UMANESIMO:
L'UOMO PADRONE[i]
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“L'umanesimo
è la filosofia della natura umana caduta. Non è uno sviluppo della moderna
comunità intellettuale, bensì una forza spirituale proveniente dalle
epoche precedenti la creazione. Lo spirito dell'uomo caduto è spesso
rappresentato come una umanità degradata, che si rivela nel pervertimento
e nel peccato. Una più accurata rappresentazione tuttavia, consiste
nell'uomo che nobilmente cerca di realizzare il proprio destino e il
proprio ambiente attraverso la propria determinazione.” |
INFLUENZA
DELL'UMANESIMO NELLA CHIESA
Pare che le cose abbiano
l'abitudine
di scivolare sulla gente. Il Natale, i compleanni, le edizioni insuperabili,
l'età dei ragazzi, il peso del lavoro - quando siamo preoccupati per la vita,
pare che tutto cresca ed aumenti con incredibile rapidità.
Ø
Anche il nostro eterno nemico, Satana, ha
l'abitudine di "strisciare" ogni tanto verso di noi. Prima che abbiamo
anche solo la consapevolezza di essere coinvolti in una battaglia, egli ci ha
orientati verso la sconfitta!
Ø
"Se anche una sola volta venisse verso di me
allo scoperto, all'aperto", è il nostro desiderio, "allora non sarei
colto di sorpresa." Ma è una chance improbabile! Satana era maestro di
guerriglia molto tempo prima che i Marxisti cominciassero anche solo a
sognarsela.
Ø
I cristiani, purtroppo, sono ancora troppo propensi
a pensare in termini di trincee di guerra, con linee ben distinte tra buoni e
cattivi!
Nel Corpo di
Cristo di recente si è andata sviluppando una crescente
consapevolezza che il nemico è "strisciato verso di noi" proprio
sotto il nostro naso servendosi di una filosofia conosciuta
col nome di
Umanesimo Secolare.
Ø
La società -
e pare una vasta parte della Chiesa - negli ultimi cinquant'anni hanno
abbracciato, o per lo meno sono state influenzate con forza, dall'Umanesimo,
senza mai essere consapevoli di quanto questa filosofia ha afferrato
profondamente il mondo nella sua presa.
Il Dizionario
Webster definisce così
l'Umanesimo:
Ø
"Una
dottrina, un atteggiamento o un modo di vivere centrato sugli interessi o sui
valore umani. Part.: filosofia che asserisce la dignità e il valore dell'uomo e
la sua capacità di realizzarsi per mezzo della ragione, e che spesso respinge o
rifiuta il soprannaturale."
Le fondamenta
della filosofia umanista sono
state enumerate in due manifesti, o dichiarazioni, compilate da leader umanisti
nel 1933, e poi nel 1973.
Ø
Questi due Manifesti sono indicati semplicemente
come MANIFESTO UMANISTA N. 1 e MANIFESTO UMANISTA N. 2.
Due
dichiarazioni che figurano nel secondo manifesto sono particolarmente
interessanti per i credenti, per arrivare a capire le fondamenta della filosofia
umanista. Innanzi tutto l'Umanista dichiara:
Ø
"Rileviamo una insufficiente
evidenza per credere all'esistenza del soprannaturale;
-
è cosa priva
di significato o irrilevante per il problema della sopravvivenza o della
realizzazione della razza umana.
-
Come
non-teisti, partiamo dall'uomo, non da Dio; dalla natura, non dal divino."
Definendosi NON-TEISTI anziché atei,
essi non negano l'esistenza di Dio ma dichiarano semplicemente che se esiste o
no, Egli è cosa irrilevante per l'esperienza umana.
Ø
La distinzione può apparire secondaria, e invece è
importante perché
Ø
lascia spazio all'Umanesimo Religioso,
che crede in Dio, ma che si centra sull'uomo e sulle sue
necessità.
In secondo luogo, il Manifesto dichiara:
Ø
"….
