MIRACOLO IN CINA

di Arthur Wallis

China Miracle

CAPITOLO  5

 

FONDARE LA CHIESA

 

 

Gesuiti in Cina

 

Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi, ma una volta cresciuto è più grande degli altri e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami.

      Matteo 13,31-32

 

                                                    

I primi a gettare i semi del cristianesimo in Cina furono i nestoriani, giunti dalla Persia, che costruirono chiese e monasteri. Più tardi vennero i missionari cattolici. Non hanno predicato un vero e proprio messaggio di salvezza e non sono mai riusciti a far sì che in Cina la fede diventasse 'indigena'.

ð     Col rovesciamento dei Mongoli il cristianesimo venne "affondato, senza quasi lasciar traccia."

 

Nel 1579 la chiesa cattolica romana fece di nuovo il tentativo di portare la fede in Cina: dalla colonia portoghese di Macao, poco distante dalla costa meridionale della Cina, giunsero i missionari gesuiti.

ð     Ma quando questi presero posizione contro l'adorazione degli antenati, l'Imperatore impedì loro di predicare.

Ci fu un esodo in massa di sacerdoti, ma la luce della fede cristiana fu tutt'altro che estinta.

 

 

Morrison traduce la Bibbia con aiutanti cinesi

Nel 1807 Robert Morrison, un giovane scozzese della London Missionary Society, si imbarcò per la Cina animato dal desiderio ardente di portare il popolo cinese a Cristo.

ð     Ma il problema era come riuscire ad entrare nel paese, dato che la British East India Company sorvegliava gli accessi, nel timore che l'attività missionaria si ripercuotesse negativamente sui suoi commerci in Cina.

 

ð     Morrison riuscì finalmente ad arrivare a Macao, dove si accinse a tradurre le Scritture in cinese, compito che riuscì a portare a termine dopo circa diciotto anni. Il problema di questa traduzione, così come di un'altra eseguita dal Dr. Marshman, stava nel fatto che era eseguita nello stile classico usato dagli studiosi ma non compreso dalla gente comune. Ciò nonostante, entrambe le traduzioni sono state un raggiungimento incredibile dell'impegno missionario.  

In seguito, dopo qualche esitazione, al solo scopo di guadagnarsi l'accesso nella sua amata Cina Morrison accettò l'incarico di traduttore nella East India Company.

 

ð     In questo modo i missionari cristiani e l'iniquo commercio dell'oppio portato avanti dalla East India Company dovevano essere per sempre collegati fra loro nella mente dei cinesi. Come abbiamo già visto, i due trattati del 1842 e 1860 avevano costretto la Cina ad aprire le porte all'Occidente, sia per il libero commercio che per l'attività missionaria.

 

Difficoltà  e debolezze delle missioni cristiane in Cina

 

Da poco era stata formata la China Inland Mission, assieme ad altre missioni, sotto la guida di Hudson Taylor. Negli anni successivi dall'Occidente arrivò dapprima un rigagnolo di missionari impegnati, che diventò poi un torrente in piena.

è Questi primi servi di Dio arrivati in Cina non potevano sapere che in meno di cent'anni ogni missionario cristiano sarebbe stato evacuato dal continente, con scarse prospettive di un nuovo accesso.

è La chiesa di Gesù Cristo che essi fondarono in quel paese doveva passare attraverso il suo battesimo di fuoco, che avrebbe messo duramente alla prova la qualità dell'opera, rivelandone i punti forti e quelli deboli.

 

La dedizione di quei primi missionari e gli enormi sacrifici che affrontarono con gioia per la causa di Cristo sono fuori discussione. Molti di loro avevano una grande esperienza e molte doti. Tra tutte le nazioni, la Cina attribuiva grande valore al sapere e alla cultura, e questo operò a favore dell'opera dei primi missionari. Sotto altri aspetti, comunque, gli eventi furono loro pesantemente contrari. Inizialmente erano riusciti ad entrare, come abbiamo visto, attraverso le screditate politiche coloniali britanniche e occidentali.

ð     Si è detto che: "Nel diciannovesimo secolo, l'unico grande impedimento alla diffusione del cristianesimo in Cina è stato il traffico dell'oppio."

 

Dopo aver sperimentato per secoli la crudeltà dell'invasore straniero, i cinesi consideravano col massimo sospetto l'attività di ogni forestiero. Non fa alcuna meraviglia quindi che l'ambasciatore della croce fosse considerato un "diavolo straniero", e ogni cinese che ne accettasse la dottrina un "mezzo straniero".

