LE CONDIZIONI DI DIO
Bob Mumford
Crediamo davvero che la Bibbia sia la verità?
Ci siamo mai chiesti, allora, perché tante bellissime promesse in essa
contenute pare non diventino mai realtà per noi?
Un esame attento della Scrittura ce ne
rivelerà i motivi: Dio opera sulla base di un patto, o alleanza, con l'uomo.
Dio fa promesse che trascendono le capacità umane di capire, ma non esiste una
promessa che non sia preceduta, o seguita, da una "condizione" che
Dio pone all'uomo, e che può essere osservata solo nella fede. É la
"prova" della fede il Lui. Vogliamo esaminare l'argomento? Potrà
cambiare la nostra vita!
Dal modo in cui risponderemo alla "tentazione", o prova, si determina se riceveremo o meno la realizzazione della promessa.
Il
cristianesimo non è difficile ma assai pratico, comprensibile anche ad un
bambino. Nelle Sue trattative con gli uomini Dio ha fatto delle dichiarazioni
condizionali: "Se farai questo, Io farò quest'altro. D'altra parte, se
rifiuterai di farlo, ti accadrà questo." In altre parole Dio ci fa una
proposta e se la seguiamo, ce ne risulterà proprio ciò che Lui ha promesso.
Il
vero cristianesimo è quando le promesse della Bibbia diventano vere,
come d'altra parte il Signore Stesso intendeva che fosse. Una grande quantità
di promesse da parte di Dio, senza vederne la realizzazione, mi ha portato al
punto in cui mi sono rifiutato di cercare o accettare altre promesse bibliche
finché non avessi visto realizzate quelle che già conoscevo. E non si avverano
neppure se le conosciamo a memoria!
Può
davvero Dio risolvere tutti i problemi, come promette nella Bibbia? "Avrete
gioia, guarirete i malati, caccerete i demoni" e tutte queste belle cose,
Dio può farle davvero?
Credo
fermamente che la Bibbia sia vera in ogni parola, ed ho visto a sufficienza
tante promesse diventare realtà per credere che sia tutto vero. So perciò che
dietro le parole della Bibbia sta il nostro Padre Onnipotente che ci ama in
maniera infinita, e che non solo ci dà "buone notizie", ma vuole che
questa "Buona Notizia" o Novella, si avveri per noi.
Perché
allora non tutti sperimentiamo la realizzazione delle promesse di Dio? Cosa c'è che non va? Nella ricerca del colpevole in
genere dobbiamo puntare il dito su noi stessi. Non si tratta di pregare di più
o di dedicare più tempo allo studio della Bibbia; di frequentare più incontri
di preghiera e di sforzarsi di essere migliori; di dare più denaro ai poveri e
alle missioni. Queste sono tutte cose buone, ma non saranno loro a risolvere il
problema.
Tra noi e
la realizzazione delle promesse di Dio vi è sempre una situazione che comprende
la "tentazione" o "prova". E dal modo in cui
risponderemo alla tentazione si determina se riceveremo o no la realizzazione
delle promesse. In altre parole, quando impariamo a superare la
tentazione o prova nel modo voluto da Dio, riusciremo ad avere il possesso
delle promesse che Lui ci ha fatto.
Per
"tentazione" qui intendiamo la prova a cui Dio mette
sempre tutti noi prima di darci qualcuna delle Sue promesse e farle diventare
realtà: vuol vedere se siamo maturi
abbastanza, e per questo ci mette dinanzi una situazione difficile o
"prova".
La
Bibbia ci illustra tutte le promesse di Dio, ed anche il Suo desiderio di darci
tutte le cose che promette. Ma prima vuole metterci alla prova. E nella stessa
Bibbia troviamo anche tutte le indicazioni per imparare a far diventare realtà
le promesse di Dio.
