CAPIRE I NOSTRI CONFLITTI
Schema
del contenuto
-
Spirito di Cristo contro Umanesimo -
Il Problema - (Le tre forme di Governo) -
L’Umanesimo – e come esso considera: -
Dio -
L’uomo
|
|
Ho notato di recente un adesivo da applicare alle auto
che sembra un grido comune della nostra società: “NON SEGUITEMI! SONO
PERDUTO!”
Ø
Pare sia questo l'atteggiamento
della nostra nazione, della Chiesa e di un numero enorme di
uomini in posizione di autorità: nessuno
vuole stare alla guida! Nessuno desidera alzarsi
e dire: “Conosco la strada, seguitemi!”
Ø
Tutti sanno darti opinioni su ciò
che TU dovresti fare, e poi citano qualche esperto: “Il Consiglio del
Presidente su ...”, “L’opinione pubblica oggi è che …”, e così via. Pare che
nessuno desideri prestarsi a diventare vulnerabile al punto di prendere
posizione su qualcosa e assumersene la guida.
La nostra società e la Chiesa sono in crisi di leadership. Un giornale statunitense ha affermato di recente: “Nei prossimi venticinque anni sarà difficile trovare dei leader...”
Ø Uomini che stanno perdendo la capacità di capire e di guidare vogliono uscire dal giro.
Ø Se un pastore presbiteriano abbandona la sua Chiesa, ci vogliono da nove mesi a un anno per trovare un sostituto. In una diocesi cattolica cinque anni fa furono ordinati 155 nuovi preti – l’anno scorso solo 39. Siamo in crisi di leadership.
Responsabilità dei leader – Personalmente conosco la lotta di quando si ha la
responsabilità di guidare la vita di altri. Dopo aver combattuto per anni per
arrivare a una parvenza di cammino nel regno di Dio, ero soddisfatto di
starmene dietro a un pulpito e dire agli altri come arrivarci. Ma poi il Signore cominciò a
lavorare su di me:
Ø
“Mosè non disse agli Israeliti come si fa ad attraversare il deserto: li
guidò attraverso di esso”.
Ø “Ma Signore”, ribattei, “ciò significa che dovrei andare con loro e attraversare di nuovo tutte le lotte, i tumulti e le controversie!” - “Ora ti sei fatto un'idea!” rispose il Signore.
Ø Con alcuni uomini che il Signore mi aveva dato perché li guidassi, ci siamo incamminati verso la Terra Promessa, e la prima cosa che ho imparato è che non sapevo guidare! Non è stato facile, ma ce la stiamo facendo!
Un
esempio dalla Scrittura:
Perché la crisi? Credo
che la risposta si trovi nella Parola di Dio. In Isaia 3, 1-5 il profeta dice:
“Il Signore Dio degli eserciti toglie a Gerusalemme e
a Giuda ogni approvvigionamento e ogni sostegno, ogni riserva di pane e di
acqua; il prode e il guerriero, il giudice e il profeta, l'indovino e l'anziano,
il capo di cinquanta e il notabile, il consigliere e l'esperto di incantesimi.
Io metterò come loro principi dei monelli, ragazzi capricciosi li domineranno!”
[Somiglia alla crisi di leadership della nostra nazione].
“Il giovane si infurierà contro l'anziano e l'inferiore contro il nobile.”
E al versetto 12 prosegue:
“O popolo mio! I loro oppressori sono dei fanciulli e
le donne li dominano.
Popolo mio, le tue guide ti portano fuori
strada e confondono la direzione dei tuoi sentieri”.
Ed ecco quale fu il risultato di questa mancanza di leadership (Isaia 3,6-7):
“... un uomo afferra il fratello nella casa di suo
padre e dice: “Tu hai un mantello: sarai tu il nostro governante; e queste
rovine saranno sotto la tua responsabilità.
Quel giorno egli protesterà dicendo: “Io non
sarò il vostro guaritore, perché in casa mia non ci sono né pane né mantello;
non mi nominerete capo del vostro popolo”
[cioè: non riesco a mettere insieme neppure le cose mie, non posso aiutarvi].
E vediamo anche il versetto in 4,1:
“Sette donne in quel giorno afferreranno un solo uomo
[vero] e diranno: 'Ci nutriremo del nostro pane e indosseremo le nostre
vesti; soltanto, lasciaci portare il tuo nome; allontana il nostro biasimo!”
Il Signore tolse le guide da Israele ed il popolo ne fu tanto disperato che pregò perché
qualcuno li guidasse, ma nessuno volle assumersi la responsabilità. Le donne
desideravano provvedere a se stesse – volevano un uomo solo perché facesse loro
da copertura e desse loro il suo nome.
Ø
Ma perché Dio tolse tutte le guide a Israele?
“Perché Gerusalemme ha inciampato e Giuda è
caduto, perché i loro discorsi e le loro azioni sono contro il Signore,
si ribellano contro la Sua gloriosa presenza” (Is 3,8).
Alla radice: la ribellione - Dio tolse le guide da Israele perché essi si erano rifiutati di vivere secondo la legge di Dio: diventarono ostinati,
indurirono il loro cuore, adorarono gli dei del paese e lapidarono i
profeti del Signore. Il Signore allora disse: “Volete andare per la vostra
strada? Allora vi farò vedere cosa significa andare avanti senza guide!”
