Decidere di amare – di Ken Wilson
Capitolo
Sesto
Amore incondizionato: fin a che punto? – Non appena cominciai a capire che l'amore cristiano
era un amore incondizionato, nei recessi della mia mente cominciò a prendere forma
una specie di timore.
Ø
Immaginavo di camminare per una
strada dopo aver percepito lo stipendio, e che un mendicante mi
avrebbe chiesto del denaro: io gli avrei dato l'intera paga settimanale
e me ne sarei tornato a casa a mani vuote. Questo tipo particolare di paura non
è del tutto illogico:
Ø
il padre di famiglia
che desse tutta la paga a un medicante
avrebbe espresso un amore incondizionato verso di lui, e non è detto che Dio
non possa mai chiederci una cosa simile. Tuttavia, sebbene sia importante considerare
che l'amore cristiano è senza condizioni, dovremmo anche capire che esso
non è indiscriminato.
Tale amore va praticato in tutte le relazioni, ma va
espresso in modo diverso nei vari tipi di relazione.
I Vari Tipi di Relazione
La Scrittura fa chiare distinzioni tra i vari tipi di
relazione e ci dà istruzioni su come
comportarci nelle stesse. Qui sotto esponiamo l'elenco di molti tipi di
relazione ai quali si fa riferimento nella Scrittura:
-
Dio e uomo
-
marito e moglie
-
fratelli e sorelle
-
fratelli e sorelle in Cristo
-
anziani e membri della
comunità
-
autorità civili e cittadini
-
padroni e schiavi
-
genitori e figli
-
rabbi e discepoli
-
ospiti e invitati
-
nemici
-
estranei (non cristiani).
Gran parte della saggezza della Scrittura si interessa di come dovrebbero essere tali relazioni e
di cosa Dio si aspetta da noi nelle stesse.
Ø
Sebbene ci sia molto
accavallamento, ci sono anche delle differenze nelle istruzioni relative alle relazioni e la Scrittura indica anche il tipo di priorità che
dovrebbero avere.
Ø
Il fatto ad esempio che la relazione genitori-figli sia trattata in
maniera tanto particolare nei Dieci Comandamenti
– Onora il padre e la madre – dice qualcosa dell'importanza che Dio attribuisce
a tale relazione.
Questo ha importanti ripercussioni sulla nostra discussione sull'amore, poiché l'amore cristiano non viene esercitato a vuoto, ma nelle
varie relazioni personali che coinvolgono tutti.
Ø
Esso non ignora le differenze tra le varie relazioni, ma le rispetta.
Ø
Per essere esercitato con
efficacia, l'amore cristiano va esercitato in maniera diversa secondo il tipo
di relazione.
Le parole greche usate nella Bibbia sono più adatte di quelle
italiane per cogliere le varie espressioni dell'amore.
è Gli autori del Nuovo Testamento usano parole greche diverse per
distinguere tra amore sessuale, familiare,
fraterno, intimo e di ospitalità.
è Tutti questi tipi d'amore si possono esprimere come “agape”, la parola greca scelta
dagli autori del Nuovo Testamento per descrivere
l'amore-servizio cristiano.
In seguito considereremo in che modo la Bibbia affronta l'amore verso i fratelli cristiani, verso gli estranei e
verso gli ospiti.
L'Amore
verso Fratelli e Sorelle
“Dopo aver purificato (dal greco “hagnizein”) le
vostre anime con l'obbedienza alla verità, per amarvi sinceramente come
fratelli, amatevi intensamente” (1 Pt 1,22).
“Poiché dunque ne abbiamo l'occasione, operiamo il
bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede” (Gal 6,10).
“Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni
gli altri; come Io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da
questo tutti sapranno che siete Miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli
altri.” (Gv 13, 34-35).
L' “amore verso i fratelli” (nella fede) è quell'amore
speciale che i cristiani dovrebbero praticare fra di loro. É una forma speciale di amore cristiano riservata a un
tipo particolare di relazione.
Ø
La confusione odierna – Nei tempi moderni l'idea
di “fratellanza cristiana” è stata confusa con
quella che chiamiamo “fratellanza umana”.
Ø
Questo secondo termine si riferisce alla comune
creazione da parte di Dio, alla comune dignità di
esseri umani, alla comune natura di membri della razza umana, alla comune
chiamata di Dio a obbedirGli, nonché alla nostra responsabilità comune di
trattarci con giustizia tra noi.
