SINCRETISMO:
MESCOLARE
L'IMPOSSIBILE[1]

Un amico di recente mi fece
una dichiarazione che aveva in sé un forte suono di verità:
Ø
“Abbiamo davanti a noi intere, nuove frontiere di vita
vissuta nell'Alleanza e secondo l'Alleanza”.
Ø
L'implicazione di questa affermazione è che
nella nostra esperienza cristiana vi sono campi inesplorati,
nei quali dobbiamo ancora entrare.
Una delle preoccupazioni più ricorrenti di
quanti si trovano in posizioni di guida nel Corpo di Cristo è come portare noi stessi e il popolo di Dio dal punto
in cui siamo a quello in cui dobbiamo
essere: il
posto che Dio ci ha destinato.
Ø
Per progredire come dovremmo, ci servono punti di riferimento,
chiari punti di ancoraggio lungo il cammino che ci siano di
orientamento e ci indichino la via verso la destinazione che Dio ha
progettato per noi.
Ø
Nella complessa era in cui
viviamo, abbiamo bisogno di tali punti chiari di riferimento e di ancoraggio in
maniera davvero speciale.
Ø
Oggi siamo i testimoni di una
società che ha tolto Dio dal suo centro:
una società relegata ad una china che scende verso la preoccupazione della
realizzazione personale e della propria preservazione.
Ø
Quando
non hai più Dio, tutto ciò che rimane
è la corsa per inseguire il piacere personale.
La gente dice: “Ora dobbiamo realizzare noi stessi”, e arriva
persino ad escludere le lezioni della storia che documenta la morte delle
società precedenti che avevano assunto quel motto.
Le più vecchie istituzioni del paese si avvicinano ad uno stato di atrofia.
Ø
L’atrofia è la condizione di
un tessuto muscolare non esercitato né utilizzato, e che così diventa inabile e
inutile: del tutto incapace di funzionare.
Ø
Ed è proprio questa la
situazione attuale di molte tradizioni che in precedenza in questo paese
avevano un significato.
Uno dei segni tragici dei tempi in cui viviamo è la drastica perdita di credibilità tra le
figure in posizione di autorità.
Ø
Il teatro politico del
nostro paese è stato per tradizione il rifugio di principi in cui si poteva
credere. Quando tutto il resto impazziva, si poteva almeno guardare alla scena
politica e al governo di questo grande paese, che
vi dava qualcosa su cui fare affidamento.
Ma ora stiamo assistendo
alla vorticosa discesa di quei principi giù per le fognature.
Una perdita generale di fiducia è ciò a cui nel complesso assistiamo: la gente si
sente insicura riguardo alle circostanze in cui si trova, col risultato di una
preoccupazione più intensa per l'auto-preservazione e la realizzazione
personale.
Ø
Ma perché mettere ora in
luce questi aspetti della vita contemporanea?
Ø
Solo per sottolineare che da
un simile ambiente provengono molte voci che influenzano sia il nostro modo di
pensare sia il nostro modo di vivere.
Da questa massa insicura sono proposte ogni tipo di idee al preciso scopo di
influenzare il nostro modo di vivere.
Ø
La
televisione ad esempio: ci bombarda con
concetti di
-
come dovrebbe essere la famiglia,
-
cosa è (o piuttosto non è) un marito,
-
cosa è
(o non è) una madre,
-
cosa sono le relazioni, i valori morali che dovreste adottare,
-
come dovreste spendere i vostri soldi,
-
a cosa somiglia un eroe,
-
cosa fare con le cose materiali.
Ø
I concetti in questi e in altri campi ci vengono
comunicati attraverso i mezzi di comunicazione.
Ø
Avete mai considerato che la
pubblicità trasmessa in TV ha in massima parte
lo scopo di trasmettere lo scontento a tutti noi? L'intero obiettivo sta nel mostrare prodotti
migliori, che ci rendono insoddisfatti di ciò che abbiamo – e allora andremo a
comprare l'oggetto che ci viene offerto.
L'ambiente educativo che ci circonda ci costringe a decidere cosa fare dei nostri
figli, e in linea di massima
è le scuole sono portate avanti dalla presente tendenza della filosofia
umanistica.
Spesso usiamo in modo
piuttosto incompetente il termine “filosofia”, e voglio quindi esporre qualche
contenuto in proposito.
