo ancora, e faremo quanto è necessario per riaverla. Pietro si è
sempre ricordato della Trasfigurazione, e quel ricordo gli ha dato la fede per
molti momenti bui.
"Noi abbiamo visto!" dirà poi,
riguardo alla seconda venuta di Cristo.
Le esperienze più forti di conversione sono cose
molto esclusive, non generalizzate. Dio procede per ciascuno in maniera
personalissima, a seconda del bisogno e della forza individuale. Ma tutto
ancora dipende dalla sovranità di Dio, da chi Egli sceglie per fare esperienze
forti.
Sul monte Gesù portò solo tre discepoli. Non che gli
altri fossero meno discepoli, ma Dio scelse così. Alcuni non avranno mai quel
tipo di esperienze, solo perché non prendono parte a quanto Dio sta facendo
nella loro vita.
Il cristianesimo va avanti con verità paradossali,
che non si escludono ma che paiono il contrario l'una dell'altra. I luterani si
sentono più a loro agio con la crescita lenta, che è cosa più normale e
ordinaria. Ma quella non è la sola verità. Se Dio imprime in TE la
verità della crescita lenta, quella è la verità per TE, ma non è la sola
verità. Se Dio invece ti chiede di camminare subito nello Spirito, il
volere una crescita lenta è solo carne.
La caratteristica della crescita lenta è la
pazienza, pure necessaria. Lì si mettono radici profonde per crescere e andare
avanti nei momenti di aridità.
Crescere
verso la "gente": servizio e ministero
La crescita è spesso verso la gente, il ministero,
il servizio. E questo è un tipo di crescita lenta. Consiste in un ritmo di
movimento progressivo, in avanti, un passaggio da una dimensione all'altra, a
seconda di come Dio indica per mezzo del Suo Spirito. Viene attraverso le
prove e i tentativi, e ancora prove e tentativi.
Ricordo una donna che ebbe una bellissima esperienza
di conversione. In uno slancio di gratitudine chiese:
"Signore, mostrami tutti i miei peccati!"
"Vacci piano, se non vuoi avere un collasso
cardiaco! le rispose il Signore.
Il motivo per cui vogliamo crescere alla svelta è l'impazienza,
la scarsa capacità di sopportare, ma il Signore ci vuole mostrare anche
queste cose.
È proprio nella crescita lenta che si mettono radici
profonde, che si continua a crescere nei momenti e nei periodi di aridità. È un
essere guidati.
Ma questo tipo di esperienza va più che altro alla
gloria di Dio, mentre la crescita è più verso la gente, il servizio, il
ministro. La maggior parte, direi l'intero corpo di Cristo, sta avendo
questo tipo di crescita lenta, mentre l'esperienza di crescita repentina tende
ad essere piuttosto esclusiva, rara.
Ad ogni modo, tutti a volte abbiamo sperimentato un
tipo di crescita, a volte l'altro, ed è questo il ritmo che forma la vita
cristiana: è un moto da una dimensione all'altra, secondo le indicazioni dello
Spirito di Dio.
Gesù
e le "basi diverse"
Consideriamo ora le nostre relazioni con quelli che
provengono da estrazioni religiose diverse e da enfasi diverse dalle nostre. La
Scrittura dice: "Chi non è con Me è contro di Me"
(Lc 11,23). Ma in Marco 24 Gesù dice: "Chi non è contro di noi è con
noi".
Una delle due potrebbe sembrare una cattiva
traduzione, un errore. Ma vi sono momenti nel corpo di Cristo in cui una di
queste verità va applicata, e l'altra va messa in disparte.
Chiamati
all'unità: l'ecumenismo
Nel viaggio in Germania di cui ho parlato, verso la
fine del seminario un pastore luterano disse: "Non avrei mai pensato di
potermi trovare davanti ad una richiesta come quella che incontro oggi. Ho
ascoltato queste testimonianze e mi sembrano le stesse cose per le quali hanno
combattuto molti dei nostri padri. Quando ho affermato che sapete cosa intendo
dire quando dico cosa significa essere salvati per fede, il monaco
francescano ha risposto: "Sì, e lodo il Signore perché vivo in
un'epoca in cui posso affermare una cosa simile senza esser gettato fuori dalla
mia Chiesa come lo fu Martin Lutero".
E proseguì: "Non so cosa pensiate voi, ma io non
lascerò quest'incontro senza aver ricevuto una benedizione dalle mani di questo
fratello cattolico".
Ora il cattolico avrebbe potuto rifiutarsi,
ma sapeva che era il momento giusto: "Chi non è contro di noi, è con
noi". Egli riconobbe il momento di Dio, e quel giorno abbiamo avuto uno
dei più gloriosi servizi a cui abbia mai partecipato. Chiese prima a due di
noi di benedire lui, cattolico, e poi, uno a uno, i 60 pastori
luterani si sono fatti avanti per ricevere la benedizione dalle mani di quel
monaco francescano. E quando fu il mio turno, ebbi modo di sapere cosa
intendeva Paolo quando disse: "Nel corpo o fuori dal corpo."
