C’É ANCORA BISOGNO
DELL’APOLOGETICA?
Peter
Kreeft

La gente continua a voler
capire le motivazioni perché ha ancora la testa. Questa generazione ha molto
più bisogno dell’apologetica delle precedenti, non meno, perché la sua fede è messa più alla prova nella nostra cultura, sia apertamente sia in maniera
subdola e celata.
Apologetica sull’apologetica - pare sia questo oggi l'atteggiamento
prevalente di professori di teologia,
ministri, preti e perfino vescovi.
Ø Nella storia della
chiesa l'apologetica raramente è stata più impopolare, più ignorata e
attaccata.
Ø Essa costituisce l'impresa di conquistare anime per Cristo obbedendo al comando della
stessa Scrittura di essere “sempre
pronti a rispondere a chi vi domandi ragione della speranza che è in voi" (1 Pt. 3,15).
Ø Tuttavia, proprio questo impegno è sovente attaccato dai nostri stessi esperti
di istruzione religiosa con una sollecitudine maggiore di quanto non avvenga
verso gli errori dei non credenti.
Troviamo questa incredibile situazione:
Ø Maestri nella chiesa che non attaccano gli errori del mondo, bensì le verità della fede, mentre
si fanno premura di
Ø combattere la stessa idea di attaccare gli errori del mondo, come se l’unico errore fosse la
convinzione che quelli sono errori, e come se la sola idea da confutare
fosse quella che esistono idee da confutare.
Dall’altro lato del recinto apologetico è difficile trovare dei non credenti che desiderino argomentare il loro caso, e la maggior parte ignora,
piuttosto che confutarla, la fede.
Ø
La maggior parte dei non credenti è relativista, e se non credete nella verità oggettiva, non potete credere
all‘argomentazione.
Ø
Questo è probabilmente il motivo per cui non avete mai,
neppure una volta in vita vostra, ascoltato un dibattito vero e proprio, genuino,
nella libera, pluralistica America. La sola cosa che un dibattito può
costituire per il relativista è la caccia all’oca selvatica senza l’oca della
verità.
Ma se passiamo dagli
insegnanti agli studenti, dalla
piccola e arrogante oligarchia di quelli
che formano le opinioni e che ci dicono quello che realmente vogliamo,
alle persone ordinarie che troviamo nelle panche, alla scrivania o per la
strada,
Ø
oggi non troviamo un interesse o una sete minori di sempre di conoscere
le ragioni.
La mente umana, infatti, è stata progettata
da Dio, non da John Dewey o da Carl Rogers.
Ø
Un Gesù "di Peluche" va bene solo per chi ha le
idee confuse;
Ø
Gesù "Coperta di
Sicurezza" non va bene neppure a Linus, che ha la propria coperta.
Quando la pappa diventa più di moda delle bistecche, con
ciò non acquisisce sangue e ossa.
L’Apologetica
e necessaria in ogni epoca, perché
è comandata dalla Scrittura e per le necessità dell’invariabile cuore umano. La
gente continua a voler conoscere le ragioni perché ha la testa, è tanto semplice!
Ø
Oggi i giovani in particolare hanno bisogno
dell’apologetica. I giovani cattolici ne ricevono un poco al catechismo, alle
scuole superiori cattoliche o alle università. La mia stessa università, il
Boston College, la seconda Università Cattolica per grandezza della nazione –
e, ritengo, insolitamente buona – ha un Reparto Teologia che comprende persone
eccellenti. Questo reparto offre circa 50 corsi l'anno ma, per quanto io ne
sappia, nessuno in apologetica, almeno negli ultimi 20 anni.
Questa generazione
ha molto più bisogno dell’apologetica delle precedenti, non meno, perché
la sua fede è messa più alla prova
nella nostra cultura, sia apertamente che in maniera subdola e celata.
Ø
I giovani
devono essere in grado di smascherare e confutare le premesse nascoste dagli attacchi coperti, così come di
difendere la fede dagli attacchi aperti. Ma non è stato insegnato loro a fare
nessuna delle due cose.
La loro mente
è vittima della spaccatura
esistente nella nostra cultura tra
-
la mentalità
scientifica,
-
razionalistica,
-
e quanto soleva
chiamarsi "controcultura", la mentalità irrazionale,
soggettivistica.
Ø
Da una parte viene
loro insegnato il metodo scientifico, per quando hanno e che fare con dei
"fatti",
Ø
mentre dall’altra si
insegna loro una qualche forma di relativismo e di soggettivismo – quale la
“chiarificazione dei valori” – quando si ha a che fare con questioni morali e
religiose, che difficilmente essi arrivano anche solo a sognarsi che possano
essere dei “fatti".