Le religioni dogmatiche tradizionali o
autoritarie, che mettono Dio, i rituali o il credo, al di sopra delle
necessità umane e dell'esperienza umana, fanno un disservizio alla
specie umana."
Gli
Umanisti stanno così dichiarando
che NON vi è autorità alcuna al di sopra dell'uomo.
Ø
Ciò, in
pratica, equivale ad un rovesciamento
spirituale dell'autorità di Dio.
L'uomo
e le sue necessità vengono posti sul trono quale centro dell'universo, e tutto
il resto è costretto a fare dell'uomo il suo centro. Il problema è quindi
diventato un problema di dominio.
L'Umanesimo è
la filosofia della natura umana caduta.
Ø
Non è certo lo sviluppo della moderna comunità intellettuale, bensì di
una forza spirituale che risale alle epoche precedenti la creazione.
Ø
Lo spirito dell'uomo caduto è spesso rappresentato come una umanità degradata,
che si rivela nella dissolutezza e nel peccato.
Ø
Una rappresentazione più accurata tuttavia è quella dell'uomo che si protende
nobilmente verso il raggiungimento del proprio fato ed ambiente mediante la
propria determinazione.
Si tratta dello
stesso principio che vediamo in Lucifero
quando disse:
"Ascenderò
al cielo;
Innalzerò
il mio trono al di sopra delle stelle di Dio, e
Mi siederò
sul monte dell'assemblea nei recessi del settentrione.
Salirò
al di sopra delle altezze delle nubi;
Mi farò
simile
all'Altissimo" (Isaia 14, 13-14).
Origine satanica, quindi….
L'origine dell'Umanesimo è satanica.
È lo spirito
dell'auto-esaltazione
e dell'auto-determinazione.
Ø
La
tentazione presentata ad Eva
consisteva nel grido umanista: "Sarai come Dio …"
Ø
La
tendenza del peccato non è verso il basso, ma verso l'alto.
Ø
Lo spirito
dell'umanesimo è l'uomo che sale ad una posizione di governo e di autorità;
è l'uomo che
stabilisce il proprio regno per se stesso
e per la creazione.
Il
problema è che egli fa questo in nome di se stesso, e non come rappresentante
del Signore dell'Universo.
"La
dichiarazione della natura caduta è questa: 'Venite, costruiamoci una città, e
una torre la cui cima raggiunga il cielo, e FACCIAMOCI un nome…"
(Genesi
11, 4).
La grande
frustrazione dell'uomo nei suoi
nobili sforzi, tuttavia, è di non raggiungere mai gli scopi ai quali è
proteso. I suoi progetti finiscono sempre in frustrazione e rovina.
Ø
Satana mirava al trono di Dio ed è finito con la
bocca piena di polvere.
Ø
Adamo ed Eva miravano alla saggezza ed alla
conoscenza, e hanno scoperto la propria nudità.
Ø
Gli uomini a Babele miravano ad un grande nome, e
furono dispersi per tutta la terra - proprio quello che cercavano di evitare.
Quando l'uomo
si fa delle mire proprie, si
scontra sempre con le proprie necessità ed i propri limiti.
Ø
Anziché riconoscere
che i propri limiti sono il risultato dell'interruzione della sua relazione con
Dio, l'uomo cerca e si sforza di coprire e correggere da solo quei
limiti, con le proprie forze.
Ø
Quando Adamo ed Eva scoprirono di essere nudi,
cucirono insieme delle foglie di fico per coprirsi - un povero sostituto delle
pelli animali che poi il Signore fornì loro.
Oggi la nostra
società è piena di simili "foglie di fico" quali sostituti di ciò che Do vuole darci:
Ø
I programmi per il benessere, la legislazione
sociale, il socialismo e cose simili non sono altro che foglie di fico che
cercano di coprire le nudità dell'uomo nella sua condizione di uomo caduto.
Ø
L'uomo è incline a ricucire la vecchia natura per
riguadagnare il suo posto di autorità e di governo sulla terra. Ma fare una
cosa simile separatamente dalla potenza e dal governo di Dio è finire con un
mazzo di foglie di fico secche.
