MIRACOLO IN CINA

di Arthur Wallis

China Miracle

CAPITOLO   12

 

IL LORO MODO DI CONQUISTARE

 

 

Persecuzione in Cina

 

Lo hanno vinto (Satana) per mezzo del sangue dell'Agnello e grazie alla parola della loro testimonianza, perché non hanno amato la vita a costo della morte.

       cf. Apocalisse 12,11

 

 

Come ai tempi del Nuovo Testamento…

 

Il progresso del regno in Cina è, per molti aspetti, sorprendentemente simile a ciò che troviamo nel Nuovo Testamento:

ð     avanza a dispetto di un'opposizione incessante e lo si paga col sangue.

 

Paolo ci dice che i Tessalonicesi ricevettero il Vangelo con "grande sofferenza," e tuttavia con la gioia ispirata dallo Spirito Santo.

ð     Dal momento della conversione in poi, quei credenti furono aggressivi nel testimoniare Cristo e Paolo disse loro che rappresentavano un "modello" per le chiese cristiane di tutta la Grecia. (35)[35]

Rappresentano certo un modello per le chiese di ogni epoca.

ð     In Cina è proprio così. Nel cuore di migliaia di cinesi Dio ha acceso una fiamma che rappresenta una sfida e un rimprovero insieme per il cristianesimo indolente dei paesi Occidentali.

Come nell'epica storia di Elia sul Monte Carmelo, le autorità hanno versato i loro barili d'acqua sul sacrificio; ma è giunto il fuoco di Dio a consumare non solo il sacrificio: è arrivato a lambire perfino l'acqua nel fossato. (36)[36]

 

….Vangelo e chiese domestiche 

 

    

     Vangelo cinese

Nella loro opera di diffusione del Vangelo le chiese domestiche in Cina pare non pongano alcuna enfasi sul tipo di accostamento diplomatico, né stanno ad aspettare quella che noi chiamiamo "l'occasione divina."

ð     Senza alcun dubbio c'è uno spazio e un tempo per queste cose, ma in Cina Dio è all'opera ORA, e i santi devono muoversi con Lui.

è I predicatori itineranti predicano la Buona Novella di villaggio in villaggio e di contea in contea, spesso ad assemblee di fedeli piuttosto numerose. A livello locale i credenti addestrati alla proclamazione del Vangelo sono organizzati in gruppetti e continuano a testimoniare a chiunque voglia ascoltarli.

 

Tutti conoscono le punizioni che aspettano chi infrange le regole:  arresto e interrogatorio, percosse e prigione; ma nessuna di queste cose riuscirà a trattenerli.

 

  

Una relazione giunta verso la fine del 1983, che si riferiva ad una contea della Cina del Nord, parlava dell'arresto di diciannove leader delle chiese e di altre ottanta persone costrette a fuggire dalle loro abitazioni per minaccia di arresto.

 

ð     Per il fatto che i pastori più maturi vengono arrestati e sono quindi costretti a fuggire, sta sorgendo una nuova generazione di leader che prende il loro posto.

In alcuni itinerari dei pastori più anziani, attualmente in prigione o in un esilio autoimposto, stanno inoltre subentrando uomini e donne più giovani.

ð     Di fronte alle restrizioni essi viaggiano in circuiti che comprendono molti villaggi, predicando e consigliando ogni giorno.

Mantengono ritmi esasperanti, spesso percorrendo moltissimi chilometri a piedi di giorno, e svolgendo il ministero a notte tarda.

Persino in questa persecuzione i cristiani riescono a vedere la mano di Dio, perché finalmente chi si trova in prigione riesce per la prima volta a dormire, dopo tanti mesi.

ð     Quelli poi che sono  fuggiti di casa, sono andati in altre provincie dove continuano a diffondere il Vangelo. (37)[37]  

Cina: Missionari itineranti

 

  Un gruppo di leader delle chiese domestiche si incontrarono nella Cina centrale.

ð     loro principale preoccupazione era costituita dalla crescente opposizione riscontrata nel Movimento Patriottico delle Tre Autonomie, di fronte a qualsiasi loro impegno missionario. Ma a dispetto di ciò, essi erano disposti a svolgere quella missione per Cristo.

 

Affrontare la persecuzione

 

Vi riportiamo qui sotto la parte essenziale in sette punti della risoluzione adottata, e poi fatta circolare, nelle loro chiese:

 

1.    Che il messaggio della croce sia diffuso dovunque andiamo. Ogni credente deve arrivare a conoscere con chiarezza di essere stato salvato dal sangue dell'Agnello.

