MIRACOLO IN CINA

di Arthur Wallis

China Miracle

CAPITOLO  6

 

LA LUNGA NOTTE OSCURA

                                                        Mappa della Persecuzione in Cina

 

Perché insorgono le nazioni, e invano cospirano i popoli? Insorgono i re della terra e i principi congiurano insieme contro il Signore e contro il suo Messia. "Spezziamo le loro catene," dicono, "gettiamo via i loro legami." Se ne ride chi abita i cieli; li schernisce dall'alto il Signore. Egli li rimprovera nella sua ira e li spaventa nel suo sdegno: "Ho costituito il mio Re in Sion, il mio santo monte." 

      Salmo 2,1-6

 

 

 Ci sono molte ragioni per cui Dio sceglie di visitare il Suo popolo con la potenza vivificante dello Spirito Santo. Una di queste è prepararlo ad un periodo di persecuzione.

ð     È quanto accadde in Corea prima che il paese fosse diviso dai conflitti tra Nord e Sud scoppiati nel 1950; e nello Zaire o Congo, come si chiamava allora, nel 1953, poco prima del terribile bagno di sangue che seguì la dichiarazione di indipendenza.

La stessa cosa accadde anche in Cina nel 1946, immediatamente prima della presa del potere da parte dei Comunisti.

 

Centinaia di missionari fuggiti dal paese a causa della Guerra Cino-Giapponese, stavano ora rientrando.

ð     Nei campus universitari si convertivano molti studenti, e molti di loro si offrirono a tempo pieno per l'opera cristiana. Nonostante il conflitto tra Nazionalisti e Comunisti, da molte zone diverse giungevano notizie di chiese affollate, di conferenze bibliche con forti frequenze e di riuscitissime campagne di evangelizzazione.

Furono create associazioni missionarie indigene che mandarono i missionari nelle zone più remote. La Bible Society registrò in un solo anno la distribuzione di tre milioni di copie della Scrittura: la Bibbia era diventata il best seller della Cina!

 

La strategia dei Comunisti

 

I missionari e gli altri leader delle chiese furono lieti di rilevare che non vi furono saccheggiamenti né rapine da parte delle avanzanti truppe Comuniste, né vi fu una pressione immediata sulle chiese cittadine - il che era tutt'altra cosa da quanto si aspettavano - perciò continuarono tranquillamente a svolgere il loro compito.

ð     Ma se alcuni leader delle chiese furono ingannati da quella iniziale cordialità e affabilità dei Comunisti, i principali evangelisti come Watchman Nee e Wang Mingdao non caddero nella trappola.

Avevano potuto discernere la vera natura del movimento Comunista e sapevano bene che il lupo cambia il pelo ma non il vizio.

 

Non è difficile capire il motivo per cui i Comunisti adottarono quella strategia:

è in primo luogo, non volevano inimicarsi i cristiani prima di esser sicuri al posto di comando e,

è secondo, avevano bisogno dell'esperienza e dell'ingegno di molti di loro, che erano tra i membri più capaci della comunità.

Infine quella strategia fornì loro l'opportunità di osservare e fare l'inventario delle chiese e, in particolare, dei loro leader.

 

Verso la metà degli anni 1950 i capi Comunisti avevano messo in moto un piano che si proponeva di eliminare l'influenza del cristianesimo da tutto il paese.

ð     Il primo passo doveva portare sotto il loro controllo la chiesa professante. Riuscirono a persuadere diversi leader delle chiese cinesi a firmare certi documenti nei quali riconoscevano che, consapevolmente o inconsapevolmente, direttamente o indirettamente, "il cristianesimo aveva riferimenti con l'imperialismo."

ð     Il fatto che le missioni cristiane in Cina avessero ricevuto grandi benefici dalle politiche imperialiste dell'Occidente faceva ormai parte della storia.

Ora i leader cinesi furono persuasi dalla propaganda comunista che la chiesa cinese doveva essere totalmente libera da qualsiasi sostegno e controllo da parte dell'Occidente. A questo punto prese quota lo slogan comunista: "Ama la patria - ama la chiesa,"  in quell'ordine.

 

Qui vediamo il modo subdolo in cui i comunisti si servivano dell'insegnamento della Scrittura, e perfino delle frasi cristiane ad effetto, che però sovvertivano ai loro scopi.