Ø
Quando una società si rifiuta di vivere sotto il governo di Dio, tolgono da se stessi
la copertura o protezione, e si aprono all'anarchia.
Ø
É proprio questo che sta
accadendo oggi nella nostra società, e
fino ad un certo punto anche nella Chiesa. Dio
ci sta togliendo le guide perché non abbiamo camminato nelle vie della Sua
legge.
Ø
Alla radice di questo
allontanamento dalla Verità di Dio da
parte della nostra società c’è una filosofia e un’idea del “mondo” chiamata Umanesimo.
Prima di discutere l'Umanesimo, è necessario capire che questa filosofia fa parte di una questione ancora più grande.
è Il dilemma centrale di tutto l'Universo e in tutte le epoche è quello dell'autorità.
Quando Satana si ribellò contro il trono di Dio, per la prima volta in tutta l'eternità egli aprì la creazione a due
volontà diverse, a due diverse autorità e a due seggi di governo.
Ø
L’obiettivo centrale della
Scrittura, dell'avvento di Cristo, della
redenzione dell'uomo e della venuta del Regno di Dio è ristabilire sulla terra
e nell'universo l’indiscusso Governo di Dio.
Ø
Il Suo Regno non è mai stato
rimosso dalla ribellione: “Il Tuo trono, o Dio, è per sempre” (Eb 1,8). Ma ora
il Signore Gesù sta per regnare sul Suo regno e per ristabilire sotto il Suo
governo tutto ciò che è andato perduto nella caduta:
“Egli infatti deve regnare finché non abbia messo
tutti i Suoi nemici sotto i Suoi piedi. E quando tutto Gli sarà sottomesso,
allora anche Lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che Gli ha sottomesso ogni
cosa, perché Dio possa essere tutto in tutti” (1 Cor 15,25; 28).
Ø Il problema per ciascun individuo è questo: da quale governo desidera essere dominato? Chi deve regnare su di lui?
I tre tipi di “Governo” possibili
Esistono tre manifestazioni di questi governi, che è necessario considerare e capire bene:
1° La prima è una teocrazia. Tradotto alla lettera il termine significa: “Governo di Dio”.
Ai tempi del Vecchio Testamento il governo di Israele era
una teocrazia: Dio era la figura alla guida della nazione. Governò attraverso
Mosè, Giosué, i giudici, i re e i profeti, ma era sempre Lui a governare. Il
primo comandamento che Dio aveva dato a Israele era: “Non avrai altri “dei” al di fuori di Me.” Il Suo regolamento aveva la precedenza ed il Suo
governo doveva avere il primato su tutti gli altri.
2° La democrazia è la seconda forma di governo, e significa il “Governo del Popolo”.
Nella Democrazia è il popolo a guidare. I Romani la
chiamarono: “Vox Populi”, la “Voce del Popolo”. Ma quanti di voi sanno che Dio
non regna attraverso la voce del popolo? Se il Suo governo funzionasse in
quel modo, il voto per entrare nella terra promessa sarebbe stato due milioni a
uno a favore del ritorno in Egitto. Il popolo avrebbe detto: “No!”, e Mosè
avrebbe detto “Si!”, e sarebbe stata la fine di tutto. La democrazia prende
come base della sua autorità la volontà del popolo, la teocrazia invece si basa
sull'autorità che viene dalla volontà di Dio.
3° La Cristocrazia è il terzo governo che dobbiamo considerare. Si tratta
delle regole di Cristo, o di ciò cui nella Chiesa ci si riferisce come Regno
di Dio.
È a questo governo che il mondo dovrà rispondere nella nostra epoca. 1 Corinzi 15,25 dichiara: “Poiché Egli [Cristo] deve regnare finché non ha posto tutti i Suoi nemici sotto i Suoi piedi.” La Chiesa non dovrebbe insegnare la teocrazia, ma piuttosto il governo o regno di Cristo: la Cristocrazia. Dopo che Cristo avrà messo tutti i Suoi nemici sotto i Suoi piedi, riconsegnerà il Regno a Suo Padre: “perché Dio sia tutto in tutti.”
Oggi il problema del “governo” è Cristocrazia contro democrazia: la regola di Cristo e del Suo Regno contro la volontà dell'uomo.
Ø Ed ecco come si esprime questo conflitto:
- Il Signore dice: “Non commetterai adulterio.” La relazione Kinsey dice: “Cinque persone sposate su sette praticano il sesso al di fuori del matrimonio.” La deduzione è che non sei normale se non pratichi il sesso fuori del matrimonio.
- La volontà o “voce” del popolo sta cominciando a stabilire gli standard su come dovremmo vivere.
- Fino a non molto tempo fa gli standard di ciò che era giusto o sbagliato erano stabiliti dalla Parola di Dio e dallo stile di vita nato dalla tradizione Giudaico-Cristiana. I nostri codici legali si basavano sulla Bibbia e la nostra filosofia di vita si fondava su una comprensione assoluta delle priorità della vita e del bene e del male.