Non avevo mai ricevuto una benedizione simile in
vita mia. Lo Spirito era presente, ed è stata un'esperienza potente di
riconciliazione proprio nel luogo in cui la Chiesa era stata divisa centinaia
d'anni prima.
Ciò è potuto avvenire perché lo Spirito Santo di Dio
ha portato la nostra attenzione su un passo determinato della Scrittura, e
tutti hanno capito, perché non c'è stato un principio legalistico da seguire
per comprendere, ma solo l'ispirazione dello Spirito di Dio, l'unzione di
riconoscere ciò che Dio stava facendo in quel momento e la verità appropriata a
quella situazione.
Vi sono dei rischi nell'ecumenismo semplicistico,
che non si cura delle differenze e si propone solo di abbracciare tutti come
fratelli. Ad una conferenza cattolica di alcuni anni fa, una delle guide
cattoliche si alzò e con profondo dolore nella voce spiegò il fatto di non
essere in grado di offrire la comunione ai protestanti. Il loro vescovo non
l'aveva autorizzato, e trattandosi di un evento pubblico, era impossibile
farlo. Non perché essi non amavano i protestanti, o non desiderassero la loro
partecipazione al sacramento, ma a quel punto riconobbero la responsabilità
della Chiesa.
La sola cosa da farsi era accettare questo con gioia
e vedere i fratelli cattolici partecipare al nostro dolore. So per esperienza
che è molto più doloroso essere colui che celebra e partecipa, mentre gli altri
stanno solo ad assistere.
In quel momento un ecumenismo semplicistico non
sarebbe stato giusto. Ma in Germania non sarebbe stato giusto un esclusivismo
semplicistico. Solo lo Spirito Santo può dare il tipo di luce necessaria a
queste cose, una sensibilità allo Spirito per questo tipo di situazioni!
La
provenienza dell'ispirazione: verità o menzogna?
Vediamo ora come tutto ciò si può riflettere negli
atteggiamenti verso le varie situazioni che possiamo incontrare ogni giorno
riguardo ai vari movimenti.
Per gli evangelici si può arrivare ad una idolatria
della Scrittura, che dovrebbe invece portare vita. È ciò che accadde ai
farisei, che pensavano di risolvere tutto conoscendo la Scrittura con la testa
e sperando di ricavarne vita.
"Le mie Parole sono Spirito e vita".
Dobbiamo entrare nella Parola di Dio in modo tale da
amministrare vita agli altri. Dobbiamo riconoscere lo Spirito e cosa Egli sta
facendo con la Parola e come vuole usarla. Perché le parole,
da sole, senza l'ispirazione dello Spirito, nel momento in cui le
leggiamo, non dicono tutto.
In Atti 15,11 troviamo scritto: "Perché
crediamo di essere salvati per mezzo della grazia del nostro Signore Gesù
Cristo". È Paolo che predica una verità evangelica.
Nel capitolo successivo, una ragazza segue gli
apostoli e dice: "Questi uomini sono servi del Dio Altissimo e
proclamano la via della salvezza". Le parole erano assolutamente vere,
ma nel primo caso erano proclamate dagli apostoli sotto l'ispirazione
dello Spirito Santo, ed erano giuste; nel secondo caso erano pronunziate
da una ragazza tormentata da uno spirito di divinazione. Paolo non
controllò le parole sul libro di teologia per poi affermare che erano
giuste, ma fece il discernimento dello spirito da cui provenivano, ed
era uno spirito sbagliato. E lo cacciò via dalla ragazza
sebbene lei, a parole, avesse pronunziato delle verità evangeliche.
Potete anche dire le parole giuste, recitare il
catechismo e i libri della Bibbia, dire le cose giuste; la vostra teologia
può essere perfetta, ma lo spirito che la ispira completamente sbagliato. Potete
usare la Parola come un'arma per distruggere la gente, anziché
aiutarla a guarire.
Interpretazioni
superficiali
Dobbiamo sapere di poter essere ingannati
dall'aspetto superficiale delle parole. Vi sono persone coinvolte con
l'occulto, che possono parlarvi e dirvi cose che vi stupiscono. Vi daranno
profezie che si realizzeranno. Alcune di quelle persone conoscono fatti
precisi, ma non la verità. La verità non è il fatto che si realizza, ma
Cristo e l'origine delle cose provenienti da Lui e dal Suo Spirito.
La verità non è solo parole, ma lo Spirito
che le anima.
Alcune sette religiose mandano a bussarvi alla porta
dei membri che vi recitano brani della Scrittura. Il turbamento che potete
provare non è dovuto alle parole che dicono, ma allo spirito da cui provengono.