ð     Questo atteggiamento generale doveva rafforzare il braccio dei Comunisti quando questi giunsero al potere determinati ad espellere dal paese tutti i missionari stranieri. Non fu necessario escogitare un "motivo" contro di loro, perché le politiche coloniali dell'Inghilterra e dell'Occidente fornivano loro tutte le munizioni necessarie. 

Agli occhi dei Comunisti, il fatto che gli stessi missionari si fossero totalmente opposti al commercio dell'oppio, e che alla fine furono proprio dei cristiani impegnati appartenenti al parlamento inglese a lottare, riuscendo a far fermare quell'infame traffico, non riuscì ad assolvere il cristianesimo dalla sua colpa.

 

Dall'altro lato della medaglia i cinesi poveri, che in ogni caso non avevano molto da perdere associandosi agli stranieri, potevano rispondere al Vangelo per dei motivi sbagliati. Per loro il missionario era sempre ricco e nel paese occupava una posizione privilegiata.

è La tentazione di essere un "cristiano al riso", che professava cioè la fede per riceverne dei vantaggi materiali, fu aumentata dal fatto che i trattati assicurati dall'Occidente offrivano dei vantaggi a chi si convertiva al cristianesimo.

è L'altra debolezza della prima opera missionaria, commessa in precedenza anche dai nestoriani e dai cattolici, fu quella di imporre ai cinesi forme Occidentali di adorazione e di cultura, a loro del tutto estranee. La gran parte delle prime organizzazioni missionarie non riuscì a intravedere che,

ð     se la chiesa doveva davvero radicarsi con naturalezza nel suolo cinese, doveva essere spogliata delle sue forme Occidentali.

 

Tra tutti quei primi pionieri Hudson Taylor rappresentò la sola eccezione a questo riguardo, perché incoraggiò i suoi missionari a adottare abiti cinesi e ad identificarsi per quanto possibile con la cultura cinese.

ð     Cercò di addestrare una leadership nazionale, mettendo le redini nelle mani di quei leader non appena fossero stati in grado di subentrargli. Per questo motivo egli fu molto biasimato e criticato dagli altri missionari.

 

Un'altra grande debolezza fu che le organizzazioni missionarie generalmente fondavano le loro chiese su linee denominazionali. In Cina la chiesa di Cristo era costituita da un amalgama di diverse denominazioni, ciascuna delle quali manteneva la propria distinta identità.

ð     Perfino la China Inland Mission, che sotto tanti aspetti si era adattata alla cultura cinese, distribuiva i collaboratori nelle varie provincie a seconda della loro identità denominazionale, mentre ogni chiesa conservava la propria forma particolare di governo ecclesiastico. Per le chiese anglicane fu nominato un vescovo anglicano;

in questo modo le tragiche divisioni del Regno Occidentale di Cristo furono esportate in Cina.

 

1900, la Ribellione antistranieri dei Boxer …

 

Nel periodo di inquietudine che segnò gli ultimi anni del governo Imperiale, si ebbe una violenta esplosione di sentimenti antistranieri e anti-missionari: fu la Ribellione dei Boxer, nel 1900, che si proponeva di scacciare gli stranieri con tutte le loro tradizioni politiche, sociali e religiose. Pur essendo durata solo un anno, ebbe effetti devastanti, portando quasi la grande avventura missionaria ad una tragica fine.

 

ð     la Ribellione dei Boxer Nei grandi centri gli stranieri potevano essere protetti più facilmente; ma i missionari, spesso in luoghi isolati, erano particolarmente vulnerabili. Morirono quasi 200 tra missionari protestanti e loro dipendenti, mentre le perdite dei cattolici furono persino maggiori. Anche i leader cristiani cinesi dovettero soffrire moltissimo, e ci furono storie sorprendenti di eroismo e di lealtà mentre la chiesa cinese affrontava questa prova terribile.

Era solo di un assaggio di quanto sarebbe accaduto su tanto più vasta scala quando subentrarono i Comunisti.

 

 

La Ribellione dei Boxer

 

 … e poi le vie di Dio

 

Agli albori del ventesimo secolo si giunge ad una fase affascinante della storia della fondazione della chiesa in Cina. Dio non è mai limitato da quelli che noi consideriamo "i canali appropriati": Egli ha i Suoi modi di procedere.

ð     La Cina ha una lunga storia di movimenti spontanei indigeni dello Spirito; alcuni di questi movimenti di risveglio furono il modo in cui Dio purificò e purgò il Suo popolo, per poi riempirlo della potenza dello Spirito Santo.