La
filosofia è il tentativo di prendere tutta la
conoscenza esistente, metterla tutta insieme, legare ad essa l'esperienza umana
ed uscirne con un sistema che possa interpretare la vita e il suo significato.
Detto con semplicità:
Ø
la
filosofia umanistica è un sistema di pensiero che dice:
“La realizzazione personale dell'uomo e il suo benessere sono la mèta più alta e giustificano il costo più alto.”
Tutto quanto ha origine nella filosofia umanistica, alla base ha questo
motivo.
Colossesi 2,8 è un'ingiunzione apostolica alla Chiesa sull'argomento “filosofia”:
“Fate attenzione, perché nessuno vi renda prigionieri mediante una filosofia ingannevole, che dipende dalla tradizione umana e dai principi-base di questo mondo, anziché da Cristo.”
Come popolo di Dio,
di fronte alla generazione e
all'epoca in cui viviamo, dobbiamo percorrere il nostro viaggio attraverso di
essa senza raccogliere mucchi di spazzatura lungo il cammino. La grossa domanda
che sorge à la seguente: “Com'è possibile fare una cosa simile?”
Mi rendo conto che per tutta
la storia della Bibbia una delle grandi mancanze del popolo di Dio è stato il sincretismo.
Questa parola deriva da una
radice greca che significa “mescolare”,
e viene definita come il
Ø
“tentativo
di fondere insieme dogmi opposti e contradditori, accorpandoli in un unico
sistema per produrre unità ed accordo.”
Ø
E allora “sincretismo” o “miscuglio”
sono parole applicabili alla propensione del popolo di Dio a cercare di far
combinare i pensieri di Dio con quelli dell'uomo.
Le lezioni di storia biblica e la nazione di Israele possono dirci qualcosa sull’opinione Dio
riguardo al miscuglio, in particolare quando vediamo come Egli reagisce
spalancando la terra e facendo inghiottire le folle, infliggendo pestilenze e
carestie o permettendo che le nazioni siano deportate in cattività.
1.
Sebbene io non possa affermare di capire del tutto
il motivo per cui il Signore reagisce in questo modo davanti al miscuglio,
credo tuttavia di conoscerne alcune ragioni.
-
Una di queste è che il miscuglio diluisce la
verità e la realtà, riducendone il potenziale e l'efficacia.
Avviene
come per il vino. Prendete un vino ricco e di prima scelta: se è stato
annacquato tre o quattro volte, il suo potenziale risulta talmente ridotto da
non essere più riconosciuto come vino. Lo stesso avviene per la Verità di Dio
nella nostra vita:
-
Quando una persona è chiara
solo al 50% riguardo al suo modo di pensare e di vivere, ciò che dimostra con
la propria vita e ciò che dalla sua vita procede risulta poco chiaro.
2.
Un secondo motivo per cui Dio Si preoccupa
del miscuglio è che rende nebulosa la Sua reputazione.
-
Alcuni mesi fa avvertii che
Dio mi parlava personalmente per affrontare e risolvere il
problema del sincretismo – prima in me stesso
e poi in coloro di cui ero responsabile.
-
Fu necessario che il Signore
mi ripetesse diverse volte l'esortazione prima che potessi rispondere, perché
in realtà non mi consideravo una persona che si lasciasse influenzare molto da
quanto capitava nella società che mi circondava.
-
Ma quando mi resi conto che la Chiesa
dei Colossesi aveva bisogno di
essere messa in guardia per non
cadere prigioniera della filosofia, dovetti riconoscere che il mio modo di
pensare poteva subire un'influenza maggiore di quanto potessi supporre.
Non appena cercai di esaminare me stesso in questa luce, il pensiero risalì agli inizi, ai
giorni in cui la Chiesa fu fondata e lo Spirito Santo fu riversato su di essa,
per considerare ciò che Do aveva dato a quel popolo per vivere nella loro
epoca.
In realtà, l'ambiente che circondava la Chiesa del primo secolo era molto simile al nostro.
Ø
Nella società vi erano tendenze
di decadenza che si manifestavano nella disubbidienza
alla legge e nell'indulgenza ,
nel declino dei valori domestici ed in un'alta incidenza dei
divorzi.