ð     Watchman Nee rimase saldo riguardo all'unità del corpo di Cristo, che esso cioè non doveva essere segmentato in diverse denominazioni.

ð     Alcuni missionari avevano già cominciato ad insegnare che le chiese locali avrebbero dovuto governarsi da sole, sostenersi da sole e propagarsi da sole, e proprio questo diventò lo slogan dei Comunisti. La loro idea era quella di isolare la chiesa da qualsiasi influenza esterna, e in particolare da quella proveniente dall'Occidente.

Una volta che essa fosse stata riunita sotto un'organizzazione centrale e totalmente tagliata fuori dall'Occidente, per il Partito sarebbe stato facile controllarla, e se non fosse morta di morte naturale, sarebbe stata resa inoffensiva.

 

Il “Movimento Patriottico delle Tre Autonomie”

voluto di Comunisti per controllare la Chiesa

 

Questa è l'idea Comunista che stava dietro alla formazione di una "chiesa ufficiale" controllata dallo stato e che essi chiamarono: "Movimento Patriottico delle Tre Autonomie" (Three-Self Patriotic Movement), dove

è "Patriottico" esprimeva l'idea: "amate il paese - amate la chiesa," mentre con

è "Tre Autonomie" si voleva indicare la politica di governarsi da soli, di trovare da soli il proprio sostegno e di propagarsi da soli.

ð     Questo tipo di propaganda da parte del Partito riuscì a mettere i leader di molte chiese in una situazione di conflitto interiore: volevano essere leali verso la patria, ma avvertivano un certo "senso di colpa" perché sentivano che il controllo dello stato a lungo andare sarebbe risultato a detrimento degli interessi del Regno di Dio.

Si ripeteva lo stesso problema cruciale che dovettero affrontare i cristiani del primo secolo: Chi è il Signore: Cesare o Cristo?

 

Ora i missionari si trovavano a dover affrontare l'angosciosa decisione di accettare quello stato di cose o di uscirne.

ð     I Comunisti non fecero un editto ufficiale, ma era chiarissimo che il nuovo regime non voleva i missionari. La domanda decisiva doveva essere: "Cos'è meglio per la chiesa cinese?"

ð     Le associazioni protestanti giudicarono, giustamente, che la loro presenza, se fosse continuata nel tempo, avrebbe solo imbarazzato e creato difficoltà ai credenti cinesi. Di conseguenza dettero l'ordine di evacuare e per il 1952 tutti i missionari, ad eccezione dei cattolici, avevano abbandonato il paese.

ð     A questo punto ogni ramo della chiesa cristiana si ritrovò sotto una grave pressione, e questo ebbe riflesso nel forte declino della frequenza e delle adesioni a tutte le principali denominazioni.

Per contrasto in quegli anni, dal 1949 al 1957, le chiese indigene - quelle cioè non risultate dall'attività missionaria dell'Occidente, ma che erano sorte dal suolo nativo della Cina - fecero conquiste incredibili, giungendo quasi a triplicare il numero dei loro aderenti.

ð     Molti dei nuovi membri erano credenti che, non appena scoperte le implicazioni politiche della nuova organizzazione, avevano abbandonato le loro chiese sotto il Movimento Patriottico delle Tre Autonomie.                                                               

 

I Comunisti allora s’imbarcarono in una campagna aggressiva di diffamazione nei confronti dei principali leader e in particolare degli evangelici.

ð     Far allineare le denominazioni e le organizzazioni para-ecclesiastiche che già avevano un controllo centrale non fu impresa troppo difficile,

ma quanto alle chiese indigene, pareva costituissero un problema assai più complesso. Nel 1951 fu messo in prigione il figlio del fondatore del Jesus Movement; l'anno successivo furono arrestati Jing Tianying, della Jesus Family e Watchman Nee, del Little Flock, che poi subirono la condanna a morte; e nel 1955 la stessa sorte toccò anche al coraggioso Wang Mingdao.

ð     Gli arrestati erano sottoposti alle solite procedure comuniste del lavaggio del cervello, aventi lo scopo di spezzare la volontà del prigioniero e di costringerlo a sottomettersi ai dogmi marxisti.

