Crescita Cristiana

 

SCOPRIAMO  LA  GIOIA  DELL' ADORAZIONE 

 

 Bob Mumford 

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Titolo originale : Entering and Enjoying WORSHIP

Traduzione: Anna Maria Peselli

 

INDICE

Prefazione

1.               L'ADORAZIONE: IL DESIDERIO DI DIO PER VOI

                  

                Fondamenti per l'adorazione                     

Impedimenti all'adorazione                       

I giganti nella Terra                

2.             L'ADORAZIONE: UN DONO CHE VIENE DA DIO

 

É Dio a cercarci per primo                     

Dio provvede alla restaurazione                 

Dio stabilisce le priorità                      

Passi pratici lungo il cammino                 

3.      VIE MAESTRE VERSO L'ADORAZIONE

 

La funzione della lode                         

Lo scopo del sacerdozio                         

Cosa Si propone Dio?                            

Far funzionare il tutto                         

4.     "COME" ADORARE

 

L'unità di misura                               

La nostra misura                                

Funziona davvero!                              

Qualche regola concreta fondamentale

 

 

Le citazioni della Scrittura sono tratte dalla traduzione CEI della Bibbia. Tuttavia, quando il confronto con l'originale greco o aramaico, o la chiarezza del testo, lo esigono, abbiamo messo tra parentesi le parole originarie della Bibbia e/o l'indicazione cf. davanti al relativo riferimento biblico.

           

 

PREFAZIONE:

 

 

            "Quell'uomo si è fatto da solo - e adora il suo creatore!"

         "Oh, adoro il suolo su cui cammina!"

         "Sono un vero adoratore del sole!"

         "Per anni, in silenzio, l'ha adorata da lontano!"

         "Se mai un bambino ha adorato il suo papà, quello è lui!"

 

Avete mai sentito la gente dire cose simili? Io sì, e le ho dette io stesso! Ma, proprio come voi, non intendevo usare la parola "adorare" nel senso religioso. La intendevo solo nel senso di piacere, godere, desiderare, considerare molto importante, cercare con diligenza.

 

         Questo intendevo, e niente di religioso.

         O no?

 

Dopo aver letto il libro di Bob Mumford sull'ADORAZIONE, mi sono reso conto di aver usato la parola più accuratamente di quanto pensassi.

    Cercatene il significato sul dizionario, e vi troverete: "dare grande onore e rispetto a qualcuno, considerare estremamente prezioso; ritenere assai caro; adorare."

        Onore, rispetto, considerare prezioso; adorare; è di solito il tipo di parole che attribuiamo alle persone - e alle cose. Non a Dio.

 

    La gente si è sempre servita delle parole per cercare di separare le cose "religiose" da quelle "reali," "le cose di Dio" da quelle "della gente," le cose materiali da quelle spirituali. Cerchiamo di celare i sentimenti veri, le priorità oneste con azioni, gesti ed atteggiamenti stereotipati.

 

     Ma non riusciremo a prendere in giro Dio.

     Egli vede il nostro cuore: conosce le nostre vere priorità, gli obiettivi reali della nostra adorazione, degli affetti, dell'eccitazione, dello stupore e del desiderio del nostro essere.

     

É un Dio geloso. Vuole essere LUI quell'OBIETTIVO, quel punto focale della nostra fame, il punto centrale delle nostre speranze, delle nostre ambizioni ed emozioni - e del nostro amore.

 

    Come Gesù disse chiaramente alla donna presso il pozzo: "Il Padre cerca quelli che lo adoreranno in spirito e verità" (cf. Gv. 4,23). Riuscite a immaginare il Creatore di tutte le cose, il Dio che con la Sua Parola ha creato l'uomo, all'attiva ricerca di sparuti mortali che davvero gli offrano un sacrificio tanto fragile quanto una sincera adorazione? Eppure è vero! É Dio stesso ad affermarlo!

 

     Ma cos'è l'adorazione?

 

    Sono forse le funzioni in Chiesa? La preghiera? La meditazione? É forse un qualche tipo di rituale, di dottrina, o di atteggiamento religioso? Quanti dei credenti più seri ed anziani nella fede arrivano a capire davvero l'adorazione - o l'hanno mai sperimentata?