Ciò avvenne nei risvegli avvenuti durante il ministero del missionario canadese Jonathan Goforth, che dapprima si manifestarono in Manciuria (1908) e poi in altre parti della Cina.

 

L’opera dei missionari cinesi

 

Ci furono altri risvegli con accento decisamente evangelico, una predicazione potente del Vangelo e molte conversioni a Cristo. John Sung, il cui ministero non era confinato alla Cina, fu strumento potente di Dio nel periodo che precedette la presa del controllo da parte dei Comunisti. Questo predicatore eccentrico morì a soli quarantadue anni, ma fece convertire a Cristo migliaia di persone.

è È stato definito "il più grande evangelizzatore che la Cina abbia mai conosciuto."

 

Ci fu anche il grande pastore-predicatore Wang Mingdao, che riuscì ad attirare migliaia di persone alla sua chiesa a Beijing e che seppe resistere come un bastione di rettitudine al momento in cui altri leader cinesi scesero a compromessi con le autorità. Torneremo a parlare di lui in seguito.

ð     la Ribellione dei Boxer È rilevante notare che prima dell'ascesa al potere dei Comunisti si ebbero diversi movimenti indigeni che, in svariati modi, cercarono di ristrutturare e ridare vitalità al corpo di Cristo. Erano movimenti di recupero che riuscirono a restaurare alcuni aspetti della verità:

sorgenti che spuntavano e che alla fine sarebbero affluite e si sarebbero fuse con la corrente principale del movimento delle chiese domestiche in Cina.

 

La prima ad ottenere un riconoscimento fu la chiesa del "True Jesus", fondata da Paul Wei a Tianjin (Tientsin) e a Beijing nel 1917. Questi credenti sottolineavano l'importanza della testimonianza, del versamento della decima e del governo della chiesa locale.

ð     Con i doni spirituali: parlare in lingue, esercitare il dono della guarigione e della liberazione e altre manifestazioni della potenza di Dio, si trovavano a loro agio. All'inizio un'altra caratteristica del loro stile di vita era la vita comunitaria.

Le loro chiese spuntarono in tutta la Cina ed anche tra i cinesi d'oltre oceano.

 

Nel 1949, quando i Comunisti subentrarono al potere, si valutò che i loro membri fossero 125.000.

è Paragonate questo risultato con quello della Chiesa di Cristo in Cina, costituita dall'unione di diverse, importanti denominazioni già menzionate, e che dopo un impegno missionario di cento anni avevano raggiunto i 196.000 membri!

è Le strutture denominazionali non facilitano la rapida espansione, ma anzi la impediscono. Quando le chiese si liberano di questo giogo, tendono a crescere più rapidamente.

Ma se un movimento diventa esclusivo ci sono dei pericoli, e la chiesa del True Jesus non sfuggì a quel rischio, per cui in un secondo tempo si verificarono eccessi e divisioni che rovinarono la sua testimonianza.

 

Watchman Nee e il Piccolo Gregge

  

Figura 4:  Watchman Nee - (1903 - 1972)

Un altro movimento notevole fu quello del "Little Flock," iniziato nel 1926 sotto la guida di Watchman Nee (il suo nome cinese era Nee To-sheng, col cognome prima del nome). Attraverso i suoi libri, quasi tutti scritti da altri attingendo dalle note dei suoi sermoni, egli è il cristiano cinese più conosciuto in Occidente.

ð     Per un breve periodo rimase associato con gli "Exclusive Brethren", sebbene inizialmente non abbia attinto da loro le sue intuizioni. A dire il vero, quando andò a visitare una delle loro chiese in Inghilterra e gli fu chiesto dal suo ospite cosa pensasse della loro assemblea, egli rispose: "Carina, molto carina, fratello," e poi, scuotendo lentamente la testa, aggiunse: "ma non va bene per cacciare i demoni in Cina!"

 

Watchman Nee e i suoi collaboratori sapevano bene quanto fosse necessaria la potenza che veniva dallo Spirito Santo!

 

Nee non aveva tempo per le formalità e il "chies-imo". Criticava il movimento missionario dell'epoca e il modo in cui la chiesa cinese era arrivata a dipendere dall'Occidente.

 

 

ð     Egli prese il Nuovo Testamento, come avevano fatto molti altri prima di lui, affermando che esso forniva tutti i principi necessari alla vita e alla pratica del Nuovo Testamento stesso.