L'Umanesimo ha
le sue radici nelle antiche società pagane. La sua espressione più chiara fu probabilmente in Grecia e a Roma, e
quindi ha avuto una diretta influenza sul corso della moderna cultura
Occidentale.
Ø
Il pensiero greco e romano si basava in primo luogo sulla ragione e sulla
capacità personale dell'uomo di controllare il proprio destino. I loro dèi, in
particolare delle società successive, cosa erano? Impersonali o
personificazioni di forze naturali - e non esseri con i quali poteva esserci una
relazione e comunione scambievole. Il risultato era una società centrata
sull'uomo.
Ø
Quando giunse l'epoca in cui Cristo visse in Palestina, l'Impero Romano che poi avrebbe
finito col deificare lo Stato Romano, nel quale lo stesso Imperatore doveva
essere adorato come un dio, si trovava in un momento di transizione.
Nel
mondo romano questa supremazia
ultima dello Stato era l'incoronazione dell'uomo e del suo personale modo
di governare quale sovrano, separatamente da Dio.
La Chiesa fece
irruzione nel mondo Romano con la sua confessione radicale che "Gesù è
il Signore!"
Ø
I Romani di quei tempi adoravano lo Stato e per
legge dovevano offrire sacrifici e libagioni al culto dell'Imperatore. Nel
farlo, dichiaravano: "Cesare è il Signore!"
Ø
I Romani non avevano problemi se i cristiani
adoravano Gesù, ma quando si rifiutavano di confessare che Cesare era il
Signore erano considerati dei sovversivi - nemici dello Stato.
Il conflitto
era più profondo delle ideologie
politiche dell'epoca.
Ø
Il conflitto tra Cesare e Cristo era una specie di
guerra spirituale tra le forze che portano l'uomo a ribellarsi contro Dio e lo
stesso regno di Dio.
Ø
Poiché i
cristiani si rifiutavano di confessare la supremazia dello Stato, pagavano
questo rifiuto con la vita.
Nel 312 d.C.
tuttavia la persecuzione ebbe fine con
la venuta di Costantino, il primo Imperatore Romano che abbracciò il
Cristianesimo.
Ø
Sotto di lui il Cristianesimo divenne religione
di Stato, e di conseguenza la società occidentale fu "cristianizzata".
Verso il 1200
d.C., non appena gli esperti della Chiesa
cominciarono a rivivere e a studiare gli scritti dei classici Greci e Romani,
l'UMANESIMO cominciò a riemergere.
Ø
I semi di questo periodo di "classicismo", com'era allora chiamato, germogliarono nel
periodo noto come "Rinascimento". Il Rinascimento si centrava
su questo mondo, sulla natura e sull'esaltazione della vita umana.
Ø
Gli uomini del Rinascimento non avevano eliminato
la Scrittura e la Legge di Dio dalla loro vita;
Ø
misero semplicemente il loro
pensiero personale, ed in
particolare quello degli scrittori classici, sullo stesso piano con Dio e con
la Scrittura.
Tipico degli
uomini di questa specie fu Michelangelo, che nell'Oracolo dei Delfi, nella Cappella Sistina, in Vaticano,
dipinse il profeta del Vecchio Testamento Geremia assieme ai profeti pagani.
Verso la fine del Rinascimento, il pensiero cristiano e non cristiano erano
allo stesso livello.
Poco
dopo l'inizio del Rinascimento, la Riforma nell'Europa centrale e settentrionale
infusero nella cultura occidentale una nuova corrente di vita che si centrava
sulla Parola di Dio e sulla fedeltà alla Sua volontà rivelata per l'uomo e per
la società.
Immediatamente
dopo la Riforma tuttavia,
servendosi di un movimento chiamato ILLUMINISMO,
l'UMANESIMO rinnovò i suoi assalti sulla cultura intellettuale dell'Occidente.
Ø
Durante questo periodo (verso il 1600-1800),
l'Umanesimo del Rinascimento
fu secolarizzato.