Non sanno che esistono anche altri metodi per scoprire la verità,
come quello del semplice, onesto
e logico ragionamento.
É necessaria
una nuova apologetica per la nostra epoca? Si e no.
Ø
SI , perché malattie nuove richiedono medicine nuove, ignoranze nuove richiedono nuovi corsi di
recupero..
Ø
E NO, perché il contenuto dei corsi di recupero
non è nuovo, né le leggi della logica, né i fatti relativi a Dio sono cambiati.
Una nuova apologetica?
Ø
SI, perché l’apologetica è un dialogo tra due persone, e I
‘oratore, se vuole arrivare al contatto, dovrebbe essere sempre consapevole del
cambiamento della mente di chi lo ascolta. (Per sparare e un fagiano devi
seguirlo col mirino del fucile).
Ø
E NO,
perché ciò che diciamo non è dettato
del mondo ma dalla verità, e per far questo non leggiamo il "Times", ma l'eternità.
Il bersaglio è mobile, ma le pallottole restano le stesse: la verità e
l‘amore eterni.
C'è bisogno di una nuova apologetica?
Ø
SI, perché
l' apologetica è amore, e l'amante deve
dare la caccia e inseguire l'amato.
Ø E NO perché l’apologetica parla della verità, e questa non si cambia come la biancheria intima, il semaforo o la politica editoriale della Pravda.
Ecco sette consigli pratici per chi fa dell'apologetica – e dovrebbe farla ogni cristiano in un modo o nell’altro. Probabilmente non sono le sette cose più importanti che si potrebbero dire sull'argomento, ma almeno sono quelle che ho imparato dalla mia esperienza personale.

1. NON
TEMERE L'IMPOPOLARITÀ
Non potrai mai fare buona impressione sulla gente finché non la smetti di
preoccuparti di fare buona impressione. Come diceva Madre Teresa: “Dio non ci ha chiamati ad
avere successo, ma ad essere fedeli."
Ø
Una recente indagine
tra i teenager cattolici ha messo al primo posto l'insoddisfazione verso preti
e suore perché si sforzano
eccessivamente di essere importanti, inseriti o freddi.
Ø
La prima cosa elencata
tra i desideri e le necessità, ma che non ricevono nelle loro chiese, quella di
cui hanno la maggiore esigenza è —
prendete questa — “un ideale alto ed eroico.” I teenager!
Ø
Nonostante l’opinione
contraria della nostra cultura e dei suoi esperti, questi ragazzi vogliono la
verità e la santità. Non vogliono una chiesa e un Cristo annacquati.
Gesù non ha mai reso facile il seguirLo — e migliaia di persone andavano a Lui. Gli istruttori religiosi che pretendono di fare la Sua opera la piegano fino all’impossibile per rendere
facile il seguirlo – col risultato di chiese vuote, di anime
vuote, di vite vuote.
Ø
Questi ragazzi non
vogliono essere importanti né essere presi in considerazione: vogliono
Gesù.
Ø
Non vogliono un Gesù
del 13°, 16° o 20° secolo, ma GESÙ.
Ø
Vogliono il Suo fuoco,
quel fuoco che bruciava nel cuore dei discepoli
sulla via di Emmaus;
Ø
vogliono il vangelo
del cuore che brucia, il vangelo di potenza, una potenza che non ha bisogno di
gridare, ma che non deve neppure fare
sotterfugi per nascondersi.
2 -
AFFRONTA LE DOMANDE DIFFICILI
Il secondo suggerimento è strettamente collegato al
primo: Non evitate le
domande o gli argomenti difficili – Se lo farete, la gente riceverà questo messaggio:
Ø
"Il cristianesimo è una cosa bella e
piacevole per domande belle e piacevoli, ma non qualcosa di difficile e di
reale con una forma propria, con degli spigoli."
Ø
Non che dobbiate essere voi a provocare le
domande difficili, ma neppure dovete allontanarle: quando arrivano,
consideratele apertamente.
Ø
Per domande difficili non intendo solo
quelle relative alla dottrina cristiana quali l’inferno e l'affermazione fatta
da Gesù di essere l'unico Salvatore, sebbene anche queste siano importanti,
siano spesso un ostacolo al
cammino del credente e vadano quindi affrontate di netto e con chiarezza.
Penso invece che le questioni più
difficili dei nostri giorni
siano quelle morali.