Ø
Come oggi, anche allora
c'erano moralisti che predicavano alti ideali su come vivere una vita migliore,
senza però che avessero la capacità di impartire una qualsiasi dinamica
spirituale per rendere efficace quanto dicevano.
Ø
Nei giorni della Chiesa
primitiva la società nel complesso era
caratterizzata dall'incapacità a sollevarsi al di sopra del suo dilemma. Aveva
la corruzione nella politica e problemi negli affari. Aveva persino un ambiente religioso, che a quei
tempi era incaricato a svolgere un'attività di culto superiore a quella dei
nostri giorni.
Tutte queste
condizioni formavano la realtà dei credenti del primo secolo, con l'aggiunta della crescente consapevolezza
che la società era impotente a risolvere i propri problemi, che
produceva un pessimismo e una depressione da cui non si poteva sfuggire. Vi
suona familiare?
Dopo l'ascensione del Signore Gesù in Atti 1, in risposta al comando del Signore un
gruppetto di 120 persone dovette affrontare la generazione in mezzo alla
quale viveva.
Ø
Dovettero affrontare un
viaggio nel luogo che Dio aveva stabilito per loro, proprio come noi dobbiamo
attraversare la nostra epoca in questo periodo.
Cosa avevano ricevuto
da Dio? Quando guardiamo a ciò
che Dio aveva dato loro – se consideriamo Atti 2 e i capitoli introduttivi del
libro – il nostro sguardo in massima parte si concentra sull'effusione o
-
battesimo dello
Spirito Santo, e
-
sull'unzione
che discese su quei primi credenti: la
potenza dello Spirito Santo che si
manifestava con segni, meraviglie e miracoli.
-
É cosa buona e
giusta centrare l'attenzione su quel fatto, perché si trattò proprio
dell'adempimento della promessa del Padre di cui Gesù aveva parlato.
Vorrei tuttavia attirare
la vostra attenzione su un altro aspetto di questo evento particolare, che oggi
per noi ha un grandissimo significato, e cioè la gente su cui era disceso lo
Spirito Santo.
Su chi venne la
potenza di Dio? È una domanda
importante, perché non si tratta di gente qualunque. Non era certo un gruppo
arbitrario di gente, bensì una compagnia selezionata, eletta, estratta dal
resto del popolo, scelta in modo speciale dal Signore.
Ø
Erano servitori ai quali erano stati affidati i misteri del Regno di Dio.
Ø
Dobbiamo ricordare che allora non
avevano il Nuovo Testamento: l'ascolto della
Parola di Dio e la proclamazione del Regno dipendeva esclusivamente da coloro
sui quali era disceso lo Spirito Santo: quei primi apostoli e discepoli che
avevano ricevuto da Dio l'unzione per proclamare il Regno di Dio.
L'espansione del Regno di
Dio tra i primi credenti dipendeva dalla vita di quegli uomini.
L'effetto della loro
proclamazione dice tutto. Atti 2,42 riferisce: “Erano assidui all'insegnamento
degli apostoli…” Erano assidui … cioè si dedicavano di continuo…
Ø
Quella gente che andava ad ascoltare
l'insegnamento degli apostoli non prestava loro un ascolto casuale: la loro
intenzione era di dedicare tutto il loro essere a quanto stavano ascoltando. E
la risposta evocata in loro è espressa dalla domanda: “Cosa dobbiamo fare?”
Ø
Non chiedevano che si
dicesse semplicemente loro qualcosa in cui credere, ma il loro atteggiamento
diceva: “Sono qui per cambiare il mio modo di comportarmi. Ditemi come devo
vivere la mia vita.”
In alcuni luoghi
questa linea di pensiero non si può dire sia del tutto popolare, ma negli Atti
lo era. E pare lo fosse per il Signore, e allora va bene anche per me.
Ringrazio il Signore per la relazione di quei primi apostoli riferita nella Scrittura.
è Ringrazio
Dio per la Bibbia, perché con essa
possiamo misurare e valutare ogni cosa, ed in essa radichiamo la nostra fede.
è Inoltre,
abbiamo diversi strumenti: molte traduzioni
valide e risorse accademiche che nel frattempo sono progredite, sono a nostra
disposizione per aiutarci a chiarire il significato della Bibbia. Vi sono anche
dei commentari disponibili, utili per interpretare quanto vi è scritto, ed
altro materiale per scoprire e capire le verità di cui abbiamo bisogno in
questa nostra epoca.