Ø
Ma “fratellanza umana” non è un termine della Scrittura; e
Ø
neppure il sinonimo di
fratellanza cristiana secondo quanto è
descritto nella Bibbia.
è Il Nuovo Testamento ci insegna ad amare tutti gli
uomini, inclusi i nemici;
è ma quando si riferisce ai “fratelli”, intende quelli che sono
partecipi della stessa alleanza con Dio e reciproca.
Fratelli in
questo senso lo diventiamo non solo per la nascita nella razza umana, ma perché
crediamo in Gesù e riceviamo il potere di diventare figli di Dio.
Una
relazione Familiare
I fratelli e le sorelle in Cristo sono membri della stessa famiglia spirituale.
Ø Quando Pietro chiese al Signore cosa dovevano aspettarsi quelli che avevano deciso di seguirLo, Gesù rispose:
“In verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa Mia e a causa del vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna” (Mc 10,29-30).
Una donna della nostra comunità ha avuto l'esperienza unica di crescere con cinque fratelli e di allevare poi sei
figli.
Ø
Era solita pensare che le sorelle
e le figlie non facessero parte del piano
di Dio per la sua vita.
Ø
Quando poi entrò nel tipo di relazione familiare che esiste tra i membri
della nostra comunità, si rese conto che Dio
faceva più del necessario per colmare quel suo vuoto: alla lettera ebbe
centinaia di sorelle, molte delle quali talmente giovani da poterle essere
figlie.
I cristiani non sono solo soci, o colleghi, o persone
che si limitano ad avere interessi in comune. Il legame che esiste tra loro è
un legame familiare.
Famiglia,
non Cricca
Poiché l'amore fraterno non include tutti, può essere considerato con sospetto o scambiato per
una cricca o combriccola. In realtà
Ø
la relazione che
dovrebbe esistere tra i cristiani è di tipo familiare, non di élite.
Ø La famiglia non potrà essere considerata una cricca, perché i componenti hanno pranzato insieme e hanno una relazione speciale tra loro. Al contrario, la famiglia i cui membri avessero forti legami di lealtà e di impegno reciproco desterebbe la nostra ammirazione.
Ø
I cristiani fanno
parte della stessa famiglia, non della stessa cricca
e
Ø
gli stessi legami che tengono
unita la famiglia naturale è necessario che tengano unita anche la chiesa. Non solo, ma
la stessa mancanza di impegno che costituisce una
minaccia per la famiglia naturale, è una minaccia anche per i legami tra
cristiani.
Questo non significa certo che i gruppi cristiani non si comportino mai come una combriccola:
talvolta lo fanno davvero.
Ø
Ma quando i membri di
un gruppo cristiano si ritrovano a comportarsi come
membri di una élite esclusiva – quando diventano presuntuosi, condiscendenti nel
comportamento verso gli estranei, o ancora quando mancano di accogliere con
calore i nuovi venuti – dovrebbero smetterla
di comportarsi in quel modo.
Dovrebbero pentirsi,
ma non smettere di esercitare l'amore verso i fratelli, né dovrebbero
indebolire il loro impegno reciproco o cercare di far finta di non avere una
relazione speciale coi fratelli cristiani.
Una
Unità di Misura
I cristiani non devono essere apologetici a proposito del loro amore speciale verso gli altri
cristiani.
Ø
La Scrittura, infatti, dà un'alta priorità a questo tipo d'amore, e noi
dovremmo fare lo stesso.
Ø
A dire il vero, essa considera l'amore fraterno come una unità di misura del
cristianesimo di una persona.
Ø
San Giovanni ne parla come di uno dei segni che rivelano che la persona vive in Cristo:
“Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane
(vive) in noi e l'amore di Lui è perfetto in noi” (1 Gv 4,12).
Quel tipo d'amore è uno dei segni che siamo passati dalla morte alla vita:
è “Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla
vita, perché amiamo i fratelli” (1 Gv 3,14).
L'Amore
verso gli Estranei
“Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore
con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatto
rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati. ... (e nessuno
potrà) vantarsene. Siamo infatti opera Sua, creati in Cristo Gesù per le opere
buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo.