Ritenne che la fondazione delle chiese fosse un ministero degli apostoli, che erano uomini itineranti e che dovevano essere distinti dai pastori e maestri locali.

ð      Fu inevitabile che si attirasse addosso un diluvio di critiche da parte di chi si trovava nel movimento missionario, in particolare quando alcuni missionari, e persino intere chiese da loro fondate, si unirono al Little Flock;

ma la sua opera crebbe e prosperò, anche dopo il sopravvento dei Comunisti. In vent'anni il movimento arrivò a contare 700 chiese e più di 70.000 membri.

 

Poco prima della venuta dei Comunisti, tra i membri del Little Flock si verificarono delle divisioni.

ð     Dopo l'arresto di Watchman Nee il suo collega, Witness Lee - che allora faceva base a Taiwan - divenne il leader dominante; ma poiché la direzione della sua guida non concordava con quella di molte delle assemblee del Little Flock, il movimento si divise. I seguaci di Lee si guadagnarono il soprannome di "The Shouters", (Gli Urlatori), per la loro abitudine di gridare tutti insieme nei loro incontri: "Signore Gesù, Signore Gesù..."

Dai Comunisti in Cina essi furono condannati come "controrivoluzionari", un'accusa grave, e molti loro leader furono messi in prigione. Alcuni leader delle chiese domestiche, non collegati con Gli Urlatori, furono accusati di appartenere a quel gruppo e vennero messi in prigione.

 

Ching Tien-ying e la “Famiglia di Gesù”

 

L'ultimo di questi movimenti indigeni fu quello della "Jesus Family", nato dal risveglio di Shandong (Shantung) all'inizio degli anni 1930. Fu fondato da un buddista convertito, Ching Tien-ying.

ð     Con la Scrittura quale unica guida, egli riuscì a formare una comunità di credenti che poi si sparse in tutta la Cina del Nord e che riuscì anche a penetrare profondamente  nell'interno. Si sentivano "ispirati" a dare alla chiesa una struttura che potesse funzionare in un ambiente Comunista.

Erano molto impegnati nell'agricoltura e svilupparono efficienti politiche terriere che produssero raccolti abbondanti.

 

Cominciarono a dare la decima ai poveri, e quando nel 1942 ci fu una grave carestia, dettero via il 20 percento del raccolto. Non ci volle molto perché arrivassero a dar via i nove decimi e a vivere con un decimo.

ð     Con quarantatre acri di terra, riuscirono a sostenere 500 persone e a donare il 90 percento del raccolto. I Comunisti, che si vantavano tanto della loro politica terriera, non sono mai riusciti a competere con la Jesus Family.

 

Poiché la Jesus Family non aveva un controllo centrale, non accettava fondi dagli stranieri e non destinava alcun edificio all'adorazione ecclesiastica,

ð     i Comunisti non poterono "inchiodarla" con le solite accuse. Per questo furono in grado di tenere a bada i Comunisti quando tante altre chiese dovettero chiudere.

Questa era la linea di condotta lungo la quale lo Spirito Santo stava guidando questi credenti già da venticinque anni prima del sopravvento dei Comunisti!

 

Nati in un movimento in cui le manifestazioni dello Spirito Santo erano cosa normale, gli incontri della Jesus Family comprendevano il parlare in lingue, le guarigioni e cacciare i demoni.

ð     In quei primi anni la chiesa aveva fatto l'esperienza del ministero degli angeli e dell'intervento del miracolo per far fronte alle necessità della gente.

 

Nel rilevare alcune delle debolezze intrinseche del movimento missionario che ha posto le fondamenta della chiesa in Cina, va ricordato che quei primi pionieri erano i figli della loro generazione.

ð     Hanno servito Dio secondo la luce ricevuta e lo hanno fatto con zelo: non possiamo giudicarli secondo la luce che Dio sta dando al Suo popolo un secolo e mezzo dopo.

ð     Gran parte di quanto hanno costruito ha retto al vento e all'inondazione; e, assieme a quanto è accaduto per mezzo di quei movimenti spontanei e indigeni dello Spirito, ha trovato un posto permanente in quell'edificio di Dio che è ora la chiesa in Cina.

Senza la loro semina sacrificale avvenuta allora, oggi non ci sarebbe il raccolto.



 

 

[1] [1] Titolo originale dell’opera : CHINA MIRACLE di Arthur Wallis – Stampato negli Stati Uniti d’America in inglese – Pubblicato via web con permesso della David Cook, 4050 Lee Vance View, Colorado Springs, CO 80918 U.S.A. –

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