Dio ha mandato i profeti – Ma assieme a queste risorse, percepisco come un moto nello spirito
che mi avverte di questo fatto particolare:
Ø
Dio non ha mai trattato col
Suo popolo senza mandare un messaggero che portasse la Sua Parola per quel
momento. Anche quando la Sua Parola fu incisa su tavole di pietra, vi fu un Suo
messaggero chiamato e autorizzato a portarla.
Ø
E sebbene i profeti che
emergevano e parlavano alla nazione di Israele nei momenti di crisi facessero
riferimento a quanto era scritto, erano autorizzati ed inviati in modo tale che
ciò a cui si riferivano del Vecchio testamento, mentre lo pronunziavano
diventata nuovo.
Ma per il solo motivo che qualcuno parla, non significa automaticamente che il Signore
lo abbia mandato davvero a dichiarare quanto dice.
Ø
Quando il
Signore ha inviato davvero qualcuno a
dire qualcosa, l'effetto è stato diverso da quando il Signore NON
lo ha inviato. Accadono cose diverse, con risultati diversi.
Ø
In questa nostra epoca,
nella quale molte voci reclamano la nostra attenzione, avverto un richiamo
dello Spirito di Dio che dice:
è “È necessario che impariate a
distinguere le voci che ascoltate.
è Avete
bisogno di discernimento, di capire chi è
colui che Io invio, perché solo i Miei inviati vi diranno ciò che avete bisogno di ascoltare.”
Quanto sta scritto nella Scrittura è la misura di ogni cosa, ma credo davanti a Dio che l'applicazione di
quella verità per la nostra generazione e il nostro tempo sia strettamente
connessa a quelli che Dio autorizza, unge ed invia, perché siano i Suoi
“inviati.”
è Credo che il nostro atteggiamento verso gli inviati
di Dio, verso le persone che Egli autorizza, sia un fattore importantissimo per
i giorni che stanno per venire, perché
è il nostro
atteggiamento verso i Suoi messaggeri autorizzati determinerà ciò che
ascolteremo, come lo ascolteremo e cosa faremo poi di quell'ascolto.
È diverso ascoltare qualcosa con le orecchie, e ascoltarla
col cuore, e il nostro atteggiamento
verso colui che porta il messaggio determinerà la posizione che assumeremo a
quel proposito.
Ø
È un fatto grave mancare di dare lo stesso
valore a qualcosa che il Signore ritiene valido.
Ø
Sbagliare nella valutazione di ciò che Dio stima significa perdere ciò che Dio aveva
intenzione di darci. (Vi piacerebbe far parte di quel gruppo che, quando Dio
parlò al Giordano, sentì solo dei tuoni?)
Parlo della funzione apostolica, del ministero apostolico. Non posso farlo con grande autorità perché io
stesso mi sto ancora ponendo delle domande.
Ø
Ma credo che in Dio stia
sopraggiungendo qualcosa; all'orizzonte c'è qualcosa che ci è più vicino di
prima. Qualcosa dello Spirito di Dio si sta agitando.
Vengono tirate con chiarezza delle linee, in modo che ciò che è vero e stabilito
in Dio si manifesti per quello che è.
Prepariamo il cuore a ricevere le persone che Dio ci invia. Entriamo in un luogo nuovo. Ho avvertito
un'esortazione personale da parte del Signore, che vorrei passare anche a voi.
Perché possa aiutarvi come ha aiutato me.
Ø
Sentii che il Signore mi diceva di non
permettere che l'aspetto conosciuto e la voce nota perdessero il loro posto di
stima nell'economia di Dio.
Ø
Mantenete separati i doni e le chiamate di Dio
nelle loro funzioni particolari, e regolate poi il vostro atteggiamento in modo
che Dio Si compiaccia di farne giungere l'unzione anche a noi.
Come la comunità e i
ministeri apostolici furono il
punto di ancoraggio che portò la Chiesa del primo secolo attraverso la
nebbia, porteranno anche noi allo stesso modo fuori dalla nebbia presente.
Anche noi avremo una reputazione. Qualunque essa sia, ne avremo una. E quando
avremo fatto la nostra parte, vogliamo sperare che se qualcosa si dovrà dire di
noi, si possa dire che eravamo
di continuo “assidui all'insegnamento degli apostoli”.