Filosofia Cristiana

CATTOLICESIMO SPREMUTO 

IN FORMA  SECOLARE[i]   

 

Negli ultimi decenni la teologia, l’istruzione e la cura pastorale cattolica sono state fortemente influenzate dalla cultura secolare

James Hitchcock[ii] 

Nella relazione che segue, James Hitchcock non vuol rappresentare un quadro generale del cattolicesimo americano; vuole bensì affermare come esso venga riformato dalla cultura americana "secolare". Questa relazione è un'analisi istruttiva dei modi in cui oggi le Chiese sono suscettibili ad una diffusione rapida dell'incertezza e della confusione riguardo all'insegnamento cristiano storico.    

Effetti secolarizzanti sulla Chiesa

Qualche decina di anni fa un osservatore distaccato avrebbe potuto affermare che la Chiesa Cattolica in generale sarebbe rimasta relativamente immune da influenze secolarizzanti, se solo le persone che stavano alla sua guida, tornando indietro di un secolo, avessero continuamente avvisato la gente di quel pericolo.

Ø       Fino al 1965 i cattolici erano ancora soliti sentir parlare del secolarismo nei sermoni domenicali, e la maggior parte era per lo meno sensibilizzata alle sue manifestazioni più ovvie ed eclatanti. 

La svolta dopo il “Concilio - Tutto ciò è bruscamente cambiato verso l'epoca del Concilio Vaticano II, e per motivi troppo complessi per essere districati in breve spazio.

Ø       Lo stesso Concilio, nel suo decreto: "La Chiesa nel Mondo Moderno", propose un comportamento esigente e subdolo ai cattolici del tardo 20° secolo:

Ø       Dovevano essere aperti ad ogni cosa del mondo moderno che all'apparenza fosse buona e autentica, riconoscendo che la cultura moderna, nel suo essere più profondo, anela alla verità e alla giustizia e che le deficienze di tale cultura sono provocate dagli ostacoli al raggiungimento di tali mète.

Dovevano riconoscere che le ambizioni e le speranze più sublimi dell'umanità divengono   orrendamente deformate se separate dalla loro origine e dal loro fine: DIO. 

Il messaggio trasmesso alla gente a partire dagli inizi degli anni 60 ha spesso messo in risalto la prima parte della citazione conciliare, ma NON la seconda.

Ø       Una varietà di condizioni storiche verificatesi tutte insieme (la mobilità in ascesa, sia economica che sociale, dei cattolici negli USA e i governi democratici) hanno indotto molta gente a pensare che

"fede" significasse semplicemente essere una persona buona (un buon essere umano) che persegue scopi terreni secondo i metodi del mondo, presumendo con ciò di seguire il piano di Dio. 

Il fallimento dei leader 

La reazione del clero - Purtroppo il clero, che avrebbe dovuto richiamare la gente alla fede autentica, spesso si è trovato proprio tra coloro che invece la allontanava dalla vera fede.

Ø       Dopo il 1965 migliaia di preti e suore hanno abbandonato la loro chiamata, vittime essi stessi di un falso intendimento della vocazione cristiana nel mondo moderno. (Forse il miglior esempio di questo abbandono è la nota figura del prete tornato a studiare per diventare psicologo, poiché aveva deciso che i consigli terapeutici erano più importanti della direzione spirituale).

Probabilmente ogni denominazione ha subito, a modo proprio, la secolarizzazione, in primo luogo mediante un processo per mezzo del quale alcuni portano agli estremi taluni elementi della tradizione denominazionale i quali, di per sé, sono elementi validi.  

Dal punto di vista storico la Chiesa Cattolica ha dimostrato un considerevole rispetto verso i raggiungimenti umani, ed ha incoraggiato quello che può essere legittimamente definito "umanesimo cristiano".

Ø       La Chiesa ad esempio, è sempre stata disposta ad accettare, e persino ad assimilare, ciò che di meglio vi era nell'arte e nella filosofia.

Ø       La dottrina cattolica predominante insegnava che Dio di solito opera con i mezzi naturali, e quindi i Suoi figli devono studiare il libro del mondo per poterne comprendere le vie.

Ø       Mal interpretato, un simile concetto poteva degenerare nel desiderio di rendere ogni arte o scienza umana completamente autonoma,

- non soggetta in alcun modo all'autorità divina.