Probabilmente è stato così in ogni epoca, perché è sempre più facile cambiare le idee che non la vita, e
Ø quasi tutte le questioni morali alle quali il mondo risponde in maniera assai diversa dalla Chiesa hanno a che fare col SESSO.
Ø
Rapporti
pre-matrimoniali, fedeltà contro adulterio, aborto, contraccezione,
omosessualità, divorzio —
le obiezioni più popolari contro la moralità cristiana sono tutte contro il
modo in cui la chiesa considera il
sesso.
Nessuno può ignorare questo fatto: non è un articolo speciale per nessun giovane, e non può esserlo neppure
per chi parla ai giovani.
Ø
Dobbiamo parlare loro dell'alto e santo ideale della
castità, del sesso come cosa bella, santa, fedele, che costituisce un
sacramento dell'amore
personale.
Ø
Papa Giovanni Paolo II lo sa, e molti dei suoi discorsi
hanno trattato questo argomento. Egli è un cacciatore, e sa come sparare
diritto al nascondiglio dello preda.
Ma quando mai vi è capitato un sermone di qualcuno su questo argomento?
3. NON
LIMITARTI A PROVARE I PUNTI
Il terzo punto è lo strumento più semplice e più pratico che io abbia mai trovato per un'apologetica efficace, ed è incredibile quanta differenza comporti !
Ø
Si tratta
semplicemente di ascoltare il vostro eventuale prigioniero.
-
Permettergli di
insegnare a voi, prima di essere voi ad insegnare a lui.
-
Usate il metodo di
Socrate, non come esercizio ginnico ma
con sincerità: scambiate i posti,
-
permettete che lo
studente diventi il maestro e il maestro lo studente.
-
Interessatevi
sinceramente alle sue opinioni, ai suoi sentimenti , alle sue esperienze, alle
sue ragioni, alla sua anima.
Fategli delle domande, non per accusarlo ma per aiutarlo
ad essere chiaro verso se stesso.
Questo
funziona per due motivi:
-
1° La verità uscirà fuori.
-
Dietro
l'investigazione, l'esposizione alla luce del giorno, la falsità si manifesterà.
-
Non è necessario schiacciare
con un martello gli insetti dell‘errore; lasciate che escano
dalla roccia sotto cui si nascondono, e
moriranno al sole.
-
2° Solo chi ascolta è poi ascoltato.
-
Solo dopo che il
vostro studente o eventuale
prigioniero, ha visto che vi interessate veramente a lui e alle sue idee, si
interesserà alle vostre.
-
Solo dopo che gli
avrete dato due dei beni più preziosi della vostra vita, tempo e attenzione,
egli vi darà il suo tempo e la sua attenzione.
Ricordate che lo scopo
dell'apologetica non si limita alla conquista
della testa, ma del cuore mediante la
testa.
Ø
Ciò a cui si mira non è la convinzione ma la fede, e secondo il Nuovo Testamento questa deve essere accompagnata
dal pentimento: “Pentitevi e credete” - ecco il Kerigma.
Ø
Il pentimento tuttavia deve avvenire nei confronti di Dio, non vostri, ed è un
fatto privato, interiore.
La vostra opera non è quella di convertire ma di preparare: quando i tempi saranno maturi, vi ritirerete
timidamente (l’amore è sempre timido) e lascerete che sia Dio a subentrare.
La vostra opera non è altro che quella di distendere il vostro mantello apologetico davanti all’umile asinello del pentimento che porta il Signore nella città santa dell’eventuale anima prigioniera.
4° - LA PRE-EVANGELIZZAZIONE – Il quarto suggerimento è che gran parte dell’opera dell'apologista deve essere riguardare proprio la preparazione alla vera evangelizzazione!
Ø
Il terreno ha bisogno
di essere zappato, prima che i semi del Vangelo possano mettere le radici.
Ø
La mente tipicamente
moderna ha in sé due rocce
enormi che impediscono la crescita del seme: non crede alla verità oggettiva
né ai valori oggettivi.
Quando si predica il Vangelo alla mente moderna, la risposta probabilmente non sarà: "Quello
che dici non è vero”, ma:
“Quello che dici può
essere vero per te, ma non per me. Come osi impormi le tue
credenze?”
Ø
E quando parlate della moralità cristiana, alla gente
pare quasi sempre che si tratti di un’opzione, di un'isola nel
supermercato dei modi di vivere, come una moda del vestire o delle
automobili.
Ø
Ma la gente moderna non ha mai ascoltato le
parole: "Così dice il Signore."
Tali parole non vanno pronunziate con tono minaccioso o accusatorio, ma neppure con imbarazzo, perché sono le parole che ci sono state affidate.