- Ora lo standard è stabilito per consenso generale di ciò che la maggioranza della gente ritiene giusto. Aborto, uso di droga, diritti delle minoranze e etica sessuale sono tutte questioni di grande importanza; oggi sono enormemente influenzate da ciò che vuole la maggioranza della popolazione.
Ø La Democrazia come Filosofia di Vita – Vorrei chiarire il fatto che “democrazia”, nel senso in cui faccio uso del termine in questa discussione, non si riferisce tanto a un sistema di governo quanto a una moderna filosofia di vita.
Ø La democrazia, secondo le interpretazioni dei fondatori della nazione americana, poteva funzionare in un modo che si avvicinava molto alla Cristocrazia, perché ognuno in quel tipo di società comprendeva la Legge di Dio e ne era responsabile. Come diceva Francis Schaffer:
q
“Il 51% dei voti non potrà mai
diventare l'origine definitiva di ciò che nel governo è giusto o sbagliato,
perché ci sono gli assoluti della Bibbia a giudicare una società.
L'uomo che non conta nulla, il privato cittadino, può alzarsi in piedi in
qualsiasi momento e, sulla base di quanto afferma la Bibbia, dire che la
maggioranza (vox populi) ha torto”. (1)
Ø
La democrazia in questo senso è una forma giusta di governo perché qui ciascuno, dal
cittadino al governante, sono tutti ugualmente responsabili delle loro azioni
davanti a Dio, e quindi in quella società sta governando il Signore attraverso
la Sua legge.
è Ma la “democrazia” secondo l’uso contemporaneo del termine è quella filosofia che afferma che qualunque cosa il popolo vuole, è giusta. Ciò elimina ogni assoluto che viene da Dio e fa del popolo l'autorità ultima.
q
Circa un anno fa lessi di un
Senatore che gridava disperato: “Perché qualcuno non si dimentica del consenso,
per darci invece modo di guidare!” Il “Cinquantuno per cento” sta diventando la
voce decisiva dei nostri problemi nazionali.
Definizione: Il
Dizionario Webster definisce l'UMANESIMO nel modo migliore che io abbia mai
letto:
“Una dottrina, atteggiamento o
modo di vivere centrato su interessi o valori umani, e part.:
una filosofia che asserisce la dignità e il valore
dell'uomo e la sua capacità di realizzare se stesso attraverso la
ragione.” (2)
- (Enfasi mia).
La controversia tra il Regno di Dio e Umanesimo è sempre una questione di “centralità”:
Ø
Qual è il centro della filosofia?
Dio o l'uomo? Tutto
ciò che ha Dio al centro è Regno di Dio; tutto ciò che invece pone l'uomo al
centro, è umanistico nella sua essenza.
Alcune credenze dell’umanesimo - Vorrei ora passare ad esaminare brevemente
alcune delle dottrine-base dell'umanesimo. Nel farlo, voglio
dimostrare fino a che punto l'espansione di queste credenze ha influenzato la
nostra società e come, nello stesso tempo, ci siamo allontanati dalla Parola di
Dio.
Ø Le citazioni sulla dottrina umanistica sono prese dal II Manifesto Umanista – una dichiarazione generale delle credenze degli umanisti, firmata nel 1973 da alcuni dei più grandi pensatori umanisti della nostra epoca.
Ø Il Manifesto Umanista originale era stato firmato nel 1933, ma da allora è stato trascurato perché considerato “troppo ottimista” dagli umanisti moderni.
Pur non essendo una dichiarazione “ufficiale” delle credenze dell'umanesimo, esso è ampiamente accettato quale dichiarazione generale del loro modo di considerare il mondo e la filosofia.
Come l’Umanesimo considera
Dio:
“Troviamo vi sia una evidenza insufficiente per credere nell'esistenza del soprannaturale”. Dichiara apertamente Il Manifesto. E prosegue:
Ø
Quali non-teisti, noi partiamo dagli esseri umani, non da Dio, dalla natura, non dalla divinità.”
L'umanista non è necessariamente ateo: “non esiste alcun Dio”, ma non-teista –
ovvero
afferma che Dio
è irrilevante per la vita umana.
Ø
Il risultato più ovvio di questo
tipo di fede è l'esclusione di Dio e l'esaltazione dell'uomo al centro
della storia e della società. Ciò risulta evidente in una società consumata dalla
bramosia della realizzazione e dell'appagamento personale, con la quasi
totale inosservanza dei comandi di Dio e della Sua legge.
Il Cristianesimo centra l'Universo in Dio e nella Sua volontà e ogni cosa e ciascuno riceve da
Lui il proprio scopo e la propria esistenza.
| L'Uomo:
“La preziosità e la dignità della persona individuale è un valore centrale dell’ umanista”. E inoltre
l’umanista afferma: Ø
“Crediamo nella massima autonomia
individuale...” I diritti dell’uomo in primo luogo – Il principale effetto considerato a sé di questo modo di pensare è stato il movimento estremo dei “diritti”. Esso porta ad una visuale estremamente egualitaria che afferma: -
“Tu non puoi dire a ME cosa fare:
Io ho dei diritti!” Abbiamo così: -
i diritti dei gay, -
i diritti delle donne, - i diritti degli elettori, -
i diritti dei criminali, e un
programma nazionale di notizie ha recentemente diffuso via radio una storia
relativa al crescente sostegno che si sta ricevendo per - i “diritti degli animali”. - Le donne hanno il diritto di assassinare i loro bambini non ancora nati, |
|
-
i bambini hanno il diritto di
liberarsi dal controllo dei genitori e
-
la gente ha il diritto di essere
mantenuta dal resto della società se non riesce a trovare un lavoro abbastanza
redditizio.