Ø       Un tale processo di secolarizzazione ha proceduto a due livelli, distinti, ma in relazione tra loro: il livello intellettuale e quello popolare. 

Limiti scavalcati

È vero ciò che una volta disse l'economista J.M. Keynes: "l'uomo che si vanta della propria saggezza pratica e terrena è spesso, senza saperlo, seguace di qualche 'scribacchino'  morto da tempo".

Ø       Nel 1907 Papa Pio X condannò che egli chiamò "modernismo" nella Chiesa: alcune tendenze teologiche che, in essenza, subordinano la fede alle varianti condizioni storiche e culturali.

Ø       Tale condanna parve efficace, e per oltre 50 anni nella Chiesa Cattolica vi sono stati scarsi segni di aperta eterodossia.

Ø       Tutto ciò ad ogni modo subì un rapido cambiamento dopo il 1965, quando molti pensatori cattolici entrarono in un periodo di reazione contro i limiti posti.

Gran parte dell'influenza intellettuale provenne dal protestantesimo liberale.

Ø       Gli studiosi cattolici parvero voler provare a "mettersi in pari", nei loro sforzi a relativizzare l'autorità della Scrittura attraverso il criticismo storico, attingendo su vasta scala da filosofie che in alcuni casi erano apertamente antireligiose e venendo a patti con fenomeni moderni quali la "rivoluzione sessuale". 

Ma Dio, Si è rivelato davvero? 

Fede da ridefinire in termini secolari? - Per quei cattolici che stanno attenti alle idee, i più influenti pensatori degli ultimi 20 anni (come Hans Kung per esempio) hanno affermato che 

Ø       della fede religiosa tradizionale solo una piccolissima parte è intellettualmente  credibile e che ora è necessario ridefinire completamente la fede, ed essenzialmente in termini molto secolari.

Ø       Il problema-chiave riguardante cattolici e protestanti allo stesso modo è la rivelazione divina.

Ø       Molti pensatori religiosi moderni, infatti, non credono che Dio si sia realmente rivelato alla razza umana.

Ø       Concepiscono la religione come se fosse un prodotto umano, l'espressione dell'evolversi della ricerca di un significato da parte del genere umano.

Ø       Di conseguenza, niente nella religione ha una qualsiasi autorità definitiva.

Non solo tutto PUÒ essere cambiato per adattarsi alle necessità dei tempi, ma DEVE , esserlo. 

Questa consapevole secolarizzazione intellettuale ha avuto un effetto devastante perché è penetrata a fondo nei seminari, dove sono formati i preti,

Ø       nei collegi e nelle università cattoliche dove si istruiscono e si addestrano le persone,

Ø       nella maggior parte delle pubblicazioni cattoliche,

Ø       in molte organizzazioni professionali della Chiesa e nei programmi sponsorizzati dalle agenzie ecclesiastiche per aggiornare clero e laici.

Ed accade così che incontri sponsorizzati di questo tipo, possono di fatto escludere oratori su cui si potrebbe contare per una vigorosa difesa della dottrina ufficiale nelle zone di disputa. 

Le idee sono penetrate nelle masse dei credenti in un periodo di tempo relativamente breve; a tal punto che

Ø       persino quei cattolici che non leggono mai libri, e raramente persino gli articoli a livello popolare, che di rado frequentano conferenze o seminari, si sono comodamente imbevuti, talvolta in forma irrimediabilmente alterata e distorta, di ogni specie di nozioni risalenti a fonti di "razza".

Il messaggio schiacciante ricevuto dal cattolico comune dopo il Vaticano II è stato semplicemente che "la Chiesa è cambiata",

Ø       e pare che la maggior parte della gente non abbia alcun principio stabile per distinguere il cambiamento autentico dal non autentico.

Ø       Pare che alcuni pensino che il messaggio della Chiesa che tutto ciò che prima era proibito sia ora permesso, tutto ciò che prima era affermato è ora messo in discussione.

Pare ad esempio che alcune persone facciano il ragionamento che se la Chiesa ora permette la carne il venerdì, a tempo debito permetterà anche il divorzio e il nuovo matrimonio.  

La penetrazione delle idee tuttavia non sarebbe così dannosa se non fosse per il fatto che quelle idee rafforzano alcune tendenze popolari già presenti.