 

2.    La nostra è una situazione precaria.

Ci troviamo sotto pressioni gravissime e molti fratelli e sorelle vengono arrestati dalle autorità locali.

I nostri incontri sono presi d'assalto e fatti disperdere;

ci vengono tolte le Bibbie, e così vediamo con chiarezza che

dobbiamo camminare sulla via della croce. Dobbiamo arrivare a voler soffrire per Cristo.

 

3.    Numerosi credenti sono ancora molto confusi sulle vere intenzioni del Movimento Patriottico delle Tre Autonomie, il cui potere si va ogni giorno rafforzando.

        Da una parte, è bene che nelle città siano aperte le chiese delle Tre Autonomie e che i credenti abbiano dove poter adorare.

        Ma per noi nei villaggi l'istituzione dei punti d'incontro da parte di quella organizzazione (conosciuti anch'essi come chiese domestiche), è una trappola.

        Chi vi cade dentro non potrà più servire il Signore secondo le  direttive dello Spirito Santo.

        Il movimento delle Tre Autonomie proibisce ai predicatori di predicare il Vangelo nei luoghi dove è più necessario; proibisce anche ai cristiani impegnati, di luoghi diversi, di fare amicizia tra loro;

        in questo modo diventa impossibile avere raduni più grandi. Tuttavia siamo in grado di tenere incontri più piccoli di notte, con ottanta-cento persone.

Ogni notte ci dobbiamo incontrare in una casa diversa, proprio come facevamo prima del 1976, ma Dio sta elargendo molte grazie agli incontri nelle case e ci sta spalancando porte che nessuno riuscirà a chiudere.

 

4.   Dobbiamo costruire la chiesa sulle fondamenta di Gesù Cristo. Siamo chiamati ad essere costruttori della Sua chiesa, perciò dobbiamo insegnare alla gente in cosa consista veramente la chiesa di Cristo. Tutto il nostro lavoro deve essere svolto in conformità agli insegnamenti biblici della chiesa e dobbiamo mettere Cristo al centro di tutto quanto faremo nella nostra vita.

 

5.   Stiamo migliorando le amicizie tra i cristiani al servizio della fede, per essere uniti nell'amore e insieme ci impegneremo per il raggiungimento della mèta generale di diffondere il Vangelo in tutta la Cina.

 

6.   Per poter rafforzare la chiesa, dobbiamo avere in noi la vita di Cristo, onde poterla trasmettere agli altri nuovi membri. Dobbiamo addestrare un maggior numero di lavoratori giovani affinché possano pascere i nuovi convertiti e farli crescere nella vita in Cristo.

 

7.   Questa è l'idea di predicare il Vangelo mentre camminiamo su di un suolo e reclamiamo quella terra per il regno di Cristo.

        Dovunque andiamo, predichiamo Cristo; chiunque  incontriamo, li conquisteremo a Cristo, in modo che anch'essi si uniranno a noi.

        Invieremo équipe di predicatori nei luoghi montuosi e distanti non ancora raggiunti dal Vangelo.

Siamo già nella condizione di portare la gente, di villaggio in villaggio, ad allontanarsi dagli idoli per avvicinarsi a Cristo; ed essi poi, dopo essersi pentiti ed aver creduto in Cristo, bruciano i loro idoli!

 

Davanti all'opposizione proveniente dalla chiesa ufficiale e dalle autorità comuniste, è questo lo spirito indomito della leadership delle chiese domestiche.

 

Natura e scopo della persecuzione cristiana

 

Ma è anche importante capire la natura della persecuzione e il suo vero obiettivo. Con la stessa certezza per cui il conflitto della chiesa non è rivolto contro la carne ed il sangue, che si tratti di Comunisti o altro, così la persecuzione non è indirizzata alla chiesa, ma a Gesù.

ð     Quando Saulo di Tarso gridava minacce contro i discepoli del Signore annunciando massacri, Cristo lo chiamò: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?" Perseguitare la chiesa in realtà è perseguitare  Cristo.

ð     Esistono chiese persino sotto il regime marxista, che però non vengono perseguitate: manifestano così poco la vera vita di Gesù!

ð     Ma dove la Sua vita risulta davvero attiva ed efficace, la persecuzione è una realtà presente.

Quando in mezzo al popolo di Dio si manifesta il vigore spirituale, la situazione attira l'accurata attenzione del diavolo;

è molti cristiani tuttavia non costituiscono alcun pericolo per lui ed egli può benissimo permettersi di lasciarli indisturbati.

