CAPITOLO QUINDICESIMO
UNITÀ, DIVISIONE
E LA SPADA DELLO SPIRITO
Negli anni recenti siamo arrivati a vedere
che la maggior parte delle divisioni storiche tra le Chiese Cristiane
sono state provocate da pressioni che provenivano dal mondo, e in
particolare da pressioni di tipo politico ed economico e dall'opera di
Satana. Tali divisioni non sono state in primo luogo
"guidate dallo Spirito." Papi, patriarchi e leader delle varie
denominazioni hanno riconosciuto che tutte le parti in causa nelle
divisioni esistenti tra le Chiese Cristiane condividono la responsabilità di
quelle stesse divisioni. Ci siamo resi conto dell'impatto del ruolo svolto
dai problemi della comunicazione, dalle incomprensioni e malintesi e
dall'orgoglio, e siamo determinati al massimo a non provocare ulteriori
divisioni o a perpetuare in eterno quelle già esistenti.
Questo
lodevole obiettivo tuttavia, ha portato alcuni leader delle Chiese a ricercare
l'unità "ad ogni costo" - persino al costo
dell'infedeltà alle verità cristiane centrali. Tale tendenza è emersa
all'interno del più vasto movimento ecumenico, così come all'interno di Chiese
particolari, inclusa la Chiesa Cattolica.
Il
Consiglio Mondiale delle Chiese, l'associazione centrale del più vasto
movimento ecumenico, è stato caratterizzato dalla tendenza tra i
suoi membri a minimizzare le differenze riguardanti la verità cristiana
esistente in mezzo a loro, a favore della possibilità di collaborare nel
campo sociale e politico. L'enfasi sulla "pluralità di espressioni
della fede cristiana" ha talvolta portato a far conciliare metodi
contraddittori di interpretare la verità cristiana che si escludevano a
vicenda. Talvolta l'immagine della Chiesa viene proiettata come
una raccolta di persone con credenze diverse - incluse quelle che si
attengono ad interpretazioni ortodosse e non ortodosse della verità di base -
ma unite nell'adesione a particolari valori economici e politici.
La
mancanza in alcune Chiese di un sicuro fondamento di verità verso cui la
Chiesa Cattolica ha dedicato la maggior parte del suo impegno ecumenico, ha
portato alcuni analisti cattolici a consigliare una nuova messa a fuoco
sull'impegno ecumenico. Avery Dulles, un prominente teologo
cattolico coinvolto nell'impegno ecumenico, ha lanciato un avvertimento contro
quella che egli chiama "infedeltà segreta" - il profondo
adattamento alla cultura secolare contemporanea che ora caratterizza molte
Chiese impegnate nei dialoghi ecumenici ufficiali:
Il movimento ecumenico ufficiale, così com'è rappresentato dal Consiglio
Mondiale delle Chiese e da molti consigli regionali e locali, ha largamente
rinunziato al compito di affrontare il nuovo paganesimo. L'ecumenismo
teologico, così com'è rappresentato dalle consultazioni bilaterali, si
è concentrato su problemi dottrinali speciali sorti dalle divisioni
dell'undicesimo e sedicesimo secolo. Nessuna di queste due correnti
principali dell'ecumenismo manifesta alcun segno di rivolgersi
all'imponente, problema posto a tutte le Chiese, dalle rampanti filosofie
dell'immanentismo, dall'umanesimo, del secolarismo, dello psicologismo e
sociologismo nella nostra epoca - un movimento convergente che
non lascia spazio al trascendente, fatta eccezione per una specie di
"esperienza" psicologica "record".[1]
James
Hitchcock, altro eminente pensatore cattolico, avverte che in molte delle
maggiori Chiese protestanti l'erosione della fede ortodossa può richiedere un
cambiamento della strategia ecumenica cattolica. La Chiesa cattolica, egli
dice, forse dovrebbe prestare maggiore attenzione al segmento pentecostale ed
evangelico del cristianesimo mondiale. L'esplorazione di quanto cattolici
e protestanti evangelici hanno in comune sulla dottrina di base potrebbe
risultare in una collaborazione più proficua per contrapporsi all'insidia della
verità di base, oggi in atto nelle maggiori Chiese cristiane e nella
società in generale.
Il
vero compito ecumenico, che presenta sia le maggiori difficoltà sia,
probabilmente, le più grandi ricompense, consiste nell'iniziare le
esplorazioni con i gruppi protestanti chiamati in genere evangelici. Qui
si trovano le difficoltà maggiori, perché questi gruppi prendono molto sul
serio le loro credenze e non arriveranno a facili compromessi. Tuttavia,
proprio qui si possono anche trovare le maggiori soddisfazioni...