Ø
I diritti oggi sono gonfiati
in maniera talmente sproporzionata che la società
sta ristagnando, incapace di muoversi, perché si potrebbero violare i
diritti di qualcuno.
La Scrittura dice che i nostri diritti derivano dal
Signore, quando viviamo in obbedienza
alle Sue leggi.
Ø
Violare la Sua legge significa
perdere per inadempienza i nostri diritti.
Il nostro unico diritto “insito” è quello di obbedire a Dio e di fare quanto
Egli, quali Suoi servi, ci comanda.
Il punto di vista umanistico dell'uomo elimina anche l'influenza del peccato e della caduta,
col risultato che l'uomo è fondamentalmente buono.
Ø
Egli ha in sé una scintilla “divina” e noi non dobbiamo far altro che permettere il suo
naturale sviluppo.
Ø
Il male oggi presente
nell'uomo è il risultato di miti e
superstizioni religiose, di perversioni culturali e di
ingiustizia sociale. Per liberare l'uomo da questi impedimenti,
Ø
i bambini non devono essere
piegati da restrizioni riguardo alle loro
esplosioni emotive, o dalla disciplina che inibirà la libera espressione. Si
deve permettere loro di raggiungere senza inibizioni il loro pieno potenziale.
Questo modo di pensare ha portato ad una crisi nell' istruzione pubblica e nella maggior parte delle famiglie americane.
Ø Per la maggior parte delle famiglie i bambini sono diventati ingestibili, e i genitori stanno perdendo il controllo. Tale mancanza di controllo è passata alle scuole, che oggi somigliano più a centri diurni di raccolta per ragazzi indisciplinati di quanto non lo fossero le istituzioni dei “riformatori” accademici per ragazzi ribelli di 25 anni fa.
La Parola di Dio insegna molto chiaramente: “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di
Dio.” Ci avverte anche:
Ø
“Un figlio che fa quello che vuole, porta vergogna a
sua madre... Correggete vostro figlio, e poi vi sarà di conforto.” (Proverbi 29,15; 17).
Ø
Se si lascia l'uomo libero di
svilupparsi al “naturale”, senza restrizione alcuna, non ne risulterà che del
male, perché il cuore umano è “cattivo al di sopra di ogni cosa e
disperatamente perverso.”
La sola speranza per l'uomo risiede nella morte redentrice e nel sacrificio
espiatorio di Gesù Cristo per il suo peccato, e nella potenza dello Spirito
Santo che ci renderà conformi all'immagine di Cristo.
“Affermiamo che i valori morali hanno la loro origine dall' esperienza umana. L'
etica è autonoma e
situazionale, e non
necessita di sanzioni teologiche o ideologiche (enfasi loro). ” Questo è ciò
che dichiara il Manifesto, e può essere tradotto con:
Ø
“se ti fa sentire bene, fallo!” L'intera base della morale, dell'etica, e in ultima analisi della legge, è diventato ciò che è “buono” per l'uomo.
Ø
Se fai qualcosa e qualcuno ti
chiede: “Quello che hai fatto ha offeso Dio?” scopriamo che questa non è più neppure una domanda
che ci si pone.
Ø
Oggi il problema nell'etica è
questo: “Hai ferito qualcuno?” oppure: “Hai offeso la società?”.
La morale e l'etica non hanno più niente a che fare con la conoscenza o la volontà di Dio.
Ø
Senza gli assoluti delle “sanzioni
teologiche o ideologiche”, ogni situazione è
diversa.
Ø
Rubare può essere un bene o un male – a seconda della situazione. L'adulterio può essere un
male – se ferisce qualcuno; o un bene – se aiuta il tuo matrimonio.
Ma il cristiano ha solo un modo di intendere il bene e il male: il comando di Dio. Dio governa con il Suo fiat: il Suo inesplicato comando.
Ø Egli non si preoccupa mai di appoggiare i Suoi comandi con statistiche e spiegazioni. Dice solo: “Devi,” e “Non devi.”
La legge
sta
seguendo lo stesso percorso dell'etica. Poiché
la legge della terra si basa sul codice morale della società, si tratta solo di
una progressione naturale. La legge deriva sempre dagli insegnamenti religiosi
di una società.
Ø
Negli Istituti di Legge Biblica, Rousas Rushdoony trae da questo punto la seguente
conclusione logica:
Ø
“Va riconosciuto che in ogni
cultura l'origine della Legge è il dio di
quella società.
Ø
Se la legge ha origine dalla
ragione dell'uomo, allora la ragione
è il dio di quella società.” (3)
(Enfasi sua).
Se l'esperienza dell'uomo sta all'origine della morale e la legge si basa su quel codice
morale, l'uomo allora è
diventato il dio della propria società e ha cominciato ad “adorare la
creatura anziché il creatore.”