In quel
periodo, intellettuali con posizioni
di leadership possono aver
creduto in "Dio", ma Egli era considerato solo come un Essere che aveva
creato l'universo, ma che poi se ne era allontanato.
Dio era il Dio
della creazione naturale, ma in Lui non vi era niente di soprannaturale.
Ø
Il che portò a dare per scontato ogni fatto
soprannaturale, visto che Dio non si considerava più come un Dio che interviene
negli affari e nei problemi degli uomini.
Ø
In conseguenza a ciò, Miracoli, Azioni dello
Spirito Santo e la Fede furono ridotti ad essere collocati
esclusivamente nella mente dei pensatori dell'epoca (diventarono
cioè un fatto intellettuale e teorico che nessuno si aspettava più).
Ø
Questi pensatori
non erano atei, ma non-teisti.
Dio per loro non aveva più alcuna importanza
pratica, né alcuna influenza.
All'apice
dell'Illuminismo tuttavia, l'uomo
si trovò ancora una volta davanti alla sua foglia di fico secca.
Ø
Senza un Dio personale, che Si prendesse cura di
lui, l'uomo si trovò in balìa del fatalismo e della disperazione. Voltaire,
detto il "Padre dell'Illuminismo", descrisse l'uomo così:
"Atomi
tormentati su questa palla di argilla, lo sport della morte, la preda dei colpi
del destino e del caso… che brancola nel buio alla ricerca di una luce che lo
guidi"[ii]
Ø
Ma l'uomo dell'Illuminismo non considerò questa
esigenza dell'uomo, e si
adoperò per porre le basi del moderno Umanesimo, preparando la strada al
pensiero materialistico e pragmatico del mondo moderno, che escludeva
Dio dal quadro e lasciava che fosse l'uomo a portare ordine e guarigione
nella creazione.
Così oggi ci
ritroviamo con un miscuglio
di due correnti di pensiero:
Ø
Una ha la sua origine nel Nuovo Testamento e nella Parola di Dio
rivelata all'uomo.
- Ci giunge attraverso la Riforma, ed oggi è la corrente principale di ciò che Dio sta facendo sulla terra per mezzo della Sua Chiesa.
Ø
La seconda corrente ha origine dalla Grecia classica e scorre attraverso il
Rinascimento e l'Illuminismo, per diventare poi l'Umanesimo Moderno o filosofia
secolare.
Purtroppo la
divisione tra le due correnti non è così chiara come dovrebbe. Il pensiero
cristiano assume svariate forme:
Ø
conservatore, fondamentalista, evangelico,
carismatico, riformato e tradizionale.
L'Umanesimo,
allo stesso modo, si esprime in varie forme:
Ø
Umanesimo religioso, Comunismo, Socialismo,
Liberalismo, Umanesimo scientifico e umanesimo democratico.
Ø
Le due correnti si mescolano e scorrono insieme in vari punti, a dire il vero in molti punti, e
Ø
la sfida per il cristianesimo che desideri vivere
secondo la Parola di Dio consiste nel liberarsi, per quanto possibile, dall'influenza
umanistica, e affinché ciò possa realizzarsi è necessario vedere e capire il miscuglio in cui siamo immersi e
viviamo.
Per tracciare
delle linee che risultino le più chiare possibili è necessario
mettere in contrasto tra loro il mondo umanista e
quello cristiano, col
loro modo di vedere e di considerare le cose, e rendersi infine conto di quanto
i due punti di vista differiscano tra loro sulle questioni essenziali della
vita.
Vogliamo
mettere in contrasto gli insegnamenti dell'Umanesimo e del Cristianesimo in sei
punti fondamentali:
1. Il
modo di considerare il mondo:
Per il
cristiano
l'universo si centra in Dio e nella Sua volontà. Il
Regno di Dio esisteva sin da prima della creazione, e lo scopo di Dio nel tempo
è quello di ristabilire il Suo Regno riportandolo nel gusto ordine
nell'Universo.
Ø
Il ministero di Gesù è stato quello di portare
a compimento la volontà del Padre.