Ø       Uno degli aspetti più diabolici dei movimenti religiosi che promettono un falso rinnovamento è che essi si arruffianano dicendo alla gente ciò che essa vuole sentire, rafforzando così una mondanità facile. 

Un'istruzione religiosa vaga 

L'istruzione religiosa, per il fatto che mira a raggiungere tutti i membri della Chiesa senza eccezione, e che forma la fede religiosa dei bambini in modo definitivo, è ovviamente una cosa cruciale.

Ø       A partire dal Concilio Vaticano II parte di questa istruzione ha messo in questione le credenze tradizionali, recando un grave danno alla fede.

Ø       Ciò avviene anche attraverso libri di testo o altro materiale formativo dei corsi, ma forse ancor più nel modo in cui talvolta si svolge e si dà l'insegnamento nelle classi.

Ø       Tuttavia, ancor più solito è il tipo di istruzione religiosa che si accontenta di prendere ciò che è solo umano come punto di partenza, e che non va mai troppo oltre quel punto.

Ed allora  i programmi catechetici più aggiornati si concentrano principalmente su preoccupazioni umane prontamente identificabili, sia personali, sia sociali.

Ø       Mettono a fuoco temi quali l'amicizia, le relazioni familiari, il godere la natura, l'armonia razziale e la responsabilità sociale.

I teorici del catechismo insistono che la sola istruzione valida che si possa dare ai giovani è quella che parte da ciò che è "reale" nel loro mondo. 

Allora i temi religiosi vengono intessuti solo fino al punto in cui sembra abbiamo relazione con le preoccupazioni umanistiche.

Ø       Ad esempio, anziché offrire ai ragazzi un'introduzione sistematica alla Scrittura, tali programmi di solito si limitano a citare solo quei brani della Bibbia che pare si riferiscano ai problemi o alle sfide umane.

Ø       Molto significativamente, la Scrittura non è usata per elevare la comprensione dello studente ad un piano interamente nuovo dell'esistenza, ma solo per rafforzare idee alle quali probabilmente erano già arrivati persino i non-credenti sinceri.

Così gli studenti che ricevono alcuni programmi catechetici ora largamente usati nelle scuole cattoliche possono uscirne

Ø       senza alcuna idea chiara che Gesù era il Figlio di Dio o che è venuto sulla terra per redimere la razza umana,

Ø       e neppure, a dire il vero, del motivo per cui la razza umana aveva bisogno di essere redenta. (Infatti, il peccato non è l'argomento preferito di questi programmi).

L'istruzione religiosa, anziché servire ad orientare l'intera vita del bambino verso Dio, fa riferimento a Dio solo per tenere l'attenzione concentrata con fermezza sul "qui ed ora", ciò che è puramente umano. 

Gli insegnanti religiosi possono essere sinceramente convinti di dimostrare quanto la fede sia importante nella vita; ma spesso fanno proprio l'opposto.

Ø       Quando gli studenti crescono, la relazione tra religione formale e preoccupazioni vagamente umanitarie può arrivare a sembrare arbitraria, un qualcosa di aggiunto e non necessario.

Ø       È probabile che molti di loro giungano alla conclusione di non aver bisogno della religione per vivere in rapporti amichevoli, responsabili e di comprensione con il prossimo.

Ø       Gran parte del contenuto della religione tradizionale resta inintelligibile, privo di significato per i giovani, e ciò semplicemente perché non ne è mai stato loro spiegato il significato.

In alcuni casi questo tipo di istruzione religiosa altamente secolarizzata è favorito dal fatto che i suoi esponenti hanno essi stessi sperimentato una perdita di fede o una confusione profonda riguardo al significato della loro fede. In altri casi tuttavia, può derivare semplicemente dalla timidezza.    

Escludere il soprannaturale 

La catechetica contemporanea è stata pesantemente influenzata dalle teorie secolari dell'istruzione e della psicologia.

Ø       Le fondamenta di quelle teorie non lasciano spazio al soprannaturale, alla possibilità di una rivelazione divina.

Ø       Per la loro stessa natura esse non hanno altri riferimenti se non quelli secolari, del mondo.

Ø       Permettere quindi a simili teorie di determinare l'istruzione religiosa equivale ad escludere tutto ciò che non può essere adattato al fondamento secolare di Procuste.