“Le religioni tradizionali, dogmatiche o autoritarie, che pongono la rivelazione, Dio, i rituali o il credo
al di sopra dei bisogni dell'uomo e della sua esperienza, rendono un disservizio
alla razza umana”, dichiara l'umanista.
Ø
“Le promesse di una salvezza immortale, come la paura di una dannazione
eterna, sono entrambe illusorie e
dannose.
Ø
Distraggono gli esseri umani
dalle preoccupazioni del presente, dalla propria realizzazione e dal correggere
le ingiustizie sociali.”
Ed è così che gran parte della nostra società arriva a considerare la religione e/o la
relazione personale col Signore come una “stampella”. Perché Il Manifesto dice
anche:
Ø
“Le religioni tradizionali,
spesso... inibiscono gli esseri umani, impedendo loro di realizzarsi o di
sperimentare le loro piene potenzialità.”
Ø
La società quindi comincia a
considerare quanti credono fermamente nella
Bibbia come persone socialmente ed emotivamente disadattate. Chiunque guardi oltre se stesso, nel passato o verso una vita futura, non è al passo col resto del mondo.
Ø
Se cerchi di condividere la
tua fede con un mondo ubriaco di una
simile filosofia, diventi un nemico della società e sei accusato di
condurli nelle tue superstizioni.
Proprio questa è la base e il motivo dei martiri di
questo secolo.
“Le decisioni vanno prese in
maniera decentralizzata, in modo da includere un
ampio coinvolgimento della gente a tutti i livelli.” Ciò suona molto americano
e responsabile, ma dobbiamo ricordare che gli artefici della Costituzione
Americana avevano
Ø
grandi riserve sulla quantità
di persone alle quali si poteva permettere
di esprimere le proprie opinioni nei palazzi del governo. Avevano capito
che:
Ø
un governo solido era quello nel quale i funzionari eletti guidavano il popolo,
e non uno nel quale era il popolo a guidare i funzionari che aveva eletto –
ovvero: : la vox populi.
Il risultato di questo “decentramento” lo si nota non tanto nelle strutture del nostro governo, quanto nell'atteggiamento verso coloro che stanno alla guida.
Ø Si rivendica il diritto implicito a mettere in questione o ad avere un'opinione e il diritto di esprimerla in ogni decisione che sia presa. Ciò indebolisce sia i veri “sostenitori” sia chi sta alla guida.
L'umanista dichiara altresì, riguardo al governo:
Ø
“Miriamo allo sviluppo di un sistema di legge mondiale e ad un ordine mondiale che si basi su un governo
federale transnazionale.”
Ø Ciò ha prodotto ad un atteggiamento, da parte di molti leader mondiali, che influenza le loro trattative reciproche e cercherebbe di muoverci verso un governo mondiale sia dal punto di vista economico che sociale e, infine, politico.
Ø É un atteggiamento dannoso per i nostri interessi e per le difese nazionali. É un argomento che, da solo, andrebbe discusso in un articolo completo.
L’interpretazione che fa la Scrittura del governo è chiara: “Poiché non c'è autorità
se non da Dio, e quelle esistenti sono stabilite da Lui” (Rm 13,1).
Ø
I governi sono responsabili verso
Dio, e non verso la vox populi. L'autorità riceve il suo sostegno dall'alto, non dal
basso. Per i leader si dovrebbe pregare, non criticarli.
Ø
Il Governo mondiale è un
argomento che negli ultimi anni è stato
ampiamente discusso dai cristiani.
Ø
Nella profezia della Bibbia
si parla di un Unico Governo Mondiale come di un sistema
anti-cristiano che sorgerà alla fine dei
tempi, per essere veicolo di un sistema mondiale ateo.
Ø
La Scrittura è chiarissima nel
dire che ci sarà un solo governo mondiale
unico, il Regno di Cristo, nel Suo Regno alla fine
dei tempi. Sono convinto che
Ø
tutti gli altri tentativi per
raggiungere un governo mondiale siano satanici
nelle motivazioni, e non sono altro che un tentativo per disfare l'opera di Dio
a Babele, quando Egli divise e frustrò l'uomo a causa dei suoi intenti
umanistici.
Una cosa ormai dovrebbe essere chiarissima:
l'umanesimo è la filosofia dominante e il sistema di
vita della nostra cultura! E
dovremmo notare che l'umanesimo è riconosciuto e definito
come «religione» dalla Corte Suprema degli Stati
Uniti:
“Tra le religioni
che in questo paese non insegnano ciò che generalmente è
considerata una fede nell'esistenza di Dio, vi sono: il Buddismo, il Taoismo,
la Cultura Etica, l'Umanesimo Secolare e altre... “ (enfasi mia).
Questa citazione è presa dall'ordinanza di una Corte Suprema, emessa nel
1961 da Justice Black nel caso di Torcaso contro Watkins.
L'umanesimo oggi è la religione della maggioranza delle nostre scuole, di gran
parte dei funzionari che abbiamo eletto, e
Ø
sta diventando la nostra linea
di condotta nazionale. In poche parole,
Ø
siamo governati da una
religione ostile alla nostra fede cristiana quanto il Buddismo o l'Islam.
