James Hitchcock [1]
Quale
posto occupa il tuo "IO" nella tua vita? Su cosa ti basi per
"giudicare" il mondo e i fratelli? Forse sulle tue idee personali? O
stai già sperimentando il conflitto che deve necessariamente esistere tra la tua
volontà e quella di Dio?
Anche
tu, come ciascuno di noi, devi permettere a Dio di trasformare la tua
mentalità, per renderla conforme alla Sua.
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"Se ti fa sentire bene, fallo!" É questa la filosofia
contemporanea dell'uomo occidentale.
Certi atteggiamenti, quando si fanno
invadenti nella società, diventano quasi come la stessa aria: sono dappertutto,
e tuttavia la maggior parte delle volte sono in pochi a notarli. Qualcosa di
questo genere è accaduto ad un certo numero di atteggiamenti
prevalenti nella nostra società, che possiamo legittimamente definire neo-pagani.
Quarant'anni fa, quando il cristianesimo residuo nella nostra cultura era
ancora forte, la gente rimaneva colpita da manifestazioni persino lievi di
forme di edonismo e di irreligiosità. I mezzi di comunicazione e le scuole, per
citare le due istituzioni principali, trattavano con rispetto la morale
tradizionale e i valori religiosi; i film discutibili ad esempio, erano sottoposti
a controllo e persino espulsi dai teatri.
Oggi sui teleschermi appare
più materiale spudoratamente offensivo in una settimana di quanto non ne
apparisse prima in un anno. La maggior parte della gente, tuttavia, non
ne resta più traumatizzata: pensano che la resistenza sia inutile, oppure hanno
adottato l'atteggiamento del "vivi e lascia vivere" che permette loro
di ignorare ciò che è offensivo; o ancora hanno
fatto pace con cose in contraddizione morale con la fede che professano.
Il problema non è innanzitutto
quello degli eccessi nel parlare di sessualità. Il vero problema sta nell'atteggiamento
che lo rende possibile, provocando una situazione in cui valori
nettamente anti-cristiani agiscono anche nella vita di molti cristiani.
La sessualità è il campo più sensibile ed emotivo in cui si manifesta il
problema, ma vi sono altri campo in cui i valori pagani hanno un'azione persino
più distruttiva nel vero cristianesimo.
In breve, il problema
sta nella volontà di voler considerare l'IO quale arbitro ultimo di ciò
che è giusto o ingiusto, della VERITÁ e dell'ERRORE. Ciò che a ME
sembra buono e ciò che io ritengo tale, è considerato sacro. "Se ti fa
sentire bene, fallo!" è diventata la filosofia odierna degli occidentali.
Esposta in modo tanto brusco, probabilmente troverebbe pochi cristiani pronti a
seguirla. Ma gli atteggiamenti che implica li troviamo dovunque, e in forme più
sofisticate sono penetrati a fondo nella spiritualità contemporanea. C'è stata
una specie di rivoluzione senza che la gente se ne rendesse neppure conto!
Vediamo alcuni esempi:
è Una
coppia sposata comincia ad incontrare difficoltà nel matrimonio. Litigano
spesso, e ognuno in qualche modo sente che il matrimonio lo soffoca,
obbligandolo a fare cose che preferirebbe non fare o a non fare cose che
vorrebbe ardentemente fare.Uno di loro, o entrambi, incontrano qualcun altro con cui si sentono più a loro agio e con
il quale la vita pare promettere più libertà e realizzazione. Divorziano e si
risposano, magari spostando i figli secondo le loro esigenze. Il cristianesimo
tradizionale non avrebbe avuto difficoltà a riconoscere che il marito e la
moglie avevano un impegno sacro tra loro e verso i figli e che, con l'aiuto di
Dio, sarebbero stati in grado di onorare quell'impegno. Invece, molti cristiani
contemporanei non avrebbero alcuna difficoltà a giustificare il divorzio e il
nuovo matrimonio sulla base che Dio non vuole l'infelicità della gente, oppure
che quando non c'è amore, non c'è neppure matrimonio.
è Nella
vita religiosa un individuo viene spinto o comandato da un superiore a
intraprendere un lavoro per il quale è ritenuto adatto, e magari anche con
importanti responsabilità. Forse non vi è nessun altro disponibile a svolgerlo.
L'individuo respinge l'incarico in base al fatto che ha inclinazioni diverse,
che nel fare quel lavoro si "sentirebbe infelice" e quindi non
potrebbe realizzare se stesso.