 

Verso l'inizio del 1985, ad un pastore di Hong Kong che andava e veniva di continuo dalla Cina chiesi se la grande ondata di grazie che si era verificata agli inizi degli anni ottanta stava continuando.

è Rispose di sì, ma che in molte zone si era rallentata a causa della persecuzione.

è Egli riteneva fosse un bene che la crescita in massa di alcuni anni prima avesse lasciato spazio ad un periodo di separazione del vero dal falso, ad un tempo di consolidamento.

"Il Dio di ogni grazia... dopo una breve sofferenza vi confermerà e vi renderà forti e saldi" (38).[38]

 

Il problema di soffrire per Cristo è la grande prova che rivela dove si trovi davvero il cuore del credente.

ð     Se è ben radicato qui sulla terra, la prospettiva di una ricompensa celeste "in un dolce futuro" non lo attirerà un gran che: lui vuole la liberazione immediata dallo "spiacevole presente"!

ð     Ma se il cielo è riuscito davvero a catturargli il cuore e se le cose terrene si sono sbiadite alla luce delle realtà eterne, il suo atteggiamento verso la sofferenza subirà un radicale cambiamento. Scoprirà di potersi non solo rallegrare, ma di poter persino "esultare" di gioia, come ha insegnato Gesù.

L'atteggiamento verso la sofferenza è una questione cruciale, perché

è se i credenti non hanno riportato la vittoria in questo campo, i tempi duri interromperanno la testimonianza.

 

A prescindere dall'effetto purificante e dalla maturazione che la sofferenza produce sulla chiesa, pare che, in maniera quanto mai inesplicabile, essa riesca a liberare la potenza di Dio, con un effetto spesso davvero elettrizzante.

ð     Quando il principio della croce opera attivamente nella vita che si è arresa a Dio, esso riesce a spezzare l'opposizione, a fondere i cuori induriti e ad aprire una mente ermeticamente chiusa alla luce della verità.

E questo in Cina è stato dimostrato cento volte.

 

Una lettera del 1982 scritta dalla provincia di Henan descrive la storia di dieci giovani che, dopo una fervente preghiera, si proposero di predicare.

ð     Mentre tra le lacrime proclamavano il Vangelo, i passanti si fermavano ad ascoltare, gli indovini (la Cina ne è piena) crollavano e si mettevano a piangere e gli operai di ritorno dalle fabbriche dimenticavano la fame per restare ad ascoltare, perché si avvertiva la presenza della potenza di Dio. Per quanto stanchi fossero, la gran folla non permetteva loro di smettere.

ð     Ma poi vennero i funzionari dell'Ufficio di Pubblica Sicurezza, legarono i giovani predicatori, li trascinarono via e li picchiarono finché persero conoscenza.

Faceva parte del gruppo una ragazza di soli quattordici anni. Quando, dopo esser stata picchiata in quel modo, rinvenne e subito continuò a testimoniare, persone di ogni tipo furono profondamente toccate, si pentirono e crederono in Gesù.

ð     Quattro dei giovani del gruppetto subirono un trattamento molto simile: furono costretti a stare in ginocchio per tre giorni senza cibo né acqua. Anche se li picchiarono fino a farli sanguinare, essi continuarono a pregare, a cantare e a lodare il Signore, finché anche i loro aguzzini si convertirono e crederono al Vangelo.

ð     Avrebbero potuto guardare in faccia i loro agenti e dichiarare con coraggio: "In noi opera la morte, ma in voi la vita" (39).[39]

 

è La relazione si conclude in questo modo:

 

Così è avvenuto che di recente in questa zona la fiamma del Vangelo si è diffusa dovunque. In precedenza qui non c'era mai stato un risveglio, ma attraverso la persecuzione questo luogo ha ricevuto davvero i semi della vita.

ð     Chiunque senta parlare di queste cose vorremmo che elevasse lode e ringraziamenti a Dio per il risveglio della chiesa in questa zona.

ð     Agli occhi degli uomini questo è un evento triste, ma per i cristiani è come un ricco banchetto.

ð     Non si tratta di una lezione che possa essere appresa dai libri, e di solito questa dolcezza non viene assaporata dagli uomini. Questa vita di ricchezze spirituali non può esistere in mezzo alle comodità:

    dove non c'è croce non può esservi corona.

 

Se le spezie non vengono raffinate per diventare olio, non potrà effondersi la fragranza del profumo; e se i grappoli non vengono schiacciati nei tini, non potranno diventare vino.