Ø
Noi non siamo gli autori o gli scrivani, ma solo i
postini, e il nostro Maestro ha avuto parole piuttosto dure nei confronti dei
servi infedeli che seppellirono nel
suolo la ricchezza del padrone, e parole ancor più dure per quelli che
provocano la caduta dei Suoi piccoli – parlava
di macine da mulino… .
LA BUONA NOVELLA: LA VERITÀ ESISTE!
Alcuni non hanno mai sentito la
buona novella che la verità
oggettiva esiste davvero!
Ø
Non hanno mai sentito che il Vangelo afferma l’esistenza
di un bene assoluto e di un male assoluto.
Ø
Se solo riusciranno a catturare una briciola della gioia
e dell'amore che brucia in noi quando parliamo loro di questa buona novella,
potranno vedere che è davvero una buona novella; vedranno un poco della Sua
potenza e della Sua gloria.
Gesù attirava i giovani. I
santi attiravano i giovani. I movimenti che oggi stanno crescendo nella chiesa
attirano i giovani. Il papa sta attirando i giovani.
Ø
Il fondamentalismo sta attirando gente giovane. Il motivo
è semplice: il cuore giovane si rallegra quando sente la lieta novella che, al
di là di ogni speranza, esiste la verità;
Ø
la cosa che migliaia di voci ironiche e senza gioia, da
ogni angolo della nostra cultura
morente hanno abbandonato, ritenendola un puro mito, il Prediletto che lo
spirito umano brama servire, la Verità la V maiuscola,esiste davvero!
5. INNAMORATI DELLA VERITÀ
Voi stessi dovete essere appassionatamente innamorati della verità, e quindi totalmente onesti.
Ø
Non potete dare quello
che non avete, e quindi l'amore amore verso la Verità non potrà mai essere
insegnato se non da un amante della Verità:
Ø
non solo da chi la
rispetta, quindi, e neppure da chi vi crede soltanto, ma da un amante della
Verità. (S. Agostino – C:c Lewis).
6. IL VALORE DELLE ARGOMENTAZIONI BEN FATTE
Il sesto
punto è l'equivalente apologetico di “temi Dio e tieni asciutte le
polveri." Qual è la nostra parte,
e quale quella di Dio?
A NOI
TOCCA IL CENTO PER CENTO, E A DIO
IL CENTO PER CENTO.
Come nel matrimonio, non si tratta di una proposta 50/50, ma di 100/100. Si
devono ricordare due punti, senza fare alcun compromesso:
1. “Se il Signore non
costruisce la casa, si affatica invano chi vi lavora.”
-
Dio non vi aiuta a costruirla, ma LA COSTRUISCE
LUI.
-
Noi siamo le Sue
braccia, le Sue gambe, i Suoi piedi, la Sua bocca.
2.
- Questo significa
attività e non passività. Sebbene infatti, come ha detto con tanta
semplicità S. Teresa: “Tutto è grazia”,
-
la grazia, perché sia davvero tale, redime la natura, inclusa la ragione
naturale.
-
Scommetto che dalla
bottega di un certo falegname di Nazareth non sono mai usciti tavoli mal fatti
o di poco valore.
-
Anche dalla nostra
apologetica non dovrebbero uscire argomenti non accurati o di poco corto.
Dobbiamo riversare tutta l’anima in questo lavoro, perché l’apologetica non è
un lavoro ma il corteggiamento delle anime.
Quanto può
fare l'apologetica?
Molto, se
entrambe le lame della forbice sono affilate – testa e cuore – possiamo arrivare
a tagliar via tonnellate di carta moderna.
Ø
Se cominciamo a
pensare nell’amore e a discutere nella preghiera, quando parleremo agli altri
di Cristo anche Lo manifesteremo. Più specificatamente,
Ø
cosa può fare la
discussione in se stessa? - Sebbene non possa provare tutte le verità della fede,
essa è in grado di rispondere a tutte le obiezioni che vi si fanno.
Ø
Dio, infatti, è
l’origine di ogni verità – tutta la verità è la verità di Dio — ed
Egli non potrà mai contraddire Se Stesso.
Quindi, poiché la natura e la ragione naturale sono anch’esse rivelazione di Dio, necessariamente ne consegue che
Ø niente nella fede rivelata da Dio nella Scrittura e nella chiesa potrà mai contraddire niente che sia rivelato nella natura o nella ragione naturale.
Ø Quando pare che filosofia e scienza contraddicano il dogma, potete star certi che da qualche parte c’è un errore; non tanto nella ragione, quanto nell’abuso della stessa.
E l’errore razionale potrà essere confutato razionalmente.