Siamo tratti in inganno perché pensiamo che per
essere considerata una religione sia necessario che vi sia la credenza in un
dio – ma non è così, come ha chiaramente fatto rilevare l'ordinanza della Corte
Suprema.
Ø
É un raggiro magistrale del
nemico, che ha messo i nostri figli
sotto l'influenza di una religione e di uno stile di vita anti-cristiani che
ordina loro di sottostare ad un periodo di insegnamento di una qualità superiore
a quanto possono offrire casa e chiesa insieme.
Non sarebbe diverso dal mandare i nostri figli a una
scuola Buddista e poi chiedersi come mai finiscono col perdere la fede oppure
perché combattono con una duplice visuale.
Come l’umanesimo si infiltra nella Chiesa – Pensate che una persona possa essere cristiana, e tuttavia mantenere una filosofia e uno stile di vita umanistici? É meglio che ci crediate!
Ø Da quando il Signore ha cominciato ad aprirmi gli occhi sull’insieme della filosofia umanista, sono rimasto letteralmente sbigottito, e inorridito direi, dalle venature di umanesimo che si trovavano in ciò che ho fatto e creduto in tutti questi anni! Ora vedo che
Ø quanto Dio sta facendo nei campi dell'autorità, della sottomissione, dell’essere discepoli, della maschilità e nel campo del governo, è una controspinta diretta alle incursioni che l'umanesimo religioso ha fatto nella Chiesa.
L'umanesimo religioso porta ad ogni specie di atteggiamenti e di eresie.
Ø
In alcune correnti teologiche c'è una corrente centrata sull'uomo che comincia
con “l'agape sdolcinata” (“Va benissimo, caro, il Signore
comprende e ti perdona per quello che hai fatto,”)
Ø
e finisce con la riconciliazione
ultima: (“Dio
in realtà non giudicherà nessuno, tutti
andremo a finire in Cielo, con il diavolo e i suoi angeli!”).
Ø
Questi sono atteggiamenti
concreti che si centrano sull'uomo e sui suoi interessi, anziché sull'assoluto
della Legge-Parola di Dio.
La mentalità del “benedicimi” è radicata nell'umanesimo. “Dio è qui per far fronte alle tue necessità! Non devi
far altro che venire a Gesù e Lui ti farà felice!”
Ø
Dio diventa il tuo servo, anziché un Signore e Re.
Ø
Umanesimo religioso è
qualunque teologia o filosofia religiosa che si centra sulle
necessità dell'uomo anziché sulle necessità e sulla volontà di Dio.
Il suo travestimento – Gli insegnamenti e le abitudini umanistiche possono essere agghindati di parole religiose ed essere così resi rispettabili per i cristiani.
Ø Dovunque si insegna che la preghiera è un “lassativo mentale”, ma che non ha niente a che fare con una relazione col Dio vivente. La Bibbia diventa un libro confortante che ti guida, ma non è più l'infallibile Parola di Dio. L'adorazione diventa una rassicurazione emotiva, e non l'adorazione di nostro Padre. La fede diventa un pensiero positivo e la nostra testimonianza alla verità diventa l’affermazione di ciò in cui “noi” crediamo.
Ø Tutto viene annacquato, allontanato e distolto dall’obbedienza centrata su Dio per essere orientato verso l’attività centrata sull'uomo. E questa corrente di pensiero è predominante nella maggior parte delle Chiese dei nostri giorni.
La ricerca del Dio vivente – Credo sia necessario vedere chiaramente dove ci
troviamo. Nel nostro desiderio profondo e nel tentativo di trovare una
relazione vitale col Signore, abbiamo cominciato a cercare all'interno
della nostra tradizione particolare.
Ø
Alcuni Lo hanno trovato nella
loro tradizione, altri al di fuori. Ma in qualche punto del cammino abbiamo
scoperto che la nostra sete di Dio non sempre poteva essere compatibile con
ogni tradizione in cui ci trovavamo.
Ø
Quando accadde questo, abbiamo
cominciato ad uscirne per trovare qualcosa di più in Dio. Ma non è
l'allontanarsi da 15 o 20 anni di tradizione a spaventare, bensì la scelta
davanti alla quale ci troviamo quando usciamo da quella situazione!
Ø
A quel punto dobbiamo
scegliere: o il Regno di Dio, o una
qualche forma di umanesimo. Potremo considerare le richieste del Regno di Dio e
aderirvi totalmente, oppure dire: “C'è ancor più schiavitù e legge: ed è proprio
ciò da cui sono appena uscito!” e allora aderiremo a un qualche tipo di
umanesimo religioso che ha poca o nessuna esigenza, e che si centra su me e
sulle mie necessità personali.
A partire dal movimento carismatico c'è stata una scossa terribile nella chiesa
tradizionale. La gente ha lasciato le chiese che frequentava, ha iniziato
nuovi gruppi di preghiera, ha ridato vita alle loro chiese o ne ha formate di
nuove. Tutto ha ricevuto una scossa.
Ø
E ciò ha fatto da spartiacque
per la Chiesa. Quanti avevano una sete
profonda e insoddisfatta di Dio, stanno camminando in ciò che Egli sta facendo
nel Suo Dio, sia che restino all'interno della loro struttura tradizionale o
che abbiano deciso di uscirne.
