Come vivere felici insieme - di Bob Mumford

Appendice

 

 

Bob, ti prego,

 

dì loro che funziona

 

 

Forse niente dimostra più chiaramente ciò di cui abbiamo parlato di questa lettera ricevuta da una Signora del Maryland:

 

Mio caro Bob,

Non posso smettere di ringraziare Dio per il tuo audio sul matrimonio. Penso che Gesù voglia che tu sappia cosa sta succedendo nella mia famiglia.

Ho trentanove anni e mi sono drogata per sedici, poi mi sono indirizzata verso all’alcol. Anche mio marito Ed era alcolizzato: aveva cominciato a bere a tredici anni. Abbiamo sette figli di 21, 19, 17, 16, 14, 13 e 11 anni e mezzo.

Quattro anni fa abbiamo fatto amicizia con persone che avevano un problema simile, e mio marito smise di bere. Purtroppo io non riuscii a credere che esisteva una potenza più grande di me che potesse aiutarmi.

Con i liquori e l’alcol, anch’io soffrivo di attacchi di depressione, con attacchi di odio incontrollabile verso i figli, il marito e me stessa. Ho tentato il suicidio circa undici volte usando barbiturici, antidolorifici e overdose di aspirina. Spesso sono finita al pronto soccorso, e il mio psichiatra mi disse che avevo ingerito tante piccole da uccidere un cavallo. Ed, lavoratore portuale, mi doveva telefonare ogni giorno solo per vedere se io e i bambini stavamo bene.

 

Dopo due anni di incontri con altre persone che avevano lo stesso problema, infine cercai di smettere di bere. Per cinque mesi tenni duro con forza, riuscendo a malapena a resistere alla pressione crescente della depressione e alla voglia di bere. Sapevo che era solo questione di tempo prima che ricominciassi a bere.

Una notte, mentre mi sentivo malissimo, accesi la TV e mi capitò di sintonizzarmi su una Crociata di Billy Graham. Ascoltai il Dr. Graham che diceva come quest’Uomo Gesù Cristo era morto per tutte le nostre malattie, i nostri peccati, il nostro odio e i nostri cattivi desideri. Era morto per pagare il nostro debito e per liberarci. Quello che dovevamo fare era solo orientarci verso di Lui.

Nell’ascoltare mi accorsi di avere gli occhi pieni di lacrime. Nella stanza con me c’erano tre o quattro ragazzi. Steve, vedendo le mie lacrime, uscì dalla stanza per nascondere il proprio imbarazzo. Gli altri due ovviamente erano dispiaciuti per me, e quando mi inginocchiai lo fecero anche loro. Prima non avevamo mai pregato insieme, ma ora tutti e tre chiedemmo a Gesù di entrare nella nostra vita e di aiutarci. Prima del termine del programma, a noi si era aggiunto anche Steve.

 

Questo, Sig. Mumford, fu l’inizio.

Lentamente, ma in modo sicuro, Gesù diventò più reale nella nostra casa. Mi liberò dall’odio e cominciai ad imparare ad amare. Ben presto anche mio marito e gli altri figli chiesero a Gesù di entrare nella loro vita.

Eravamo sobri e pregavamo insieme, ma in casa nostra le cose ancora non andavano del tutto bene. Eravamo esperti nel litigare e bestemmiare, e spesso erano arrabbiature feroci. Temo di esser stata la causa della maggior parte dei guai. Ero così orgogliosa della mia prolungata sobrietà e della libertà ritrovata che cominciai a considerarmi una cristiana super-spirituale. Citavo versetti biblici e dicevo ai familiari come comportarsi, finché mio marito cominciò a chiamarmi “Sergente” o “Suora.”

 

Poi una sera, all’incontro comunitario che avevo cominciato a frequentare, mi alzai per parlare e dissi come avevo imparato ad avere fiducia in me stessa e a difendere i miei diritti. Ero fermamente convinta che nessuno poteva dirmi cosa fare o non fare. Pensavo che nessuno, oltre Gesù, poteva darmi ordini.