“Perciò ricordatevi che un tempo voi, pagani per
nascita, ... in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza
d'Israele, estranei ai patti della promessa (e quindi non appartenevate al
popolo di Dio), senza speranza e senza Dio in questo mondo. Ora invece, in
Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini”
(Ef 2,4-5; 9-13).
Il Nuovo Testamento ci dà altri dettagli sul modo in cui dovremmo amare gli estranei, ma questo brano fornisce un'utile prospettiva, dimostrandoci che un
tempo tutti eravamo “pagani” e quindi estranei o stranieri per Dio e per il Suo popolo.
Ø
La Scrittura inoltre si preoccupa
di ricordarci che il fatto di appartenere a Cristo
non è un qualcosa di cui possiamo
attribuirci il merito: è una questione di grazia
immeritata; e poiché non abbiamo guadagnato
o meritato nulla, non abbiano proprio nulla di cui vantarci.
La persona che mi ha aiutato ad entrare in una vita impegnata col Signore, non ha dimenticato la sua condizione precedente. Quale agnostico, talvolta restavo frustrato dalle sue
confidenze: era chiaro che sapeva di avere qualcosa che io non avevo, ma non ho
mai avuto l'impressione che fosse migliore di me, anche se gli invidiavo la
posizione di cristiano.
Ø
E lui non si scandalizzava davanti ai miei valori quando erano
contrari a quelli cristiani, né restava sorpreso se
facevo cose che lui considerava sbagliate: sapeva che mi trovavo sotto un
governatore diverso, che vivevo sotto altre
regole.
Ø
Ma, pur non accettando il mio modo
di vivere come cosa buona, pareva mi capisse.
E proprio questo fu uno
dei motivi che gli permisero di conquistare la mia fiducia e per i quali le sue parole su Gesù avevano tanta
influenza su di me.
Qui sotto elenco alcune istruzioni specifiche relative all'amore
che dobbiamo avere per i non cristiani:
“La vostra condotta tra i pagani sia
irreprensibile, perché mentre vi calunniano come malfattori, al
vedere le vostre buone opere giungano a glorificare Dio nel giorno del giudizio”
(1 Pt 2,12).
“Comportatevi saggiamente con quelli di fuori
(i non-cristiani); approfittate di ogni occasione. Il vostro parlare sia
sempre con grazia, condito di sapienza” (Col 4,5-6).
“Onorate (rispettate) tutti, amate i
vostri fratelli (nella fede), temete Dio, onorate i re” (1 Pt
2,17).
“Spetta forse a me giudicare quelli di fuori
(i non credenti)? Non sono quelli di dentro che voi giudicate? Quelli di
fuori li giudicherà Dio” (1 Cor 5,12-13).
“Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete
in pace con tutti” (Rm 12,18).
Il Nuovo Testamento, a proposito dell'amore verso i non
cristiani (gli stranieri, i gentili o
quelli di fuori), pone l'accento su diversi
aspetti :
Il
Rispetto
“Onorate tutti”. Il rispetto che dobbiamo nutrire verso gli altri
dovrebbe vincere ogni naturale tendenza a guardare con condiscendenza chi vive
in maniera diversa dalla nostra. Ai
non-cristiani dovremmo comunicare il rispetto che abbiamo verso di loro sia col nostro modo di parlare che con la relazione che
abbiamo con loro.
La
gentilezza
“Il vostro parlare sia
sempre con grazia”. Qui non si tratta solo di educazione: la gentilezza consiste nel fare
dei favori con generosità, anche quando non sono
meritati. Così infatti imitiamo il Padre Celeste, proprio come ci ha comandato
Gesù: “Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro” (Lc
6,36).
La
pace
“Vivete in pace con
tutti”. Così come ci impegniamo ad avere relazioni
pacifiche con gli altri cristiani, dovremmo fare
tutto il possibile per vivere in pace con gli altri.
Il concetto biblico di pace è qualcosa di più della sola mancanza di inimicizia o di conflitto: include l'idea che le relazioni dovrebbero essere “in ordine”.
Per quanto alcuni
aspetti delle nostre relazioni con gli estranei
(stranieri, persone fuori dalla comunità dei credenti) non siano sotto il
nostro controllo, non dovremmo sottovalutare i problemi che possiamo
avere con loro per il solo fatto che essi non sono fratelli in Cristo.
