Ogni autorità viene da
Dio, e Dio ci chiede di sottometterci.
L’autorità viene espressa con delle limitazioni della
nostra volontà:
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“Potrai mangiare da tutti gli alberi, fuorché da quello
della conoscenza del bene e del male.”
-
E quell’albero non era relegato in un angolo, ma si
trovava in mezzo al
giardino dell’Eden, per ricordare di continuo quella
sottomissione.
L’autorità cui Cristo ci chiede di sottometterci non è solo
quella buona, che fa la Sua volontà, ma anche
quella cattiva e ingiusta.
-
Infatti, è proprio in questo tipo di sottomissione che
in noi viene spezzata la nostra naturale ribellione.
La disobbedienza alle autorità stabilite è ribellione, e
Ø
mette a nudo la nostra ribellione, che
verrà spezzata solo con la sottomissione. Per questo
Ø
la sottomissione diventa liberante:
perché ci libera dall’ostacolo più grave alla resa a Dio: NOI
STESSI e la natura di Adamo in noi – l’uomo
vecchio e presuntuoso.
Ø
L’uomo trova sempre motivi “validi” per giustificare la
propria disobbedienza.
-
Ma ogni giustificazione è ancora ribellione,
perché l’uomo manca di riconoscere in se stesso la verità di Dio.
Qual è la verità di Dio?
L’uomo è peccatore, e in se stesso non ha speranza di
salvezza.
q
La sua buona volontà e le buone intenzioni non contano
nulla quando comincia a credere in Dio.
q
Dio, infatti, vuole portarlo al punto di diffidare
di se stesso e di contare solo su di Lui.
q
Questa è una GRAZIA,
perché ci mette nella condizione di ricevere da Dio ciò che Lui vorrebbe darci
e non può a causa della nostra ribellione.
Cosa significa la manifestazione della ribellione in
noi, quando abbiamo deciso di seguire il Signore?
Ø
La ribellione manifesta che l’uomo
vecchio, il vecchio Adamo, in noi è
morto solo in teoria, ma in realtà è vivo e vegeto.
-
Non è il fallimento di
una promessa di Dio,
-
Ma l’esigenza dell’espressione volontaria e
libera della nostra adesione al
Suo messaggio.
-
E per poter aderire volontariamente devi
avere l’opportunità di agire in senso contrario, e di fare una scelta: deciderò
di fare
a)
LA VOLONTÀ DI DIO = sottomissione alle Sue
regole; oppure
b)
LA MIA VOLONTÀ = quello che sembra giusto A
ME?
Se la ribellione non viene esposta, non può essere
riconosciuta.
Ø
E se non è riconosciuta non può essere spezzata da Dio.
La RIBELLIONE, infatti, non è uno spirito cattivo da
cacciare, ma il DOMINIO della carne in noi,
è
che va spezzato dal dominio dello Spirito.
è
Quest’opera non è indolore, e la Scrittura la chiama RINNEGAMENTO
= MORTE A SE STESSI.
Ø
Il RIMEDIO a questa malattia è,
in buona parte, l’AUTORITÀ, che serve ad esporla con chiarezza.
Ø
LA SOTTOMISSIONE non ci è
richiesta perché l’autorità è giusta, ma perché Dio ci ha messo
in quell’ambiente (diventa obbedienza a Dio tramite quell’autorità).
-
È questa la cura – e spezza le catene
dell’uomo vecchio, dandogli la libertà dello Spirito.
Ecco tre passi pratici per spezzare l’uomo vecchio in noi:
1.
Imparare a memoria ciò
che dice la Scrittura sull’argomento (Rm 13, 1-2: l’autorità viene da Dio).
2.
Siamo chiamati a obbedire anche
all’autorità ingiusta, e a soffrire.
Ma per quale motivo?
q
Perché la ribellione non è risolta nella
salvezza, non nel Battesimo dello Spirito, non
con un sempre maggiore ascolto della predicazione e neppure dedicandosi
sempre più alla preghiera,
q
ma SOLO ASSOGGETTANDOCI
AD UNA AUTORITÀ CHE NON CONDIVIDIAMO.
-
Non esiste la guarigione dalla ribellione, ma
il miracolo è farla sparire;
-
Non esiste un tipo di adorazione che la spezzi.
Il problema si risolve solo attraverso la sottomissione
all’autorità che non condividi.
È di estrema importanza capire
quanto dice la Scrittura riguardo a questo argomento.
Vi sono le eccezioni, ma ora consideriamo i
principi. Le eccezioni riguardano solo Dio.
Ø
Noi dobbiamo imparare a sottometterci ai
principi.
-
Invece siamo sempre alla disperata ricerca di ECCEZIONI per
noi stessi: “Sì, ma …. “
Ø
RIBELLIONE e SOTTOMISSIONE non sono azioni, ma ATTEGGIAMENTI – Dio
in noi vuole elaborare l’atteggiamento di sottomissione spezzando la
ribellione.
Sottomissione non significa obbedienza.
-
Potete riconoscere che l’autorità può dire quelle
cose
-
Ma se sono ingiuste davanti a Dio dobbiamo obbedire
a Dio.
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Possiamo disobbedire con un atteggiamento
sottomesso (Bibbia: “Dobbiamo obbedire agli uomini, o a
Dio?”)
-
Ma allo stesso tempo è possibile obbedire con
un atteggiamento ribelle.
Quando le autorità sono ingiuste, dobbiamo sottometterci
sperando che Dio le cambi.
In Luca 7,1 il centurione romano fu lodato da
Gesù per come aveva capito bene il principio dell’autorità anche solo dalla
disciplina secolare dell’esercito romano.
-
Questa sua sottomissione lo ha portato alla fede in Dio
perché in lui la ribellione era stata spezzata.
E pur essendo una persona in autorità, sottolineava il fatto di essere egli stesso "sotto
autorità”.