In
mancanza di veri accordi dottrinali, questo nuovo tipo di dialogo ecumenico
potrà essere particolarmente fecondo nei termini di una rinvigorita
influenza cristiana nei confronti della cultura americana -
l'insistenza che le credenze ed i principi morali cristiani siano trattati con
rispetto e che sia loro dato il dovuto peso nella formulazione della politica
pubblica.[2]
Harry
Blamires, un commentatore anglicano, oggi vede nel cristianesimo un
nuovo allineamento che trascende tutte le vecchie divisioni. Egli
sostiene che quasi tutte le maggiori Chiese sono divise in due settori:
quelle che si attengono alla fede biblica secondo
l'interpretazione dei suoi punti fondamentali fatta attraverso i secoli, e
quelle che vogliono "conformarsi" e "reinterpretare"
il cristianesimo, per metterlo al servizio delle cause e delle ideologie
contemporanee. Egli rileva che si potrebbe sviluppare una nuova
situazione ecumenica in cui, ai cristiani di molte Chiese assai diverse,
potrebbe essere possibile sostenersi ed incoraggiarsi a vicenda nella battaglia
in difesa del nucleo centrale della verità cristiana.
Oggi noi cristiani, provenienti da qualsiasi
esperienza confessionale, persino all'interno delle nostre associazioni
cristiane siamo circondati da secolarizzatori attivi del pensiero e della vita.
Al fine di radunare attraverso le barriere denominazionali tutti coloro che si
sono impegnati totalmente, è indispensabile un riallineamento all'interno dei
loro sistemi intellettuali, a favore delle implicazioni di una fede la cui
centrale elettrica sta oltre il tempo e il cambiamento. Esso deve radunare
queste persone in una resistenza di tipo falansterio (gruppo di
persone unite da uno scopo comune) ad ogni movimento che miri a sradicare
la fede dalle sue basi eterne e a derubarla della sua essenza soprannaturale.
In qualunque opera buona noi cristiani possiamo coinvolgerci - e più sono e
meglio è: non vi è problema al riguardo - noi le intraprendiamo trasportati da
una marea di ispirazione e di zelo che sommerge le ben note pietre miliari
della misura secolare; perché la sua origine e la sua sorgente è un costato
ferito.[3]
A
partire dal Concilio Vaticano II la Chiesa Cattolica ha posto l'enfasi
sull'unità, e si è impegnata ufficialmente a ricercarla presso le Chiese
cristiane divise. Allo stesso tempo essa ha chiarito che quest'unità
desiderata, voluta da Cristo, deve basarsi su un'adesione comune alla Sua
verità. L'insistenza che l'unità fosse basata sulla verità ha
incontrato ostilità da parte di molti cristiani che vorrebbero offuscare la distinzione
tra Chiesa e mondo, per servirsi del cristianesimo quale vago fautore
di unità, in un miscuglio sincretistico di religioni del mondo al servizio
delle ideologie politiche. Nei capitoli precedenti di questo libro
abbiamo visto fino a quale profondità si estende questo dispendio di energie e
in quale modo esplicito viene perseguito.[4]
É
importante vedere con chiarezza che la verità non solo unisce, ma divide.
La verità unisce quelli che vi aderiscono e divide i suoi seguaci da quelli
che la rifiutano. Nel cristianesimo vi sono divisioni affatto
necessarie e che dovremmo far di tutto per evitare - divisioni
fondate su malintesi ed incomprensioni e sulla cattiva comunicazione, sulle
opere della carne, le influenze del mondo, e sulla strategia del maligno.
Eppure, se non dobbiamo arrenderci all'infedeltà alcune divisioni sono
necessarie. Noi che condividiamo parte della responsabilità per il
futuro del cristianesimo, e più in particolare della Chiesa Cattolica, dobbiamo
rendercene conto.
In
ogni generazione, la presentazione fedele di Gesù Lo mostra come "segno
di contraddizione" (Lc 2,3), una pietra d'inciampo
(! Cor 1,23; 1 Pt 2,11), l'occasione per la "caduta e la risurrezione
di molti" (Lc 2,34). Gesù è venuto sia per unire che per dividere la
razza umana. La volontà di Dio è che tutti si salvino, ma alcuni, e forse
molti, possono rifiutare la volontà di Dio: queste persone saranno
divise per sempre da Dio e da quanti Gli obbediscono.
Mantenere
oggi nella Chiesa gli standard di moralità e di fede conformi alla Scrittura,
in ogni campo della sua opera e della sua vita, è una responsabilità solenne,
non facilmente adempibile e tuttavia giudicata severamente. La salvezza del
mondo dipende dal fatto che siano fedelmente portate a compimento. Il
dolore della disunione è inferiore a quello dell'infedeltà.
Come
ho cercato di rendere chiaro in questo libro, oggi nella Chiesa Cattolica vi è
una grave crisi di verità, una crisi che colpisce proprio le sue fondamenta al
centro del messaggio evangelico di salvezza e di redenzione. É arrivato
il momento in cui "la spada dello Spirito, la parola di Dio" compia
la sua opera. "Più tagliente di una spada a due tagli",
la Parola di Dio deve essere proclamata, e deve ricevere una risposta. Quando
ciò accadrà si produrranno divisioni; nel nostro cuore la spada dello
Spirito dividerà il vero dal falso, l'impuro dal puro; la stessa cosa
accadrà nelle nostre famiglie, parrocchie, seminari, diocesi e relazioni
ecumeniche.
