Filosofia Cristiana

LA TUA MENTE È IN GUERRA CON DIO?[1]

 

Larry Christenson

 

 

La scelta vitale che ci sta davanti: il complesso delle disposizioni mentali della società contro la prospettiva di Dio.

 

  

L’esperienza Carismatica nelle Chiese – In una congregazione luterana un pastore che aveva cominciato a sperimentare alcuni fenomeni carismatici annunciò un incontro informale per quei membri che avevano espresso alcuni timori su queste cose.

Ø      Il pastore presentò un breve studio biblico che dimostrava come la guarigione, il parlare in lingue e la profezia fossero comuni nell'esperienza della Chiesa primitiva. Alcuni membri entrati da poco nell'esperienza carismatica fecero poi la loro testimonianza.

Quando giunse il momento delle domande e della discussione, uno dei membri, rimasto sconvolto da quanto stava accadendo, disse: “Pastore, si tratta di cose soprannaturali, ed è questo che ci spaventa!”

 

Resta difficile sopravvalutare il significato di questa semplice dichiarazione proveniente da un membro sconvolto.

è    In otto parole aveva messo il dito su quello che è forse l'aspetto più inquietante del rinnovamento carismatico:

è    sfida l'opinione dominante del mondo relativa alla nostra cultura: il NATURALISMO.

Cos’è il NATURALISMO? – Secondo la definizione del vocabolario, è

è    la dottrina filosofica che nega il soprannaturale, affermando che niente nella realtà può essere soprannaturale;

-         specificamente è quella dottrina che afferma che le leggi scientifiche spiegano tutti i fenomeni.

Ø       In teologia è la negazione del miracoloso e del soprannaturale nella religione, e il rifiuto della rivelazione come mezzo per raggiungere la verità.”[2]

 

L'influenza del “NATURALISMO”

 

L'influenza del naturalismo è talmente diffusa della moderna cultura Occidentale che quasi non è necessario documentarla. Enormi sono stati i suoi effetti sulla Chiesa.

 

Rudoph Bultmann, probabilmente il teologo luterano più influente di questa generazione, ha scritto:

Sono state scoperte le forze e le leggi della natura, e quindi non possiamo credere negli 'spiriti' … buoni o cattivi che siano.”[3]

 

Egli vide con grande chiarezza che il problema in gioco era quello del nostro “modo di vivere nel mondo”:

 

L'uomo moderno riconosce come realtà solo quei fenomeni o eventi che siano comprensibili nell'ambito dell'ordine razionale dell'universo. Non riconosce i miracoli, perché non rientrano in questo ordine legale. Quando capita un fatto strano o meraviglioso, egli non troverà pace finché non avrà trovato una causa razionale.

Il contrasto tra l'antica opinione del mondo contenuta nella Bibbia e quella moderna è il contrasto tra due correnti di pensiero, il mitologico e lo scientifico

Il modo in cui la Scrittura considera il mondo mitologico è quindi inaccettabile all'uomo moderno il cui pensiero è stato formato dalla scienza, e quindi non è più mitologico…

Nessuno conta su un intervento diretto di forze trascendentali.”[4]

Come la BIBBIA considera il mondo

 

Nelle pagine della Bibbia, come ci ha abilmente dimostrato il biblista Ben Johnson, incontriamo una considerazione del mondo completamente diversa

 

L'opinione della Bibbia sul mondo è che l'universo è stato creato da Dio mediante un atto della Sua volontà; che Gesù Cristo è il Suo Figlio pre-esistente;

Ø      che l'universo consiste sia in ciò che è visibile, sia in creature invisibili, tra le quali angeli, demoni, principati e potenze.

Ø      Crede che Dio sia presente tra loro in svariati modi, per mezzo dei Suoi angeli santi e del Suo Spirito, per mezzo del quale ispira il Suo popolo a profetizzare;

Ø      Che Egli Si rivela alla gente con sogni e visioni, come pure attraverso mezzi naturali (nuvole, fuoco, ecc.).

Ø      Crede che Egli agisca con segni e miracoli, che vuole la perfezione del mondo e del Suo popolo e che Egli tornerà con potenza per rimettere le cose a posto.

Ø      In particolare, riguardo al Figlio Suo Gesù Cristo, la Bibbia crede che Egli sia nato da una vergine, che abbia insegnato con autorità, che abbia fatto miracoli ed esorcismi, che abbia risuscitato i morti e che sia Egli Stesso risorto dopo una morte redentrice.”[5]

 

Nessuno potrebbe porre la considerazione biblica del mondo in parallelo con una definizione del naturalismo, senza scorgervi immediatamente un conflitto irriconciliabile.

Ø      Accettare le presupposizioni del naturalismo è negare quelle della Bibbia, e viceversa.

Ø      Ogni discorso sull'autorità della Bibbia deve cominciare riconoscendo che la mente dell'uomo occidentale moderno è in guerra con Dio, e che il campo di battaglia è l'adeguamento alla mentalità biblica.

 

Due opinioni sul mondo, in conflitto tra loro

 

Molta gente, e non pochi teologi, si sono sottratti alla durezza di questo confronto.

