Gruppi di P
I GRUPPI DI
PREGHIERA
Gabe Meyer
Nel
mese di novembre presso
l’Università di Loyola Marymount a Los Angeles iniziò un gruppo di preghiera
settimanale.
Ø
L’incontro crebbe
rapidamente, ed attirava gente anche da lontano. Verso l’autunno dell’anno
successivo molte persone del gruppo avvertirono il desiderio di una relazione più
intima tra loro.
Ø
Circa 35 di noi
cominciammo ad incontrarci una seconda volta la settimana. Il nostro scopo come
«gruppo di impegno» era quello di discutere i problemi del gruppo più grande,
di procurare gli insegnamenti e di mettere in comune la nostra vita.
Ne
risultò un caos.
Allora
adottammo un sistema «parlamentare»
per fare le cose. E anziché un incontro di preghiera e di insegnamento
il «gruppo di impegno» finì per essere una specie di «corpo
decisionale».
Ø
Esso decideva tutto, da
chi avrebbe provveduto a servire il caffè negli incontri più grandi a quanto
si poteva fare riguardo ai problemi individuali della gente.
Ø
Cominciarono ad emergere
le fazioni: vi erano tentativi
individualistici di influenzare il
gruppo, avidità di poteri.
Si manifestarono tensioni tra la gente. Molti si sentirono traditi.
Ø
Tre di noi cominciarono a
servire in qualità di guide più generiche, ma senza alcuna autorità
riconosciuta. Non ci incontravamo regolarmente tra noi. Verso l’aprile
dell’anno dopo i problemi del gruppo di impegno diventarono talmente
complicati che per la prima volta tre di noi risolsero insieme un problema pastorale;
Ø
L’unica soluzione,
pareva, era sciogliere il gruppo di impegno.
Ad un incontro del gruppo di impegno avvenuto poco dopo, annunciammo che avremmo interrotto
gli incontri di quel gruppo, e ne spiegammo il motivo.
Ø
L’esperienza
ci ha insegnato una lezione riguardo alle
decisioni e alla guida che va esercitata nel corpo di Cristo.
Ø
Scoprimmo che il modello democratico e parlamentare non andava bene per i gruppi di preghiera. Non
promuoveva lo sviluppo delle relazioni d’amore tra i membri del gruppo.
Ø
Scoprimmo che le decisioni
dovrebbero esser lasciate ad un gruppo di guide riconosciute dal gruppo.
Queste guide potrebbero venir elette dal gruppo mediante un procedimento
di preghiera.
Ø
Le guide devono poter
essere cambiate. Ma le decisioni devono
restare alle guide, anziché essere esercitate dall’intero gruppo di
preghiera.
La maggior parte delle persone pensò che quanto avevamo fatto noi tre fosse dittatura.
Noi stessi dovemmo passare momenti dolorosi nel sostenere la nostra decisione,
sapendo che era giusta anche se alla gente non piaceva.
Ø
Ma arrivammo a capire che
le guide del popolo di Dio hanno bisogno di una certa libertà
per guidare.
Ø
Se sono sempre alla mercé
dell’opinione di chiunque, il gruppo non potrà procedere nel Signore. É
necessario che i cristiani apprezzino il servizio della guida come una cosa
buona, anziché ritenerlo una minaccia.
Ovviamente le guide hanno la responsabilità di capire le opinioni del gruppo, di chiedere alla gente cosa
pensa. Quando i membri del gruppo danno alle guide la libertà di guidare e le
guide li consultano, si costruiscono relazioni d’amore.
Abbiamo poi imparato una seconda lezione dalla tensione e dal conflitto del gruppo di impegno.
Ø
Fu chiaro che tale gruppo
avrebbe dovuto concentrarsi sulla preghiera, l’insegnamento e la crescita
delle relazioni personali d’amore.
Un anno dopo le tre guide invitarono i membri dell’incontro grande di preghiera a formare un altro
gruppo di impegno.
Ø
Quando questo iniziò,
portammo molto insegnamento sull’esser servi gli uni degli altri.
Ø
Ci furono poi insegnamenti sul bisogno di lealtà e di unità.
Ø
Poi istruzioni sul modo di parlare
— e sul non parlare
gli uni contro gli altri, sul bisogno di farla finita
con le chiacchiere ed i pettegolezzi, e di portare la critica direttamente
alla persona responsabile del problema.
Il gruppo di impegno ci aveva mostrato il bisogno di insegnamento su questi argomenti.
Ø
Osservammo che qualcuno doveva assumersi la responsabilità per la
formazione del gruppo e per la crescita nel vivere cristiano,
anche se i “leader” erano avanti di una sola settimana
a coloro ai quali insegnavano.
Ø
Questo secondo gruppo di
impegno sta per diventare una comunità di vita.
Il gruppo è cresciuto non solo di numero, ma, più importante, nella capacità dei suoi membri
di darsi gli uni agli altri.