Ø
Quanti invece hanno cercato Dio
per i loro fini personali, stanno aderendo ad ogni sorta di umanesimo liberale
o carismatico.
Quanto sta accadendo si potrebbe paragonare alla
divisione delle pecore dai capri.
Credete che la società stia uscendo dalla tradizione? La nostra società si trova di fronte alla stessa scelta della Chiesa.
Ø Come la Chiesa è stata messa davanti alla decisione per il Regno di Dio o per l'umanesimo,
Ø il mondo in cui viviamo sta scotendosi di dosso i “ceppi” della cultura giudaico - cristiana ed è alla ricerca di una nuova direzione.
Se non possiamo offrire loro il Regno di Dio, si volgeranno verso un governo umanistico e le conseguenze non saranno piacevoli.
Ø
E. Stanley Jones nel suo libro “Il regno incrollabile e la Persona Immutabile”, racconta questa storia:
“In una cattedrale della Germania Occidentale stavo parlando del Regno di Dio. In prima fila stavano importanti leader tedeschi. Mentre parlavo, questi continuavano a battere il pugno sulle panche. Ero incuriosito e non sapevo cosa intendessero dire: erano dalla mia parte, o contro di me? Ma alla fine rivelarono cosa significasse quel loro gesto: “Pare abbiate capito perché ci siamo dati al nazismo. Per noi la vita non aveva uno scopo, né una prospettiva precisa: era divisa in compartimenti. Avevamo bisogno di qualcosa che riportasse la vita alla sua interezza, al suo significato e al suo scopo totale. E abbiamo pensato che il nazismo potesse portare quella pienezza. Ma ci ha delusi, ci ha abbandonati nel sangue e nella rovina. Abbiamo scelto il totalitarismo sbagliato. Ora vediamo che stavamo cercando il Regno di Dio, ma non lo sapevamo.” (5)
Che il Signore abbia pietà di noi se ci viene data l'opportunità di presentare il
Regno di Dio alla nostra generazione e manchiamo di farlo! Perché se
non lo faremo, temo che il risultato sarà più terribile del giudizio che scese
sulla Germania nella Seconda Guerra Mondiale.
La battaglia in cui ci troviamo non solo è difficile da combattere: ma è anche difficile da scoprire! É una guerriglia.
Ø Quando il nuovo soldato arrivava in Vietnam, chiedeva: “Come fai a riconoscere i Vietcong?”
Ø
“Ne riconosci uno quando ti
spara!” era la risposta. Poteva trattarsi di una ragazzina, di una vecchia
signora o di un uomo alla guida di un carro di buoi. Non esistevano linee
definite né uniformi, né cappelli bianchi o neri.
Mi piacerebbe se i problemi della nostra guerra fossero chiari e definiti: bianco e nero, in termini di netta contrapposizione!
Ø Ma sembrano mescolati e confusi, e per il momento in cui hai finito di considerarli ben bene non sei più sicuro di ciò in cui davvero credi.
Ø Un esempio può essere la pena capitale. La Scrittura dice che l'assassino o il rapinatore dovrebbero subire la pena di morte.
Ø La filosofia popolare oggi dice che il criminale è un sottoprodotto della sua società e che siamo noi i veri colpevoli dei suoi crimini. Perciò siamo debitori verso di lui: dobbiamo riabilitarlo, provvedere alle sue necessità emotive, dargli un aiuto psichiatrico, insegnargli una nuova attività e dargli un lavoro nella società. Giustiziarlo per qualcosa che in fondo non era colpa sua è inumano.
Ø Ci viene allora ricordato che la Bibbia insegna il perdono e la compassione, oltre al giudizio. Gesù non ha forse perdonato il ladrone sulla croce e la donna sorpresa in adulterio?
Ø Ben presto cominciamo a pensare che ciò in cui crediamo è stupido e indifendibile. Tutto si confonde, e prima di arrivare alla fine non sappiamo più in cosa crediamo!
Scopro di dover credere di continuo in Dio per ricevere il discernimento spirituale nei problemi e
situazioni in cui mi trovo immerso. La maggior parte delle volte si tratta di
argomenti troppo confusi, troppo adagiati in un linguaggio ambiguo, troppo
vicini gli uni agli altri per poter essere capiti con chiarezza.
Ø
Una delle tattiche principali
della leadership moderna è quella di parlare
senza dire niente. Quante volte vi è capitato di ascoltare i discorsi di un
candidato ad una carica pubblica, e quando ha finito di parlare ancora non
eravate certi di ciò in cui credere?
Ø
Ad un politico una volta chiesero
da che parte stesse riguardo ad una questione spinosa. Dopo un attimo di
riflessione, rispose: “Alcuni dei miei amici sono favorevoli, altri sono
contrari. Ed io? Io sono con i miei amici!”
Ø
Gran parte della nostra lotta avrà origine dalla pressione della vox populi. Il
nostro conflitto si riduce al comando autoritario di Dio
contro la richiesta della voce del popolo.