Ø      Alcuni cristiani hanno risolto il conflitto riguardo all'opinione sul mondo arrendendosi al naturalismo senza battaglia alcuna, e riducendo la sfera dell'autorità della Bibbia al solo sistema di credenze relative alla salvezza.

 

Ø      Ma non si può ridurre il Vangelo ad un sistema di credenze, sebbene per molti sia diventato proprio questo – con  la conseguenza che:

Ø      una fede viva è diventata per loro una dottrina morta, senza alcuna forza vitale.

Per loro il Vangelo è in primo luogo “storia” (il racconto di ciò che Dio ha fatto e continua a fare nel mondo e tra il popolo che Egli ha creato), ed è quindi impossibile parlare in modo sensato del “Vangelo” senza restare coinvolti nella questione dell'opinione del mondo.

 

Considerate alcune cose che ci sono state trasmesse dalla Scrittura:

Gesù ha impiegato del tempo ad insegnare le verità morali e spirituali, e quanti operano nell'ambito di una mentalità naturalistica riescono a trattare molto bene questo argomento.

Ø      Ma Gesù ha anche passato del tempo a guarire, a cacciare i demoni dalla gente e a fare diversi miracoli, come cambiare l'acqua in vino, camminare sull'acqua, risuscitare i morti.

Ø      E questo tipo di cose non era limitato al Suo ministero personale: anche i Suoi discepoli guarivano, cacciavano i demoni e operavano miracoli.

Il Nuovo Testamento è composto di 7.957 versetti, dei quali

Ø      ben 3.874 (il 49%) sono “contaminati” con avvenimenti che non rientrano nel modo naturalistico di considerare il mondo.

Ø      Quando due opinioni sul mondo si trovano in opposizione l'una all'altra, vengono in conflitto tra loro e qualcosa deve cedere.

Il problema: l'Epistemologia

 

Il problema con cui dobbiamo venire alle prese, riguardo al modo di considerare il mondo, è quello dell' epistemologia, che ha a che fare con l'acquisire e il convalidare la conoscenza.

Ø      In altre parole significa: “Come posso arrivare a possedere una conoscenza valida?”, o più semplicemente: “Come posso sapere di sapere?”

 

L'orientamento mentale naturalistico della cultura occidentale ha le sue radici nell'epistemologia di Aristotele. Questi insegnava che l'uomo riceve la conoscenza diretta solo mediante l'esperienza dei sensi e la ragione.

è    Nel 13° secolo questa epistemologia fu importata nella Chiesa attraverso la prodigiosa opera teologica da S. Tommaso d'Aquino,

è    e nella cultura occidentale è rimasta l'etimologia in vigore fino ai nostri giorni.

è    L' Aquino ha provveduto a sterzare, facendo un giro tortuoso intorno all'idea che l'uomo potesse avere un contatto diretto con le realtà spirituali, e

è    la cultura Occidentale ha ampiamente seguito le sue indicazioni.

 

Sebbene dopo la rivoluzione copernicana, la cultura Occidentale abbia avuto una graduale frattura con l'interpretazione della Chiesa dell'Universo, rimase tuttavia la stessa epistemologia.

Ø      Questa riconosceva  non valida qualsiasi conoscenza, se non giungeva attraverso l'esperienza dei sensi e della ragione.

Ø      La parata di pensatori, dentro e fuori dalla Chiesa, che hanno contribuito alla formazione della mentalità moderna occidentale, ha variato il contenuto e il loro campo di interesse,

Ø      ma tutti erano unificati in maniera sorprendente nell'adesione alla vecchia epistemologia (Descates, Hobbes, Hume, Kant, Hegel, Schleiermacher, Kierkeguard, Nietsche, Husserl, Heidegger, Bath, Bonhoeffer, Bultmann, Tillich).

Nei confronti dell'uomo erano tutti scettici riguardo alla possibilità di un qualsiasi incontro diretto con la realtà non-fisica (spirituale) del tipo di quella di cui leggiamo nel Nuovo Testamento.

Sulla cultura Occidentale l'impatto della filosofia Aristotele/Aquino è stato enorme.

 

Il NATURALISMO in breve

 

Descartes, il “padre del pensiero moderno”, disse che

è    si potevano accettare solo quelle idee che potevano essere dimostrate vere dalla ragione.

Questo, in due parole, è il naturalismo.

 

Charles Darwin uscì poi con la teoria dell’evoluzionismo:

è    “La vita sulla  terra si era evoluta nel corso di milioni di anni, attraverso un procedimento di “selezione naturale”.

Attraverso lo spettro della cultura Occidentale questa teoria è diventata un “racconto scientifico” – al quale si è ampiamente creduto – del modo in cui sono venute all'esistenza tutte le forme di vita sulla terra, racconto che non richiede alcun riferimento a Dio.

 

Per lo scopo di questo articolo è particolarmente utile osservare l'epistemologia del naturalismo in relazione all'evoluzione darwiniana, perché essa

Ø       illustra chiaramente con quale tenacia ci si aggrappi ad una considerazione del mondo, anche di fronte all'evidenza contraria.