Le
buone azioni
“Fate del bene a tutti
gli uomini”. L'amore dovrebbe esprimersi in azioni, non solo in discorsi e intenzioni. E uno dei modi principali in cui possiamo e dovremmo
amare gli “estranei” è aiutarli, facendo qualcosa che esprima loro il nostro amore.
Interesse
per il vangelo
“Utilizzare il tempo al
massimo”. Dovremmo ricordare che Dio
desidera ardentemente che quelli che non Lo conoscono si avvicinino a Lui, per
poter giungere a “glorificare il Padre nel giorno del giudizio”. Le relazioni con i non-cristiani dovrebbero essere
occasioni per permettere che ciò avvenga.
Ø
Ciò ovviamente non
significa che dovremmo amare i non-cristiani solo
quando vediamo l'occasione di parlare loro del
Signore: la maggior parte della gente si
rende conto quando è amata solo in vista di una “prospettiva di
evangelizzazione.”
Ø
Né dovremmo agire con
incoerenza verso le nostre convinzioni –
nello sforzo di farci accettare dai non-cristiani – agendo in quel modo “per
amore del Vangelo”.
Ø
Mi è capitato di
conoscere un uomo convinto, come cristiano,
di non dover fumare marijuana. Ma quando si trovava con amici e parenti che la fumavano, qualche
volta si univa a loro ritenendo, erroneamente, che in quel modo avrebbe
migliorato la propria credibilità presso quel gruppo e di conseguenza la
propria efficacia nel condividere il vangelo con loro.
Ø
Può essere un punto di vista, ma
dovremmo considerare il problema anche da un'altra prospettiva, cioè ponendoci
questa domanda:
Ø
“Se stasera uno di loro diventasse cristiano,
il mio comportamento gli sarebbe di aiuto, o non servirebbe piuttosto a confonderlo?”
In altre parole, il
nostro comportamento dovrebbe essere un esempio buono, sia che ci aiuti o meno ad essere accettati. É molto
meglio essere rispettati come persone che fanno le cose giuste, che essere
accettati come “uno di loro.”
Non
giudicare
“Spetta forse a me
giudicare quelli di fuori (gli estranei)?” (1 Cor
5,12). Quando alla nostra tendenza a “giudicare” Paolo fa una distinzione
tra credenti e non. Nella sua qualità di anziano,
egli aveva la responsabilità di dare
giudizi all'interno della comunità cristiana. Ad
esempio,
Ø
vi erano persone il cui comportamento richiedeva l'espulsione
dalla comunità. Paolo tuttavia non si assumeva la responsabilità di giudicare gli
estranei: lasciava quel compito a Dio.
Ø
Riassumendo, verso i non-cristiani non è necessario esprimere lo stesso tipo
d'amore che manifestiamo verso i fratelli in Cristo.
Ovviamente ci sono diversi punti in comune, ma anche tante differenze che, se
ignorate, possono procurarci seri fastidi.
Ø
All'inizio della mia vita cristiana ero portato ad ignorare le distinzioni
nelle relazioni con amici cristiani e non.
Ø
Quando fui in grado di avere relazioni più profonde con gli amici cristiani, cercai di portare allo stesso livello anche le altre,
ma il tentativo non funzionò molto bene.
Nell’impegno ad essere aperto ed onesto con gli amici non
cristiani, mi sono lanciato in
conversazioni riguardo alle mie nuove convinzioni su argomenti delicati, come
se ne stessi discutendo con dei cristiani;
Ø
ma il risultato non è sempre stato quello di avvicinare quegli amici al
Signore. Anzi, spesso è stato l'opposto.
Il Signore voleva che li amassi di più e meglio, ma non necessariamente allo stesso modo e con lo stesso tipo di profondità con cui amavo gli amici cristiani.
L'amore
verso gli ospiti
Il Nuovo Testamento parla anche di un altro tipo d'amore: quello che si esprime mostrandosi ospitali. Notate cosa dice:
“Praticate l'ospitalità gli uni versi gli altri,
senza mormorare” (1 Pt 4,9). “Non dimenticate l'ospitalità; alcuni,
praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo” (Eb 13,2).