Esaminiamo
la Bibbia. Il primo caso è quello degli Israeliti. Quando il popolo di Dio
fu tolto dalla schiavitù dell'Egitto per essere condotto verso la Terra
Promessa, Dio fece questa promessa:
"Diventerete una grande nazione in una terra
dove scorre latte e miele, come il Dio dei vostri padri aveva promesso. E Dio
vi darà grandi città, piene di buone cose; città che non avrete costruito,
campi che non avete arato ..."
E tali promesse sono in particolare per il popolo di
Israele, ma valgono anche per tutti i credenti, come possiamo vedere in Ebrei
4, 1-11, che fa riferimento proprio a questa promessa. Dio vuole liberare anche
noi da ogni schiavitù o legame, sia psicologico che spirituale o fisico, in
modo da portarci verso la terra dove scorre latte e miele: una terra di
completezza. Sembra troppo bello per essere vero?
Tradotto
in linguaggio moderno ciò significa che Dio desidera condurci in una
situazione - spirituale e fisica - dove Egli provvederà ad ogni
nostra necessità: lavoro, casa, amici, abiti, cibo, pare della mente -
tutto ciò che il nostro cuore possa desiderare. E per ottenere tutte queste
cose non dovremo lavorare - guadagnarcele o meritarle. Se davvero era così
semplice, perché gli Israeliti non entrarono nella Terra Promessa? Guardiamo
alla loro realtà: vagarono per 40 anni nel deserto, protestando e
protestando contro Dio e contro Mosè, e solo due Israeliti di quella
generazione, Giosuè e Caleb, poterono entrare nella Terra Promessa, mentre
tutti gli altri morirono e solo i loro figli vi poterono entrare. E questo
proprio a motivo delle loro proteste.
Se ora
torniamo a considerare la promessa fatta da Dio agli Israeliti, vedremo
qualcosa di molto interessante rispetto a ciò che abbiamo visto più sopra:
"Ascolta Israele, e bada di mettere in pratica
questi comandi, perché tu possa essere felice e crescere di numero, nel paese
dove scorre latte e miele. Ascolta Israele, il Signore è il nostro Dio, il
Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore,
con tutta l'anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti
siano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai
seduto in casa, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti
alzerai ... Quando il Signore tuo Dio ti avrà fatto entrare nella terra
promessa ai tuoi antenati ... quando ti avrà dato le grandi città che non avrai
costruito ... quando avrai mangiato e ti sarai saziato, guardati dal
dimenticare il Signore che ti ha fatto uscire dalla ... schiavitù. Temerai
il Signore tuo Dio, lo servirai e giurerai per il Suo nome. Non seguirai
altri dèi ... Non tenterete il Signore vostro Dio ... Farai ciò che è buono
o giusto agli occhi del Signore, perché tu sia felice ed entri in possesso
della terra ... che il Signore giurò ai tuoi padri" (Deuteronomio 6,
3-19).
Come
possiamo vedere, le promesse suonano diverse quando le mettiamo nel contesto
giusto, non è vero?
Guardiamo
ora un'altra promessa che troviamo in Isaia 1,19:
è "Se
sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra."
Qui vediamo bene come davanti al fatto di mangiare i frutti della terra c'è un "SE", una piccola "condizione."
Nel caso
di Mosè, Dio ricorda agli Israeliti che debbono obbedire ai 10 comandamenti, e
possiamo riassumere così la loro avventura: "Obbedisci ai 10 Comandamenti,
ama Dio con tutto il tuo cuore, l'anima e le tue capacità e insegna queste cose
ai tuoi figli; allora entrerai nella terra promessa da Dio. E quando vi sarai
entrato non dimenticare chi ti ha dato tutto questo. Non provocare né tentare
Dio. Obbediscigli, ed Egli caccerà tutti i tuoi nemici davanti a te, in modo
che potrai possedere la terra."
Come
conciliare queste due cose? Da una parte Dio ci dice di volerci dare molte
cose buone che non abbiamo e non possiamo meritare; dall'altra dice che quelle
cose buone non le potremo avere, a meno che non ne facciamo certe altre che
Egli ci ordina.