Ø
Il nemico vuole usare
l'opinione pubblica per intimorirci e
spingerci ad allontanarci dalla nostra posizione nei confronti della Parola di
Dio. Noi prendiamo posizione e diciamo: “Denuncio anche tutte le regalie sulla
dichiarazione dei redditi!”
La gente allora vi guarderà come una creatura che balza fuori dal Medio Evo e dirà: “Ma che ti prende? Tutti nascondono parte delle entrate! Il governo comunque se lo aspetta, e d'altra parte tu lo meriti. Guarda tutto quello che il governo ti preleva! Devi essere pazzo!”
Non avverti la pressione a conformarti a quella tendenza? Se ne avessi abbastanza saresti
tentato di eliminare col raziocinio la chiara Parola di Dio, e cedere.
Ricordo le lezioni di filosofia presso l'Università di Delaware e di come ridevano di me, come se fossi un
evaso dal manicomio.
Ø
Avevo osato dire che credevo nel
Dio della Scrittura – il Dio che aveva creato l'Universo – e nel suo Cristo che
ha ordinato l'Universo. Hanno riso fino a sbellicarsi. Tutto quello che ho
potuto fare poi è stato pregare in lingue e cercare di tenermi su per non
essere del tutto intimorito dalla situazione.
Stiamo vivendo nei giorni di Osea 9,7: “Un pazzo è il profeta, l'uomo ispirato vaneggia, per
l'enormità della tua iniquità e per la grandezza della tua ostilità.”
Ø
Nella nostra società stiamo
arrivando al punto in cui chiunque creda in Dio, nel Suo Figlio Gesù Cristo, e
parla al Signore per mezzo dello Spirito Santo, sarà considerato mentalmente
impreparato. Riuscite immaginarvi questa scenetta?:
“Mi
vorresti dire che tu parli con Dio?”
“Si.”
“E
suppongo che tu creda che davvero Egli ti risponda, vero?”
Riuscite ad avvertire l'intimidazione che c'è dietro queste parole?
La pressione crescente diventerà talmente forte che senza l'unzione della forza dello Spirito di Dio nessuno potrà resistere contro di essa!
Ø
É questa la natura della nostra lotta. Non si tratta di star sempre a combattere contro i demoni, perché la vera linea del
fronte in questa guerra è molto più subdola ed insidiosa, ma altrettanto
mortale.
Alla luce della lotta in cui ci troviamo, credo vi siano due cose fondamentali che dobbiamo cominciare a fare:
1. In primo luogo dobbiamo imparare ad
essere centrati sul regno
in tutto ciò che facciamo.
Il solo modo che conosco per farlo, è
-
chiedere sinceramente al
Signore di sottoporre al Suo trattamento
correttivo tutto ciò che in noi non è centrato sulla Sua volontà, sul Suo
Regno e sulla Sua Parola. Ho visto un poster che diceva:
-
“Signore caro, Ti prego di
togliere gentilmente e con forza tutto ciò in cui mi rifiuto di arrendermi a
Te.” É questo secondo me l'atteggiamento che ogni persona che si centri sul
Regno di Dio deve avere nel proprio cuore.
2.
In secondo luogo è necessario
arrivare a capire veramente la natura
dell'umanesimo e ciò che esso sta facendo.
-
Dobbiamo definire con chiarezza i
problemi e i punti secondo la Parola di Dio, e capire in modo intelligente cosa
dice in proposito.
-
La Chiesa è stata notoriamente
ignorante riguardo alla vera natura di ciò che sta accadendo nel mondo, molto
spesso a detrimento del Regno di Dio.
-
Al termine di questo opuscolo ho
incluso una breve bibliografia che raccomanderei a quanti capiscono davvero i
problemi reali che oggi dobbiamo affrontare, come sono definiti alla luce della
Parola di Dio e del Suo Regno.
Prego affinché la realtà dei problemi che ci stanno davanti possa essere realmente vista e affrontata da ogni cristiano prima in se stesso, poi nella sua famiglia, nella sua chiesa e nella sua comunità.
-
Rushdoony
Rousas J... “The Institute of Biblical Law”, The Craig Press, 1973.
-
Rushdoony
Rousas J... “Intellectual Schizophrenia”, Presbyterian and Reformed
Publishing Co. 1978.
-
Grover
Alan N. “Ohio's Trojan House: A Warning to Christian Schools Everywhere”,
Bob Jones University Press Inc., 1977.
-
Schaeffer
Francis. “How Should We Then Live?”
Fleming H. Revell, Co. 1976.
-
Jones,
E. Stanley, “The Unshakeable Kingdom and the Unchanging Person”,
Abington Press, 1972.
NOTE
Tutte le citazioni Bibliche sono dalla New American
Standard Bible. (La traduzione è
letterale, cercando di restare fedele al testo italiano C.E.I. o della
Traduzione Interconfessionale).
1. Francis Shaeffer: How Shall we then
Live? p. 110.
2. Webster’s Seventh New Collegiate
Dictionary, p. 404.
3. Rousas Rushdoony, Institute of Biblical
Law, p. 4.
4. Citato da: Ohio's Trojan Horse, Alan A. Grover, p. 38.
5. E. Stanley Jones, The Unshakable
Kingdom and the Unchanging Person, pp. 16-17.