è Un
individuo vuole, in maniera generica, fare la volontà di Dio nel mondo.
Tuttavia, nel contemplare il modo di impiegare la propria vita, considera in
primo luogo dove lo portano i propri desideri, o come poter usare i propri
talenti in modo che gli procurino un'ampia soddisfazione personale.
Non vi è niente di sbagliato nella
speranza di essere felici in questa vita, ed è indubbiamente vero che Dio dà
alla gente talenti particolari con l'intento che essi li sviluppino e li usino.
Ciò che è sbagliato nella situazione contemporanea è che tanti cristiani
interpretano la felicità nel senso del mondo,
identificandola con la soddisfazione
dei propri desideri; oppure
presumono che Dio voglia che sviluppino i talenti secondo i loro desideri.
Il cristianesimo presume
sempre che la volontà degli individui spesso sia in conflitto con quella di Dio;
che, a causa del peccato, l'uomo abbia sempre la tendenza
ad erigere i propri desideri come se fossero una specie di dio. Si
presumeva inoltre che la volontà di Dio fosse spesso contraria alla
volontà dell' uomo per se stesso.
Le manifestazioni di tale conflitto
variavano da cose relativamente triviali, come trovare il tempo per pregare
quando si hanno di fronte attività più piacevoli, fino a come impegnare la
propria vita. La vocazione cristiana intesa nel modo appropriato, era
riconosciuta come la chiamata a fare cose che spesso si avrebbe preferito non
fare.
Ora tutto questo è stato
spazzato via come con un cenno della mano. Si ha l'immagine di un
Dio benigno, che rassicura la gente che non richiederà mai loro cose che sono
riluttanti a fare, di un Padre indulgente che vuole solo la piena realizzazione
dei propri figlioletti. Essere infelici nel senso del mondo, sentirsi
frustrati, non essere capaci di "realizzare il proprio potenziale,"
sono diventati quasi i soli peccati. Se si riconosce che il peccato
abbia un qualche significato, esso viene trattato precisamente come
un'offesa contro l'IO, non contro un Dio di Bontà.
Ma le implicazioni del culto
dell'Ego vanno oltre la nota preferenza umana di fare tutto ciò che è
facile e che procura maggiore soddisfazione. Inculcano anche nella gente la
convinzione che il mondo che li circonda li violenta sempre, in particolare
nella loro autonomia e libertà. Sono quasi obbligati a diventare vigilanti contro tali intromissioni, e spesso la vita è considerata
come una serie di confronti tra un EGO determinato a difendere la propria
libertà ed una società determinata ad imporre la conformità.
Ora nella Chiesa spesso si asserisce
che il dissenso è un diritto, che quando l'individuo ritiene che l'insegnamento
pubblico sia nell'errore, gli si debba permettere di discuterlo, in pubblico o
in privato. Ma l'idea è del tutto inadeguata. Nella pratica equivale ad
affermare che qualunque cosa l'individuo pensi o senta, deve essere giusta. Per
il primato che viene dato alla coscienza, si presta poca attenzione alla
possibilità di una coscienza erronea.
Tuttavia è anche leale dire che
siamo andati oltre le discussioni sul diritto al dissenso, arrivando ad elevare
il dissenso quasi a dovere. Secondo un certo modo moderno di guardare al mondo,
qualunque dottrina insegnata con autorità, qualunque insegnamento
proclami di essere vero (distinto dalla semplice opinione), diventa una
minacciata imposizione sull'io. Così alcuni reagiscono con una
negatività automatica a qualsiasi forma di dogma religioso. Si trovano a
proprio agio solo in un universo costruito totalmente da loro stessi; si
sentono sicuri solo quando nella loro vita non c'è niente che non abbiano
scelto essi stessi.
A questo punto entra
l'importanza dell'etica sessuale, perché proprio il sesso è il campo di
battaglia scelto da alcune filosofie pagane per guadagnarsi una posizione. Le
tentazioni della carne sono perenni, e ci vuole solo un poco di incoraggiamento
sociale per portare la gente a credere che quanto prima era proibito ora è
permesso, o persino richiesto. Ed è nel campo della sessualità che la
cultura moderna inculca nella gente l'idea che la loro libertà ed il loro
piacere vengono oppressi dalla Chiesa, dalla famiglia e dalle altre istituzioni
che insegnano o incorporano la castità e la fedeltà.