Le scienze secolari possono risultare utili nell'istruzione religiosa, ma non si dovrebbe mai permettere che abbiano un ruolo dominante. 

Quanto vale per l'istruzione religiosa vale anche, in gran parte, per la strategia pastorale generale della Chiesa.

Ø       Molti preti ad esempio, attingono principalmente alla psicologia quando consigliano la gente o danno loro una direzione spirituale.

Ø       Non sono certi che esistano delle verità soprannaturali da poter invocare oppure, se davvero esistono, che sia appropriato farlo.

Quando si parla di problemi morali come l'omosessualità, è probabile che la discussione si centri quasi esclusivamente sul grado al quale tale pratica può produrre un danno psicologico alle persone coinvolte,

Ø       mentre il prete è riluttante a dichiarare con autorità che è una pratica sbagliata perché trasgredisce la Legge di Dio.

Così i peccatori possono facilmente razionalizzare i loro peccati, convincendosi che "non stanno facendo del male a nessuno". 

Molti sacerdoti si sono anche persuasi che i giudizi morali assoluti siano psicologicamente negativi per la gente e che lo stesso cristianesimo ha peccato nell'inculcare la colpa.

Ø       Vi è spesso la supposizione, espressa o meno, che lo scopo principale di ogni consulenza o direzione spirituale sia quello di mettere la gente in grado di "sentirsi bene verso se stessi", o di "venire a patti con i propri sentimenti".

Ø       Una simile supposizione taglia fuori tutto il campo morale, evitando di assoggettarlo all'opera pastorale.

Ø       Si basa su altre supposizioni che segnano una rottura completa col passato cristiano, e che sono spesso rintracciabili risalendo a ritroso fino a teorici del tipo di Sigmund Freud, Carl Rogers ed Eric Fromm, attivamente ostili alla religione. 

Una nuova mentalità 

La popolazione laica è molto suscettibile ad un insegnamento e ad una predicazione del genere, perché rafforzano in larga misura ciò in cui essi vogliono credere.

Ø       In realtà, l'intero scopo di alcuni cosiddetti accostamenti "pastorali" alla religione è proprio quello di mettere la gente in grado di vivere comodamente una vita che in essenza è "del mondo", senza alcun senso di colpa.

Ø       La prolungata prosperità del periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale ha avuto a che fare con la secolarizzazione della vita nazionale, e la si può rilevare tra i cattolici proprio perché essi, come gruppo, l'hanno "fatta" in maniera piuttosto drammatica nello stesso periodo post-bellico.

Ø       In un primo tempo questa prosperità e questo successo possono aver rafforzato la credenza religiosa, instillando nella gente un certo senso di gratitudine.

Ø       Ma la generazione successiva, che dà per scontata la prosperità, pare sia cresciuta con una mentalità che dà per scontata l'auto-gratificazione.

Ø       Molti personaggi facoltosi non amano dire di NO a se stessi, e ritengono sia loro dovere gratificare tutte le loro "necessità", che sempre meno si distinguono dai semplici capricci.

Ø       Fanno resistenza al richiamo al dovere, al sacrificio di sé, all'auto-disciplina, alla penitenza e al pentimento.

Vogliono godere di tutte le cose buone della vita senza dubbio e preoccupazioni. 

Atteggiamenti simili sono espressi in maniera più ovvia nei riguardi della moralità sessuale, dove in realtà la gente ora chiede il

Ø       "diritto" di divorziare, di abortire, la contraccezione artificiale ed i rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, senza neppure un'ombra di disapprovazione morale.

Ø       Ma ciò si manifesta anche in una profonda resistenza ad una religione veramente soprannaturale, ad ogni forma di religione che reclami una genuina autorità basata sulla rivelazione divina.

Ø       Alla base, molti cattolici non vogliono che si ricordi loro in maniera troppo enfatica la realtà del soprannaturale, perché non desiderano essere "distratti" dalla loro vita mondana. Non vogliono neppure riconsiderare la possibilità di dover nuovamente orientare la loro vita in maniera fondamentalmente diversa da come hanno vissuto finora.

A loro piace l'idea di trovare Dio in ogni tipo di esperienza del mondo, perché ciò li solleva dalla responsabilità di doverLo veramente cercare. 

Cristiani "radicali"? 

Solo in un caso vi è una apparente eccezione a questa facile mondanità: il cosiddetto "vangelo sociale". Su questo punto molti cattolici insistono che le esigenze della fede sono radicali e severe.