ð     Aveva bisogno di essere rieducato; gli si chiedeva di riconsiderare nei dettagli la sua vita passata, di confessare la sua colpa contro lo stato, di pentirsi e di giungere ad una condizione d’espiazione: una forma umanistica e pervertita di "salvezza".

Molti riuscirono a restare saldi in quella prova durissima, ma altri cedettero.

 

Wang Mingdao era sempre stato una spina nel fianco dei Comunisti. Dapprima le autorità non riuscivano a trovare accuse contro di lui: aveva rifiutato di frequentare il seminario perché riteneva fosse dominato dai missionari; e non era mai stato ordinato né sostenuto economicamente da missionari stranieri. Come Nee, aveva mantenuto un atteggiamento piuttosto critico verso buona parte dell'impegno missionario dell'Occidente. La sola istruzione per il ministero gli veniva dallo Spirito Santo e, come uomo di Dio, i Comunisti non riuscirono a trovare in lui nessuna colpa.

ð     La sua chiesa, la più grande di Beijing, era sempre piena zeppa e spesso c'erano fuori più di mille persone alle quali la parola giungeva per mezzo d’altoparlanti. Può darsi benissimo che egli abbia predicato a più cinesi di qualunque altra persona mai esistita. Sul peccato non scendeva a compromessi, e faceva una proclamazione completa del messaggio evangelico.

ð     Quando alla fine fu sottoposto a pubblico processo, anche la sua comunità fu costretta a recarvisi al completo. Fu accusato d’essere contro il governo, contro il movimento delle Tre-Autonomie e di predicare messaggi irregolari.

In seguito alle pressioni della chiesa ufficiale, un quarto dei cristiani e delle altre persone presenti richiesero la pena di morte. Non gli fu concesso in alcun modo di parlare in propria difesa, ma tanto era forte l'affetto del pubblico nei suoi confronti, che le autorità furono costrette a rilasciarlo.

 

In un secondo tempo, quando fu nuovamente portato in tribunale sebbene non avesse mai parlato contro il regime, Wang non ebbe paura di criticare il clero liberale dal punto di vista teologico e gli aderenti al movimento delle Tre-Autonomie, accusandoli di tradire Cristo.

ð     Fu condannato a quindici anni di reclusione e fu immediatamente sottoposto al processo di rieducazione dei Comunisti. Alcuni politici esperti, in due turni, si accanirono su di lui giorno e notte, e

ð     dopo tredici mesi di tortura mentale Wang rimase come annientato, e in quelle condizioni firmò una confessione. Gli fu poi richiesto di leggerla in pubblico davanti ad un vasto uditorio.

La sua capitolazione occupò i titoli di testa di tutti i giornali: "Sono un criminale antirivoluzionario e sono riconoscente al governo per avermi perdonato e salvato dalle profondità del peccato ...", eccetera.

 

Pochi giorni dopo il rilascio fu visto camminare su e giù per le strade di Beijing gridando: "Sono un Giuda, ho tradito il mio Signore!" A dire il vero la sua confessione non comprendeva il rinnegamento di Cristo.

ð     Alcuni giorni più tardi, dopo il recupero dell'equilibrio mentale, con la moglie si recò dalle autorità governative per ritirare la confessione: "Rimettetemi in prigione se volete," disse, "ma io non tradirò il mio Signore."

Fu rispedito immediatamente in prigione assieme alla moglie, dove quest'uomo pieno di coraggio passò i successivi ventidue anni di vita per essere liberato nel 1980 all'età di 80 anni.

 

Esperienze di questo tipo si sono ripetute tante e tante volte nella storia della chiesa della Cina Rossa. Molte di queste non saranno mai raccontate perché i santi che in esse hanno sofferto non erano tutti leader, e il loro nome non ha mai fatto notizia: appartengono al grande esercito degli anonimi eroi di Dio. Nel corso di tutta quella lunga notte oscura essi non hanno mai vacillato nella lealtà verso Cristo, e per alcuni la sola liberazione conosciuta è stata quella di ritrovarsi uniti a Lui attraverso la morte.

 

La Rivoluzione Culturale e la Banda dei Quattro

 

       La Rivoluzione Culturale

Ma la fase più oscura di tutte fu indubbiamente quella della Rivoluzione Culturale, e la fase più intensa di quest'ultima fu negli anni che vanno dal 1966 al 69, quando il controllo era stato affidato alle giovani Guardie Rosse; ma in realtà il processo, presieduto dalla "Banda dei Quattro," durò ben dieci anni.