Gran parte della rivoluzione
sessuale non è motivata tanto dalla lussuria, ma dall'orgoglio. Il sesso
è il campo dove la gente contemporanea ha scelto di asserire in modo
pieno la propria indipendenza, dove l'"IO CHE REGNA" ha
scelto di non riconoscere limiti di sorta. Nelle parole del sociologo
Philip Rieff c'è un "abbattimento sistematico di tutte le convinzioni
stabilite." I moderni pagani hanno giustamente giudicato che se i
cristiani professi possono esser persuasi ad abbandonare l'etica sessuale
cristiana, potranno poi virtualmente abbandonare anche tutti gli altri
aspetti del cristianesimo.
Come mai nel mondo moderno viene si
concede una simile, totale autorità all'IO? Parte della risposta è
probabilmente nel materialismo, caratteristico dell'occidente, sostenuto da 35
anni di prosperità (ora per la prima volta seriamente minacciata). La gente è
stata portata a credere che ogni loro desiderio materiale sarà soddisfatto.
Ogni anno avranno un po' di più dell'anno precedente. Tali aspettative si
trasferiscono ben presto anche al regno spirituale. Perché non dovrebbero
essere pienamente soddisfatti tutti i miei "bisogni" e desideri? E
tale aspettativa è subdolamente formata in noi fin da bambini.
Il parte possiamo definire l'Io come
un pallone che si espande, che diventa sempre più grande, riempiendo sempre più
spazio perché non incontra resistenza. Siamo minacciati di solipsismo, il
timore che niente altro nell'universo sia reale oltre noi stessi, e la
convinzione che siano vere solo quelle cose che emanano da noi.
Paradossalmente, ciò di cui soffriamo non è un ego super/sviluppato, bensì un
ego debole - il nostro senso di identità personale è talmente fragile da
considerare una minaccia tutto ciò che è al di fuori di noi stessi.
In periodi più stabili
l'individuo riceveva aiuto, guida e formazione da una varietà di fonti
esterne:la famiglia, la chiesa, il sistema educativo, le abitudini e tradizioni
della società che ognuno capisce istintivamente. Ma recentemente queste
istituzioni si sono ritrovate nel disordine, e ora i loro insegnamenti sono
confusi e spesso contradditori. É mancata loro la volontà e la capacità di
fornire una guida ferma alla gente. Non vi sono più abitudini e
tradizioni comprese da tutti, che la società possa strasmettere alla gente, a
meno che non si tratti dell' esortazione a fare i fatti nostri. Sulle spalle dell'io individuale viene posto un carico terribile di cui
non riuscirà scaricarsi.
La gente che si sente sola e
vulnerabile diventa preda legittima di ogni specie di altra gente, sia
sincera che fraudolenta, che si offre di aiutarli nella
scoperta del vero io e della sua completa realizzazione. Si sviluppa così un'industria
enorme che si alimenta di questo desiderio. Ogni anno si spendono
miliardi per cercare di soddisfare una necessità che le generazioni precedenti
non hanno neppure saputo di avere. É uno stato mentale creato e sostenuto
artificialmente.
Paradossalmente, questa patologia
può avere la tendenza a rendere la gente più religiosa - e non meno religiosa -
almeno in superficie, pur trattandosi di un tipo di religione contraffatto. La
preoccupazione eccessiva dell'EGO conduce alla scoperta che esistono cose come
gli impulsi religiosi o sentimenti
religiosi, e la gente comincia a
chiedersi come entrare in contatto con gli stessi. Per di più, in una società
edonistica, consumistica, molta gente comincia a chiedersi se non ci siano per
caso dei piaceri spirituali che magari sta trascurando. Potrebbero rivelarsi
nei rituali o nel simbolismo religioso, nell'assaporare la Scrittura o nel
cercare di coltivare esperienze mistiche, senza alcun impegno verso le realtà
che stanno alla base delle stesse.
Il fallimento della generazione
dell' "IO" sta per essere ampiamente riconosciuto e fornisce ai
cristiani una opportunità enorme. Essi debbono in qualche modo scoprire come spezzare
la crosta delle mode e dell'accentramento sull'Io che copre molte anime,
e far conoscere alla gente il Dio che solo può renderli capaci di
sfuggire alla prigione del loro ego. Ciò che cercano, spesso senza
saperlo, non è un dio che sia semplicemente la proiezione della loro fantasia,
ma il Dio vivente nel quale viviamo, ci muoviamo ed abbiamo il nostro essere.