É quindi possibile rispondere
ad ogni singola obiezione che
chiunque possa inventare contro
qualunque dottrina della fede, e farlo servendosi della sola ragione.
Ø
E possiamo far più che
limitarci a confutare le obiezioni: possiamo, se non provarle, almeno
mostrarle, spiegarle, chiarirle e presentare la fede nella sua potenza che
attira, nella sua consistenza, profondità e significato.
Ø
Dobbiamo ricordare che
la ragione non è in primo luogo una questione di dare delle prove, ma di
vedere.
Ø
La gente spesso
sospetta delle prove, dei calcoli, nelle astuzie intelligenti; ma se coglie
qualcosa della visione gloriosa, se ne innamora.
Come per i greci che andarono da
Filippo, la loro speranza,
quella che dobbiamo realizzare, è semplicemente questa : “Vorremmo
vedere Gesù.” (Gv 12,21).
7. -
RINNOVARE UN MONDO VECCHIO E STANCO
Il settimo e ultimo punto è: siate ottimisti e non pessimisti, state
sull'offensiva e non sulla difensiva.
Ø In ogni epoca abbiamo ragione ad avere fiducia, ma in particolare nella nostra, perché la marea sta cambiando.
Ø
Il secolarismo sta morendo. Il mondo moderno, come il vecchio Impero Romano, muore. E come la
chiesa ci ha portati fuori dal tardo Medio Evo e dall’Oscurantismo, ci farà
uscire anche da ogni muovo Oscurantismo che
possa apparire all'orizzonte, sia che si tratti del totalitarismo, del
nucleare, o della coraggiosa New Age.
Oggi la Chiesa non è più l'edificio merlato che cerca disperatamente di tirare avanti. Oggi è
formata dai rivoluzionari, dai
guerriglieri che arruolano combattenti per la causa.
Ø
Siamo noi i giovani;
noi non stiamo cercando di sostenere una chiesa
vecchia e stanca, ma di salvare
un mondo vecchio e stanco, per farlo tornare giovane.
Ø
Il nostro è un
messaggio radicalmente nuovo: É LA BUONA NOVELLA.
Il mondo non lo ha saputo ascoltare e lo ha respinto; in
realtà non l’ ha mai ascoltato veramente.
Ø
Quello che la gente
pensa del cristianesimo non è che
l’involucro: sta a noi mostrare loro il nocciolo.
Ø
Non è che lo abbiano
provato per scoprire che non funziona; hanno pensato che non funzionasse e non
hanno fatto alcuna prova.
Se i semi
della fede gettati lungo le strade del Primo Mondo sono stati soffocati dalle Spine e dalle
preoccupazioni del mondo, o si sono seccati tra rocce e terra arida, allora i
semi portati dai venti dei missionari metteranno radici profonde per produrre
frutto nel Terzo Mondo.
Ø
In passato il centro della chiesa di spostò da Gerusalemme ad Antiochia, e da qui a Roma.
In futuro potrebbe spostarsi in Indonesia, o nel Ciad.
Ø
Può darsi che il Secondo
Mondo abbracci il Vangelo, perché
quando muoiono i vecchi dèi ne nascono dei nuovi, e il Comunismo ad
esempio è stato un dio— un dinosauro.
Ma potrebbe anche darsi che il 21° secolo veda che Mosca manda missionari
all’America pagana: Dio ha sempre assi nuovi nella manica.
Il mondo non sarà conquistato da chi distrugge o impreca, dalle tenebre e dalla rovina,
Ø
ma dall’esercito
invincibile di Dio consapevole della
propria essenza e del proprio scopo e fine
Ø
Dobbiamo procedere
marciando verso una vittoria
certa, restando saldi sulle promesse che le
porte stesse dell’inferno non potranno prevalere contro la chiesa di
Cristo.
Tommaso More ha detto: ”I tempi non sono mai tanto cattivi da non permettere a
un uomo buono di vivere”.
Ø
L’apologista, proprio
come il prete, il ministro, il teologo, l’operatore sociale, il contemplativo,
l'infermiere, il papa o chi pulisce i pavimenti, fa parte del potente esercito
in marcia verso la Nuova Gerusalemme, che rivendica questo mondo per il suo
giusto re. Perché:
Questo è il mondo di mio Padre,
e non voglio mai dimenticare
che sebbene il
male sembri spesso tanto forte,
Dio rimane sempre sul trono.
É il mondo di mio Padre,
perché il cuore dovrebbe rattristarsi?
Il Signore è Re! Risuonino i cieli!
Dio regna! Gioisca la terra!