Abbiamo
bisogno di essere ancora una volta lavati, "purificati" (Gv
15,3), "consacrati alla verità" (Gv 17,17) per mezzo del
ministero potente della parola di Dio, proclamata nella sua purezza e nella sua
potenza. Allora potremo vedere restaurata la nostra relazione con Dio e
con i fratelli, e sarà proprio questo a rivelare al mondo in
modo reale ed autentico che Gesù è venuto dal Padre, che Egli
contiene in Sé le parole di vita e che è proprio Lui la porta per entrare in
cielo.
Mentre
è proclamato Gesù ed è annunziata la Parola di Verità nella potenza dello
Spirito Santo, coloro che risponderanno sperimenteranno una pace e un'unità
profonda. Tuttavia, chi continuerà nella disobbedienza soffrirà
divisioni, guerre e ostilità. L'ostilità rivolta contro i seguaci di
Dio si farà sempre più profonda e feroce. Nel frattempo tuttavia, aumenteranno
lo splendore e il potere della luce, della potenza e della gloria del suo
corpo. Ciò che per errore era tenuto separato tornerà ad essere unito, e
ciò che per errore era unito sarà separato. Vedremo la verità della
descrizione di Ireneo dell'umanità come formata da due razze distinte, con
destini divergenti per l'eternità. Ogni uomo o donna sceglierà una di queste
due forze opposte. Chi si è raccolto sotto la bandiera di Cristo sarà più
sicuro della propria identità e del motivo per cui sta lavorando; forse sarà la
stessa cosa per quelli che si sono radunati sotto la bandiera di Satana.
Per
descrivere i due gruppi di persone che esisteranno alla venuta del Signore,
la Scrittura si serve dell'immagine di due donne: una prostituta,
la "puttana di Babilonia" - ribelle, incapace di sottomettersi,
orgogliosa e lussuriosa, esecutrice di ogni follia, seduttrice degli empi,
persecutrice di Cristo e del suo Corpo, "ubriaca del sangue dei santi"
(Ap 17,18). L'altra, una sposa, è "pura e radiosa,"
pronta ad incontrare lo sposo che è Cristo il Signore (Ap 21). É un'immagine
della Chiesa, purificata e resa santa, che realizza la promessa e la preghiera
di Maria, ella stessa immagine e prefigurazione del nostro destino, colei la
cui progenie - Gesù - promessa da tanto tempo nella Genesi, doveva schiacciare
la testa a Satana. E Gesù lo ha fatto. E lo farà.
Negli
anni a venire, tutte le nostre decisioni personali contribuiranno al risultato
di quanto si sta dispiegando nella Chiesa e nel mondo. Sulla nostra fedeltà, il
nostro coraggio, la nostra obbedienza a Cristo nostro Signore, alla Sua Parola
e alla sua Chiesa si fondano gli sviluppi di conseguenze enormi.
In
un discorso ad un gruppo di responsabili della formazione di seminaristi,
Giovanni Paolo II ha indicato ciò che egli ritiene ci aspetti negli anni a
venire. Mentre le sue parole erano rivolge in modo specifico ai rettori di
seminari, io credo che possano essere applicate a tutti noi; ho indicato questo
nelle mie aggiunte parentetiche. Le seguenti parole riassumono in modo succinto
il messaggio di questo libro:
In una
parola, la prima priorità dei seminari [la Chiesa] è oggi quella di
insegnare la Parola di Dio in tutta la sua purezza ed integrità, con tutte le
sue esigenze e la sua potenza. La Parola di Dio - e solo la Parola di
Dio - è la base di ogni ministero, di ogni attività pastorale, di ogni azione
sacerdotale [cristiana] ....
Negli
anni a venire noi tutti dobbiamo lavorare alla purificazione della Chiesa,
secondo il Vangelo, e seguendo le direttive del Concilio Vaticano Secondo. Così
facendo, speriamo di offrire al Salvatore la Sua Chiesa - santa e degna del Suo
amore: una Chiesa in cui moltissimi giovani [moltitudini] sono imbevuti del
ministero di Cristo e, basando la loro vita sulla Sua Parola, danno se stessi
nella generosa preparazione al Suo ministero.[5]
Che
davvero si realizzino queste parole!
[1] Avery
Dulles, S.J., "Unmasking Secret Infidelities," Against the World For the World, ed. Peter L. Berger and
Richard J. Neuhaus (New York: Seabury Press, 1976), p.
59.
[2] James
Hitchcock, Catholicism and Modernity' (New
York: Seabury Press, 1979), p. 231.
[3] Harry
Blamires, "The Uprooting of Christianity", Pastoral Renewal (Ottobre 1979), p. 32.
[4] Vedi le discussioni precedenti su questo argomento al Quarto Capitolo.
[5] LOR (12 Marzo, 1979), p. 10, discorso ai rettori dei seminari Inglese, Scozzese e Maltese, 3 Marzo, 1979.