Ø       Quanti affermano che il Vangelo non permette ai cristiani di accettare ciecamente i sistemi politici ed economici prevalenti, hanno pienamente ragione.

Ø       Con qualche eccezione tuttavia, questi cristiani "radicali" sono ovviamente secolari nella loro ispirazione. Non risulta affatto chiaro che essi prendano la loro guida dalla Scrittura o dagli insegnamenti storici della Chiesa Cattolica.

Sono piuttosto attaccati a qualche movimento politico all'ultima moda, principalmente di sinistra, e non fanno altro che servirsi di idee teologiche per rivestire tali movimenti.  

Una prova semplice consiste nell'informarsi su ciò in cui i cristiani radicali, da un punto di vista, credono riguardo ad altri campi della vita in cui i valori religiosi sono in conflitto  con lo spirito del mondo, e cioè la moralità sessuale.

Ø       Con alcune eccezioni, è probabile che i cristiani di sinistra assumano una visuale liberale anche su problemi come l'aborto e l'omosessualità.

In essenza la loro fede è formata dalle opinioni prevalenti trovate, ad esempio, nelle università.

I singoli cristiani possono anche avere una fede personale intensa,

Ø       ma continuano a vivere una vita secolare se non permettono alla loro fede di influenzare il modo in cui hanno relazione con la società.

Ø       La pubblica arena è stata a lungo il luogo su cui si è svolto un attacco possente e intenso verso i valori religiosi, che si è manifestato nei mass media e nelle dispute su problemi politici quali la legalizzazione e la sovvenzione pubblica dell'aborto.

Molti che si considerano credenti devoti tuttavia accettano indiscutibilmente di considerare la vita pubblica dal punto di vista secolare, che risulta falso persino per la storia del sistema politico nazionale.

Ø       Accettano docilmente di non dover "imporre" le loro credenze ad altra gente - una formula che serve a razionalizzare il rifiuto di accettare la responsabilità di diffondere il Regno di Dio. 

Come rilevato, nel corso degli ultimi decenni questi problemi si sono profondamente istituzionalizzati nel cattolicesimo.

Ø       Il quadro non è in alcun modo uniforme, ma quanto è stato qui descritto è la realtà per diversi ordini religiosi, scuole ed università, parrocchie e persino intere diocesi.

Ø       Papa Giovanni Paolo II ha ordinato investigazioni speciali sullo stato dei seminari e degli ordini religiosi in generale. I problemi tuttavia sono profondamente radicati e non avranno una rapida soluzione. 

Da qualche anno anche la leadership da parte dei vescovi pare alquanto debole. Non vi è stato alcun accordo su quale corso seguire riguardo a uno qualsiasi di questi problemi, ed alcuni vescovi hanno attivamente appoggiato quelli che minano la fede autentica.

Ø       Persino dei vescovi personalmente ortodossi e consapevoli dei problemi, talvolta si sono ritenuti impotenti ad agire ed hanno razionalizzato, e scusato persino alcuni grandi abusi.

Ø       Tutto ciò ad ogni modo può cambiare, poiché risulta chiaro che Papa Giovanni Paolo II sia particolarmente preoccupato per il cattolicesimo internazionale, ed è pronto ad agire al riguardo.

Tempo fa sollecitò con forza i Vescovi a mantenere con fermezza le posizioni della Chiesa sulle questioni controverse, e ha nominato dei Vescovi che sembrano preparati a farlo. 

Nel cattolicesimo vi sono molti segni di speranza, incluso il risorgere - ed in alcuni casi la riscoperta - della fede nei giovani.

Ø       Gli ordini religiosi con una fede solida oggi sono in uno stato di fioritura. Molti laici desiderano ardentemente la restaurazione degli ordini, e vogliono essere nutriti di cibo spirituale solido.

La fine del secolo, che coinciderà con il termine del secondo millennio cristiano, vedrà probabilmente una Chiesa Cattolica più forte di oggi, anche se la cultura circostante sarà persino più secolare di quanto non lo sia al presente.

 



[i] Pastoral Renewal, luglio 1984

[ii] James Hitchcock è professore di storia all'Università di St. Louis. Tra i suoi libri troviamo "Catholicism and Modernity" e "What is Secular Humanism?"