Ø
L'amore verso gli
ospiti è un'altra forma distinta di
amore cristiano. Il brano cui si accenna nella lettera agli Ebrei si riferisce
probabilmente al tempo in cui Abramo fu visitato da due ospiti misteriosi: due
messaggeri di Dio in cammino verso Sodoma. Il modo in cui egli li trattò è un
ottimo esempio di amore ospitale.
Ø
Abramo li accolse con
rispetto, inchinandosi davanti a loro.
Quindi li invitò a sedersi all'ombra della sua tenda e offrì loro di lavarsi i
piedi e di rinfrescarsi. Poi servì loro un buon pasto, e quando giunse il
momento di partire li scortò per un tratto di strada (Gn 18).
Nell'epoca del Nuovo Testamento a ricevere ospitalità erano di solito dei cristiani
itineranti, provenienti da altre città:
uomini come Paolo e Barnaba, con un ministero itinerante. Dai fratelli essi
ricevevano un tipo particolare d'amore che, come l'ospitalità di Abramo, veniva
espresso con azioni specifiche.
Ø
Come l'amore fraterno o quello
per gli estranei, l'amore ospitale era un'altra forma distinta di amore,
riservata a un contesto particolare (prendersi cura degli ospiti) ed espressa
in modo particolare.
A
seconda delle relazioni
L'amore cristiano non è un bene-standard che si esprime allo stesso modo in ogni relazione:
Ø
il modo di esprimerlo varia a
seconda del tipo di relazione, e sebbene le varie forme
d'amore siano tutte “amore cristiano”, esse sono tuttavia distinte tra loro.
L'amore cristiano,
infatti, non può essere praticato con
efficacia se non si considerano le distinzioni tra i vari tipi di relazioni.
Ø
Se i genitori esprimessero verso i figli l'amore ospitale, sarebbe del tutto inappropriato – e snervante direi.
Ø
Se poi il padre correggesse un ospite come fa coi figli, sarebbe pure un comportamento sbagliato e l'amore
cristiano non giustificherebbe il suo modo d'agire. Marito e moglie esprimono il
loro amore per mezzo di una relazione sessuale, ma quella particolare espressione è fuori luogo in ogni altra relazione.
Per amare nel modo giusto ci serve la saggezza
pratica per esprimere amore nelle varie
relazioni. Tale saggezza, proprio come la potenza per amare, deve venire da Dio.
Ø
Il Signore vuole darci questo
tipo di saggezza: ai genitori per amare i figli;
ai figli per amare i genitori; alle coppie sposate e ai cristiani per amarsi
l'un l'altro e per amare chi non è cristiano – saggezza divina per esercitare
l'amore cristiano in tutte le sue espressioni.
SOMMARIO
La Scrittura ci insegna come esprimere l'amore nei
vari tipi di relazioni. Ad esempio l'amore verso
i fratelli cristiani si esprime in modo diverso da quello verso chi è al di fuori della comunità cristiana. L'amore verso gli ospiti rappresenta un'altra forma di amore cristiano. Se manchiamo
di rispettare le differenze nelle varie relazioni, ne risulta una grande
confusione.
CONCLUSIONE
“Ciò di cui hai bisogno
è l'amore!” – È la canzone di Lennon
McCartney in voga diversi anni fa Ma era una schietta dichiarazione d'amore,
oppure quei versi non erano altro che cinismo, condito con un tocco
d'ironia?
Ø
Considerando il modo
grossolano in cui è considerato l'amore
nella nostra cultura, posso capire perché qualcuno vi scorgeva un pizzico di
cinismo.
Ø
Che speranza può
esserci in un amore fondato sulle sabbie mobili dei sentimenti, o in quello che si
dilegua fuggendo davanti a un impegno duraturo? O
ancora, in un amore che, di fatto, non è che un “razionale interesse egoistico”?
Ø
E che tipo di alternativa potrà
mai offrire un amore cristiano, se in pratica è lo stesso della versione del
mondo moderno, con la sola aggiunta di essere praticato con una maggiore
convinzione religiosa?
Se
l'amore cristiano deve avere una qualche concretezza, esso deve essere diverso,
perché proviene da Dio e si fonda su Cristo.
Mi sono proposto di descrivere
come l'amore cristiano debba essere chiaramente cristiano per arrivare ad amare
con più frutto. E certamente tutti avremo tante occasioni per metterlo in
pratica!