 

Fratelli cari, questi santi discesi nella fornace, lungi dal restarne feriti, ne hanno avuto il volto glorificato e lo spirito pieno di potenza, una maggiore autorità nel predicare la Parola e una vita soprannaturale tanto più abbondante. Il Signore riporterà la vittoria finale nel loro corpo, facendo svergognare il nemico.

 

è Alla fine, Satana non poté far niente per indurre questi giovani predicatori a  denunciare la loro fede, ed essi furono rilasciati.

 

San Pietro e la sofferenza

 

Padre Nostro in cinese

Nel Nuovo Testamento, "1 Pietro" è la grande epistola sulla sofferenza. Non contiene niente di pesante o di oppressivo: nel primo capitolo, rivolgendosi ai cristiani che dovettero "essere afflitti da varie prove," Pietro li rassicura che, per il fatto di credere, essi esultano "di gioia indicibile e gloriosa" (40).[40] Ma non è detto che quella gioia debba necessariamente seguire.

ð     Permettetemi di ripetere: quello che può fare la sofferenza per noi è determinato dal nostro atteggiamento verso di essa, e Pietro ha qualcosa di essenziale da dire in proposito:

"Poiché dunque Cristo soffrì nella carne, anche voi armatevi dello stesso atteggiamento; chi ha sofferto nel suo corpo ha rotto definitivamente col peccato,"

ð     col risultato che, nel tempo che gli rimane da vivere sulla terra, egli non vivrà più per "servire le  passioni umane, ma la volontà di Dio" (41).[41]  

ð     Possiamo scorgere l'atteggiamento di nostro Signore dal modo in cui Egli si dispone a percorrere il sentiero che conduce al Calvario.

 

La sofferenza può arrivare a distruggere un credente; le difficoltà possono spingerlo ad abbandonare la fede; la persecuzione

 può neutralizzare la sua testimonianza. Ed è proprio quello di solito lo scopo di Satana quando progetta attacchi simili contro il figlio di Dio.

Nell'Apocalisse Giovanni riferisce queste parole di Gesù: "Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere, per mettervi alla prova, e sarete perseguitati per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte, e ti darò la corona della vita" (42).[42]

 

Pietro ci insegna che la nostra armatura protettiva contro simili attacchi è formata dalla tendenza della mente e dall'atteggiamento del cuore ad accettare la sofferenza che potrebbe esserci richiesta nell'adempiere la volontà di Dio.

ð     Pietro aveva tutte le qualifiche per parlare sull'argomento: ricordava quando, con Giovanni, furono arrestati e condotti davanti al Sinedrio per aver predicato nei cortili del tempio.

ð     Fu chiesto loro nel nome di chi avevano guarito quello storpio: "Nel nome di Gesù di Nazaret," rispose Pietro, "che voi avete crocifisso ma che Dio ha risuscitato dai morti, quest'uomo che ora vi sta davanti è completamente guarito" (43).[43]

Se il vostro Maestro è stato messo a morte qualche settimana prima da quegli stessi uomini, non vi azzardate a rispondere in quel modo se prima non vi siete armati di una mentalità disposta a soffrire.

 

Nel capitolo successivo degli Atti troviamo che tutti gli apostoli furono accusati davanti allo stesso tribunale, furono flagellati e lasciati liberi solo dopo esser stati minacciati di non parlare più nel nome di Gesù.

ð     Gli Atti riferiscono che: "Essi se ne andarono dal Sinedrio lieti di essere stati ritenuti degni di subire oltraggio per amore del nome di Gesù. E ogni giorno, nel tempio e nelle case, non cessavano di insegnare e di proclamare il lieto annunzio che Gesù è il Cristo" (44).[44]

Per quanto zelo possiate avere, non è possibile comportarsi in quel modo se la mente non è armata della disponibilità a soffrire.

 

La sofferenza dei grandi evangelizzatori cinesi

 

Prima di essere rinchiuso per vent'anni in prigione dalle autorità Comuniste, Watchman Nee nel suo ministero ha fatto diversi insegnamenti proprio su questo tema.

Dio stava certo preparandolo, come egli preparava il gregge, a quanto stava per accadere.

è Il pastore sottolineava con forza che Dio non è contrario al divertimento e che non tratterrà nessuna cosa buona dai Suoi figli obbedienti; ma questo non ci impedisce di avere una mente disposta a soffrire.

 

Una buona parte di sofferenza può essere evitata, se lo vogliamo:

ð     ma se dobbiamo essere usati dal Signore, è di fondamentale importanza scegliere deliberatamente la via della sofferenza per amore Suo.