Ø
Lo scopo principale della venuta di Gesù sulla terra e della Sua morte sulla Croce è stato
quello di portare a compimento la volontà del Padre, di fare la volontà del
Padre, e non quello di salvare il mondo.
Ø
Il
Suo punto focale era il Padre, non l'uomo. Ed ora Egli ha uno scopo nel regnare: quello di
vedere che sulla terra è stato portato il Regno di Dio, affinché possa esser
fatta la volontà del Padre.
L'Umanesimo centra la vita e il suo scopo sulle necessità dell'uomo. È interessante
rilevare come la prima cosa in cui Adamo ed Eva furono consapevoli dopo aver
spezzato la loro relazione con Dio fosse quella di essere nudi.
Ø
Ogni opinione da parte del mondo, o teologica, che si centri
sul far fronte alle necessità è umanistica alla radice, anche se nella
terminologia e nell'applicazione appare cristiana.
Ø
Ciò non significa affatto che il venire incontro
alle necessità umane non debba esser parte del ministero cristiano.
Significa invece che quello
-
non deve essere
il centro del
suo orientamento.
-
Il nostro
centro focale deve essere sempre nella volontà del Padre.
Qui
la differenza maggiore risiede in un fatto di GOVERNO o REGNO: Chi farà
l'esibizione alla fine: Dio o l'uomo?
2. La Fonte
della Verità:
Per il
Cristiano
la Verità è rivelata da una fonte superiore alle proprie esperienze.
Ø
Il Cristiano vive secondo la rivelazione obiettiva
della Parola di Dio e
Ø
sotto la guida soggettiva dello Spirito Santo.
Ø
Per il Cristiano la verità è assoluta. La verità in cui viviamo nel 20° secolo è la
stessa vissuta da Paolo nel 1° secolo. È la stessa per la società giapponese
o americana, per l'uomo primitivo o colto.
È
una verità unica per l'uomo del ghetto e per quello che abita in un palazzo.
Ø
È una verità unica, assoluta,
perché viene da Dio che è assoluto e non cambia
mai.
Per l'Umanista la verità è empirica, pragmatica.
Ø
In altre parole, solo ciò che può essere misurato con l'esperienza
può essere chiamato verità - ovvero, solo se la
cosa può essere misurata o sperimentata.
Ø
Questo toglie ogni spazio alla Fede intesa alla
maniera cristiana.
L'Umanesimo
Moderno da una
parte può accettare la verità di Cristo, e poi voltarsi ed accettare
allo stesso tempo la verità di Hare Krishna.
Ø
Per
l'Umanista non vi è contraddizione alcuna, poiché per lui tutto ciò che
funziona può essere vero, ma non esiste una verità in senso ultimo o assoluto.
Ed è proprio questo il punto in cui si è perduto
gran parte del "Jesus Movement".
Ø
I giovani accettavano Gesù, ma in realtà per loro Gesù rappresentava solo un
altro "viaggio", non troppo diverso dall'esperienza della droga
o della "Meditazione Orientale".
Ø
E sebbene molte delle loro esperienze in Cristo
fossero genuine, spesso mancava loro ogni capacità di capire la verità in
senso assoluto, ossia che
la Verità del
Vangelo è vera, indipendentemente da cosa essi hanno sperimentato.
Ø
Per il fatto che la loro comprensione si
basava solo su ciò che potevano sperimentare, e non sugli assoluti della
Parola di Dio, quando l'esperienza mancava, la fede spariva.
3. Morale,
Etica e Legge:
Come
il Cristiano ha
nella Scrittura la rivelazione della verità sulla vita, la stessa cosa vale per la verità sulle leggi morali, l'etica e la legge.
Ø
Dio ha
parlato chiaramente: "Non fare …" e per il credente ciò risolve
definitivamente il problema.
Ø
Dio non dà mai statistiche o ragioni a sostegno dei
Suoi Comandamenti; e non dice neppure: "Fai questo, perché è la via
migliore." Egli
dice:
"Fai questo perché Io sono Dio."
Ø
Per il credente un atto immorale è male
non perché distrugge la sua vita personale o
ferisce qualcun altro, ma perché
offende Dio.