Satana, infatti, può travestirsi da angelo di luce
e ingannare molti. Perciò dobbiamo pregare lo Spirito affinché ci aiuti
a discernere l'origine delle parole apparentemente giuste.
Le
curiosità intellettuali
Prendiamo il nostro atteggiamento verso la sofferenza
e le difficoltà della vita.
Vi sono momenti in cui queste cose debbono essere
vinte nella potenza dello Spirito. In 2 Corinzi 2,14 Paolo dice: "Siano
rese grazie a Dio che, in Cristo, ci porta sempre al trionfo" Sempre.
A volte questa verità ci fa vedere quel trionfo di
Cristo in situazioni specifiche. Prendete l'esempio delle mura di Gerico. Dio
ci porta al trionfo, sempre.
Ma vi sono momenti in cui questa verità non è
applicabile, perché in quei casi non sarebbe un fatto di fede, ma la soddisfazione
dei nostri problemi intellettuali. E allora non ne risulterà la potenza
di Dio, perché a Lui non interessa che usiamo la Sua verità per risolvere i
nostri problemi intellettuali.
Egli vuole piuttosto che siamo in grado di vivere la
vita cristiana, e magari nel prossimo livello spirituale Egli allargherà la
nostra prospettiva di verità e la nostra capacità di capire cose che oggi sono
semplicemente dei misteri per noi. Ma non Si interessa alla nostra curiosità
intellettuale sulle cose spirituali.
Una volta a scuola un bambino chiese: "Cosa ha
fatto Gesù nell'età tra i dodici e i trent'anni, su cui c'è il silenzio nella
Scrittura?" L'insegnante gli rispose: "Ti dirò un segreto: Preparava
un inferno speciale per quelli che avevano questo tipo di domande".
Dio ci ha dato una verità sufficiente per poter
vivere di potenza e di concretezza. A molte domande non ha dato risposte,
perché non è affare che ci riguardi. Che succede a chi non è stato battezzato e
non ha mai ascoltato il Vangelo? Andranno all'inferno? Non lo so.
La Scrittura non risponde a questa domanda, e non è
affar mio. Infatti, dal momento in cui una di quelle persone entra nel mio giro
di vita, io divento per lui un testimone, e devo parlargli di Cristo.
Il
"trionfo" secondo Dio
Torniamo ora a Paolo, che ha affermato che Dio ci
porta sempre al trionfo. Nella stessa lettera di 2 Corinzi egli dice:
"Per cinque volte ho ricevuto le trentanove
frustate dagli ebrei. Tre volte sono stato bastonato dai romani. Una volta sono
stato ferito a colpi di pietra. Tre volte ho fatto naufragio e una volta ho
passato un giorno e una notte in balìa delle onde. E ancora lunghi viaggi a
piedi, pericoli di fiumi, di briganti, pericoli da parte degli ebrei e dei
pagani, pericoli nelle città, nei luoghi deserti e sul mare, pericoli da parte
dei falsi fratelli. Ho sopportato duri lavori ed estenuanti fatiche. Ho
trascorso molte notti senza poter dormire. Ho patito la fame, la sete.
Parecchie volte sono stato costretto a digiunare. Sono rimasto al freddo e non
avevo di che coprirmi" (2 Cor 11, 24-28).
Se
questa è la tua idea del trionfo, Paolo, stai usando un dizionario diverso dal
mio!
Dio ci porta sempre al trionfo! Eppure Paolo ha
sperimentato molti casi in cui è stato battuto, schiacciato umanamente, ma noi
non siamo sconfitti. Dio ha un Suo modo di trattarci, e dobbiamo anche
attraversare momenti di prova, ma Egli sa come vincere attraverso i tempi di
apparente sconfitta, di sofferenza, di difficoltà. Sarebbe bello vedere subito
le cose come Dio le vede. Talvolta le vediamo in retrospettiva. La nostra vita
ha momenti di ombra. C'è gioia e c'è dolore; ombre e luci. Ma il risultato del
quadro che Dio sta dipingendo in noi sarà bellissimo, e poi vedremo che le
ombre servivano a far risaltare meglio le luci, ed erano altrettanto necessarie.
Per questo Paolo vedeva come parte del trionfo
anche le prove: perché contribuivano alla
totalità della vita che Dio gli dava in Cristo.
La
preghiera: insistere o non insistere?
Un altro problema riguarda la vita di
preghiera.
È giusto pregare e chiedere una volta e poi lasciar
stare, o dobbiamo continuare a chiedere? Vi siete mai posti questa domanda? La
risposta è sì.
A volte lo Spirito ci mette davanti alla Scrittura:
"Credete di aver ricevuto e riceverete!" E potete chiedere una
sola volta e vedere i risultati.