Dopo il mio breve discorso, mi si avvicinò un amico per dirmi di avere un’ audio cassetta che forse avrei voluto ascoltare. Mi piaceva sempre ascoltare cassette di insegnamento, e risposi: “Certo, voglio ascoltarla.” Il giorno dopo me la portò a casa, e io mi sedetti digrignando i denti, mentre ascoltavo te che dicevi alle mogli che dovevano sottomettersi ai loro mariti. Volevo chiuderti la bocca, quando tu cominciasti anche a dire cosa dovevano fare i mariti, e allora volli far sentire il nastro anche a Ed. Credevo che dovesse imparare una cosa o due su come essere un marito migliore.

 

Quella sera feci ascolta il nastro a Ed, e lui sogghignò per tutto il tempo in cui si parlava delle mogli. Prima della fine del nastro ci sogghignavamo a vicenda; poi siamo scoppiati a ridere e quindi, poco prima della fine abbiamo pianto. Gesù ci ha riuniti in preghiera. In cuore sapevo di volermi sottomettere a Ed.

 

Immediatamente dopo Ed cominciò a dirmi che questo non lo potevo fare, e quello neppure, e i primi giorni e settimane furono un inferno. Ma io volevo fare la cosa giusta, e mentre Ed era al lavoro tornavo ogni giorno ad ascoltare il nastro in preghiera. Ero troppo testarda per sottomettermi, ma poco a poco Gesù operò un miracolo in me. Mi sta cambiando dentro, e io Lo posso solo lodare. Ora le cose sono così diverse! Sono tanto più felice, ed è meglio ogni giorno. Ed sa che mi sottometterò a lui e sa anche di essere responsabile davanti a Gesù. I nostri figli conoscono la differenza, e il nostro figlio diciassettenne, che si vergognava di manifestare le proprie emozioni davanti a Dio, ora è venuto a Gesù. L’ho sentito dire che è orgoglioso dei suoi genitori.

 

Il giorno in cui decisi di sottomettermi a mio marito ha segnato un punto di svolta nella nostra vita di famiglia cristiana. Abbiamo cominciato a sperimentare una felicità nuova e più profonda. In famiglia le relazioni crescono e continuano a migliorare. Le scintille non volano più come avveniva prima, e i problemi e i campi difficili vengono a galla e sono guariti uno a uno. E sono molto più felice della donna che se ne stava in piedi davanti a quel gruppo per dire di aver imparato a difendere i propri diritti!

 

Anche l’aspetto economico è stato influenzato. Il lavoro di Ed è raddoppiato e quattro dei nostri ragazzi ci hanno detto di non voler soldi per sé, ma solo pochi spiccioli da spendere. I due più grandi che sono in Marina mandano gli stipendi a casa. Gli altri due portano a casa l’intero assegno  che riscuotono. Dio Si prende davvero cura di noi.

I cambiamenti sono talmente meravigliosi, Bob Mumford. Vorrei che tu potessi vedere i nostri sette ragazzi: ciascuno è pieno dell’amore di Gesù, desideroso di parlare agli amici della differenza  che Egli porta nella vita della gente. Steve era un hippy coi capelli lunghi che andava a scuola con gli occhiali da sole e la giacca di pelle. Gli insegnanti si lamentavano dell’influenza che aveva sugli altri studenti e abbiamo dovuto toglierlo dall’undicesimo grado. Oggi è in Marina. Ha avuto la media più alta (95) alla scuola di meccanica per jet e una nota di onore. Poi ha capito che il Signore lo guidava alla scuola per cuochi, dove ha raggiunto la media più alta (95-97) del suo corso. Ci dice: “Non è merito mio, è Gesù che fa tutto!”

 

Sono cinque mesi da quando abbiamo ascoltato il tuo nastro e ho chiesto a Gesù di aiutarmi a sottomettermi a mio marito. Ora nella nostra casa tutto va meravigliosamente al posto giusto: Sono ben lungi dall’essere la moglie perfetta e sottomessa, ma è stupendo vedere Dio che agisce nella mia famiglia.

Bob, ti prego, dì agli altri che funziona davvero. Non sono orgogliosa del caos in cui era la nostra vita, ma lodo Dio per il miracolo che sta operando in casa nostra. Gli amici ci dicono che i nostri volti irradiano gioia, e che siamo tanto diversi! Tutto merito di Gesù! Non vedo l’ora che arrivi ogni nuovo giorno per vedere cosa ci riserva Gesù!

So bene cosa significhi essere drogati  e alcolizzati. Ma credetemi, niente può somigliare neppure lontanamente a cosa significhi stare con Gesù!

 

Che Dio ti benedica.

Tua in Gesù

Flo.