Ø
Per noi la morale e l'etica sono degli assoluti.
Il Manifesto
Umanista n. 2 dichiara:
"I valori morali hanno origine dall'esperienza dell'uomo. L'etica è autonoma e relativa, e non necessità di
alcuna sanzione teologica o ideologica."
Ø
In altre parole, niente al di fuori dell'uomo può
giudicare un'azione o una situazione e dire se è giusta o sbagliata.
Ø
La moralità di una situazione è stabilita dal
bisogno del momento. Così l'adulterio può essere un male se ferisce
qualcuno, ma un bene se aiuta il matrimonio.
Ø
Questa si chiama l'Etica Relativa o Etica delle
Situazioni.
Questo modo
di accostarsi all'etica deve infine influire sulla legge e sul sistema legale di
una società. Poiché la legge si basa su un codice morale, la stessa
legge diventerà relativa.
La nostra
società sta scoprendo che le sue leggi non
si adeguano più a ciò che la gente capisce come bene e male, e cioè la
punizione capitale, le leggi sulla marijuana, le leggi contro la sodomia, le
leggi che definiscono le responsabilità coniugali, eccetera.
Ø
Rousas
J. Rushdoony, nel suo libro "Gli Istituti della Legge Biblica"
dichiara:
"La crisi legale è dovuta al fatto che la legge della civilizzazione occidentale è stata la Legge Cristiana, ma la sua fede è sempre più umanistica: così la vecchia Legge non è più capita, obbedita né rispettata.”
4. L'uomo:
La
Scrittura insegna
che l'uomo si trova nella posizione di
uomo caduto, e che la sua naturale
inclinazione è fare il male e ribellarsi contro Dio.
Ø
La
sola risposta dell'uomo
per giungere alla vita è attraverso la
redenzione di Gesù Cristo e della santificazione
tramite lo Spirito Santo.
Ø
L'uomo separato da Dio è in una condizione senza
speranza.
La Filosofia
Umanista considera l'uomo come il prodotto del suo ambiente.
Ø
L'umanista
ritiene che l'uomo risulterà benissimo
se gli sarà concesso di svilupparsi fuori dalla corruzione sociale
e tradizionale che hanno bloccato la sua nobiltà.
Ø
L'effetto di un simile pensiero è risultato nella
proliferazione della legislazione sociale e cioè, in realtà, il cercare di
correggere i difetti dell'uomo cercando di correggere l'ambiente.
Il criminale
diventa allora la vittima della società, essendo stata la società a creare l'ambiente che lo ha costretto al
comportamento criminale.
Ø
La società, secondo il pensiero umanista, è
obbligata a riabilitarlo e a correggere l'ambiente e i difetti che in esso si
trovano e di cui è responsabile.
Ø
I
movimenti dei "diritti" sono un derivato di questo tipo di pensiero.
L'eguaglianza nella società, come oggi viene proclamato, è un
concetto umanistico,
che in realtà afferma:
"Nessuno, uomo o donna, può essere al di sopra di nessun altro, poiché ciò li renderebbe meno di una persona."
Rushdoony su
questo punto commenta:
"L'Egualitarismo
è un concetto politico-religioso moderno: non
esisteva nel mondo, e non può onestamente rientrare nella Legge Biblica.
Ø
L'Egualitarismo è il prodotto dell'Umanesimo,
dell'adorazione di un nuovo idolo, l'uomo, ed
una nuova immagine estratta dall'immaginazione di un uomo."[iii]
5. L'Istruzione
Per il
cristiano l'istruzione dovrebbe
essere l'addestramento per le vie di Dio. Si tratta di imparare a vivere:
"Alleva un figlio sulla via che deve percorrere…" è l'avvertimento.
Ø
La Scrittura
dichiara con chiarezza che esiste il modo in cui dovrebbe essere allevato il
bambino: secondo la Legge di Dio.
Ø
La maggior
parte della gente non se ne rende conto, ma le
scuole statali
sono in massima parte interamente
umanistiche nel modo in cui affrontano il problema
dell'istruzione.