Ø       Il progresso della scienza moderna è stato crudelmente scortese verso l'opinione di Darwin. Oggi gli evoluzionisti radicali si trovano in difficoltà persino nella comunità scientifica.

Persino Julian Huxley, egli stesso evoluzionista, ha calcolato che le probabilità che un organismo superiore come l'uomo potesse giungere all'esistenza con il procedimento suggerito da Darwin, rientrano nello stesso ordine e dimensione

Ø       dell'improbabilità che avrebbe una scimmia, se munita di macchina da scrivere, di riprodurre le opere di Shakespeare.

Ø       Tuttavia le presupposizioni di base del naturalismo rimangono intatte, ed allora illustrano il fatto di come una opinione del mondo che si sia trincerata nell'uomo non possa esser messa facilmente in disparte.

Il naturalismo è arrivato sulla scena offrendo una spiegazione ragionevole alla vita, ed è improbabile che abbandoni la scena senza una battaglia.

 

Fuggire dal NATURALISMO

 

Il “Naturalismo” quindi nega l’esistenza di un mondo soprannaturale, e di conseguenza nega la possibilità di un contatto personale con Dio.

Emil Brunner, nel suo libro “The Misunderstandings of the Church”,  ha riconosciuto che

è    non ci è possibile capire adeguatamente la Chiesa del Nuovo Testamento se non sfuggiamo la diretta coltre protettiva del naturalismo e non prendiamo sul serio le manifestazioni dinamiche dello Spirito Santo.[6]

 

Il teologo episcopaliano Morton Kelsey rileva un punto simile:

L'uomo non è in contatto solo col mondo materiale o spazio-tempo (che percepisce con i sensi fisici) … è anche in contatto con un mondo al di fuori dello spazio-tempo, o mondo spirituale, che è indipendente dall'individuo.”

Secondo Kelsey,

è    l'unico grande gruppo di cristiani che prenda sul serio l'idea di un incontro diretto dell'uomo con Dio è quello dei Pentecostali e dei carismatici: “e sono venuti per essere derisi da ogni parte”.[7]

 

Mentre il naturalismo esclude la possibilità dell'intervento di Dio nel mondo, se prestiamo attenzione all'intervento divino

Ø       ci vediamo costretti a dividerci, a separarci dalla compagnia del naturalismo e

Ø       ad interessarci agli aspetti soprannaturali della rivelazione biblica, che ci ricordano che Dio è un Dio vivente e che interviene.

Non si tratta di un'idea su Dio ma è Dio Stesso Colui con cui abbiamo a che fare.

 

Rinnovamento della Fede

 

La fede biblica è più della mia adesione soggettiva ad una dottrina o a un'idea su Dio.

Ø      La fede comprende l'unione della mia vita alla vita di Dio in Gesù Cristo, tramite l'opera dello Spirito Santo.

Ø      Il rinnovamento carismatico dei nostri giorni è esattamente un rinnovamento della fede in Dio che interviene ogni giorno nella nostra vita.

Ø      E mentre alcuni teologi esigono un adattamento della rivelazione biblica alle presupposizioni naturalistiche dell'uomo moderno,

Ø      il rinnovamento carismatico sta dicendo che la Chiesa deve abbandonare i suoi sforzi di ritagliare Dio, per farLo rientrare nelle presupposizioni di una mentalità del mondo che bandisce immediatamente cose che la Scrittura presenta con la massima serietà e chiarezza.

 

Il rinnovamento carismatico sta sfidando la Chiesa a proclamare,  a questa generazione, un Signore che è lo Stesso ieri, oggi e per sempre (vedi Ebrei 13,8).

è    Non è un Dio capriccioso che cambia il  Suo mondo, o il proprio modo di operare in esso, per conformarsi alle ultime tendenze filosofiche o teologiche.

è    È quel Dio che Si è rivelato nella Scrittura, che interviene ed incontra la gente del mondo reale e di ogni giorno, nel modo e secondo i mezzi che Egli determina, ed al quale la Scrittura porta una testimonianza accurata e fedele.

 

È questa la grande sfida che il rinnovamento carismatico presenta alla nostra generazione. Ed è, allo stesso tempo, l'unica grande speranza della Chiesa e del mondo!

 

 



[1] New Wine, luglio 1984

[2] Webster's New Collegiate Dictionary (Springfield, MA:G.& C. Merriam Co. 1949), p. 560.

[3] Hans Werner Bartsch, ed. Kerygma and Myth (London: S.P.C.K., 1953), p. 69.

[4] Rudolf Bultmann, Jesus Christ and Mythology, (New York: Charles Scriber's Sons, 1958), pp. 37-38, 36.

[5] Ben Johnson, “The Authority of the Bible: Its World View”, Trinity Seminary Review, Vol. 2, n. 2 (Columbus OH: Trinity Lutheran Seminary, 1980), p. 2.

[6] Emil Brunner, “The Misunderstandings of the Church”, (London: Lutterworth Press, 1952), pp. 49-53.

[7] Morton Kelsey, Encounter With God (Minneapolis, NN: Bethany  House Publishers, 1972), pp. 26-36.