Ma andate in Luca 11: "Perché hai continuato
ad insistere e sei stato importuno, ricevi ciò di cui hai bisogno". È
la storia dell'amico che chiede dei pani di notte al vicino che stava a letto a
dormire.
Sono due verità della Scrittura, che però non si
applicano entrambe alla stessa situazione e contemporaneamente. Solo lo Spirito
ci aiuterà a capire. Ma se resteremo confinati alla logica umana ci
confonderemo con un solo brano evangelico, e ciò provocherà divisioni tra noi.
Talvolta una sola preghiera ci farà ottenere la
risposta di Dio. Altre volte ci sarà richiesta una preghiera insistente, magari
di anni. Dio è un Dio di infinità varietà, e non vuole che viviamo
secondo la Legge. La Legge è un sistema. Se imparo un
sistema, ogni volta ottengo lo stesso risultato davanti a fatti determinati. Ma
Dio non opera in questo modo.
Dio opera per mezzo dello Spirito. Non
siamo sotto la Legge, ma nello Spirito.
Guarigione
e attaccamento alla guarigione
Un paradosso enorme esiste, ad esempio, nel
ministero di guarigione: la persona che meno si interessa a guarire è quella
che guarisce. Egli guida quelli che pregano e intercedono per la gente, a
pregare per questa resa a Dio, questo arrendersi a Lui, lasciarsi andare ai
Suoi progetti. È una specie di passività, un abbandonarsi a Lui facendoGli fare
ciò che ha deciso di fare.
Un ostacolo invece è fissarsi su una parola del
Signore che non sia la Sua ispirazione del momento. È Parola del Signore, ma
non tutta la Sua Parola. La Parola di Dio richiede una fede coraggiosa e
senza compromessi. Dobbiamo credere a quella parola, e applicarla.
"Imporrete le mani sui malati e questi
guariranno". È un tipo di sensibilità dello Spirito. Se Dio ha dato
quella parola, ci sarà la guarigione.
Relazione
tra i vari aspetti della verità e la potenza
È importante capire la natura della verità della
Bibbia. Ci sono dimensioni della verità di Dio che sono come un diamante a
molte facce. C'è un momento per ogni aspetto di quella verità: "Credo
nella sicurezza
eterna".
Talvolta è giusto credere a questo, e quando la
persona ne avrà bisogno Dio le dirà: "Nessuno ti toglierà dalla mia
mano". Potete credere con assoluta certezza a questa verità, ma
quella non è la sola verità di cui la Bibbia parli.
Infatti, quando un uomo sbaglia, parlargli della
sicurezza eterna lo farà indugiare nell'errore. Ci sono allora altre parole per
lui, che servono a scuoterlo dal peccato e a farlo tornare a Dio. C'è l'invito
al pentimento, ed è quella per lui la parola appropriata per farlo uscire da
quella situazione.
Così, se leggendo la Parola di Dio ne rilevate le
contraddizioni, lodate Dio! LodateLo proprio per quelle differenze, perché da
esse potete constatare quanto Egli sia attento alla varietà delle esperienze
umane e delle situazioni in cui si possono trovare i Suoi figli. Egli ha una
parola per ogni situazione: ciò che accade in questo luogo può essere il
contrario di quanto accade qui vicino. Ciò non significa che l'uno sia nel
giusto e l'altro nell'errore. Significa invece che Dio, per mezzo del Suo
Spirito, ci guida ad applicare la Sua verità in modo tale che ci venga
trasmessa con potenza.
Una
potenza che porta alla salvezza
La Parola di Dio non è saggezza intelligente,
o una saggia filosofia umana. Essa è potenza di Dio che ci
porta alla salvezza. E quando Dio ci dà la Sua Parola, vuole che essa
produca risultati concreti e pratici nella nostra vita.
Riguardo alla nostra comprensione intellettuale
delle realtà spirituali, è un argomento che può andare avanti per tutta
l'eternità. Ma quando una persona ha bisogno di potenza perché si trova in una
situazione determinata, Dio vuole dargli qui e ora quella
potenza, in modo tale che influisca sulla sua vita.
Vi incoraggio quindi a considerare alcune delle
vostre idee riguardo alla preghiera, alla dottrina, alla vita,
e a riconoscere la diversità della verità di Dio e a fare di
questa una parte viva della vostra preghiera, quando vi mettete davanti alla
Scrittura:
"Signore, fa' che quella parte della Tua
Parola, appropriata alle situazioni che dovrò affrontare oggi, sia depositata
nel mio cuore. Fammi capire ciò che Tu mi stai dicendo ORA."
C'è una parola attuale per ogni mattina in cui ci
svegliamo. E non lasciamoci turbare se in apparenza sembra contraria alla
parola ricevuta sei mesi prima.
È proprio questa la natura della verità nella Bibbia.