John Dewey, il
"padre dell'istruzione progressiva", che è stato uno dei più influenti educatori di
questo secolo, nel 1933 è stato anche uno dei firmatari del Manifesto
Umanista N. 1.
Ø
Nelle scuole statali il problema non è tanto la
preghiera, la Bibbia e la sua lettura, o l'educazione sessuale: queste cose sono
come il mal di testa in paragone al tumore al cervello.
Ø
Il
problema è che i bambini sono indottrinati dall'Umanesimo per un
maggior numero di ore di quanto ricevano insegnamento sulla Parola di Dio.
Nel 1961 nel
processo di Torcaso contro Watkins, la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarò che
l’Umanesimo era una Religione, proprio
come il Buddismo, il Taoismo e altre.
Se l'Umanesimo
Secolare è la Filosofia alla base delle nostre scuole statali,
allora, considerato da una prospettiva cristiana,
Ø
vi è poca differenza tra l'addestramento
ricevuto nelle scuole dominate dagli umanisti e quello che si riceverebbe sotto
una religione pagana.
L'istruzione
moderna
sta cucendo foglie di fico, e le unisce per coprire
la nudità dell'uomo. Vuole che un bambino si sviluppi "naturalmente",
libero dai freni inibitori della religione e della tradizione.
Ø
Lo
sviluppo dell'EGO, in
luogo della guida e dell'addestramento ad apprendere, è il metodo umanista per risolvere il problema.
6. Il Governo (La posizione dell'autorità):
"Non vi
è altra autorità al di fuori di Dio", dichiara la Scrittura, e quelle che esistono sono stabilite da Lui"
(Romani 13, 1).
Il Governo
(posizione di autorità), secondo il concetto
cristiano del mondo, riceve dall'alto la sua autorità: Dio ha dato ai
governi il diritto di governare.
Ø
In questa luce, i capi dei popoli e quanti hanno incarichi pubblici devono rispondere a Dio, più
che al popolo, per il modo in svolgono la loro funzione.
Ø
La stessa cosa vale per la famiglia e per la Chiesa.
Nelle Chiese le guide devono rendere conto a Dio
delle loro azioni, e nella famiglia il marito deve rispondere a Dio, non alla
moglie o ai figli, per il modo in cui li guida.
Il Governo
Umanista riceve la sua autorità dal popolo.
I
Romani avevano questo standard: SPOR = Senatus Populusque Romanus = "Il
Senato del Popolo Romano". Era questa la base da cui emanava e operava il
Governo Romano - il POPOLO.
Ø
Oggi il nostro Governo è in massima parte condotto
dal consenso popolare, da ciò che il popolo vuole. È la legge del 51%.
Ø
I funzionari eletti per prendere le loro decisioni
non guardano più alla Legge di Dio, ma all'opinione della folla.
La
regola del 51% si estende anche alla nostra vita privata. Se Rossi e Bianchi
affermano che oggi la maggior parte della gente ha rapporti sessuali prima del
matrimonio, allora deve essere giusto così, perché poi la gente agisce di
conseguenza.
Ø
La maggioranza diventa la norma, la regola-base.
Ø
Ciò significa che se i Cristiani su una
certa questione sono in minoranza, non saranno più considerati
semplicemente dei "diversi", ma saranno degli "anormali".
Gli estremi di
questo fatto li abbiamo
potuti osservare nei paesi Comunisti, dove i Cristiani spesso sono
stati mandati nei manicomi perché non concordano con la
"gente", e quindi sono dei "deviati".
Ø
L'altra alternativa è la reclusione dei sovversivi
politici, visto che il Cristiano non può confessare la signoria dello Stato -
una situazione non troppo diversa da quella dell'antica Roma.
Sono questi i
danni di una società regolata in base alla voce del 51%.
La società
Cristiana tradizionale come
noi l'abbiamo conosciuta è sul suo letto di morte.
Ø
La nostra società non solo è secolare nello stile
di vita e nel modo
di considerare il mondo, ma anche nel pensiero e nella filosofia.