ð     Ovviamente il principale bersaglio dei giovani rivoluzionari non era il cristianesimo e nemmeno la religione in generale, ma il "revisionismo".

 

Mao voleva assicurarsi che il fervente spirito rivoluzionario che aveva caratterizzato la Repubblica Popolare non sarebbe stato sostituito da una nuova politica di liberalizzazione, così tutto quanto sapeva di vecchio ordine o di vecchia cultura era cosa sospetta.

 

ð     Rivoluzione Culturale Furono distrutti i templi e i luoghi santi del confucianesimo e del buddismo, assieme agli edifici delle chiese. Il cristianesimo, almeno nella sua forma Occidentale, fu completamente annientato; persino le chiese del Movimento Patriottico delle Tre-Autonomie furono costrette a chiudere e sul paese scese un inverno spirituale. Nel bel mezzo di questa rivoluzione Jiang Qing, moglie del Presidente Mao e capo della Banda dei Quattro, disse: "In Cina il cristianesimo è già stato messo nel museo. Non ci sono più credenti." Sembrava davvero che avesse ragione. Ma anche in inverno sembra che la vita sia assente e che si sia presa una vacanza, sebbene di fatto sotto la superficie essa sia sostenuta e nutrita, in attesa di esplodere con la primavera.

 

In che modo se la siano cavata le singole famiglie cristiane è chiaramente illustrato dal seguente racconto della famiglia Luke, raccontato da Paul Kauffman:

 

Quando fecero irruzione le Guardie Rosse, tutta la famiglia era in casa. Due figli si erano laureati presso un’università i cui istruttori erano Comunisti, e non riuscivano ad accettare la fede cristiana dei genitori. Ma poiché il padre aveva ricevuto la propria istruzione universitaria in America, per i Comunisti l'intera famiglia, figli inclusi, era sulla lista nera degli indesiderabili.

 

Quando le Guardie Rosse entrarono in quella casa, sfrenatamente distrussero quasi tutto quanto era a portata di mano. Scoprirono i risparmi che i Luke avevano diligentemente accantonato per l'eredità dei figli e se ne appropriarono; quindi chiesero tutte le Bibbie e i libri cristiani. I genitori misero loro davanti due Bibbie e due copie del libro cui molti cristiani cinesi attribuiscono maggior valore dopo la Bibbia: "Streams in the Desert" (Fiumi nel deserto). Il capo delle Guardie Rosse gettò i libri al figlio maggiore dei Luke dicendogli: "Distruggili!" E poi se ne andarono.

Con forte repulsione e disgusto per ciò a cui avevano assistito, i due figli sprofondarono in scuse davanti ai genitori. Il padre rispose: "Ragazzi, i soldi che avevo messo da parte per darvi un'eredità se ne sono andati, ma ho qualcosa di molto più grande da darvi," e a ciascuno consegnò una Bibbia e una copia di "Fiumi nel Deserto."

    Da quel momento i due ragazzi accettarono il Signore. (5)[4]

    La Rivoluzione Culturale in azione

 

Ma la lunga notte oscura per la chiesa cinese - che non è affatto finita - non è stata un incidente: Dio stava facendo un corso di sopravvivenza al Suo popolo per vedere se ce l'avrebbero fatta. La Sua promessa rimane vera: "... Edificherò la mia chiesa, e le porte dell'inferno non prevarranno contro di essa" (6).[5] Non solo stava costruendo la Sua chiesa, ma si stava servendo di quella lunga notte oscura per prepare la Cina a quello che potrebbe risultare, e con ragione, il più grande avanzamento spirituale nella storia del cristianesimo. Cerchiamo ora di esaminare in che modo Egli ha agito per arrivare a tutto questo.

 


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[6] Titolo originale dell’opera : CHINA MIRACLE di Arthur Wallis – Stampato negli Stati Uniti d’America in inglese – Pubblicato via web con permesso della David Cook, 4050 Lee Vance View, Colorado Springs, CO 80918 U.S.A. –

Tel: 719-536-0100 x3828 - Fax: 719-533-3048 - www.DavidCCook.com

 



[4] 5. Kauffman pp. 170-71.

[5] [6] 6. Mt. 16,18.