 

    Ringrazio Dio e Bob Mumford dal profondo del cuore per questo studio accorato, tanto urgente e necessario, sulle DIFFERENZE tra LODE e ADORAZIONE. Oggi molti cristiani imparano cos'è la lode, ed è meraviglioso, perché Paolo ci insegna che il Padre vuole la nostra lode, che la stessa forma e fa crescere lo spirito (1 Cor 14) e che proprio la lode dovrebbe essere il nostro sacrificio continuo a Dio, il frutto delle nostre labbra (Eb 13,15).

 

   Ma la lode non è necessariamente adorazione, e Bob mi ha aiutato a vederne la differenza. Questo arricchisce la mia comprensione di Dio, approfondisce la mia relazione con Lui e rende più onesta la mia vita di preghiera.

 

   Nel Salmo 100, sull' "uomo secondo il cuore di Dio," David insegna: "Varcate le sue porte con gratitudine, e i suoi atri con la lode." Da tempo sapevo che la gratitudine e la lode non sono etichette che ci portiamo addosso: sono dei mezzi per entrare nelle Sue porte e presso la corte sacra più intima del Re.

 

   Ma che fate una volta che vi trovate davanti al Trono di Dio, proprio nel Santo dei Santi, alla stessa presenza dell'eterno IO SONO?

 

LO ADORATE.

LO ADORATE.

LO ADORATE.

 

    Amici cari, perfino i diavoli e gli spiriti cattivi in Marco 3 caddero al suolo davanti a Gesù gridando: "Tu sei il Figlio di Dio!" Perché mai? Forse per una qualche norma religiosa?

 

    No! Quegli esseri diabolici, sporchi e ribelli, sapevano di trovarsi alla presenza del Dio Incarnato, e il solo riconoscere Chi Egli era li scaraventò al suolo.

 

    Lo stesso accadde ai soldati venuti ad arrestare Gesù in Giovanni 18. Quando dissero di cercare Gesù di Nazareth ed Egli rispose: "SONO IO!", all'affermazione di CHI EGLI ERA caddero al suolo! Pur non essendo "religiosi," quei soldati sono stati più vicini alla vera adorazione di molta gente che va in chiesa per tutta la vita, perché in quel momento essi seppero con Chi avevano a che fare, Lo riconobbero e risposero di conseguenza!

 

    Se i soldati e i demoni si prostrarono davanti a Lui con paura e tremore, quale dovrebbe essere il nostro atteggiamento, visto che affermiamo di adorare il Dio Potente?

 

    Gesù si è più volte definito lo Sposo amabile e protettivo e ha chiamato la Chiesa la Sua sposa premurosa, solerte, adorante. Nel cantico di Salomone, il nostro Dio manifesta una nostalgia d'amore quanto mai realistica, un desiderio di realizzazione che assorbe tutto, che può e dovrebbe esistere tra noi e Colui che, alla lettera, ha dato la vita per noi.

 

    Dio sperimenta questa nostalgia d'amore, questo dolore per il nostro affetto: "Poiché Dio ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio Unigenito" (Gv 3,16). In quale modo più devastante avrebbe mai potuto provarci il Suo desiderio di noi, la profondità del Suo amore? 

    Fa meraviglia, allora, se Egli non si accontenta della osservanza religiosa e della lode ritualistica? Dovremmo sorprenderci se Dio è onestamente geloso della nostra devozione segreta verso le futili cose materiali, e del fatto che in realtà, nel nostro intimo, ci preoccupiamo più di ciò di cui abbiamo bisogno o di ciò che vogliamo  - che non di Chi Egli è?

 

    La vera meraviglia è che non ci spazi via nell'oblio per innalzare a Sé un popolo che Lo apprezzi e Lo adori davvero.

 

   Invece, nel Suo amore sincero e nella Sua misericordia autentica il Signore, desiderando una vera relazione con noi, per mezzo della Sua Parola e del Suo Spirito parla ad un servo generoso come Bob Mumford per attirarci più vicini a Sé, per invitarci nella corte interna, dove Egli ci attende nella Sua Maestà e nel Suo splendore indescrivibili - e tuttavia pronto a risponderci intimamente, individualmente, in modi troppo profondi e veri per poter essere descritti a parole.

 

   Leggete con eccitazione ed aspettativa questo libretto! Leggetelo con desiderio e gratitudine. Dio è Spirito, e ci ha creati a Sua immagine per godere di Lui e perché fossimo la Sua gioia.

 

    Come Bob ha scoperto, e mi ha aiutato a vedere: "Dove Spirito e spirito si incontrano, c'è ADORAZIONE!"

 

         "Grazie, Dio!"

         E "Grazie, Bob!"

                                                                                            Il tuo fratello

                                 Pat Boone