E mentre
la società, e la Chiesa,
si scuotono di dosso gli indumenti di una tradizione
valida, si
aprono - e sono già aperte - due alternative:
L'Umanesimo
offre tre forme:
1. La forma
OTTIMISTA - Il
Manifesto N. 2 dichiara:
Ø
"Usando
con saggezza la tecnologia,
possiamo controllare l'ambiente, conquistare la povertà, ridurre notevolmente
la malattia, estendere la durata della vita, modificare notevolmente il
comportamento, alterare il corso dell'evoluzione umana e dello sviluppo
culturale, dischiudere vasti, nuovi poteri e dare all'umanità una opportunità
ineguagliata di raggiungere una vita abbondante e ricca di significato."
Ø
L'Umanista ottimista intravede il sorgere di una
NUOVA ERA per mezzo della scienza e della tecnologia. Sarà l'utopia di un nuovo
mondo.
Ø
Nel suo libro "Beyond Freedom and Dignity"
B.F. Skinner afferma:
"Ancora non abbiamo visto cosa l'uomo può fare dell'uomo."
L'Umanesimo
Ottimista intravede
finalmente l'uomo che afferra il premio del dominio: ha mangiato il frutto ed è
diventato saggio; si è fatto per se stesso un nome nella creazione ed ha
coperto la propria nudità.
2. La forma
PESSIMISTA è tuttavia la seconda forma di umanesimo.
Ø
Vede l'uomo com'è in realtà. Capisce che le foglie
di fico si sono seccate e che l'uomo è ancora nudo. In "Polvere di
Morte", lo scrittore evangelico Os Guinnes dichiara:
Ø
"Lo spogliamento dell'Umanesimo segna il
crepuscolo del pensiero occidentale, che rimane esposto come una massa di
tensioni, contraddizioni, oscillazioni e polarizzazioni tortuose e contorte - le
quali tutte derivano dall'alienazione dell'uomo che non le spiega, né spiega il
loro universo."
Arthur
Koestler ha riassunto benissimo questo punto di vista pessimistico quando ha
affermato:
Ø
"La natura ci ha lasciati in basso, pare che
Dio abbia lasciato staccato il ricevitore, e il tempo sta trascorrendo"[iv]
Per
l'Umanesimo Pessimista esiste solo il buio vuoto della nuda realtà senza
Dio.
La risposta?
"Emarginati! Fai quello che ti pare! Sfogati - mangia, bevi e
divertiti!"
3. Una
forma di UMANESIMO RELIGIOSO è la
terza forma alternativa di Umanesimo.
Ø
Questo va da un liberalismo estremo e dal Vangelo sociale,
Ø
fino a forme
di umanesimo carismatico centrato sull'uomo, e sul dovere di Dio di far
fronte alle sue necessità.
Ø
Per la Chiesa moderna il pericolo maggiore non è l'Umanesimo ateo, ma proprio
l'Umanesimo Religioso, che è pieno di attività religiosa,
ma vuoto
di contenuti, di sacrificio e di potenza.
La
sola alternativa all'Umanesimo è la realtà del Regno di Dio.
Ø
La sfida
posta oggi davanti alla Chiesa è quella di diventare la dimostrazione visibile di una realtà
invisibile che si centra su Dio, sulla Sua Legge e sulla Sua volontà.
Ø
Il nostro messaggio deve essere qualcosa di più delle sole parole e
della predicazione, perché nel mondo moderno le parole hanno perduto la
loro potenza.
Dobbiamo
poter dire: "Vieni con me, e ti farò vedere cosa significa essere
cristiani!"
Il Sangue dei
martiri del 20° secolo è stato
sparso nella lotta contro le forze di sistemi e ideologie umanistiche.
Per la Chiesa della società occidentale la prova non sarà lontana.
Ø
Dio sta scotendo tutto quanto può essere scosso: l'umanesimo viene esposto, e la foglia di fico è
secca.
La nostra
chance è essere vestiti di rettitudine, ed essere una dimostrazione vivente del Regno di Dio.