ð     Se non arriveremo ad essere disposti a soffrire per Lui, la qualità del nostro lavoro risulterà molto superficiale...

ð     Non è tanto una questione di quantità di sofferenza che possiamo esser chiamati ad affrontare, quanto del nostro atteggiamento interiore verso di essa...

Può darsi che la sofferenza non faccia parte della vostra eredità quotidiana, ma ogni giorno dovete essere pronti a soffrire. (45)[45]

 

Non conosciamo la mole di sofferenza che Watchman Nee è stato chiamato a sopportare, ma sappiamo con certezza che egli non ha mai rinnegato il Suo Signore né ha mai scelto la più facile via del compromesso per sfuggire alla prigione.

ð     David Adeney descrive lo stesso, incrollabile comportamento anche in Wang Mingdao:

 

Dello stesso spirito è stato il coraggioso Wang Mingdao. Aveva potuto chiaramente costatare come anche il più piccolo compromesso avrebbe aperto la via ad ulteriori arretramenti della verità. Per lui la lealtà nei confronti di Gesù Cristo doveva avere la precedenza su ogni altra.

ð     L'obbedienza alle richieste di Cristo inevitabilmente lo misero in conflitto con lo stato secolare.

ð     Sapeva benissimo che la via intrapresa avrebbe potuto portarlo solo in prigione, per questo teneva la valigia sempre pronta per quando sarebbe stato chiamato (46).[46]

 

Non c'era niente di fatalistico riguardo alla valigia pronta: Wang sapeva che Dio avrebbe potuto liberarlo, ma non aveva ricevuto alcun segno speciale che sarebbe stato risparmiato, attraverso un intervento soprannaturale, da ciò che molti suoi compatrioti stavano soffrendo.

ð     Ogni volta che vedeva quella valigia pronta, si rafforzava in cuor suo la determinazione: "Non mi ritirerò da questo sentiero. La mia mente è disposta a soffrire."

ð     La stessa cosa accadde ai tre ebrei che affrontarono la fornace ardente. Il Dio che servivano era in grado di liberarli: "Ma anche se non ci liberasse," dissero, "noi non serviremo mai... la statua d'oro..." (47).[47]

È quel piccolo "anche se non" che rappresenta la mentalità disposta a soffrire.

 

Gli avvertimenti di Dio per noi

 

Forse riteniamo che tutto questo avrebbe grande importanza se ci trovassimo, come la chiesa cinese, sotto un regime comunista.

ð     Ma come applicare questo principio ai cristiani cresciuti nella libertà dell'Occidente? Dobbiamo forse pregare perché venga la persecuzione, la calamità dei tribunali, o indulgere in sofferenze auto-inflitte?

No di certo! Ma ci inganniamo se riteniamo che il fatto di avere un governo democratico riesca a garantirci la libertà dalla persecuzione.

è Non sono infatti solo le autorità civili a perseguitare.

 

Credo che da alcuni anni Dio, attraverso gli avvenimenti verificatisi in Russia, Cina ed Etiopia, come pure in altre società islamiche ed altre ancora non-marxiste, stia avvertendo i Suoi figli in Occidente.

ð     Per il figlio di Dio la persecuzione è una realtà persino nel ventesimo secolo, e non dobbiamo illuderci che non possa capitarci mai.

Temo che se dovesse sorprenderci allo stato attuale delle cose, la percentuale di incidenti spirituali sarebbe piuttosto elevata.

 

In Cina il problema è estremamente chiaro: vivere per Gesù senza compromessi e confessarLo senza paura significa soffrire; per noi occidentali invece non è necessariamente la stessa cosa.

ð     Com'è possibile, allora, nella nostra situazione, avere una mentalità veramente disposta a soffrire? In che modo dobbiamo abbracciare la croce?

Sono queste le domande che ora dobbiamo affrontare.

 


 


[35] 35.cf. 1 Tess. 1,6-10.

[36] 36.cf. 1 Re 18,38.

[37] 37. "China Prayer Letter", Dic. 1983 (Chinese Church Research Center).

[38] 38. 1 Pt. 5,10..

[39] 39. 2 Cor. 4,12.

[40] 40. 1 Pt. 1,6-8.

[41] 41.cf. 1 Pt. 4,1-2.

[42] 42.cf. Ap. 2,10.

[43] 43.cf. Atti 4,10.

[44] 44.cf. Atti 5,41-42.

[45] 45. Watchman Nee: "The Normal Christian Worker".

[46] 46. David Adeney: "China: Christian Students Face the Revolution" (IVP 1973).

[47] 47. Dan. 3,18.