Michael
Scanlan,T.O.R.
I° - Due tipi di confessione?
Alcuni potranno sostenere
che questo metodo di accostarsi alla penitenza contrasta
con le attuali tendenze della teologia e della liturgia sistematica, e fino ad
un certo punto è vero.
Ø
Esistono movimenti
per sostituire la confessione orale con funzioni di penitenza, i riti
penitenziali che precedono la Messa e l'assoluzione generale. Tuttavia
questo accostamento è coerente col ritorno dell'enfasi sulla confessione orale.
Ø
Per cinque secoli
la Chiesa primitiva ebbe due
tradizioni separate, che in seguito si fusero nella procedura di confessione
stabilita, rimasta valida fino ai nostri giorni.
-
Una di queste tradizioni
era quella della penitenza canonica, amministrata in pubblico dal vescovo là
dove venissero confessati pubblicamente dei peccati conosciuti da tutti, come
omicidio, adulterio e apostasia, e che quindi venivano assolti in pubblico con
una penitenza da eseguire.
-
L'altra tradizione era
quella della direzione spirituale e della preghiera per ottenere il perdono e la
riconciliazione. Quest'ultima tradizione proveniva dall'usanza di consultare
monaci ed eremiti conosciuti per la loro santità.
Ø
La confessione privata
con una formula prescritta ebbe inizio nel sesto secolo presso i monasteri
Irlandesi e Scozzesi.
La Chiesa Orientale ha continuato le due tradizioni separate della penitenza privata e
comunitaria. Viene accentuato il ruolo del sacerdote quale intercessore nella
preghiera, anziché giudice. Nel suo articolo sulla Riconciliazione
Sacramentale, Franz Nikolasch commenta gli effetti di questa teologia:
Per fare giustizia a questo ruolo, il sacerdote deve
restare costantemente in ascolto della guida dello Spirito al quale Cristo ha
collegato il perdono dei peccati (Gv. 20,22-23) e che ha insegnato ai discepoli
a vincere la tentazione e a scrutare nel cuore degli uomini. É quindi
comprensibile che in Oriente l'amministrazione del sacramento sia lasciata in
larga misura ai monaci, poiché la loro continua tensione alla perfezione li
lascia più aperti allo Spirito di Dio. Ancor oggi essi sono preferiti come
confessori e "direttori spirituali"; e il fedele si rivolgerà a loro
anche quando, come nelle epoche precedenti, non sono ordinati sacerdoti (p. 75)[i].
Pare probabile un prossimo ritorno della Chiesa romana ad un duplice approccio alla
penitenza.
Ø
Così, l'accento comunitario
posto sul sacramento potrebbe fiorire assieme alla confessione privata,
accentuando l'intero processo della riconciliazione.
Oggi l'uomo ha un disperato bisogno della riconciliazione fondata sul pentimento, e le varie forme di penitenza
individuale, e persino di gruppo, potrebbero essere strumenti potenti per
promuovere l'unione con Dio. Tutto questo concorda con l'Articolo 72 della
Costituzione della Sacra Liturgia, che invoca delle revisioni nel rito e nelle
formule del sacramento.
II° - La Guarigione solo al di fuori della
confessione?
Sembra del tutto inappropriato che le preghiere di
guarigione avvengano quasi
esclusivamente al di fuori del sacramento della penitenza.
Ø
Fu il Signore a collegare
per primo la guarigione al perdono del peccato, e la Chiesa ha sviluppato
una teologia della riconciliazione che designa questo sacramento quale via
ordinaria per la guarigione interiore.
Ø
Lo stesso concetto di
salvezza è in relazione a "salus", che significa salute o integrità,
e l'opera della salvezza mediante la penitenza dovrebbe includere tale
guarigione che riconduce alla salute e all'integrità.
É auspicabile che in ogni preghiera comunitaria i
sacerdoti sviluppino questo ministero di guarigione, quale servizio prezioso
verso il corpo di Cristo.
Ø
Esso dovrebbe estendersi
anche a quei penitenti non coinvolti nel rinnovamento carismatico.
Alcuni potrebbero ritenere che l'accostamento alla confessione qui suggerito sia troppo
nuovo e sconvolgente per i penitenti, ma l'esperienza dell'autore conferma
che i membri delle comunità carismatiche hanno una sete incredibile di questo
tipo di approccio e i laici, in generale, vi si adeguano con facilità e
naturalezza.
La lettera che segue, ricevuta da una suora, servirà a
meglio illustrare come le preghiere di guarigione attraverso il sacramento
riescono a toccare la vita delle persone assetate di Dio. La lettera è stata scritta
la mattina dopo aver ricevuto il sacramento e le preghiere di guarigione.
Le zone in costante bisogno di
guarigione - per arrivare a realizzare in noi ciò che già siamo
in Cristo - includono il
pregiudizio, il rimorso, l'odio di sé, le inibizioni, l'ansia e le paure, la
gelosia, la vendetta, l'inganno, le cicatrici dovute ai sentimenti feriti, gli
insulti, la trascuratezza, gli errori ecc. ... e tutti
quei difetti fisici che ci impediscono di amare con quella libertà, apertura,
generosità e costanza con cui Dio vorrebbe che amassimo!
Non credo più che dobbiamo
avere dei limiti. Dio ci ha creati per
essere liberi: liberi nello Spirito di Gesù Cristo di fare e di
essere tutto ciò che il Padre ci chiama a fare e ad essere.