Ma la
cosa più importante è che attraverso la morte di Gesù noi possiamo avere
gratuitamente il dono della vita che Dio ci dà. Invece della pena di morte,
meritata col peccato, abbiamo da Dio il dono gratuito dello Spirito mediante la
grazia di Gesù. Purtroppo, questa realtà può portarci ad una interpretazione
semplicistica, e proprio come esiste il "legalismo," vi è
anche un'altra corrente religiosa che ritiene di poter ottenere "tutto
per grazia." Ma nessuna delle due condizioni estreme,
"legalismo" e "tutto per grazia" è giusta:
dobbiamo solo trovare il giusto equilibrio.
Se Dio non
vuole il "legalismo," non vuole neppure la disobbedienza; per cui,
tutto ci è dato per grazia, ma:
è Dio ci
dona queste grazie sulla base di alcune condizioni.
Guardiamo
ora alcuni casi del Nuovo Testamento in cui vengono fatte delle promesse:
1. Giovanni 17,5: "Se siete in me e
obbedite ai miei comandi, potete chiedere quello che volete e io ve lo
concederò."
É Gesù Stesso che parla, e ci fa una grande promessa. Ma
notate il piccolo "SE": É una condizione alla promessa.
Ø
In realtà non conosco una sola promessa della Bibbia che
non sia preceduta, o seguita, da una condizione
Considerate la promessa della
salvezza:
2. Giovanni 3,16:
"Dio ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio unigenito, perché
chiunque creda in Lui non perisca, ma abbia la vita eterna."
Nel mondo alcuni periscono per non aver fatto fronte
alla "condizione" per la salvezza, offerta come dono gratuito solo a quelli che scelgono di credere.
Nella
Bibbia amplificata "credere" viene descritto così:
"Chiunque speri, confidi fermamente, sia unito a Gesù Cristo e conti
su di Lui." É senz'altro assai più di una fede fatta di sole
parole: è una fiducia personale totale, una confidenza vera e completa in
Cristo in ogni aspetto della vita. Ed è questa la condizione.
La
"condizione" descrive sempre il modo in cui la promessa può essere
realizzata. E solo a quella condizione si realizzerà. Un'altra promessa
dice:
3. Giovanni 15, 5-6: "Io sono la Vite, voi i
tralci. Chi vive in Me, ed Io in lui, produrrà molto frutto."
La promessa è che produrremo molto frutto, ma purché
viviamo in Lui e Gli permettiamo di vivere in noi. E Gesù prosegue:
"Perché separati da Me voi non potete far nulla.
Se qualcuno è separato da Me, è gettato via come un ramo inutile ... per essere
bruciato."
Il motivo della necessità di questa condizione è molto
semplice: Separati da Gesù Cristo noi non possiamo produrre alcun frutto
spirituale. Per gli Israeliti il motivo delle condizioni era lo stesso:
al di fuori di Dio essi non potevano ottenere niente. Perciò dovevano
sempre obbedire prima che la promessa potesse diventare realtà.
La loro dipendenza
da dio aveva lo scopo di renderli meno dipendenti da se stessi,
dalle proprie risorse e forze, e di aumentare la loro dipendenza da Dio.
Dio non
è un tiranno che ci vuole proni in obbedienza cieca davanti a Lui, perché
ci conosce e ci ama. Quando Gesù disse che "separati da Lui non possiamo
far nulla," intendeva dire che noi non possiamo fare nulla di duraturo e
degno di esistere. Non possiamo produrre lo stesso tipo di frutto che Egli può
produrre in noi e tramite noi quando Gli stiamo vicini e dipendiamo da Lui.
É
necessario rinunciare alla nostra autosufficienza, arrivare al punto, nella
nostra esperienza cristiana, di smetterla con i nostri sforzi frenetici per
permettere a Lui di operare tramite noi.
Un'altra
verità che Gesù ha cercato di imprimere nei Suoi credenti è questa:
4. Se credevano in Lui, avrebbero fatto opere più grandi di
quelle che Lui stava facendo. Un discepolo gli chiese:
"'Che
cosa dobbiamo fare per fare abitualmente le opere di Dio?' e Gesù rispose:
'Questa è l'opera che Dio vi chiede: che voi crediate in Colui che vi ha
mandato, che aderiate a Lui, contiate su di Lui, agiate in Lui e abbiate fede
in Lui" (Giovanni 6, 28-29, amplificata).
In altre
parole, Gesù diceva a loro e a noi, che quando smetteremo di fare le cose
secondo i nostri tentativi e sforzi, e riconosceremo la nostra insufficienza,
allora Lui potrà agire tramite noi.
Come
cristiani sappiamo che quando cerchiamo di fare, con le nostre forze, qualcosa
"per il Signore," il risultato ammonterà a ZERO.
Ci diamo
da fare, costruiamo Chiese, organizziamo missioni, risvegli spirituali, ritiri
e scuole domenicali per il Signore. Ma non possiamo salvare, guarire nessuno né
confortare chi ha il cuore infranto, dare la vista ai ciechi e neppure liberare
qualcuno dalla prigione della colpa.
Solo
quando saremo in una posizione di totale fiducia e affidamento in Gesù, di
obbedienza e di riposo dalle nostre opere, vedremo Gesù portare avanti la
salvezza degli altri tramite noi. E queste sono le opere di Dio:
lo vedremo guarire e confortare gli altri, liberare gli altri tramite noi.
Saranno sempre le Sue opere tramite la nostra volontà di obbedire ai Suoi
ordini.
Questo
è il solo modo per entrare nella Terra Promessa. Questa infatti è un luogo di
riposo dove i nostri sforzi frenetici non possono entrare. Gli Ebrei descrivono
le promesse di Dio come un luogo di riposo e di pace dove dovremmo entrare (V.
Ebrei 4, 1-11). Qualcuno dice che il luogo di riposo si riferisce a dopo la
morte, ma in realtà Gesù ha detto e ripetuto più volte che ORA dobbiamo
smettere di fare le "opere nostre"; ORA dobbiamo smettere di operare
da soli, per permettere a Lui di agire tramite noi.
è La nostra terra promessa è un posto di riposo per OGGI, dove
abiteremo in città che non abbiamo costruito e riceveremo le cose buone che Dio
ha pronte per noi, perché permetteremo a Dio di
FARE LUI le opere in noi e tramite noi.
è Ma Glielo renderemo fisicamente e spiritualmente
impossibile fino a quando non ci arrenderemo a Lui, e continueremo a cercare di agire da soli.
La "condizione" che Dio ci dà è che dobbiamo voler rinunciare alle nostre vie e al nostro modo di agire e
decidere di obbedire ad ogni Suo comando, per
permettergli di vivere in noi e operare in noi. Le promesse di Dio vanno
considerate in relazione alle loro condizioni.
Torniamo
all'aspetto pratico: E' proprio di fronte alle "condizioni" che ha
luogo la "tentazione" o prova che vogliamo esaminare. Infatti questa tentazione
si riferisce alle promesse di Dio, ottenibili per mezzo delle condizioni.
Quando viene data una promessa con una condizione, come sempre avviene, Dio ci dice: "Io ti darò questo se tu farai quest'altro."
La tentazione
allora si presenta come una scelta tra il
1. Fare
la volontà di Dio osservando la condizione, oppure,
2. Ignorare
la condizione.
Se osserveremo la condizione, entreremo nella grazia che
ci si aspettava; se la ignoreremo, non potremo ricevere la grazia.
Per
tornare agli Ebrei, sentiamo cosa accadde:
"Perciò mi disgustai di quella generazione e
dissi: 'Hanno sempre il cuore sviato; non hanno conosciuto le mie vie. Così ho
giurato nella mia ira, non entreranno nel mio riposo.'"
Le promesse di Dio sono vere, ma lo sono anche le sue
condizioni.
C'è ancora
una terra promessa che ci aspetta: voi e me. La decisione per arrivarci diventa
una scelta personale. Non abbiate paura di avventurarvi nelle meravigliose
provviste di Dio, nella vostra TERRA PROMESSA!