E solo desiderando veramente che questa
guarigione avvenga in noi, aspettandosela, pentendosi sinceramente per esserci permessi in passato
di rimanere legati alle leggi del peccato,
e nella consapevolezza di questo processo costante
di guarigione che avviene dentro di noi come una unione ed una relazione
sempre più profonda con Cristo,
solo allora arriveremo a comprendere il grande atto della
ri-creazione compiuta per noi ed in noi dal Signore Gesù Cristo - che anche ORA
ci ha restaurati in lui, ad immagine del Padre! Amen! Così sia!
Questa presentazione del sacramento della penitenza
porterà molti lettori a speculare sulla potenza del sacramento dell'unzione
degli infermi.
Ø
Il celebre passo di S.
Giacomo (Gc 5, 15-16) è l'evidenza che gli anziani (i sacerdoti) della
chiesa, in virtù del loro ufficio e in
contrapposizione al ministero puramente carismatico, pregavano
sui malati e li ungevano con olio perché fossero salvati ed i loro
peccati venissero perdonati.
Ø
Questo sacramento poi fu
conosciuto come Estrema Unzione, ed era associato alla morte. Secondo un falso concetto popolare diventò
l'addio solenne da parte della Chiesa!
Ø
Tuttavia, l'insegnamento
ufficiale della Chiesa e la sua pratica approvata poneva con forza l'accento
sullo scopo del sacramento di guarire i malati [ii].
La guarigione doveva essere prima quella dello spirito, e poi anche del corpo. [iii]
Semplificazione del rituale - Frederick McManus ha sollecitato la semplificazione
del rituale riducendolo all'imposizione delle mani sul corpo del malato,
e questo gesto sostituirebbe
l'unzione delle varie parti del corpo.
Ø
Si preferisce
l'imposizione delle mani per via del suo impiego tradizionale quale preghiera di
guarigione: "un segno e una preghiera per guarire."[iv]
Il sacramento dell'unzione degli infermi dovrebbe essere un mezzo di grande guarigione.
Ø
Ma questo richiede
che i sacerdoti credano al potere di guarigione presente nel sacramento stesso
e che proclamino tale verità evangelica al malato.
La pietra di fondamento della guarigione attraverso il
sacramento si trova nell'amore del Signore verso la persona malata e nel Suo
desiderio di agire verso di essa nell'amore.
Le persone coinvolte nel rinnovamento carismatico hanno potuto constatare che questo sacramento ha portato alla guarigione di malattie diagnosticate come mortali a scadenza ravvicinata.
Ø Molte delle intuizioni per accrescere il potere della riconciliazione nel sacramento della penitenza troveranno applicazione anche nell'unzione degli infermi.
Sta agli altri sviluppare nuovi
accostamenti al sacramento, onde permettere che il sacerdote e il soggetto
interessato siano recettivi al massimo per consentire alla potenza del Signore
di operare una guarigione.
Va infine considerato il punto della pace e della
giustizia sociale. Una delle osservazioni fatte ne "La Penitenza Oggi"
è stata che la pratica
moderna della confessione tendeva ad escludere le implicazioni di giustizia
sociale.
Ø
L'argomento
centrale di questo libretto è stato quello
della riconciliazione.
Ø
Se l'uomo può
essere reso integro dentro di sé e riconciliato con Dio, allora sarà nella
posizione di essere strumento di Dio per la riconciliazione del mondo
intero.
Ø
L'accento posto sul
potere della riconciliazione nel sacramento della penitenza è il necessario
inizio del processo di riconciliazione in case, comunità religiose,
istituzioni, città, nazioni e nel mondo. Non vi è
altro luogo per cominciare.
Ø
Un uomo che non sia
in pace con se stesso o con Dio, non potrà
portare pace agli altri.
Ø
La pace, unita alla giustizia, è di vitale importanza, ed è stata trascurata troppo a lungo dal cristiano
di comodo.
Ø
La risposta non sta nel
rimproverarlo dei suoi errori per non aver portato la pace agli altri, ma nel portare a lui la pace della riconciliazione del Signore
Gesù, affinché egli possa rispondere
positivamente alla direttiva di portare la pace ai bianchi e ai neri, agli
stranieri e ai figli nativi, ai portoricani e agli immigrati della seconda
generazione, agli irlandesi del nord e a quelli del sud, ai dirigenti, ai
lavoratori immigrati e a tutti i popoli della terra che stanno combattendo.
Alcuni penseranno che tutto questo sia troppo
idealistico, e magari lo è. Ma non è più idealistico del Vangelo, che non
dipende dalla carne ma dallo Spirito di Dio. "Egli ha affidato a noi il
messaggio della riconciliazione." (2 Cor. 19).
"Signore, fammi strumento della Tua Pace"
(S. Francesco d'Assisi).
[i]
Nikolasch, Frank - "Sacrament
of Penance: Learning from the East," Riconciliazione Sacramentale,
Concilio, Religione
negli Anni Settanta, ed.
da Edward Schillebeeckx, Herder and Herder, 1971, p.75.
[ii]
Poschmann, Penance and the
Anointing of the Sick, p.247.
[iii]
Ibid, p. 247
[iv]
Vedi Siedlecki - "Renewing
the Sacraments," p.8.